{"id":343,"date":"2022-06-28T16:37:00","date_gmt":"2022-06-28T16:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/evento\/vesuvio-lodissea-dei-rifiuti-alle-lave-novelle\/"},"modified":"2024-12-06T10:54:53","modified_gmt":"2024-12-06T10:54:53","slug":"vesuvio-lodissea-dei-rifiuti-alle-lave-novelle","status":"publish","type":"tribe_events","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/evento\/vesuvio-lodissea-dei-rifiuti-alle-lave-novelle\/","title":{"rendered":"Vesuvio: L&#8217;odissea dei Rifiuti alle Lave Novelle"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Relazione dell&#8217;ORTAM <strong>Ciro Teodonno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>La storia di quest&#8217;area, denominata Lave Novelle, in riferimento alle colate laviche del 1855 e del 1872, \u00e8 paradigmatica e forse anche anticipatrice di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in seguito per le altre discariche vesuviane e per quelle altre aree a rischio del Parco Nazionale del Vesuvio e delle zone ad esso limitrofe. Aree dove la natura e la storia, nonch\u00e9 l&#8217;uomo, ne escono fortemente mortificati. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il Vesuvio \u00e8 un luogo gratificato dalla natura e per questo di notevole interesse geologico e naturalistico; un contesto dove esistono anche realt\u00e0 agricole di pregio, come ad esempio quelle delle albicocche, dei pomodorini del <em>piennolo<\/em> o quelle delle pregiate uve del Lacrima Christi e della Catalanesca, sulle quali per\u00f2 incombono problematiche ambientali che ne mettono a rischio la produzione e l\u2019immagine. Esistono inoltre aree archeologiche come quella presso cava Ranieri e probabilmente presso cava Vitiello a Terzigno, restituite di recente a nuova dignit\u00e0; o dove i rifiuti coesistono ancora con le antiche vestigia di et\u00e0 classica, <a href=\"https:\/\/www.ilmediano.com\/Ercolano-gli-altri-scavi-di-Cava-Montone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>come accade presso cava Montone ad Ercolano<\/strong><\/a>. Una realt\u00e0 quindi dalle alte potenzialit\u00e0 turistiche che davanti alla violenza degli sversamenti e degli scarichi, legali ed illegali, soccombono, frenando la libera fruizione del territorio da parte dei cittadini e di un auspicabile sviluppo economico locale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59401 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Discariche-storiche-Area-PNV-Area-UTB-Riserva-Integrale-1024x724.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"724\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59403 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Lave-Novelle-2-1024x475.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"475\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59402 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Ex-SIN-Litorale-Vesuviano.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"486\" height=\"504\" title=\"\"><\/p>\n<p>In questo scenario spicca la realt\u00e0 delle Lave Novelle, l\u00ec, l\u2019apertura della discarica presso <strong>la frazione di San Vito<\/strong> (Ercolano), denominata Ammendola &amp; Formisano dal nome dei proprietari, ed oggi collocata all\u2019interno del Parco Nazionale del Vesuvio, risale al secondo dopoguerra. Durante questo periodo di boom economico, seguendo la pratica consolidata dell&#8217;utilizzare le cave in disuso, si crearono nel Vesuviano discariche mai ufficialmente autorizzate ma tollerate dalle autorit\u00e0 locali e dalle stesse utilizzate, come quelle di <strong>Pozzelle\/SARI e Ranieri a Terzigno, La Porcilaia a Trecase, La \u201cLa Marca\u201d a Somma Vesuviana e appunto l&#8217;Ammendola &amp; Formisano ad Ercolano<\/strong>. Lo scopo era quello di riempire le cave di pietra lavica esaurite, intraprendendo un <em>business<\/em> molto remunerativo ma dalla dubbia legalit\u00e0 e per questo fin dal principio nelle mani di famiglie prossime alle organizzazioni criminali locali. Col passare degli anni, il traffico dei rifiuti illegale cresce smisuratamente, e la discarica diviene luogo dello sversamento di rifiuti industriali, tossici e provenienti anche dai distretti industriali del Nord-Italia e dall\u2019estero e non senza conseguenze sulla salute dei cittadini. La reazione della societ\u00e0 civile non tarda ad arrivare (il primo caso registrato risale alla fine degli anni sessanta ad opera dell&#8217;eroico Errico Cozzolino di San Sebastiano al Vesuvio, detto <a href=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/1-Enrico-Cozzolino.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Erricuccio<\/strong><\/a> che, primo a reagire, vinse la causa contro i La Marca che volevano impiantare una discarica presso il suo vigneto tra Ercolano e San Sebastiano).<\/p>\n<figure id=\"attachment_59447\" aria-describedby=\"caption-attachment-59447\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59447 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Via-Filaro-presso-le-Lave-Novelle-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59447\" class=\"wp-caption-text\">Via Filaro<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_59445\" aria-describedby=\"caption-attachment-59445\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59445 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SSPAM04DSCN6145-1024x576.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"576\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59445\" class=\"wp-caption-text\">Ex sito di stoccaggio provvisorio nell&#8217;Ammendola &amp; Formisano<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 a partire dagli anni \u201980 e durante tutti gli anni \u201990 che iniziano le prime battaglie ambientaliste contro i disagi ed i problemi di salute che la discarica arrecava alle popolazioni locali ed allo stesso tempo i primi sopralluoghi con conseguenti denunce ed inchieste della magistratura. Contemporaneamente, visto l\u2019avanzare dell\u2019edilizia abusiva sul territorio, cominciano ad essere costruite abitazioni in direzione delle discariche. Contestualmente, come gi\u00e0 annunciato dalla legge quadro sulle aree protette del 1991, grazie al decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 1995, viene creato il Parco Nazionale del Vesuvio allo scopo di conservare i valori del territorio e dell\u2019ambiente, salvaguardare le specie animali e vegetali e promuovere attivit\u00e0 di educazione ambientale e di ricerca scientifica, presupposti spesso disattesi per la difficile realt\u00e0 locale e le esigue forze e motivazioni di un Ente Parco mai entrato completamente in sintonia con i vesuviani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_59444\" aria-describedby=\"caption-attachment-59444\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59444 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Prov.VesuvioIMG_3239-1024x575.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"575\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59444\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Ammendola e Formisano dalla Provinciale del Vesuvio<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_59432\" aria-describedby=\"caption-attachment-59432\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59432 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/AFAFIMG_2609-PANO-1-1024x351.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"351\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59432\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;interno dell&#8217;Ammendola e Formisano con il sito di stoccaggio provvisorio dal 2007<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio alla met\u00e0 degli anni \u201990 (1994) che avviene la chiusura della discarica (assieme a quella di Terzigno e quella di Somma Vesuviana) ad opera del Consiglio regionale della Campania, grazie ad una lunga battaglia delle opposizioni e dei comitati spontanei che si crearono in quel contesto. Tuttavia, la chiusura si rivela soltanto un provvedimento fittizio. Sebbene nel 1997, a seguito della prima emergenza rifiuti campana, a riaprire sia solo la discarica di Terzigno, a seguito della seconda emergenza rifiuti in Campania (2002-03), anche la discarica dell&#8217;Ammendola &amp; Formisano di Ercolano viene adibita a sito di stoccaggio provvisorio prima dall\u2019amministrazione Bossa e poi da quella Daniele (2008). In pi\u00f9, il decreto legge 90 del governo Berlusconi, approvato il 23 maggio 2008, inserisce la possibilit\u00e0 di introdurre rifiuti speciali dannosi alla salute (es. ceneri pesanti e leggere, fanghi prodotti da trattamento fisico o chimico) mascherati dietro codici CER. Va comunque detto, a testimonianza della trasversalit\u00e0 delle responsabilit\u00e0 politiche, che proprio uno degli ultimi atti del governo Prodi fu quello di aprire temporaneamente la SARI di Terzigno, giusto il tempo del superamento dell\u2019emergenza rifiuti di quegli anni, cosa che, come facilmente poteva essere immaginato, si dimostr\u00f2 molto difficile e lungi dall\u2019essere realistico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_59425\" aria-describedby=\"caption-attachment-59425\" style=\"width: 1600px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59425 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/13b-tumulo-1.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1600\" height=\"1200\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59425\" class=\"wp-caption-text\">Sul come si dava fuoco a guaina d&#8217;asfalto e copertoni in via Filaro<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_59424\" aria-describedby=\"caption-attachment-59424\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59424 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/13a-tumulo-1-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59424\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio della pila di pneumatici e guaina d&#8217;asfalto<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_59426\" aria-describedby=\"caption-attachment-59426\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59426 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/13d-tumulo-bruciato-1-1024x575.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"575\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59426\" class=\"wp-caption-text\">Il risultato dopo le fiamme<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, in quel di Ercolano, esiste una situazione di stasi; gli studi dei valori di fondo e la caratterizzazione dei rifiuti sversati e scaricati nel corso dei decenni permane alle indagini preliminari del 2016 per lo meno per quella decina di siti evidenziati e relativi alle Lave Novelle e zone limitrofe secondo il \u201cCensimento dei Siti Potenzialmente Contaminati nell\u2019ex SIN Aree del Litorale Vesuviano\u201d (<strong><a href=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/CSPC-Ex-SIN-Aree-del-Litorale-Vesuviano-2016-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tab.4-bis.2<\/a><\/strong>); magro risultato ma ottenuto soprattutto grazie alle azioni dei comitati locali che per decenni hanno tentato di attirare l\u2019attenzione delle istituzioni attraverso azioni di sensibilizzazione e che, non senza difficolt\u00e0, hanno portato avanti le istanze di salvaguardia del territorio e della salute pubblica, spesso incontrando anche le intimidazioni e le minacce di gruppi di interesse locali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_59423\" aria-describedby=\"caption-attachment-59423\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59423 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/7-Discarica-abusiva-in-fiamme-via-Catelluccio-1-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59423\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei consueti incendi in via Castelluccio<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_59422\" aria-describedby=\"caption-attachment-59422\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59422 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/6c-Con-la-RAI-sulla-discaricaIMG_3175-2-1-1024x575.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"575\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59422\" class=\"wp-caption-text\">Pecore allevate nella discarica<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, a ci\u00f2 si aggiungono altre stime riportate anni orsono per un quadro sanitario estremamente preoccupante: ben due famiglie su tre, residenti presso la frazione ercolanese di San Vito (secondo uno screening del compianto Prof. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5mXITieEgGE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Gerardo Ciannella<\/strong><\/a> dell\u2019ospedale Monaldi di Napoli) presentavano casi di malattie neoplasiche, ma ancor pi\u00f9 rilevante risulta essere <strong>lo studio epidemiologico S.E.N.T.I.E.R.I.<\/strong> (<strong>S<\/strong>tudio <strong>E<\/strong>pidemiologico <strong>N<\/strong>azionale dei <strong>T<\/strong>erritori e degli <strong>I<\/strong>nsediamenti <strong>E<\/strong>sposti a <strong>R<\/strong>ischio da <strong>I<\/strong>nquinamento) del 2012 che ha monitorato tutta la zona dell\u2019allora <strong>S.I.N. &#8220;Litorale Vesuviano&#8221;<\/strong>, quello che va da Ercolano a Castellammare di Stabia, (SIN sta per <strong>S<\/strong>iti di <strong>I<\/strong>nteresse <strong>N<\/strong>azionale, oggi declassato a <strong>S<\/strong>ito di <strong>I<\/strong>nteresse <strong>R<\/strong>egionale) rilevando le problematiche di tipo ambientale e l&#8217;incidenza tra attivit\u00e0 industriali e di discarica in relazione all&#8217;incidenza di particolari infermit\u00e0 neoplasiche. In questa zona collinare estremamente fertile nota per le sue produzioni agricole d\u2019eccellenza (ad esempio i pomodori del <em>piennolo<\/em>), gli abitanti risultarono esser soggetti a gravi patologie, prevalentemente leucemie e tumori dell\u2019apparato respiratorio, forse anche a causa dei continui roghi di plastica e di rifiuti tossici sepolti nelle campagne circostanti la contrada. Dati particolarmente preoccupanti se si pensa che San Vito \u00e8 una piccola frazione di circa cinquemila abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo a fatti pi\u00f9 recenti, tra il 2001 il 2003, come pi\u00f9 sopra accennato, la sindaco <strong>Luisa Bossa<\/strong> individu\u00f2 l&#8217;area Ammendola Formisano come sito di stoccaggio provvisorio di <strong>balle di CDR<\/strong> (<strong>C<\/strong>ombustibile <strong>D<\/strong>a <strong>R<\/strong>ifiuti) in forza dell&#8217;Ordinanza del Sub-commissario per l&#8217;Emergenza Rifiuti in Campania n. 39 del 02.05.2003 che, successivamente (2013) fu rimosso e bruciato presso il termovalorizzatore di Acerra. In seguito, nel 2007 la discarica \u00e8 stata nuovamente riaperta dal nuovo sindaco <strong>Nino Daniele<\/strong>, per lo stoccaggio temporaneo dei RR.SS.UU, in forza dell&#8217;Ordinanza Sindacale n. 16\/07 del 21.12.2007. Da allora, il sito non \u00e8 mai stato del tutto dismesso ed \u00e8 tutt&#8217;oggi luogo di scarico illegale di rifiuti. Inoltre, la raccolta del percolato proveniente da tale sito di stoccaggio, non ha mai osservato criteri tali da evitarne la dispersione nell&#8217;ambiente circostante, esistono infatti immagini e filmati probanti della tracimazione del percolato in un lungo arco di tempo e assorbito dal poroso terreno vulcanico circostante.<\/p>\n<figure id=\"attachment_59429\" aria-describedby=\"caption-attachment-59429\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59429 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/14e-Villa-romana-a-Cava-Montone-1-1-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59429\" class=\"wp-caption-text\">I resti della villa rustica romana di Cava Montone<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_59430\" aria-describedby=\"caption-attachment-59430\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59430 size-medium\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/14f-Villa-romana-a-Cava-Montone-3-1-209x300.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"209\" height=\"300\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59430\" class=\"wp-caption-text\">La villa romana di Cava Montone nel 1984, prima che la maggior parte della cava fosse riempita di rifiuti.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2014 la giunta regionale della Campania stanzi\u00f2 circa sei milioni di euro per effettuare interventi di verifica, messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese dal\u2019ex Sito di Interesse Nazionale \u201cLitorale Vesuviano\u201d (compresa l\u2019area dell&#8217;Ammendola &amp; Formisano e delle Novelle) quelli che hanno appunto portato alle tabelle del 2016. I fondi regionali saranno utilizzati per lo studio della determinazione dei valori di fondo dei suoli e delle acque di falda per aree omogenee e significative ed in particolare per Terzigno, Ercolano, e la fascia litoranea Torre Annunziata-Castellammare di Stabia (euro 1.220.000). Va specificato che solo un&#8217;esigua parte degli stanziamenti totali sar\u00e0 effettivamente impiegata per le \u201cbonifiche di emergenza\u201d per una somma ammontante all&#8217;incirca a 500.000 \u20ac. Dato quest&#8217;ultimo sconfortante se si tiene conto che l&#8217;utilizzo di quel 1.200.000\u20ac per lo studio dei valori di fondo, coincide con la ricerca pi\u00f9 volte gi\u00e0 effettuata da parte di organi istituzionali quali l&#8217;Universit\u00e0 Federico II e la stessa ARPAC. Da ci\u00f2 \u00e8 part\u00ecta anche un\u2019interrogazione in commissione parlamentare (<strong><a href=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/leg.17.sed0409.allegato_b.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">5-05359<\/a><\/strong>) che in data 15 aprile 2015 ad opera del deputato Luigi Gallo metteva in luce anche quest&#8217;altra incongruenza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_59440\" aria-describedby=\"caption-attachment-59440\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59440 size-medium\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DSCN3179-300x169.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"169\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-59440\" class=\"wp-caption-text\">Gli evidenti segni della tracimazione del percolato del sito di stoccaggio nell&#8217;Ammendola e Formisano<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, grazie all\u2019azione dei comitati locali, la verit\u00e0 sulla discarica e sugli sversamenti di materiali tossici \u00e8 venuta gradualmente alla luce, gettando le basi per una futura messa in sicurezza dell\u2019area. Tuttavia, i danni provocati all\u2019ambiente circostante ed alle attivit\u00e0 agricole locali sono incommensurabili, soprattutto dal punto di vista dell\u2019immagine e l\u2019incidenza di malattie letali provocate dalla discarica \u00e8 in aumento. In pi\u00f9, manca ancora un valido progetto di messa in sicurezza e di bonifica dell\u2019area in questione e una reale azione da parte delle autorit\u00e0 di contrastare il problema degli sversamenti abusivi. <strong><a href=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/ercolano-si-apre-uno-spiraglio-per-via-castelluccio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nel 2018 qualcosa si \u00e8 mosso<\/a><\/strong> ma \u00e8 stato <strong><a href=\"https:\/\/www.vesuvionews.it\/notizie\/ercolano-dei-rifiuti-nel-parco-nazionale-del-vesuvio-e-daltre-storie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un fuoco di paglia<\/a><\/strong> e l\u2019impressione \u00e8 quella che gli organi competenti, in primis i comuni, vogliano spazzare la polvere sotto al tappeto per quel che riguarda le micro-discariche e accantonare nell\u2019oblio le discariche storiche, ben consci dell\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019azione definitiva e concreta per la loro reale bonifica. Del resto, se solo nel Vesuviano esistono ben 5 discariche storiche e considerato il fatto che per le 4 discariche del \u201cSIN Litorale Vesuviano\u201d non sono bastati oltre 5 milioni di euro neanche per affrontare seriamente la situazione, \u00e8 facile immaginare una difficile soluzione del problema che per ovvie ragioni non \u00e8 confinato solo presso le Lave Novelle di Ercolano o esclusiva problematica del Parco Nazionale del Vesuvio, ma vera e propria tragedia nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Relazione dell&#8217;ORTAM Ciro Teodonno La storia di quest&#8217;area, denominata Lave Novelle, in riferimento alle colate laviche del 1855 e del 1872, \u00e8 paradigmatica e forse anche anticipatrice di ci\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":344,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_tribe_events_status":"","_tribe_events_status_reason":"","footnotes":""},"tags":[],"tribe_events_cat":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/343"}],"collection":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events"}],"about":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/types\/tribe_events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=343"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":411,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/343\/revisions\/411"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/media\/344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=343"},{"taxonomy":"tribe_events_cat","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events_cat?post=343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}