{"id":147,"date":"2023-11-24T18:49:46","date_gmt":"2023-11-24T18:49:46","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/2023\/11\/perche-i-borghi-antichi-si-spopolano-2\/"},"modified":"2023-11-24T18:49:46","modified_gmt":"2023-11-24T18:49:46","slug":"perche-i-borghi-antichi-si-spopolano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/2023\/11\/perche-i-borghi-antichi-si-spopolano-2\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 I Borghi Antichi Si Spopolano? Contributo Al 101\u00b0 Congresso Cai Di Francesco Quattrone (ortam Calabria)"},"content":{"rendered":"<p><em>Perch\u00e9 in nostri borghi antichi si spopolano? \u00c8 la domanda alla quale dobbiamo rispondere per cercare di capire quali possibili soluzioni si possono trovare per bloccare lo spopolamento e cercare qualche azione per agevolare il ritorno di alcuni di quelli che sono partiti e l\u2019arrivo di nuovi, sempre tenendo presente che \u00e8 utopia pensare che tutti quelli che sono partiti rientrino in massa. Perch\u00e9, allora, l\u2019 impegno per non farli diventare fantasmi di se stessi? <\/em><\/p>\n<p>Goethe, nel suo viaggio in Italia scrisse che i nostri borghi sono un prolungamento della natura, perci\u00f2 rivolgendo loro la nostra attenzione ci prendiamo cura anche della montagna. Ma la sensazione di Goethe va oltre l\u2019esigenza della cura della montagna, perch\u00e9 not\u00f2 che i nostri borghi sono preziosi scrigni che custodiscono\u00a0 il nostro patrimonio culturale che connota la nostra identit\u00e0 collettiva fatta di riti, saperi, mestieri\u00a0 e per\u00a0 le relazioni che i loro abitanti avevano con la natura circostante della quale erano attenti custodi. Basta considerare il PAESAGGIO nel suo spazio visivo che ci \u00e8\u00a0 permesso cogliere e in quello che ci circonda quando lo attraversiamo, <strong><em>pensandolo non nel senso limitante di paesaggio naturale ma come oggetto da noi modellato e arricchito da segni materiali religiosi, artistici, culturali, che rispecchiano la nostra identit\u00e0 e interagiscono con l\u2019ambiente naturale essendo da esso modellato e in esso stratificato. <\/em><\/strong>Una esigenza oggi pi\u00f9 impellente se li confrontiamo con i territori virtuali che abbiamo creato dove circolano bit, fasci di luce, abitati da avatar inespressivi. Perci\u00f2 la tutela e la cura del territorio permettono di conservare l\u2019identit\u00e0 delle comunit\u00e0 locali, prima che rimangano\u00a0 avvolti nella nebbia dell&#8217;omologazione.\u00a0 La Francia, molto attenta alla conservazione della sua identit\u00e0 politico-culturale, coni\u00f2 l\u2019espressione <em>exception culturelle <\/em>per opporsi all\u2019adozione della costituzione europea che appariva fin troppo omologante. L\u2019 eccezione fu accolta da altre nazioni. Noi italiani sappiamo bene che l\u2019<em>exception culturelle-diversit\u00e0 culturale, <\/em>nel senso di diversit\u00e0 di valori identitari, \u00e8 una caratteristica spiccata e diversificata\u00a0 dei nostri territori, non avendo avuto in Italia cultura e tradizioni unitarie: per questo motivo siamo la Patria dei campanili! Da qui la decisione dell\u2019UNESCO di adottare una convenzione internazionale per la promozione e la protezione della diversit\u00e0 culturale, comprensiva di \u201carte, letteratura, stili di vita, diritti, valori, tradizioni, credenze\u201d integrati con le esigenze economiche e sociali dei singoli territori. Nell\u2019art.1, afferma che il paesaggio \u00e8 \u201c\u2026<em>il risultato di un\u2019esigenza in origine sociale, economica, o religiosa, che deve la sua forma attuale alla sua associazione e correlazione con l\u2019ambiente naturale\u2026 <\/em>che rappresenta un \u2026<em>patrimonio intangibile in quell\u2019insieme di prassi, rappresentazioni, espressioni, conoscenze che le comunit\u00e0, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale\u2026\u201d <\/em>Sono considerazioni gi\u00e0 presenti nelle menti dei nostri costituenti, molto prima che se ne accorgesse l\u2019UNESCO, quando, nel formulare l\u2019art.9 della nostra Costituzione, vi inserirono la parola PAESAGGIO, affidando allo Stato la competenza esclusiva di tutela, dopo un acceso dibattito culturale che durava dal 1909 per merito di Luigi Rava. Tant\u2019\u00e8 che in tempi recenti, in virt\u00f9 di questo articolo, la Corte Costituzionale\u00a0 ha introdotto il concetto di bene comune, della collettivit\u00e0, rompendo la dicotomia bene pubblico-bene privato, entrambi di carattere proprietario.<\/p>\n<p>L\u2019urbanizzazione spinta delle citt\u00e0, sviluppatasi lungo direttrici di veloce collegabilit\u00e0, ha attirato popolazioni provenienti da borghi situati in aree montane\/collinari lontane da quelle direttrici che hanno cambiato stile e cultura di vita. Il ricordo dei valori identitari dei luoghi di origine \u00e8\u00a0 stato avvolto da una coltre nebbiosa, a vantaggio di una vita dinamica, ricca di comodit\u00e0, divertimenti, ma anche stanchevole frenesia. Tuttavia, a testimonianza del fatto che i luoghi formano la nostra identit\u00e0, rimane sempre viva, nelle persone, la nostalgia\u00a0 dell\u2019esperienza immersiva nella natura, del gusto impareggiabile di una pisciata in gruppo sotto le stelle. La nostalgia ha avuto modo d\u00ec lievitare.\u00a0 Erri De Luca introduce il suo libro Napolide\u00a0 con queste parole: &lt;&lt;<em>Paese, ovunque io sia, per grazia visionaria dei miei sensi lo riabito al volo, intero, illeso. Il tempo lo cancella molte volte, con molte stesure, ma non dentro di me<\/em>\u201d (Erri De Luca, Nap\u00f2lide, Edizioni Dante e Descartes, Napoli, 2006)<\/p>\n<p>E dunque \u00e8 la difesa di questa identit\u00e0 che bisogna difendere, custodire, conservare, tutelare e che obbliga noi soci Cai, che quei luoghi li camminiamo e attraversiamo, ad impegnarci per trovare le soluzioni\u00a0 pi\u00f9 adatte alle diverse realt\u00e0 locali; le nostre sezioni dovrebbero accentuare la parte, diciamo, pi\u00f9 culturale rispetto a quella della socialit\u00e0 delle nostre uscite. Porre una maggiore attenzione sulla bellezza che ci circonda, sulla meraviglia che suscita la comparsa di un prato di peonie, di un giglio rosso che sbuca dai prati, di uno scoiattolo nero che saltella tra gli alberi e legare queste straordinarie visioni alle intime relazioni che i nostri antenati hanno avuto con il nostro paesaggio e far conoscere meraviglie e sensazioni a chi si avvicina alle nostre attivit\u00e0. Non solo promozione della montagna ma anche formazione di una autentica coscienza ecologica e consapevolezza della ricchezza e bellezza del nostro patrimonio culturale. Stando molto attenti, per\u00f2, ad evitare che la natura, almeno nei nostri borghi, diventi un luogo da valorizzare, da mettere sul mercato, fruibile dopo avere acquistato il biglietto d\u2019ingresso, a vantaggio delle agenzie turistiche. Un pericolo reale, il cui andazzo gi\u00e0\u00a0 si nota e sul quale gli stessi Comuni, custodi dei territori, sorvolano,\u00a0 attratti dall\u2019effimero vantaggio economico portato dai numerosi e rumorosi gruppi di visitatori che girano come in un qualsiasi quartieri di citt\u00e0. risulta molto facile agli operatori turistici intrufolarsi nella moda delllo sviluppo sostenibile, enibile,\u00a0 facendolo diventare, di fatto, una sorta di greenwashing ambientale: ai clienti si offre il percorso, il soggiorno imbellettato con una spolverata di educazione ambientale con l\u2019obiettivo di soddisfare la\u00a0 clientela, visto che il tocco ambientale fa chic. Al termine della gita, i pullman riaccendono i motori e via, lasciando sul posto anche qualche bottiglietta di plastica! Eppure basterebbe una maggiore attenzione dei decisori politici per far s\u00ec che si rompa l\u2019isolamento dei borghi e renderli attrattivi a chi vi si vuole stabilire: infrastrutture di telecomunicazioni, sportello postale, assistenza sanitaria quotidiana\u2026<\/p>\n<p>Si intravede solo un problema: le giovani generazioni,\u00a0 cresciute e formate nei centri urbani e quelle del nuovo salto generazionale, conoscono e conosceranno il patrimonio(immateriale) dei loro nonni?<\/p>\n<p>Riferimenti:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Tra architetture e paesaggi, tra sacralit\u00e0 e senso civico, di Chiara Visentin; <\/em><\/li>\n<li><em>Emma A. Imparato: \u201cIdentit\u00e0 culturale e territorio tra Costituzione e politiche regionali&#8221;; in Accademia. eu<\/em><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 in nostri borghi antichi si spopolano? \u00c8 la domanda alla quale dobbiamo rispondere per cercare di capire quali possibili soluzioni si possono trovare per bloccare lo spopolamento e cercare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":148,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[7],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=147"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}