{"id":240,"date":"2021-02-16T09:25:07","date_gmt":"2021-02-16T09:25:07","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/02\/bambini-e-montagna\/"},"modified":"2021-02-16T09:25:07","modified_gmt":"2021-02-16T09:25:07","slug":"bambini-e-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/02\/bambini-e-montagna\/","title":{"rendered":"Bambini E Montagna"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center\"><strong>Bambini e Montagna<\/strong><\/h2>\n<h5 style=\"text-align: center\">Febbraio 2021 &#8211; Commissione Centrale Medica &#8211; Gruppo di Lavoro \u201cBambini e Montagna\u201d &#8211;<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: center\">(F. Agostinis, A. Cogo, A. Cucuccio, F. Fontana, P. Imazio, L. Posani, A. Venga)<\/h5>\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Le motivazioni che portano un genitore ad accompagnare un bambino in ambiente montano sono molteplici: dal piacere dell\u2019outdoor all\u2019osservazione della natura, dalla ricerca di avventura a una vita salutista volta al benessere fisico e psichico. Occorre per\u00f2 considerare che raggiungere determinate altitudini e le repentine variazioni di quota possono comportare dei rischi per la salute: infatti, un viaggio in ambiente diverso da quello abituale, in un bambino sotto i 3 anni di et\u00e0, pu\u00f2 determinare cambiamenti fisiologici che difficilmente sono distinguibili da patologie connesse con le variazioni di quota. Dobbiamo considerare che l\u2019organismo del bambino \u00e8 ancora in fase di sviluppo e che la regolazione termica e la capacit\u00e0 di adattamento all\u2019ipossia non sono ancora mature. Quindi \u00e8 fondamentale la supervisione degli adulti da cui dipende il benessere del bambino.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Altitudine<\/strong><\/p>\n<p>Salendo di quota si riduce progressivamente la pressione barometrica e questo fa s\u00ec che anche la pressione dell\u2019ossigeno (che \u00e8 sempre circa il 21% di quella barometrica) si riduca; abbiamo quindi meno ossigeno a disposizione: per esempio, a 1500 m c\u2019\u00e8 circa l\u201984% di ossigeno rispetto al livello del mare; a 2000 m, circa l\u201980%, a 3000 m circa i 2\/3. Tutto questo comporta una progressiva riduzione della capacit\u00e0 di esercizio e la necessit\u00e0 di una corretta acclimatazione per non incorrere nel mal di montagna. Le classificazioni della quota in ambito di Medicina di montagna tengono conto degli adattamenti dell\u2019organismo che saranno tanto pi\u00f9 impegnativi quanto maggiore sar\u00e0 l\u2019altitudine. Per cui considerando Media quota (1500 mt-2500 mt), Alta quota (2500 mt-3500 mt.), Altissima quota (oltre 3500-5500 mt.) e Quota estrema (&gt;5500m) saranno proprio le altitudini maggiori a causare malesseri, in uguale misura negli adulti e nei bambini.<\/p>\n<p>La patologia legata all\u2019altitudine \u00e8 definita mal acuto di montagna (AMS) e si distingue in lieve, moderato e grave, in questi due ultimi casi si pu\u00f2 avere edema cerebrale e\/o edema polmonare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Male acuto di montagna<\/strong><\/p>\n<p>Al di sopra dei 2500 mt\u00a0 il rischio di incorrere in questa patologia \u00e8 concreto, soprattutto se si trascorre la notte e, nell\u2019evoluzione della stessa, i bambini rispondono in modo analogo agli adulti, anche perch\u00e9 il processo di acclimatazione implica cambiamenti identici.\u00a0 Occorre tenere presente che i bambini pi\u00f9 piccoli hanno delle specificit\u00e0 anatomiche, soprattutto nell\u2019apparato respiratorio, che li differenziano dagli adulti, e possono avere una diversa risposta all\u2019ipossia. Inoltre il bambino non sa riferire la sintomatologia che di per s\u00e9 \u00e8 insidiosa e subdola, facilmente confusa con una sindrome influenzale (malessere generale &#8211; nausea &#8211; cefalea) che si traduce con inappetenza, scarsa voglia di giocare e perdita del sonno che sono poi i tre parametri per valutare la gravit\u00e0 dei sintomi soprattutto nei bambini pi\u00f9 piccoli. La tempistica dell\u2019insorgenza ci pu\u00f2 aiutare in quanto la comparsa dei primi sintomi si verifica dalle 4 alle 12 ore dall\u2019arrivo in quota ed \u00e8 notevolmente influenzata da eventuali pernottamenti, se non si sono rispettati i tempi di acclimatamento (300 mt al giorno di ascesa per quote superiori a 3000 mt). La nostra attenzione sulla prevenzione della patologia a cui i bambini sono pi\u00f9 sensibili \u00e8 il male acuto di montagna lieve.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Considerazioni<\/strong><\/p>\n<p>Nella prima infanzia (fino ai 2 anni) non \u00e8 controindicato raggiungere i 2000 mt., mentre sono da evitare salite ad altitudini superiori. Dai dati in letteratura risulta appurato che una quota fino ai 1500 mt. \u00e8 ben tollerata nei bambini sotto i 12 mesi, altitudine alla quale possono soggiornare anche diversi giorni. \u00c8 possibile superare questo limite (mai oltre i 2000 mt.) purch\u00e9 si salga e si scenda in giornata e che la salita sia lenta e graduale (a piedi e non con mezzi meccanici).<\/p>\n<p>Bambini di et\u00e0 compresa tra i 2 e 5 anni possono salire fino ai 2500-3000 mt ma occorre cautela poich\u00e9 a queste et\u00e0 non \u00e8 sempre facile per i bambini descrivere e comunicare eventuali sintomi a differenza di quanto accade nella fascia di et\u00e0 compresa tra 5 e i 10 anni, et\u00e0 in cui, comunque, questa altitudine \u00e8 ben tollerata anche se occorre sempre vigilare su una possibile insorgenza del male acuto di montagna.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Un bambino di pochi mesi e fino ai 2 anni pu\u00f2 soggiornare a quota\u00a0 2000 mt. ma per i neonati (primi 30 gg) \u00e8 sconsigliato dormire oltre i 1500 mt.<\/p>\n<p>I bambini tra 2 e 3 anni \u00e8 bene che non pernottino oltre i 2500 mt.<\/p>\n<p>Un bambino dai 2 ai 10 anni pu\u00f2 presentare male acuto di montagna a quote superiori a 2500 mt se non si rispettano i tempi di acclimatamento.<\/p>\n<p>Evitare di portare bambini in montagna a quote superiori ai 2000 mt se vi sono patologie respiratorie acute, anche banali, anemia o cardiopatie.<\/p>\n<p>Ricordare che cute e occhi vanno protetti dai raggi solari. A tal proposito far indossare occhiali da sole (consigliabile \u00a0averne un paio di riserva), indossare un cappellino con visiera, indumenti tecnici che favoriscano la dispersione di calore, crema solare ad alta protezione (50) da applicare ogni 2-3 ore.<\/p>\n<p>I bambini sono sensibili al freddo pi\u00f9 degli adulti e il 30% del calore viene disperso dal capo<\/p>\n<p>I bambini piccoli trasportati con gli zainetti preposti sono ancora pi\u00f9 sensibili alle basse temperature, vista la loro immobilit\u00e0 durante il tragitto. Raccomandati zaini omologati per garantire una corretta postura.<\/p>\n<p>Rapidi cambiamenti di quota (salite e\/o discese in funivia o ovovia, per esempio) possono causare dolore auricolare, specie se il bambino lamenta infezioni pregresse alle vie aeree superiori (raffreddore).<\/p>\n<p>Ricordare che il bambino nell\u2019andare in montagna \u00e8 spinto da motivazioni diverse da quelle dell\u2019adulto per cui gioco o scoperta devono sempre prevalere sulla performance.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bambini e Montagna Febbraio 2021 &#8211; Commissione Centrale Medica &#8211; Gruppo di Lavoro \u201cBambini e Montagna\u201d &#8211; (F. Agostinis, A. Cogo, A. Cucuccio, F. Fontana, P. Imazio, L. Posani, A. 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