{"id":231,"date":"2021-08-30T15:54:02","date_gmt":"2021-08-30T15:54:02","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/08\/post-covid-19-il-ritorno-in-alta-quota\/"},"modified":"2021-08-30T15:54:02","modified_gmt":"2021-08-30T15:54:02","slug":"post-covid-19-il-ritorno-in-alta-quota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/08\/post-covid-19-il-ritorno-in-alta-quota\/","title":{"rendered":"Post-covid-19: Il Ritorno In Alta Quota"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center\"><strong>Post-CoVid-19: il ritorno in alta quota<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>A cura di Giancelso Agazzi<\/strong><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center\"><em>Report liberamente tratto da High Altitude Medicine &amp; Biology<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: center\"><em>Volume 00, Number 00, 2021<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: center\"><em>Return to high altitude after recovery from Coronavirus Disease 2019<\/em><\/h5>\n<p style=\"text-align: center\">Dopo l\u2019avvento della pandemia causata dal Coronavirus SarS-CoV-2 nell\u2019inverno del 2020 si sono verificati un notevole calo del turismo globale ed un significativo decremento di coloro che si recano in alta quota (alpinisti e trekker). Le restrizioni dei viaggi in aereo e le difficolt\u00e0 logistiche hanno fortemente limitato l\u2019accesso alle principali aree del trekking e alle regioni del mondo in cui si pratica l\u2019alpinismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Con l\u2019avvento dei vaccini e con il contenimento della pandemia ci si aspetta una ripresa del turismo globale nel corso dei prossimi anni, con un ritorno degli appassionati sulle montagne del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Particolare attenzione va posta a coloro che si sono ammalati di CoVid-19 e vogliono riprendere un\u2019attivit\u00e0 in alta quota, in particolare sull\u2019Aconcagua, sul Denali e sull\u2019Everest. Occorrono raccomandazioni desunte dai dati finora raccolti e dalla letteratura scientifica che si occupa delle sequele dell\u2019infezione da Sars-CoV-2.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">La diminuzione della pressione barometrica che si accompagna al salire in alta quota provoca una riduzione della pressione parziale di ossigeno che viene inspirato (pO2). Questo calo determina una vasocostrizione a livello delle arteriole polmonari, con conseguente aumento della resistenza vascolare polmonare e della pressione dell\u2019arteria polmonare, nonch\u00e9\u00a0 un aumento della ventilazione polmonare (HVR). Il fenomeno incomincia dopo pochi minuti di esposizione all\u2019alta quota, con una variabilit\u00e0 individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00a0L\u2019<em>output cardiaco<\/em> aumenta in seguito all\u2019esposizione all\u2019ipossia acuta conseguente all\u2019accelerazione della frequenza cardiaca: questo si deve all\u2019attivazione della risposta del sistema simpatico ed alla riduzione dell\u2019attivit\u00e0 del sistema parasimpatico. La contrattilit\u00e0 del miocardio \u00e8 in genere conservata. Si verifica di solito un aumento della pressione arteriosa a quote comprese tra 2500 e 5000 metri. La massima capacit\u00e0 all\u2019esercizio diminuisce anche nei soggetti pi\u00f9 allenati. Scattano anche altri meccanismi di adattamento all\u2019alta quota, come l\u2019aumento dell\u2019emoglobina. Il volume plasmatico diminuisce. Le alterazioni del centro di controllo della respirazione causate dalla permanenza in alta quota producono un\u2019apnea durante il sonno (<em>central sleep apnea<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0La prestazione fisica dopo la forma grave<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong>Saper interpretare le sequele di un\u2019infezione da CoVid-19 \u00e8 utile per valutare il rischio di un\u2019esposizione all\u2019alta quota (ipossia ipobarica).\u00a0 Alcuni studi hanno documentato il protrarsi di sintomi nei pazienti che si sono ammalati di CoVid-19. Uno studio osservazionale effettuato negli USA (Chopra et al., 2020) ha evidenziato la persistenza di sintomi nel 32% dei 488 partecipanti. Un <em>report<\/em> effettuato da ricercatori italiani (Carfi et al., 2020) ha evidenziato un prolungamento dei sintomi nell\u201987.4% di 143 individui dopo la dimissione dall\u2019ospedale. Principali sintomi: tosse, stanchezza, dolore toracico, persistente perdita del gusto e\/o dell\u2019olfatto, ansia, depressione e disturbi del sonno. Va fatto presente che la maggior parte delle ricerche ha esaminato i soggetti dai 30 ai 150 giorni dall\u2019insorgenza dell\u2019infezione o dalla dimissione dall\u2019ospedale, senza prendere in considerazione individui che si sono ammalati, ma che non hanno richiesto ospedalizzazione. Non \u00e8 stato valutato lo stato di salute dei soggetti nel periodo antecedente l\u2019infezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Apparato respiratorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">I sintomi respiratori nella maggior parte dei casi sono scomparsi in molti pazienti entro 150 giorni dall\u2019infezione. I problemi respiratori provocati da uno stato di ipossia nei soggetti che si sono ammalati sono pi\u00f9 accentuati tra coloro che sono affetti da broncopatia cronica ostruttiva (BPCO) o da malattia polmonare interstiziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Apparato cardiovascolare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Studi ecocardiografici hanno evidenziato che, per quanto riguarda il cuore, in genere la funzione ventricolare sinistra \u00e8 rimasta ben conservata, come pure quella ventricolare destra. Uno studio effettuato su 789 atleti positivi per il CoVid-19, ma che non sono stati ospedalizzati, ha dimostrato che solo nello 0.6% dei casi alla RMN (risonanza magnetica) si \u00e8 verificata una malattia infiammatoria cardiaca. Coloro che sono stati affetti da una miocardite durante o dopo un\u2019infezione\u00a0 CoVid-19 devono essere valutati mediante un\u2019ecocardiografia, un Holter cardiaco ed un elettrocardiogramma da sforzo a distanza di 3-6 mesi dall\u2019insorgenza della malattia. I viaggi in alta quota vanno evitati mentre la miocardite \u00e8 ancora attiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00a0Non \u00e8 al momento chiaro per quanto tempo le anormalit\u00e0 cardiache possano persistere e se possano avere conseguenze gravi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Attualmente non si sa neppure se un individuo che ha avuto una tromboembolia arteriosa o venosa causata dal Coronavirus sia predisposto ad altri eventi di questo genere in alta quota. Ad ogni modo in caso di infarto del miocardio o di eventi cerebrovascolari il ritorno in alta quota deve essere rimandato di mesi, per permettere un\u2019adeguata rivascolarizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Una riduzione nella <em>exercise capacity<\/em> \u00e8 possibile dopo l\u2019infezione CoVid-19 e Pu\u00f2 variare a seconda della gravit\u00e0 del singolo caso. I soggetti con modesta tolleranza all\u2019esercizio fisico devono salire in quota con maggiore gradualit\u00e0, evitando sforzi eccessivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Alterazioni radiologiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Nel <em>follow up<\/em> dei pazienti che si sono ammalati di CoVid-19 la tomografia compiuterizzata (TC) del torace ha evidenziato una grande variet\u00e0 di alterazioni. Tra queste opacit\u00e0, bande fibrotiche, reticolazioni e bronchiectasie, di entit\u00e0 variabile a seconda della severit\u00e0 della malattia. Tali anomalie possono scomparire nel tempo. A volte, invece, la loro persistenza pu\u00f2 causare difficolt\u00e0 nello scambio dei gas a livello polmonare in alta quota.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Prima del viaggio: cosa fare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Non tutte le persone che si sono ammalate di CoVid-19 necessitano di una valutazione prima di affrontare un viaggio in alta quota. Tutto dipende dalla durata e dalla gravit\u00e0 dell\u2019infezione. I soggetti risultati di recente positivi al tampone e che non hanno avuto bisogno di ospedalizzazione devono rimanere a riposo ed astenersi dal viaggiare in alta quota per almeno due settimane, anche nell\u2019eventualit\u00e0 remota in cui, pur avendo sintomi se la sentissero di affrontare l\u2019altitudine. Questo vale, comunque, anche per gli asintomatici. \u00a0Il ritorno all\u2019attivit\u00e0 fisica deve essere graduale a partire dalla risoluzione dei sintomi o dalla negativizzazione del tampone. Un\u2019ulteriore valutazione diagnostica \u00e8 indicata in coloro che rimangono sintomatici per oltre due settimane dopo un test CoVid-19 positivo senza ospedalizzazione o dopo due settimane dalla dimissione dall\u2019ospedale in caso di ricovero. Naturalmente devono essere sottoposti a controlli accurati coloro che sono stati ricoverati in un\u2019unit\u00e0 di terapia intensiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Le indagini post-CoVid-19 da effettuare su chi ha avuto come complicanza una miocardite sono ecocardiografia a riposo, Holter cardiaco, elettrocardiogramma da sforzo 3-6 mesi dopo la guarigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00a0I viaggi in alta quota devono essere evitati quando l\u2019infiammazione \u00e8 ancora presente e riprendere solo quando la funzione ventricolare e i <em>biomarker<\/em> di infiammazione si sono normalizzati e non sono presenti aritmie.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Nel caso i sintomi persistano vengono raccomandati i seguenti esami: pulsiossimetria a riposo e durante l\u2019esercizio fisico (un esame non invasivo e indolore che misura il livello di saturazione di ossigeno nel sangue), test di funzionalit\u00e0 polmonare, compresi spirometria, calcolo dei volumi polmonari e D1CO, radiografia del torace, elettrocardiogramma, peptide natriuretico, troponina cardiaca ad alta sensibilit\u00e0 (hs Tn) ed ecocardiografia. In alcuni casi \u00e8 indicata l\u2019RMN cardiaca.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Coloro che presentano una diminuita ossigenazione a livello del mare o durante l\u2019esercizio dovrebbero monitorare la pulsiossimetria subito dopo l\u2019arrivo in alta quota e scendere nel caso in cui la saturazione fosse troppo bassa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Chi intende viaggiare in alta quota deve essere informato su come riconoscere le malattie provocate dall\u2019altitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Da sapere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Vista la scarsit\u00e0 di dati riguardanti i pazienti che si sono ammalati di CoVid-19 che decidono di recarsi in alta quota, molta cautela deve essere utilizzata nell\u2019affrontare un viaggio in altitudine. Quest\u2019ultimo dovrebbe essere preferibilmente pianificato in una zona in cui sia facile raggiungere strutture sanitarie e dove sia possibile scendere a quote pi\u00f9 basse in caso di necessit\u00e0. Ai soggetti che non hanno mai soggiornato in alta quota \u00e8 raccomandato di salire pi\u00f9 lentamente secondo le raccomandazioni delle societ\u00e0 scientifiche. Basti ricordare che, in condizioni normali, sarebbe opportuno non superare i 300 metri di dislivello al giorno. Anche coloro che hanno gi\u00e0 frequentato l\u2019alta quota devono salire in modo pi\u00f9 graduale di prima specie oltre i 4000 metri. In sintesi, la ripresa dell\u2019attivit\u00e0 fisica post-CoVid-19 deve essere lenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Dopo oltre un anno di pandemia non vi sono ancora certezze sulla fisiopatologia, le manifestazioni e le sequele a lungo termine della malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">In assenza di studi dettagliati sui rischi di un soggiorno in altitudine, occorre grande cautela nell\u2019affrontare un viaggio in alta quota, soprattutto in caso di predisposizione a sviluppare particolari disturbi, come, per esempio, l\u2019ipossia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00a0Quando la pandemia sar\u00e0 finita ed i viaggi in zone montane riprenderanno, ulteriori ricerche sui soggetti che si sono ammalati di CoVid-19 saranno utili per meglio individuare i rischi e per mettere a punto delle linee guida ad hoc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>22 agosto 2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Post-CoVid-19: il ritorno in alta quota \u00a0A cura di Giancelso Agazzi Report liberamente tratto da High Altitude Medicine &amp; Biology Volume 00, Number 00, 2021 Return to high altitude after [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":232,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/231"}],"collection":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/231\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}