{"id":162,"date":"2022-08-26T19:00:27","date_gmt":"2022-08-26T19:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/2022\/08\/natura-ambiente-societa-nellagenda-2030\/"},"modified":"2024-12-06T08:40:48","modified_gmt":"2024-12-06T08:40:48","slug":"natura-ambiente-societa-nellagenda-2030","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/2022\/08\/natura-ambiente-societa-nellagenda-2030\/","title":{"rendered":"Natura &#8211; Ambiente &#8211; Societ\u00c0 Nell\u2019agenda 2030"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019immagine che vedete \u00e8 la raffigurazione dei 17 obiettivi dell\u2019agenda 2030, sono obiettivi assegnati ai Governi nazionali per realizzare un sistema di <strong><em>SVILUPPO SOSTENIBILE<\/em><\/strong>,<strong><em> in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future<\/em><\/strong><em>.<\/em> Ogni obiettivo ha, poi, delle tappe intermedie che indicano le diverse azioni da mettere in campo per poterli raggiungere e danno indicazioni anche a noi cittadini. Gli obiettivi si dovrebbero raggiungere entro il 2030!<\/p>\n<p>E\u2019 un programma ambizioso, la cui realizzazione comporta un cambiamento di paradigma nell\u2019approccio alle varie questioni sociali,\u00a0 partendo da un\u2019idea diversa dei nostri destini ultimi.<\/p>\n<p>Una visione di futuro che lo scultore Maurizio Vannucci ha rappresentato in questa\u00a0 tecno-scultura esposta nel museo Guggenheim di Venezia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-60711 aligncenter\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-content\/uploads\/sites\/92\/2024\/12\/2.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"272\" title=\"\"><\/p>\n<p><em>Changing Place\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cambiando il luogo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Changing Time\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cambiando\u00a0 il tempo<\/em><\/p>\n<p><em>Changing Thoughts\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cambiando i pensieri<\/em><\/p>\n<p><em>Changing Future\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cambiando il futuro<\/em><\/p>\n<p>I 17 obiettivi sono interdipendenti, come lo deve essere l\u2019azione politica e poi il comportamento dei singoli cittadini. L\u2019agenda 2030 \u00e8 stata adottata tenendo conto di questo principio olistico:<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.1 &#8211; SCONFIGGERE LA POVERT\u00c0<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.2.- SCONFIGGERE LA FAME<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.3 &#8211; SALUTE E BENESSERE<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.4 &#8211; ISTRUZIONE DI QUALIT\u00c0<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.5 &#8211; PARIT\u00c0 DI GENERE<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.6 &#8211; ACQUA PULITA E IGIENE<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.7 &#8211; ENERGIA PULITA PER TUTTI<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.8 &#8211; LAVORO DIGNITOSO<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.9 &#8211; INNOVAZIONE<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.10 &#8211; RIDURRE DISUGUAGLIANZE<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.11 &#8211; COMUNIT\u00c0 SOSTENIBILI<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.12 &#8211; CONSUMI RESPONSABILI<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.13 &#8211; LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.14 &#8211; VITA SOTT\u2019ACQUA<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.15 &#8211;\u00a0 ITA SULLA TERRA<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.16 &#8211; PACE E GIUSTIZIA<\/p>\n<p>OBIETTIVO N.17 &#8211; PARTENARIATO INTERNAZIONALE<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 notare, gli obiettivi dell&#8217;agenda sono tutti di natura sociale, compresi il gruppo tra 11 e 15 che, pur avendo pi\u00f9 attinenza all\u2019ambiente, hanno anch\u2019essi ricadute e necessit\u00e0\u00a0 di interventi di politica sociale. Per cui ci si pu\u00f2 chiedere cosa c\u2019entra la tutela dell\u2019ambiente! C\u2019entra, per il semplice fatto che l\u2019ambiente \u00e8 una questione sociale i cui fondamenti sono riconosciuti e tutelati nella nostra Costituzione e questo obbliga ad affrontare i problemi in un&#8217;ottica di ecosistema-natura che comprende anche l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Dopo la scoperta della pila atomica, quando le sue applicazioni si sono orientate verso l\u2019uso dell\u2019energia nucleare per scopi bellici, conclusosi con il lancio delle due bombe atomiche su Nagasaki e Hiroshima, si prospett\u00f2\u00a0 la minaccia di una guerra nucleare<strong>;\u00a0 nel 1967 <\/strong>il grave incidente petrolifero di Torrey Canyon, nel golfo del Messico; il disastro Love Canal nel <strong>1978<\/strong>; nel <strong>1979<\/strong> vi fu il primo incidente nucleare a Three Miles Island; quello di Chernobyl nel <strong>1986. Incidenti che suscitarono forti tensioni nelle popolazioni locali, soprattutto negli strati sociali pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 colpiti dai danni:\u00a0 <\/strong>dalla<strong>\u00a0 <\/strong>salute umana, all\u2019esaurimento delle materie prime, all&#8217;ingombrante accumulo di rifiuti, ai danni<strong> specifici <\/strong>derivanti dall\u2019industria chimica. Questi disastri, dovuti all\u2019attivit\u00e0 umana, si sono aggiunti a quelli naturali, rafforzando l\u2019idea che l\u2019ambiente \u00e8 una minaccia e il persistere del timore\u00a0 del rischio. Ma questa situazione genera il paradosso di una relazione conflittuale ambiente-societ\u00e0: l\u2019ambiente, con le sue bizzarrie fa paura alla societ\u00e0 che con le sue aggressioni lo danneggia, creando le condizioni per il verificarsi del disastro ambientale!<\/p>\n<p>Come si esce dal paradosso? La strada c\u2019\u00e8 e la indica la sociologia che ha <strong>un diverso approccio al problema, studiando\u00a0 il complesso rapporto tra ambiente e societ\u00e0 <\/strong>considerati un <strong><em>ECOSISTEMA NATURALE<\/em><\/strong>.<strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 indubbio che l\u2019ambiente necessita di tutela, ma con quali mezzi? La sociologia ritiene che sia necessaria la ricerca di una prevenzione efficace, diretta ad evitare o ridurre il rischio che un evento pericoloso si verifichi, e, contestualmente, la ricerca di un <strong><em>equilibrio tra una maggiore uguaglianza sociale ed una ragionevole riduzione di produzione e consumo<\/em><\/strong>. \u00c8 l\u2019equilibrio su cui si fonda il concetto di <strong>SVILUPPO SOSTENIBILE<\/strong>. Lo scopo dell\u2019AGENDA 2030 \u00e8 la ricerca di questo equilibrio. Per cercare di raggiungerlo l\u2019ONU, autore dell\u2019AGENDA 2030, ha nominato sette ambasciatori per mobilitare citt\u00e0, regioni, aziende, investitori e cittadini per realizzare gli obiettivi 2030 con due campagne promozionali : &lt;&lt;Corsa verso lo zero&gt;&gt; e &lt;&lt;Corsa verso la resilienza&gt;&gt;, con lo scopo di garantire ai quattro miliardi di persone pi\u00f9 a rischio di resistere agli effetti del cambiamento climatico e di vivere nell&#8217;ABBONDANZA SOSTENIBILE, in un mondo a zero emissioni, senza sfruttare e sprecare risorse limitate, onde evitare che i danni pi\u00f9 gravi li subiscano gli strati sociali pi\u00f9 poveri e le popolazioni delle nazioni meno progredite che, tra l\u2019altro, sono le pi\u00f9 aggredite da sfruttamenti delle risorse naturali.\u00a0 \u00c8 evidente che questo obiettivo potr\u00e0\u00a0 essere raggiunto se noi umani saremo capaci di mettere un freno alla nostra agendivita\u2019\u00a0 e se si rafforza il patto sociale di solidariet\u00e0 tra popoli che, invece, sembra venuto meno, soprattutto se guardiamo ad uno dei principali obiettivi dello sviluppo sostenibile: il n.2 sconfiggere la fame nel mondo. Secondo l\u2019ultimo rapporto della &lt;&lt;RETE mondiale contro la crisi alimentare&gt;&gt; nel 2030 vi saranno ancora 670 milioni di persone che soffriranno la fame, 8% della popolazione mondiale, una situazione invariata rispetto al 2015, anno in cui \u00e8 stata pubblicata l\u2019agenda 2030. Le cause profonde delle crisi alimentari &lt;&lt;\u2026sono il risultato di numerosi fattori che si influenzano a vicenda: nel 2021 le principali cause dell\u2019aumento dell\u2019insicurezza alimentare sono state:<\/p>\n<ul>\n<li>conflitti (principale fattore, che ha fatto precipitare 139 milioni di persone di 24 paesi\/territori nella morsa dell\u2019insicurezza alimentare acuta, in aumento rispetto ai circa 99 milioni di persone registrati in 23 paesi\/territori nel 2020). Con il paradosso che a causa dei conflitti si soffre la fame che, a sua volta, genera conflitti, perch\u00e9 nessuna causa come la fame \u00e8 foriera di rivoluzioni, controrivoluzioni, cambiamenti sociali.<\/li>\n<li>eventi meteorologici estremi (oltre 23 milioni di persone in 8 paesi\/territori, rispetto ai precedenti 15,7 milioni di 15 paesi\/territori);<\/li>\n<li>crisi economiche (oltre 30 milioni di persone in 21 paesi\/territori, in calo rispetto agli oltre 40 milioni di individui registrati in 17 paesi\/territori nel 2020, soprattutto in seguito alle ripercussioni economiche della pandemia COVID-19), dai conflitti alle crisi ambientali e climatiche, dalla recessione economica alle crisi sanitarie, in un contesto di diffusa povert\u00e0 e disuguaglianza&gt;&gt;.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Purtroppo, mentre sarebbe necessario un finanziamento per aiutare i paesi poveri a fronteggiare le variazioni dei prezzi, assistiamo, invece, al mancato impegno assunto nel 2009 dai paesi ricchi: \u00a0aiutare con 100 miliardi annui i paesi poveri per realizzare le opere di costruzione e\/o adeguamento di infrastrutture idonee per attenuare i danni dovuti ai cambiamenti climatici,\u00a0 altro fattore determinante delle crisi alimentari. Nel 2020 gli aiuti hanno raggiunto solo 70 miliardi, mentre non si fermano gli aumenti per le spese militari! In pi\u00f9, per una parte dei 100 miliardi dovrebbero contribuire anche i paesi pi\u00f9 poveri che a causa della loro povert\u00e0 non sono in grado di dare alcun contributo. In ogni caso, \u00e8 giusto chiedere un contributo a paesi che il danno non lo hanno prodotto ma subito?\u00a0 Come dato storico,\u00a0 maggiori produttori di anidride carbonica sono stati gli USA per il 27%, l\u2019Europa per il 24%, la Cina oggi \u00e8 il paese con maggiori emissioni. L\u2019Africa ha contribuito solo con il 2%! Per giunta, i contributi ai paesi pi\u00f9 poveri sono erogati in maggioranza sotto forma di prestiti, finendo, cos\u00ec, per aggravare la loro gi\u00e0 precaria situazione economica.<\/p>\n<p>Inoltre, la ricerca di un equilibrio tra una maggiore uguaglianza sociale ed una ragionevole riduzione di produzione e consumo ha generato notevoli preoccupazioni nel mondo industriale, soprattutto nelle grandi societ\u00e0 estrattive e in quelle del settore di produzione della plastica di consumo che, tutte, si sono attivate in un&#8217;opera di disinformazione, con l\u2019intento di mettere in dubbio i risultati delle ricerche scientifiche e, d&#8217;altra parte, di attribuire la responsabilit\u00e0 dei danni ambientali al solo comportamento di noi cittadini: \u00e8 la cosiddetta colpa ecologica: \u00e8\u00a0 mia la colpa del degrado e del danno se butto la bottiglietta di plastica dove capita, mentre ne \u00e8 esentato chi mi mette in mano la bottiglietta.<\/p>\n<p>La sociologia ambientale da indicazioni per l\u2019adozione di provvedimenti idonei a ridurre le disuguaglianze, stabilisce un legame tra ecologia e ingiustizia. \u00ab<em>Un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull<\/em><em>\u2019<\/em><em>ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri\u00bb(da enciclica<\/em><strong> \u201c<\/strong><em>Laudato S<\/em><strong>i\u201d); <\/strong>parla di ecosistema naturale e ha il grande merito di avere riscoperto <strong>l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>interdipendenza degli esseri che hanno gradualmente costituito il mondo in cui ci troviamo, <\/strong>quei modi antichi di approccio dell\u2019uomo con la natura circostante, ora assurti al rango di valori, cio\u00e8 il rapporto dell\u2019uomo con la natura non pu\u00f2 pi\u00f9 essere di tipo antropocentrico dominante, ma basato, come era una volta, su un legame di interdipendenza tra le diverse specie viventi, vegetali ed animali(tra questi noi esseri umani) in uno spazio\/tempo rappresentato da quella porzione di territorio che \u00e8 il nostro PAESAGGIO, luogo identitario. Non \u00e8 pi\u00f9 la &lt;&lt;\u2026Terra ca nun sentiCa nun voi capiriCa nun dici nentiVidennumi muririTerra ca nun teniCu voli partiriE nenti cci duniPi falli turnari\u2026&gt;&gt; di Rosa Balistreri, ma \u00e8 la TERRA che grida e ci interpella.<\/p>\n<p>Ha sfatato anche un altro mito: quello di credere che la tutela dell\u2019ambiente sia possibile con la tecnologia. Oggi si \u00e8 affermato il principio che la natura debba essere tutelata e curata mediante soluzioni basate sulla natura stessa, dette NBS, che prevede lo studio dei diversi problemi in modo non parcellizzato ma in un&#8217;ottica olistica dei fenomeni ecosistemici.<\/p>\n<p>Il giudizio sulla bont\u00e0 dell\u2019agenda 2030 non \u00e8 unanime. I contrasti nascono dalla interpretazione che si d\u00e0 al suo scopo fondamentale: quello di consentire di <em>raggiungere un modello di sviluppo sostenibile che ha, (<\/em>come gi\u00e0 detto<em>), lo scopo di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future<\/em>. Comunque, sempre in un&#8217;ottica di sviluppo, cio\u00e8 di consumo di energia e materie prime.<\/p>\n<p>Attorno al concetto di sviluppo sostenibile si sono formate le schiere dei detrattori e dei sostenitori: i primi con la bandiera della distopia della decrescita felice, i secondi sotto quella dell\u2019utopia di poter continuare a produrre ai ritmi attuali, riducendo il consumo di materie prime. In ogni caso, ci viene chiesto che\u00a0 l\u2019altra parte del mondo, quello pi\u00f9 sviluppato, faccia sacrifici per ridurre i propri consumi e cambiare i suoi stili di vita. \u00c8 l\u2019utopia del mondo solidale che, paradossalmente, ha bisogno della distopia della decrescita felice. A mettere d\u2019accordo distopia e utopia ci pensano i risultati\u00a0 dei rilevamenti statistici su come la pensiamo in proposito: gli italiani sono favorevoli alla sostenibilit\u00e0 per un misero 22%(trend costante negli ultimi 5 anni); va meglio tra i giovani, pi\u00f9 38%. Quanto a disponibilit\u00e0 a rinunciare a stili di vita consolidati e a beni di consumo, compresa la riduzione di sprechi alimentari, in una percentuale che va dal -2\u00a0 a -4%. Decrementi che dimostrano una tendenza all\u2019egoismo.<\/p>\n<p>Dunque, a che serve l\u2019agenda 2030 se poi l\u2019azione politica dei governi, gi\u00e0 di per se insufficiente per ottenere i risultati attesi, non \u00e8 seguita dai comportamenti personali dei cittadini? Di sicuro \u00e8 servita per rendere di moda la sostenibilit\u00e0 e il greenwashing, l\u2019imbroglio del lavaggio verde. \u00c8 difficile convincere alla rinuncia di benessere e comodit\u00e0 conquistati, soprattutto a favore di un mondo considerato lontano, i cui abitanti, peraltro, dovrebbero rinunciare o, nella migliore delle ipotesi, ritardare a raggiungere l\u2019agognato traguardo di vivere nell\u2019ABBONDANZA SOSTENIBILE.. A realizzare un mondo cos\u00ec solidale non c\u2019\u00e8 riuscito neanche il Cristianesimo dopo tremila anni di impegno quotidiano!<\/p>\n<p>Possiamo dire che l\u2019agenda 2030 \u00e8 la ricerca di un possibile e giusto compromesso,\u00a0 quantomeno per allungare i tempi dell\u2019arrivo del disastro e per garantire a noi viventi attuali condizioni di vita migliori, eliminando sprechi, abbandoni e rifiuti ma, soprattutto, in una societ\u00e0 pi\u00f9 uguale. Un lento cammino a piccoli passi.<\/p>\n<p>Comunque la si pensi, per noi soci CAI, che abbiamo scelto di essere testimoni e attivisti ambientali, \u00e8 necessario agire con impegno e coerenza per realizzare quegli obiettivi che ci riguardano pi\u00f9 da vicino, uno sforzo in pi\u00f9 in aggiunta ai doveri di essere cittadini attivi e responsabili. Ma come possiamo farlo concretamente? In modo generico, orientando i nostri stili di vita ad una necessaria sobriet\u00e0 dei consumi. Quello che possiamo fare pi\u00f9 concretamente \u00e8 prenderci &lt;&lt;cura&gt;&gt; del nostro territorio, tenendo conto delle sue specificit\u00e0: cercare di influenzare e partecipare alla presa di decisioni che si riferiscono alle politiche pubbliche riguardanti l\u2019ambiente<em>; <\/em>come sentinelle che rilevano e segnalano abusi; con azioni mirate quando \u00e8 possibile rimediare a danni con il nostro diretto e immediato intervento; mai smettere di sensibilizzare i nostri stessi soci alla cura del nostro territorio. E non bisogna credere di poterlo fare da soli. \u00c8 necessario attivare un processo partecipativo perch\u00e9\u00a0 la complessit\u00e0 degli ecosistemi richiede pi\u00f9 competenze, perci\u00f2 \u00e8 importante che le nostre sezioni facciano &lt;&lt;rete&gt;&gt; con altri gruppi e associazioni di promozione sociale e ambientale, proprio per un\u2019azione coordinata su problemi diversi ma interferenti tra loro. La visione sistemica di un problema facilita la percezione della complessit\u00e0 delle relazioni trasversali e interferenti di ogni obiettivo, oltre a permettere di capire le contraddizioni e le controindicazioni di ogni azione che si vuole intraprendere. Ad esempio, rimanendo nell\u2019ambito del contrasto alla fame, se si seguono i dati statistici relativi alla coltivazione, raccolta e preparazione del cibo, ci si rende conto delle contraddizioni che emergono e di come sia fuorviante l\u2019idea che per risolvere\u00a0 il problema sia necessario ricorrere ad una maggiore produzione. Nella filiera del cibo esistono sprechi notevoli ai quali si aggiunge lo spreco dovuto alle nostre abitudini di consumo. I dati pi\u00f9 recenti relativi alla produzione agricola mondiale dimostrano che gli attuali volumi di produzione potrebbero soddisfare le esigenze alimentari di ben 12 miliardi di persone, se si attenuassero i tre fattori di maggiore causa delle crisi alimentari. Una realt\u00e0 che ci invita a promuovere e sostenere progetti per produzioni agricole non intensive ma pi\u00f9 sostenibili. Ci invita anche ad attivarci affinch\u00e9 il cibo non consumato venga distribuito a chi ha bisogno, mettendo in atto la nostra natura di volontari partecipi di una comunit\u00e0 di volontari.<\/p>\n<p><em>Francesco Quattrone (ORTAM <\/em><em>Sez. CAI <\/em><em>\u201cPino Aversa\u201d <\/em><em>&#8211; Verbicaro<\/em><em>)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>NOTE BIBLIOGRAFICHE<\/p>\n<p>Sull\u2019AGENDA 2030, e SVILUPPO SOSTENIBILE, esiste una ricca bibliografia a cura di ASVIS (alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile). In questo link tutto sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.unesco.it\/it\/News\/Detail\/440\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.unesco.it\/it\/News\/Detail\/440<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&#8211; Per la sociologia ambientale il riferimento \u00e8 alla lezione &lt;&lt;Cosa \u00e8 la sociologia ambientale&gt;&gt; tenuta dalla prof.ssa Ilaria Beretta(Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore- ASA: Alta Scuola per l\u2019Ambiente)in occasione del corso on line di \u201cSociologia dell\u2019ambiente\u201d svolto a cura di Dario Minervino della Universit\u00e0 Federico II di Napoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I links 1) e2) danno un\u2019idea concreta di cos\u2019\u00e8 e cosa pu\u00f2 fare l\u2019economia circolare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>1)-<a href=\"https:\/\/youtu.be\/rRRF0qAqh2Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/youtu.be\/rRRF0qAqh2Q<\/a><\/li>\n<li><\/li>\n<li>2)-<a href=\"https:\/\/youtu.be\/drrpcvSsEPE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/youtu.be\/drrpcvSsEPE<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I links 3) e 4) offrono informazioni su esempi(aziende) di economia circolare in Europa e sulla situazione in Italia;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>3)-<a href=\"https:\/\/circulareconomy.europa.eu\/platform\/sites\/default\/files\/100storie_def_web_pag_singole_25-05-18_1527247969.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/circulareconomy.europa.eu\/platform\/sites\/default\/files\/100storie_def_web_pag_singole_25-05-18_1527247969.pdf<\/a><\/li>\n<li>4)-<a href=\"https:\/\/www.fondazionesvilupposostenibile.org\/italia-del-riciclo-2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.fondazionesvilupposostenibile.org\/italia-del-riciclo-2020\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il n. 5 rinvia al testo de Dlgs 116\/2020 sull\u2019 organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti ai fini dell\u2019economia circolare<\/p>\n<ul>\n<li>5-<a href=\"https:\/\/www.pvcforum.it\/pvc-hub\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2020\/11\/D.lgs-116-del-2020.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.pvcforum.it\/pvc-hub\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2020\/11\/D.lgs-116-del-2020<\/a><\/li>\n<li>Cosa sono gli NBS: <a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/pubblicazioni\/periodici-tecnici\/reticula\/reticula-n-28-2021-numero-monografico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/pubblicazioni\/periodici-tecnici\/reticula\/reticula-n-28-2021-numero-monografico<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Ascolti e letture consigliate:<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa dolente bellezza\u201d: un bel video sull\u2019idea dantesca della terra<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/504425429\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/vimeo.com\/504425429<\/a><\/p>\n<p>Vivere nella possibilit\u00e0 secondo Emily Dikinson:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1dwloQaUpBRZQbZcF9pVJvtCOgj3dfFM8\/view?usp=drivesdk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1dwloQaUpBRZQbZcF9pVJvtCOgj3dfFM8\/view?usp=drivesdk<\/a><\/p>\n<p><em>Barbara Mazzolai: \u201cIl futuro raccontato dalle piante\u201d; ed. Longanesi<\/em><\/p>\n<p><em>Barbara <\/em><em>Mozzolai: \u201cLa natura geniale\u201d &#8211; ed.Longanesi<\/em><\/p>\n<p><em>Antonio Pascale: \u201cLa foglia di fico\u201d <\/em><em>&#8211; ed. Einaudi<\/em><\/p>\n<p><em>Stella Levantesi: \u201cI bugiardi del clima\u201d &#8211; ed Laterza<\/em><\/p>\n<p><em>Simon L. Lewis, Mark A. Maslin: \u201cIl pianeta umano\u201d &#8211; Giulio Einaudi editori<\/em><\/p>\n<p><em>Italo Calvino: la citt\u00e0 invisibile (Mondadori)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Italo Calvino: Marcovaldo, ovvero Le stagioni in citt\u00e0 <\/em><em>(Mondadori)<\/em><\/p>\n<p><em>Joan Mart\u00ednez Alier: Ecologia dei poveri. La lotta per la giustizia ambientale<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-60712 aligncenter\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-content\/uploads\/sites\/92\/2024\/12\/3.png\" alt=\"- CAI\" width=\"515\" height=\"769\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019immagine che vedete \u00e8 la raffigurazione dei 17 obiettivi dell\u2019agenda 2030, sono obiettivi assegnati ai Governi nazionali per realizzare un sistema di SVILUPPO SOSTENIBILE, in grado di soddisfare i bisogni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":164,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[7],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162"}],"collection":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":163,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162\/revisions\/163"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-calabria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}