{"id":238,"date":"2021-03-22T16:20:56","date_gmt":"2021-03-22T16:20:56","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/03\/one-health\/"},"modified":"2021-03-22T16:20:56","modified_gmt":"2021-03-22T16:20:56","slug":"one-health","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/03\/one-health\/","title":{"rendered":"One Health"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>ONE-HEALTH<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Cosa significa &#8211; Perch\u00e9 se ne parla<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">(Dr. Carla D\u2019Angelo \u2013 Commissione Centrale Medica del Club Alpino Italiano)<\/p>\n<p>One Health: letteralmente una salute. Il concetto di One Health riconosce la stretta interconnessione tra la salute dell\u2019uomo, degli animali e dell\u2019ambiente. Non \u00e8 un paradigma nuovo perch\u00e9 \u00e8 da tempo conosciuto sia a livello nazionale che globale, ma \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 rilevante per le crescenti evidenze scientifiche sulle interazioni esistenti nella salute di tutto l\u2019ecosistema.<\/p>\n<p>La visione olistica One Health, introdotta in questi termini oltre dieci anni fa, ha origini antiche. Dalla fine del \u2018700 sono note le relazioni tra i processi di malattia degli animali e degli esseri umani e nell\u2019800 Virchow (patologo tedesco, 1821-1902) conia il termine \u201czoonosi\u201d per indicare una malattia infettiva che si trasmette tra esseri umani e animali. Le due medicine, umana e animale, rimangono comunque separate fino al XX secolo.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019introduzione dei principi di salute pubblica veterinaria nella met\u00e0 del secolo scorso, crescono le spinte a unificare le conoscenze della medicina umana e veterinaria per la gestione delle zoonosi e con il nuovo secolo si inizia a parlare di One Medicine e di One World-One Health. La paura globale dell\u2019epidemia dell\u2019influenza aviaria (H5N1) del 2003 spinge l\u2019American Medical Association a raccomandare un approccio One Health per le risposte ai focolai di malattie globali nel 2007.<\/p>\n<p>In seguito alla collaborazione di FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura), OIE (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 Animale) e WHO (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0) con UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l\u2019Infanzia) e UNSIC (Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori) per lo sviluppo di una strategia di risposta al rischio in continua evoluzione di malattie emergenti e riemergenti, la One Health diventa un approccio raccomandato e una realt\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Nel 2010 con la dichiarazione di HANOI (Vietnam) in occasione della Conferenza Ministeriale Internazionale sull&#8217;epidemia animale dell&#8217;influenza aviaria la FAO, la OIE e l\u2019OMS pubblicano il Concetto Tripartito. Nel 2011 a Melbourne (Australia) si svolge il primo Congresso Internazionale sull\u2019approccio One Health e in Africa si tiene la prima Conferenza Internazionale. Ad alto livello tecnico si discute per affrontare i rischi sanitari sulla base delle interconnessioni Ecosistema-Uomo-Animale e si crea una volont\u00e0 politica per il movimento One Health. Dal 2017 nel sito web dell\u2019OMS \u00e8 presente una pagina per One Health che evidenzia importanti aree tematiche.<\/p>\n<p>Le interazioni tra gli esseri umani, gli animali e l\u2019ambiente costituiscono sempre pi\u00f9 causa di diffusione delle malattie, soprattutto infettive; in particolare la crescita esponenziale delle popolazioni umane e animali, la rapida urbanizzazione il cambiamenti nei sistemi di produzione e allevamento, lo stretto contatto tra il bestiame e la fauna selvatica, la deforestazione, i cambiamenti negli ecosistemi e la globalizzazione del commercio degli animali e dei prodotti da esso derivati.<\/p>\n<p>Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) circa il 75% delle malattie infettive emergenti che interessano gli esseri umani sono di origine animale e circa il 60% di tutti i patogeni che colpiscono l\u2019uomo sono zoonotici. Tutto questo determina non solo danni diretti alla salute dell\u2019uomo ma provoca danni al bestiame, causa danni economici e rallenta lo sviluppo dei Paesi.<\/p>\n<p>Per prevenire il passaggio delle malattie da un sistema all\u2019altro sono necessari apparati di sorveglianza efficaci che tengano conto dell\u2019epidemiologia della malattia, della situazione ecologica circostante, dei sistemi di produzione coinvolti, delle informazioni storiche. Inoltre, nel contesto globalizzato occorrono la cooperazione e lo scambio delle conoscenze tra Paesi.<\/p>\n<p>In Italia il nuovo Piano Nazionale delle Prevenzione (PNP) 2020-2025 <em>\u201crafforza una visione che considera la salute come risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell\u2019essere umano, della natura e dell\u2019ambiente (One Health)\u2026.. L&#8217;approccio One Health consente di affrontare la questione trasversale della biodiversit\u00e0 e della salute umana, cos\u00ec come il contrasto efficace all\u2019antimicrobico-resistenza, problema crescente di dimensioni globali, o come il contrasto all\u2019emergenza di epidemie e pandemie che trovano origine nelle manomissioni e degrado degli ecosistemi con conseguenti trasferimenti di patogeni (spillover) dalla fauna selvatica a quella domestica, con successiva trasmissione all\u2019uomo.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Anche tra gli interventi previsti nel PNRR in corso di stesura vi \u00e8 quello di <em>\u201cdefinire un nuovo assetto istituzionale di prevenzione Salute-Ambiente-Clima, secondo l\u2019approccio One-Health\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Oltre alla collaborazione delle diverse discipline e del coinvolgimento delle istituzioni \u00e8 importante che tutti gli individui sviluppino la consapevolezza delle interconnessioni che vi sono nell\u2019ecosistema perch\u00e9 ognuno pu\u00f2 avere un ruolo per contribuire a determinare la sua salute secondo l\u2019approccio One Health. \u00c8 necessaria non solo la partecipazione di medici e veterinari ma anche di tutti gli operatori ambientali e del settore faunistico cos\u00ec come di sociologi, architetti, decisori istituzionali ed esperti dello sviluppo sostenibile. Sono fondamentali gli sforzi educativi comuni, le iniziative di comunicazione congiunta, lo sviluppo della ricerca e del controllo. Nella visione One Health la salute va perseguita considerando che l\u2019ecosistema (l\u2019insieme degli organismi viventi e della materia non vivente) non ha barriere al suo interno e la salute\/malattia dei suoi componenti \u00e8 il risultato delle inevitabili interconnessioni positive o negative.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE-HEALTH Cosa significa &#8211; Perch\u00e9 se ne parla (Dr. Carla D\u2019Angelo \u2013 Commissione Centrale Medica del Club Alpino Italiano) One Health: letteralmente una salute. 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