{"id":242,"date":"2021-01-22T10:51:32","date_gmt":"2021-01-22T10:51:32","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/01\/seniores-in-montagna-alcuni-consigli-pratici\/"},"modified":"2021-01-22T10:51:32","modified_gmt":"2021-01-22T10:51:32","slug":"seniores-in-montagna-alcuni-consigli-pratici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/2021\/01\/seniores-in-montagna-alcuni-consigli-pratici\/","title":{"rendered":"Seniores In Montagna: Alcuni Consigli Pratici"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center\"><strong><em>Seniores in Montagna: alcuni consigli pratici<\/em><\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center\">(a cura del Dr. Giancelso Agazzi)<\/p>\n<p>Per definizione la prima senescenza compare dopo i 65 anni di et\u00e0 e con il 65\u00b0 anno di vita convenzionalmente compare la vecchiaia. La senescenza conclamata si colloca tra i 75 ed i 90 anni.<\/p>\n<p>Detto questo, non vi \u00e8 un limite cronologico di tempo per frequentare la montagna e per affrontare l\u2019alta quota: molte persone con pi\u00f9 di settant\u2019anni hanno svolto con successo escursioni oltre i 5000 metri di altitudine.<\/p>\n<p>L\u2019elvetico Ulrich Inderbinen, Guida Alpina &#8211; per esempio &#8211; nato a Zermatt nel 1904 e morto nel suo paese natale all\u2019et\u00e0 di cento anni, sopranominato il \u201cRe delle Alpi\u201d, ha svolto nella sua vita trecentosettanta ascensioni sul Cervino, l\u2019ultima delle quali all\u2019et\u00e0 di novant\u2019anni. Keizo Miura, alpinista giapponese, morto nel 2006, \u00e8 stato l\u2019uomo pi\u00f9 vecchio che ha salito il Kilimanjaro nel 1981, nonch\u00e9 \u00e8 sceso con gli sci dalla vetta del Monte Bianco all\u2019et\u00e0 di ben 99 anni. Qualche anno fa una donna di 91 anni ha raggiunto la vetta del monte Fuji (3780 m.) in Giappone. Un uomo di 100 anni \u00e8 salito sul monte Shasta (4320 m.), in California, dopo di aver scalato il monte Popocatepetl (5460 m.) a 76 anni. Julius Boehm a 80 anni ha raggiunto la vetta del monte Rainer (4422 m.), mentre Hulda Crooks \u00e8 salita in cima al monte Whitney (4421 m.) a 93 anni. Orvis Agee a 81 anni \u00e8 salito in cima al monte Shasta (4320 m.) in California. A 66 anni l\u2019alpinista bergamasco Mario Curnis, in compagnia di Simone Moro e dello sherpa Ang Mingma, ha raggiunto, il 24 maggio del 2002, la vetta dell\u2019Everest, salendo dal versante tibetano. Nel 2008, a 77 anni, Min Bahadur Sherchan, alpinista nepalese, ha scalato l\u2019Everest; \u00e8 stato a quel tempo l\u2019uomo pi\u00f9 vecchio sulla montagna pi\u00f9 alta del mondo, dimostrando che la sola et\u00e0 non rappresenta una barriera. Lo scalatore giapponese Matsumoto Tatsuo a 79 anni ha raggiunto, il 20 maggio del 2018, la vetta del Lhotse (8516 m.). Il giapponese Yuichiro Miura \u00e8 l&#8217;alpinista\u00a0pi\u00f9\u00a0anziano\u00a0che abbia\u00a0mai\u00a0scalato l&#8217;Everest, impresa realizzata all\u2019et\u00e0 di 80 anni, conquistando il record di alpinista\u00a0pi\u00f9\u00a0vecchio in vetta al monte Everest; salita che Miura aveva gi\u00e0 svolto all\u2019et\u00e0 di 70 anni.<\/p>\n<p>Certo, gli esempi citati si riferiscono a persone che spesso hanno frequentato la montagna per gran parte della loro vita, che presentavano e presentano caratteristiche atletiche di particolare rilievo, che con la loro determinazione hanno sopperito al fisiologico decadimento prestativo intrinseco dell\u2019et\u00e0 avanzata, ci\u00f2 nonostante la montagna, se affrontata correttamente, ossia anche con i dovuti limiti, costituisce un ambiente ben frequentabile per il Senior che intende praticare attivit\u00e0 fisica in un ambiente salubre ed allo stesso tempo motivante.<\/p>\n<p>L\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (<em>OMS)<\/em> ha promosso l\u2019aumento dell\u2019attivit\u00e0 fisica del Senior quale forma di prevenzione e di terapia per patologie come le malattie dell\u2019apparato cardiovascolare, il diabete, l\u2019obesit\u00e0, le malattie cronico-degenerative. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 auspica che i Seniores mantengano una condizione fisica di efficienza, combattendo i principali fattori di rischio legati all\u2019et\u00e0, riducendo gli stati di ansia e di depressione, nonch\u00e9 il decadimento mentale. Un recente studio effettuato nelle Alpi in rifugi situati ad oltre 3000 metri ha evidenziato che i sintomi dell\u2019A.M.S. (male acuto di montagna) sono meno frequenti nelle persone in et\u00e0 avanzata, rispetto ai soggetti pi\u00f9 giovani (2 % rispetto al 33 % dei soggetti con et\u00e0 inferiore ai 60 anni).<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di un Senior di andare in alta quota dipende pi\u00f9 da un grado individuale di forma fisica che dall\u2019et\u00e0 stessa: \u00e8 necessario nel Senior un tipo di attivit\u00e0 fisica che stimoli e migliori lo stato di salute sia da un punto di vista fisico che psichico. Per affrontare l\u2019ambiente alpino \u00e8 richiesto un relativo alto grado di forma fisica, la cui diminuzione pu\u00f2 comportare l\u2019aumento del rischio di incidenti; un allenamento adeguato e ragionevole \u00e8 in grado di mantenere\/ottenere un buon condizionamento atletico, affinch\u00e9 il Senior possa essere in grado di frequentare \u2013 pur con i dovuti limiti dettati dalle caratteristiche individuali e dall\u2019eventuale presenza di patologie &#8211; la montagna con maggior sicurezza.<\/p>\n<p>Il primo passo da compiere al Senior per poter affrontare l\u2019ambiente montano con pi\u00f9 sicurezza e consapevolezza \u00e8 quello di sottoporsi ad una visita medica \u2013 che andr\u00e0 ripetuta con regolarit\u00e0 \u2013 al fine di stabilire le condizioni fisiche e psichiche del soggetto nonch\u00e9 di conoscere gli eventuali limiti della frequentazione stessa; a tale proposito gli ambulatori di Medicina di Montagna con i medici e tutto il personale sanitario formato e rivolto a soggetti che intendono frequentare l\u2019ambiente montano, risultano essere di grande ausilio per il completamento di questo primo importante step.<\/p>\n<p>Una volta stabilite le caratteristiche individuali e gli obiettivi da raggiungere, al Senior dovr\u00e0 essere proposto un programma di preparazione, il quale con gradualit\u00e0 lo porter\u00e0 a migliorare tutte quelle qualit\u00e0 necessarie al tipo di attivit\u00e0 montana scelta in accordo con la valutazione medica iniziale.<\/p>\n<p>Fatto saldo questo aspetto, spesso tra le qualit\u00e0 da allenare troviamo quelle aerobiche, ossia la capacit\u00e0 di protrarre nel tempo uno sforzo fisico di bassa intensit\u00e0, come \u2013 ad esempio \u2013 camminare per qualche ora; saranno questi, allenamenti svolti a bassa intensit\u00e0 che gradualmente aumentano in durata relativamente agli obiettivi prefissati. Al fine di monitorare il tipo di sforzo per questo tipo di allenamenti, l\u2019utilizzo del cardiofrequenzimetro permettere di tenere, in tempo reale, sotto controllo il tipo di impegno fisico, con l\u2019obiettivo sia di ottenere un allenamento corretto, sia di non eccedere con intensit\u00e0 che potrebbero risultare controproducenti.<\/p>\n<p>Il Senior che si pone l\u2019obiettivo di esporsi alla quota, oltre a conoscerne gli eventuali limiti e le modalit\u00e0 di esposizione, dovr\u00e0 inizialmente ottenere un buon condizionamento atletico a bassa quota per poi con metodo e gradualit\u00e0 raggiungere altitudini maggiori al fine di preparare progressivamente l\u2019organismo a questo tipo di impegno. Anche in questo caso i Medici di Montagna, con i relativi ambulatori, sono in grado di guidare il Senior alla corretta progressione.<\/p>\n<p>In tutto ci\u00f2 non va dimenticato sia il corretto approccio nutrizionale e di idratazione, elementi a cui il Senior dovr\u00e0 rivolgersi con conoscenza e corretto approccio, al fine di evitare situazioni carenziali che potrebbero incidere negativamente sulla performance e soprattutto sulla salute, sia alla protezione e salvaguardia delle articolazioni, specie quelle degli arti inferiori e della colonna vertebrale, attraverso accorgimenti quali \u2013 ad esempio &#8211; l\u2019utilizzo di calzature adeguate, all\u2019impiego dei bastoncini telescopici, all\u2019adeguatezza circa le dimensioni, il posizionamento e il carico dell\u2019eventuale zaino.<\/p>\n<p>Gli esercizi di stretching e di mobilit\u00e0 articolare dovranno essere ben rappresentati nel programma di allenamento a prescindere dall\u2019attivit\u00e0 montana scelta; preparare \u2013 attraverso questi esercizi \u2013 muscoli, tendini e articolazioni \u00e8 un elemento non trascurabile per qualsiasi soggetto e in maggior misura per il Senior in cui queste parti anatomiche possono risultare pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>In conclusione, attraverso sia una mirata valutazione medica, sia un\u2019opportuna preparazione e con i dovuti accorgimenti \u00e8 possibile frequentare il mondo della montagna in ogni et\u00e0 della vita, vivendo tale esperienza con pi\u00f9 sicurezza, in modo adeguato ed in piena consapevolezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seniores in Montagna: alcuni consigli pratici (a cura del Dr. Giancelso Agazzi) Per definizione la prima senescenza compare dopo i 65 anni di et\u00e0 e con il 65\u00b0 anno di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":243,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/242"}],"collection":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=242"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/242\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-medica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}