{"id":346,"date":"2022-06-28T10:09:54","date_gmt":"2022-06-28T10:09:54","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/evento\/promozione-del-patrimonio-dellambiente-e-della-ruralita-dellalto-fiume-volturno\/"},"modified":"2024-12-06T10:45:23","modified_gmt":"2024-12-06T10:45:23","slug":"promozione-del-patrimonio-dellambiente-e-della-ruralita-dellalto-fiume-volturno","status":"publish","type":"tribe_events","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/evento\/promozione-del-patrimonio-dellambiente-e-della-ruralita-dellalto-fiume-volturno\/","title":{"rendered":"Promozione del Patrimonio dell\u2019ambiente e della Ruralit\u00e0 dell\u2019alto Fiume Volturno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58497 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1-1024x275.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"275\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Promozione del Patrimonio dell\u2019Ambiente<br \/>\ne della Ruralit\u00e0 dell\u2019Alto Fiume Volturno<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Staffieri Giuseppe &#8211; Tomeo Patrizia<\/strong><br \/>\nSottosezione Montaquila -Valle del Volturno- Sezione di Isernia<\/p>\n<p>L\u2019area oggetto di studio dell\u2019elaborato \u00e8 rappresentata dall\u2019Alto corso del F. Volturno, [fig.1] compresa tra il versante occidentale del Massiccio del Matese alle sorgenti del Massiccio delle Mainarde.<br \/>\nCostituisce area di eccellenza per un quasi incontaminato stato di naturalit\u00e0 preservando aree di Biodiversit\u00e0 e Geodiversit\u00e0, compresa tra due Parchi: PNALM , a nord-ovest, e Parco del Matese a sud est. Conseguenziale il permanere di condizioni di particolare pregio di ruralit\u00e0, borghi, tradizioni, testimonianze storiche, antropologiche.<br \/>\nProcedendo da sud verso nord, si fa riferimento ai territori dei Comuni di:<br \/>\nMontaquila, Filignano, Colli al Volturno, Cerro al Volturno, Rocchetta al Volturno,<br \/>\nScapoli, Castel San Vincenzo, Pizzone. [Fig.2]<\/p>\n<p>L\u2019area di trattazione viene presentata con i suoi elementi peculiari, associati su ideali percorsi di assonanze, individuazione degli elementi e iniziative di promozione di un paesaggio, che come dichiarato dalla Convenzione Europea del Paesaggio (2000), sottoscritta e condivisa da 13 nazioni a Firenze, cos\u00ec enuncia: \u00abil paesaggio designa una determinata parte di territorio, cos\u00ec come percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall\u2019azione di fattori naturali e\/o umani e dalle loro interrelazioni\u00bb.<br \/>\nIl \u00abpaesaggio \u00e8 patrimonio culturale, globale e collettivo, a cui tutti hanno diritto di godere\u00bb.<\/p>\n<p>E\u2019 fondamentale riconoscere per tutelare, per promuovere, per standardizzare interventi distinguendo per questa area un:<br \/>\nPaesaggio della Biodiversit\u00e0: Cervi, camosci, volpi, lupi, orsi, fiori, piante;<br \/>\nPaesaggio della Geodiversit\u00e0:,sorgenti, fiumi, cascate, laghi, circhi glaciali, valli glaciali, travertino, corpi deposizionali, fossili;<br \/>\nPaesaggio della Ruralit\u00e0: mulini, frantoi, borghi, abbeveratoi, aie, muri, tholos, fontane, rifugi;<\/p>\n<p>Sono tracciati, inoltre, ideali Sentieri Tematici che possono essere locali o transregionali, come anche proposte le azioni di Intersezionali\/Gemellaggi, partecipazione di Associazioni Locali, Seminari, Eventi\/Mostre, Convegni, Produzioni Editoriali.<br \/>\nL\u2019efficacia dell\u2019azione delle proposte si ritiene possa raggiungersi se gli eventi assumono sistematicit\u00e0, periodicita\u2019 e cos\u00ec trasmettere un messaggio di sensibilizzazione verso fruitori, Enti, Categorie. Non meno determinante \u00e8 la individuazione di parametri di valutazione e standard qualitativi dei servizi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59251 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/1-5.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"473\" height=\"700\" title=\"\"><br \/>\nFig.1 Gianfrancesco Trutta (1776) riporta la viabilit\u00e0 dell\u2019area e attraversamenti sul f. Volturno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59252 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/2-1024x642.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"642\" title=\"\"><br \/>\nFig.2<\/p>\n<p>In diversi ambiti sono esaminati e definiti concetti che l\u2019Operatore Tutela Ambiente Montano assume nella sua strutturazione.<br \/>\nIl termine AMBIENTE indica il risultato di una serie di processi essenzialmente naturali, considerati all&#8217;origine di tutto ci\u00f2 che \u00e8 intorno all&#8217;uomo.<br \/>\nIl termine deriva dal latino \u2013ambiens-, participio presente del verbo ambire, che significa \u201ccircondare\u201d.<br \/>\nLo stesso prefisso amb (simile al greco amphi ) indica \u00abintorno\u00bb.<br \/>\nNell&#8217;ordinamento italiano non esiste, tuttora, una definizione di ambiente, n\u00e9 la sua difesa \u00e8 espressamente garantita dalla Costituzione, si trovano per\u00f2 alcuni articoli che, secondo la giurisprudenza, ne garantiscono indirettamente la tutela:<\/p>\n<p>Articolo 9<br \/>\n\u00abLa Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione\u00bb,<br \/>\nArticolo 32<br \/>\n\u00abLa Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettivit\u00e0\u00bb<br \/>\nA conferma del fatto che questi articoli sono sufficienti a garantire costituzionalmente la tutela dell&#8217;ambiente, si \u00e8 espressa la Corte costituzionale con la sentenza n.641 del 30 dicembre 1987: \u00abnel nostro ordinamento giuridico la protezione dell&#8217;ambiente \u00e8 imposta da precetti costituzionali (artt.9 e 32) ed assurge a valore primario e assoluto\u00bb<\/p>\n<p>Articolo 117 comma 2-3<br \/>\nDella legge costituzionale n.3 del 2001 (Riforma del Titolo V della Costituzione), tra le materie assegnate a titolo esclusivo dal legislatore alla competenza dello Stato, nell\u2019elenco di cui al comma 2 del citato articolo, vengono specificate:<br \/>\n\u00abla tutela dell\u2019ambiente, dell\u2019ecosistema e dei beni culturali\u00bb<br \/>\nmentre a titolo concorrente alle Regioni vengono assegnate:<br \/>\n\u00abvalorizzazione dei beni ambientali e culturali\u00bb<\/p>\n<p>Con la Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, viene modificato l\u2019 Articolo 9, con aggiunta al terzo comma:<br \/>\n-La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica;<br \/>\n-Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione;<br \/>\n-Tutela l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi,<br \/>\nanche nell\u2019interesse delle future generazioni.<br \/>\nLa legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali e l\u2019 Articolo 41 con incisi<br \/>\nL&#8217;iniziativa economica privata \u00e8 libera.<br \/>\nNon pu\u00f2 svolgersi in contrasto con l&#8217;utilit\u00e0 sociale o in modo da recare danno alla salute, all\u2019ambiente, alla sicurezza, alla libert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana.<br \/>\nLa legge determina i programmi e i controlli opportuni perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.<\/p>\n<p>Il <strong>CAI<\/strong> ha , tra i suoi compiti istituzionali, \u201cmission\u201d dell\u2019Associazione, la promozione :<br \/>\n\uf0a7 di iniziative di formazione di tipo etico-culturale e tecnico;<br \/>\n\uf0a7 di studi dedicati alla diffusione della conoscenza dell\u2019ambiente montano e delle popolazioni nei suoi molteplici aspetti;<br \/>\n\uf0a7 della conservazione della cultura alpina;<br \/>\n\uf0a7 della tutela dell\u2019ambiente montano;<br \/>\nAppartengono al patrimonio culturale le Tecniche e le Conoscenze della gente di montagna:<br \/>\n\uf0a7 Costruzione e manutenzione di abitazioni, stalle, fienili, caciare, capanne ripari, luoghi di culto;<br \/>\n\uf0a7 Tecniche e abilit\u00e0 nella lavorazione del legno, della pietra e delle fibre vegetali, per costruzioni, usi agricoli, attrezzature, oggetti ornamentali.<\/p>\n<p>Il Rapporto Brundtland, [presidente di commissione], documento conclusivo dei lavori della Commissione Mondiale sull\u2019Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite (1987), fornisce la definizione di Sviluppo Sostenibile come:<br \/>\nlo sviluppo che \u00e8 in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilit\u00e0 che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.<br \/>\nDa questa definizione e dal dibattito internazionale conseguente \u00e8 stata riconosciuta la stretta interrelazione fra sviluppo economico, sociale ed ambientale.<br \/>\nL\u2019esigenza di far emergere le aree interne dall\u2019abbandono che di fatto hanno subito, ha costituito condizione di preservazione.<br \/>\nIl passaggio per un utilizzo nuovo, diventa cruciale, determinante.<br \/>\nIl tentativo speculativo di diversi settori, strenuamente contrastato dalle comunit\u00e0 locali, pi\u00f9 o meno riuscito, spesso pagato con il \u00absenno del poi\u00bb, ha maturato e mutato il concetto di \u00abbene\u00bb, sia come dimensione di consapevolezza che di appartenenza.<br \/>\nSi assiste a interventi isolati e non coordinati, spesso senza la dovuta competenza e correlazione che esiste tra ambiti, condizioni e processi.<br \/>\nLa frammentazione amministrativa, logiche imprenditoriali localizzate se non spregiudicate, spesso non trovano una dovuta attenzione dalle amministrazioni locali ignare, latitanti se non complici, pi\u00f9 o meno inconsapevoli.<br \/>\nL\u2019area esaminata presenta molteplici aspetti, oggetto di crescente interesse ma non compiutamente e adeguatamente trattati.<br \/>\nLa mancanza di una conoscenza consapevole delle criticit\u00e0 pone la infondata concezione di antitesi tra FRUIZIONE- e TUTELA , IMPRENDITORIA e PRESERVAZIONE.<br \/>\nIn tempi recenti comunit\u00e0 e singoli indignandosi, soffrendo, rivendicano con forza il proprio senso di appartenenza, culturale e, non di rado, lo fanno coincidere non solo con i beni materiali nei quali si riconoscono, ma anche parlando del patrimonio proprio e dei propri eredi.<br \/>\nBeni culturali come cosa comune.<br \/>\nIl concetto di bene culturale appare, quindi, ormai ampiamente trasversale e, soprattutto, non riservato pi\u00f9 soltanto a ci\u00f2 che \u00e8 inequivocabilmente monumentale, ma anche a strutture, architetture, sistemi, che con la monumentalit\u00e0 hanno assai meno a che fare e che sono viceversa cifra identitaria dei territori culturali, patrimonio in ragione della loro diffusione sistemica. [Patrimonio e tutela in Italia: A cinquant\u2019anni dall&#8217;istituzione della Commissione Franceschini (1964-2014)]<\/p>\n<p>Come ancora l\u2019Europa individua la connessione tra Tutela ed Economia.<br \/>\nAl Parlamento Europeo nel 2018 \u00e8 stata proposta una Agenda per le Zone Rurali, Montane e Periferiche, i cui punti nodali sono:<br \/>\nOccupazione e crescita economica; Dimensione socioeconomica delle regioni montane; Tutela dell\u2019Ambiente e lotta ai cambiamenti climatici nelle regioni montane; Accessibilit\u00e0 e connettivit\u00e0 nelle regioni montane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59253 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/3-1-1024x790.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"790\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.3<\/p>\n<p>Il Territorio, in quanto valore immateriale, \u00e8 considerato \u2018capitale sociale\u2019 e quindi asse portante della struttura di valorizzazione economica, l\u2019elemento centrale sul quale basare l\u2019intero processo di valorizzazione.<br \/>\nIn questo senso \u00e8 evidente come i progetti siano indirizzati al rilancio dell\u2019immagine e alla promozione degli aspetti caratterizzanti il bene, quale il paesaggio (naturalistico o antropizzato) o i fattori che denotano la storia del rapporto dell\u2019uomo con i luoghi, come i valori culturali, espressioni proprie del territorio.<br \/>\nI Piani-Progetto servono dunque a garantire da un lato la conservazione di quei valori universali del bene culturale e ambientale, e dall\u2019altro la fruizione sostenibile di quegli stessi elementi, che possono essere valorizzati in modo da produrre un ritorno economico per il territorio e la popolazione e, in generale, potenziare la competitivit\u00e0 e l\u2019autonomia del sistema territoriale.<br \/>\nE\u2019 fondamentale determinare azioni, contributi su temi riguardanti la tutela, la conservazione, la valorizzazione ela gestione del patrimonio culturale nei suoi aspetti pi\u00f9 generali e nei suoi ambiti pi\u00f9 specifici, attraverso apporti sia teorici che operativi che affrontino la conoscenza dei beni culturali, ne propongano azioni di conservazione e valorizzazione, ne suggeriscano strategie di gestione, ne consiglino adeguati canali divulgativi, recuperare architetture rurali aventi interesse storico o etnoantropologico quali testimonianze dell\u2019economia rurale tradizionale, attraverso Indagini storiche e letture critiche del territorio per una valorizzazione consapevole del suo patrimonio, Fig.4<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59254\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/4-2-300x225.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"225\" title=\"\"><br \/>\nFig. 4-Rocchetta al Volturno<\/p>\n<p>L\u2019area in esame, inoltre, costituisce l\u2019occasione di creare un sistema integrato, sia sul piano degli aspetti paesistico-naturalistici, sia sotto il profilo strettamente socio-economico che faccia da tramite tra due forti polarit\u00e0 del sistema turistico.<br \/>\nUn territorio in cui si riconoscono i caratteri di omogeneit\u00e0, di potenzialit\u00e0 particolari e diverse, integrabili in una logica di \u201cfiliera\u201d, che comprenda strutture ricettive e servizi complementari, beni culturali ed ambientali, artigianato artistico, produzioni tipiche e da poter recuperare.<br \/>\nConcorrere a concepire il Territorio come Bene \u00e8 la condizione influente e determinante per conferire uno standard di qualit\u00e0, di valore aggiunto.<br \/>\nDiviene un brand, se credibile, un elemento riconoscibile e spendibile, sempre pi\u00f9 ricercato e apprezzato, nel settore turistico come nell\u2019agro-alimentare.<br \/>\nLa posizione preconcetta se non ostile verso l\u2019istituzione di aree protette, in particolare dei PARCHI, \u00e8 superata proprio nel prospettare queste potenzialit\u00e0, in molte realt\u00e0 gi\u00e0 risultato conseguito e consolidato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59255\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5-1-297x300.png\" alt=\"- CAI\" width=\"297\" height=\"300\" title=\"\"><br \/>\nFig.5<\/p>\n<p>Un esempio proponibile e perseguibile \u00e8 il marchio PAT-Prodotto Agroalimentare Tradizionale, Fig.5.<br \/>\nUtilizzato solo in Italia per contraddistinguere prodotti tradizionali e di nicchia, con una diffusione cos\u00ec ridotta da non concorrere all\u2019assegnazione di DOP e IGP.<br \/>\n\u00c8 l\u2019unica sigla di qualit\u00e0 che \u00e8 attribuita dalla Regioni:<br \/>\nl\u2019obiettivo \u00e8 di valorizzare le specialit\u00e0 locali ottenute con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura tradizionali, in uso da almeno venticinque anni e omogenei in tutto il territorio interessato.<br \/>\nUtilizzato in riferimento e contestualmente ad Aree di Pregio Ambientale diviene una attestazione di qualit\u00e0.<br \/>\nUn Parco o comunque un contesto salvaguardata, fa, dunque economia, tutelando l\u2019ambiente, come deve tutelare, motore di sviluppo dell\u2019economia.<br \/>\nLa traduzione del lungo percorso di sensibilit\u00e0 ambientale viene espresso in diversi impegni istituzionali, con una sempre maggiore attenzione della definizione di significati.<\/p>\n<p><strong>Individuare elementi di valore.<\/strong><br \/>\n<strong>La Geodiversit\u00e0<\/strong> \u00e8 la gamma naturale (diversit\u00e0) delle caratteristiche geologiche (rocce, minerali, fossili), geomorfologiche (forma del terreno, processi fisici), del suolo e, recentemente, (Serrano &amp; Ruiz-Fla\u00f1o 2007) anche la topografia e gli elementi dell&#8217;idrosfera nella diversit\u00e0 della natura abiotica.<br \/>\nLa Geodiversit\u00e0 \u00e8 elevata al rango di paradigma e associata ai concetti di biodiversit\u00e0, ecodiversit\u00e0 (Santucci 2005; Naveh 2006), ai cambiamenti climatici (Brazier et al. 2012; Brown et al. 2012) e ai paesaggi antropici come scapediversit\u00e0 (Manzi 1999).<br \/>\nIl concetto di Geodiversit\u00e0 implica quello di Geoconservazione (Gray 2004).<\/p>\n<p><strong>La GeoEtica<\/strong> dalle geoscienze a un\u2019etica globale, per un umanesimo ecologico.<br \/>\n\u00abLa geoetica nasce e si sviluppa per identificare i valori e i criteri etici che possono guidare la relazione che ci lega alla Terra, attraverso azioni in grado di garantire un equilibrio tra la conservazione dell\u2019abitabilit\u00e0 del pianeta e lo sviluppo economico e sociale delle nostre societ\u00e0, individuando uno spazio operativo sicuro per l\u2019umanit\u00e0\u00bb<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59256\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/6-300x216.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"216\" title=\"\"><br \/>\nFig.6<\/p>\n<p>L\u2019intento \u00e8 il ricorso alla scienza anche fuori dal mondo della ricerca, perch\u00e9 essa si confronti con i pi\u00f9 pressanti problemi della societ\u00e0 e perch\u00e9 offra alla societ\u00e0 stessa i propri servigi, nella consapevolezza del fatto che l\u2019impresa scientifica non pu\u00f2 \u2013 e non deve \u2013 essere neutrale rispetto alle tante questioni di natura etica e sociale che si sollevano intorno ai suoi stessi risultati.<br \/>\nLa Sezione di Geoetica e Cultura Geologica della Societ\u00e0 Geologica Italiana rappresenta anche la sezione italiana della IAPG \u2013 International Association for Promoting Geoethics (http:\/\/www.geoethics.org).<br \/>\nLa Sezione svolge un ruolo di leadership a livello internazionale nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 per lo sviluppo e la promozione della Geoetica.<\/p>\n<p><strong>La Biodiversit\u00e0<\/strong>, diversit\u00e0 biologica, \u00e8 definita nella Convenzione di Rio del 1992 \u201cvariabilit\u00e0 degli organismi viventi di ogni origine, compresi, fra gli altri, gli ecosistemi terrestri, marini e gli altri ecosistemi acquatici, oltre ai sistemi ecologici di cui fanno parte; ci\u00f2 include la diversit\u00e0 nell\u2019ambito delle specie e tra le specie, insieme a quella degli ecosistemi\u201d.<br \/>\nInoltre, la Convenzione richiede a tutti i Paesi firmatari un\u2019efficace protezione della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>La fruizione del paesaggio determina forma di turismo, pi\u00f9 estesamente definito GeoTurismo. Pu\u00f2 essere significativamente descritto attraverso il cosiddetto approccio (Dowling 2013), &#8220;ABC&#8221; comprende le componenti e gli elementi:<br \/>\nAbiotici della geologia e del clima,<br \/>\nBiotici di animali (fauna) e piante (flora),<br \/>\nCulturali o umane, sia passate che presenti .<\/p>\n<p>E\u2019 una forma di turismo che sostiene o migliora il carattere geografico di un luogo il suo ambiente, la cultura, l&#8217;estetica, il patrimonio e il benessere dei suoi residenti (Stueve et al. 2002), fino a considerare come parte del Geoturismo anche musei, biblioteche collezioni di archivi produzioni artistiche, tra cui storia sociale e archeologia industriale (Hose 2008).<\/p>\n<p><strong>Corretta Interpretazione<\/strong><br \/>\nPermane ancora, purtroppo, un atteggiamento avverso e una non compiuta conoscenza delle peculiarit\u00e0 delle aree protette, ma va ribadito come all\u2019interno della Rete Natura 2000, le attivit\u00e0 umane non sono vietate, ma devono essere compatibili con gli obbiettivi di conservazione di habitat e specie.<br \/>\n<strong>Fruibilit\u00e0 del territorio<\/strong>, tuttavia, \u00e8 un concetto molto soggettivo e un esempio \u00e8 dato dalla Fig.7<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59257 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/7-6-768x1024.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"768\" height=\"1024\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.7<\/p>\n<p>Azione di scoticamento dello spessore pedogenetico. Incisioni profonde che condizionano il deflusso delle acque superficiali divenendo concentrato e conseguente attivazione di fenomeni erosivi.<\/p>\n<p><strong>Direttive<\/strong><br \/>\nL\u2019Unione europea ha fatto propri i principi degli accordi internazionali, principalmente attraverso tre strumenti legali.<br \/>\nIl primo \u00e8 rappresentato dalla direttiva \u201cUccelli\u201d(1979) che pone sotto la propria protezione \u201ctutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri\u201d.<br \/>\nPer la realizzazione di tale obbiettivo, impone la creazione di zone di protezione speciale (ZPS) in tutti gli Stati membri.<br \/>\nIl secondo corrisponde alla direttiva \u201cHabitat\u201d (1992), che tutela un numero piuttosto elevato di habitat e di specie ad eccezione degli uccelli, protetti dall\u2019apposita direttiva.<br \/>\nAnche questa direttiva, esige la creazione di aree di tutela, i siti di interesse comunitario (SIC).<br \/>\nLe ZPS ed i SIC formano un insieme di Aree Protette ai sensi della legislazione europea che prende il nome di Rete Natura 2000, la quale conta oltre 28.000 siti e copre il 18 % del territorio dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>Elenco Aree Protette nella zona in studio<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59375 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/TAB1.2.png\" alt=\"- CAI\" width=\"684\" height=\"103\" title=\"\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59376 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/TAB1.2.png-B.png\" alt=\"- CAI\" width=\"675\" height=\"29\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59377 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/TAB-1.2-C.png\" alt=\"- CAI\" width=\"676\" height=\"66\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59378 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/TAB-1.2-D.png\" alt=\"- CAI\" width=\"671\" height=\"27\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59380 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/TAB-1.2-F.png\" alt=\"- CAI\" width=\"680\" height=\"79\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59379 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/TAB-1.2-E.png\" alt=\"- CAI\" width=\"674\" height=\"30\" title=\"\"><\/p>\n<p>Nonostante l\u2019individuazione di Aree Protette, l\u2019area presenta molti elementi di detrazione eredit\u00e0 di un uso del territorio improprio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59381 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/TAB-1.2-G.png\" alt=\"- CAI\" width=\"624\" height=\"841\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il Decreto152\/2006 non fornisce una esplicita definizione di ambiente, ma questa pu\u00f2 essere desunta dalla definizione di &#8220;impatto ambientale&#8221;.<br \/>\n\u2022All&#8217;art.5,comma1,lettera c,<br \/>\n&#8220;l\u2019alterazione qualitativa e\/o quantitativa, diretta ed indiretta, a breve e a lungo termine, permanente e temporanea, singola e cumulativa, positiva e negativa dell\u2019ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed economici.<br \/>\nUna ulteriore norma \u00e8 la Direttiva quadro sulle Acque (2000), la quale, tra gli altri obbiettivi, richiede che i corpi idrici siano gestiti a livello di distretto idrografico, che essi siano monitorati da un punto di vista biologico e che gli ecosistemi delle acque superficiali europee siano mantenuti in un \u201cbuono stato ecologico\u201d.<br \/>\nQuesti provvedimenti europei sono corredati dalle norme sulle:<br \/>\nvalutazioni ambientali [valutazione d\u2019impatto ambientale VIA], recepita 152\/2006 studio preventivo di valutazione dei progetti e delle singole opere, come obiettivo la valutazione degli effetti dei progetti sulla salute umana e sulle componenti dell\u2019ambiente antropico e naturale;<br \/>\nvalutazione d\u2019incidenza [ VIncA], \u00e8 un particolare tipo di analisi obbligatoria per valutare tutte quelle opere, progetti o azioni che possono incidere, direttamente o indirettamente, su un Sito di Interesse Comunitario (SIC) o su una Zona di Protezione Speciale (ZPS), che fanno parte della Rete Natura 2000. E&#8217; prevista dalle Direttive 79\/409 (&#8220;Direttiva Uccelli&#8221;) e dalla Direttiva 92\/43 (&#8220;Direttiva Habitat&#8221;);<br \/>\nvalutazione ambientale strategica [VAS] studio preventivo ha lo scopo di valutare gli effetti di piani e programmi, sull\u2019ambiente al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile e garantire un elevato livello di protezione dell\u2019ambiente<\/p>\n<p>La Commissione Europea ha varato, inoltre, una nuova Strategia per la biodiversit\u00e0.<br \/>\nEntro il 2030, prevede di estendere le aree protette al 30% del territorio, del quale almeno un terzo da difendere con norme di tutela ancora pi\u00f9 rigorose rispetto a quelle attualmente vigenti.<br \/>\nQuest\u2019ultima intenzione, che necessiter\u00e0 di nuovi interventi legislativi da parte della Commissione europea, \u00e8 giustificata dal fatto che la biodiversit\u00e0 europea, ha continuato a diminuire.<br \/>\nNella sua Strategia 2030, propone degli obbiettivi di restauro di ecosistemi degradati sia per ridare a specie ed habitat il loro spazio vitale perduto, sia ripristinare le funzioni dei servizi ecosistemici,<br \/>\nauspica in dieci anni il ripristino lungo 25.000 km della continuit\u00e0 fluviale, frammentata da innumerevoli barriere.<\/p>\n<p><strong>Conflitti e reciprocit\u00e0<\/strong><br \/>\nPer ottenere risultati duraturi occorre anticipare e gestire in modo efficace e partecipativo i possibili conflitti che possono insorgere tra protezione della natura e alcune attivit\u00e0 umane.<br \/>\nIl caso del ritorno dei grandi predatori \u00e8 a questo rispetto emblematico.fig.8<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59258 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/8.png\" alt=\"- CAI\" width=\"868\" height=\"806\" title=\"\"><br \/>\nFig.8<\/p>\n<p>Come alcuni studiosi fanno rilevare, eventuali difficolt\u00e0 o un fallimento nella convivenza tra le attivit\u00e0 umane e i grandi predatori non deve essere certo addebitato alle comunit\u00e0 rurali, specialmente delle zone montane, quanto piuttosto \u201call\u2019insieme della societ\u00e0 che NON mette a disposizione i mezzi (umani, materiali, legislativi) di assumere questa reciprocit\u00e0\u201d.<br \/>\nIn realt\u00e0, i progressi tecnici sarebbero in grado di permettere, secondo ogni logica, una coabitazione pi\u00f9 agevole rispetto ad alcune centinaia di anni fa .<br \/>\nPertanto, i continui ed insistenti richiami a sbrigative campagne di abbattimenti, prima di avere messo in atto tutte le misure che una societ\u00e0 moderna e le conoscenze scientifiche mettono a disposizione, appaiono anacronistici e rozzi, rimandando ai sistemi adottati nel Medioevo e fino al XIX secolo, quando le comunit\u00e0 rurali disponevano solo di tecnologie rudimentali.<br \/>\nUn esempio il rapporto con il LUPO, fig.9.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59259\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/9-300x218.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"218\" title=\"\"><br \/>\nFig.9<\/p>\n<p>Il lupo (Canis lupus L.1758) \u00e8 un mammifero predatore adattato a predare animali selvatici, appartenente all&#8217;ordine dei carnivori, famiglia dei Canidi. Esistono altre 6 specie selvatiche appartenenti al genere Canis,<br \/>\nil coyote (C. latrans),<br \/>\nlo sciacallo dorato (C. aureus),<br \/>\nlo sciacallo<br \/>\ndella gualdrappa (C. mesomelas),<br \/>\nlo sciacallo striato (C. adustus),<br \/>\nlo sciacallo del Simien o lupo<br \/>\nabissino (C. simensis) e<br \/>\nil lupo rosso (C. rufus).<\/p>\n<p>Il lupo (Canis lupus) \u00e8 un animale altamente adattabile che si distribuisce in ecosistemi anche estremamente diversi tra di loro,dalla tundra Artica al deserto Arabico. La sua particolare etologia implica, tuttavia, che la persistenza delle popolazioni in un dato luogo sia legata ad un\u2019ampia disponibilit\u00e0 di risorse trofiche e spaziali.<br \/>\nEsistono delle barriere (antropogeniche o anche costituite da tratti fisiografici permanenti) che comportano la frammentazione dell\u2019habitat del lupo e che possono limitare la dispersione degli individui e il flusso genetico.<br \/>\nAd esempio il lupo non si espande nel paesaggio agricolo, nel 1973 rimanevano circa 100 individui, Isolati nell\u2019Appennino centrale (Canis lupus italicus), in una superficie di 8.500 km2 (Boitani, 1984).<br \/>\nIl lupo italiano rappresenta quindi una popolazione ridotta e frammentata che pu\u00f2 andare incontro a due importanti problemi per la sua conservazione:<br \/>\nperdita di diversit\u00e0 genetica e conseguente infertilit\u00e0 ibridazione con il cane domestico (Canis lupus familiaris)<br \/>\nLupi e cani sono tra loro interfecondi, sono cio\u00e8 capaci di incrociarsi generando prole ibrida feconda.<br \/>\ni fattori che limitano la distribuzione attuale del lupo sono fondamentalmente:<br \/>\nla persecuzione umana, la disponibilit\u00e0 di prede e la presenza di habitat naturali integri (soprattutto quelli con estesa copertura vegetale che permette ai lupi di nascondersi e sfuggire alla persecuzione umana).<\/p>\n<p>I dati disponibili sull\u2019alimentazione indicano che laddove le condizioni ambientali lo consentano, il lupo tende ad assumere il ruolo di predatore specializzato nella cattura di grandi erbivori selvatici in modo relativamente indipendente dalla disponibilit\u00e0 di fonti alternative, quali ad esempio la piccola selvaggina, i micromammiferi, il bestiame domestico o alimenti di origine vegetale, che in altre aree risultano pi\u00f9 o meno utilizzate a integrazione della fonte principale.<br \/>\nUn altro elemento che emerge chiaramente dall\u2019esame dei dati \u00e8 la relativa facilit\u00e0 con cui il lupo, in funzione delle condizioni stagionali e\/o ambientali, pu\u00f2 spostare la pressione predatoria da una specie all\u2019altra; ci\u00f2 vale in particolare per il cinghiale, il capriolo e il daino, probabilmente in misura minore per il cervo.<br \/>\nIn definitiva i dati raccolti sembrano indicare che il cinghiale e il capriolo, laddove sufficientemente abbondanti, sono perfettamente in grado di sostenere lungo tutto l\u2019arco dell\u2019anno le necessit\u00e0 alimentari del lupo, indipendentemente dalla presenza di altre fonti alimentari.<br \/>\nIn questo senso, considerando la diffusione e, in molte aree, la tendenza all\u2019aumento di queste due specie, \u00e8 facile ipotizzare che nei territori montani di diverse regioni appenniniche e in parte di quelle alpine, esistano potenzialit\u00e0 per l\u2019espansione del lupo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59260 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/10.png\" alt=\"- CAI\" width=\"859\" height=\"990\" title=\"\"><br \/>\nFig.10<\/p>\n<p>Come riconoscere la predazione<\/p>\n<p>LUPO: un unico potente morso al collo , evidenti i fori lasciati alla gola, fig.11<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59261 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/11.png\" alt=\"- CAI\" width=\"681\" height=\"894\" title=\"\"><br \/>\nFig.11<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59262 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/12.png\" alt=\"- CAI\" width=\"670\" height=\"424\" title=\"\"><\/p>\n<p>Volpe e Cane:Foto. 12<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59263 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/13.png\" alt=\"- CAI\" width=\"334\" height=\"329\" title=\"\"><br \/>\nOrso:Foto.13<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 nell\u2019orientamento evolutivo del Club Alpino e delle sue politiche ambientali, orientamento che non si limita a considerare la montagna come un\u2019entit\u00e0 fisica le cui caratteristiche naturali si prestano alla pratica turistica dell\u2019alpinismo in senso generale, bens\u00ec un territorio complesso in cui l\u2019antropizzazione ha determinato la presenza di realt\u00e0 sociali, economiche e culturali imprescindibili in una corretta valutazione degli effetti di qualunque attivit\u00e0 su di essa si svolga.<br \/>\nNelle nostre societ\u00e0, apparentemente incentrate su uno sviluppo urbano, industriale e del settore terziario, si tende a perdere di vista il legame con gli elementi naturali e cio\u00e8 il senso di appartenenza ad un sistema socio-ecologico in cui tutti i singoli elementi\u2013individui, specie, ecosistemi- interagiscono e coevolvono, contribuendo all\u2019equilibrio generale planetario e alla sua resilienza.<\/p>\n<p>Per le aree di montagna hanno una grande rilevanza per le popolazioni che vi risiedono i Servizi Ecosistemici, serie di servizi che i sistemi naturali generano a favore dell&#8217;uomo.<br \/>\nPossono essere definiti come le caratteristiche, funzioni e processi ecologici \u201cutilizzati direttamente o indirettamente dalla specie umana per il proprio benessere\u201dche permettono lo sviluppo di attivit\u00e0 economiche, sociali e culturali.<br \/>\nTale concetto implica che la specie umana agisce in modo interdipendente rispetto ai sistemi ecologici ed \u00e8 perci\u00f2 parte integrante della biosfera e dei suoi meccanismi di regolazione.<br \/>\nQuesti servizi estendono i loro benefici anche alle regioni situate a valle e in pianura, attraverso:<br \/>\nil sequestro dell\u2019anidride carbonica all\u2019interno della biomassa, soprattutto di quella forestale;<br \/>\nla regolazione dell\u2019umidit\u00e0 dell\u2019aria;<br \/>\ndel deflusso idrico e della qualit\u00e0 delle acque;<br \/>\npossibilit\u00e0, inoltre, di effettuare attivit\u00e0 turistiche e ricreative in rapporto con la natura .<\/p>\n<p>Si ricorda come, le montagne del Mondo forniscono il 60-80% delle acque dolci disponibili.<br \/>\nIl Millennium Ecosystems Assessment [2005] ha catalogato i Servizi Ecosistemici in quattro categorie:<br \/>\n\u201cregolazione\u201d (es.: clima, acqua, biodiversit\u00e0),<br \/>\n\u201csupporto\u201d (es.: formazione dei suoli, stabilit\u00e0 dei versanti),<br \/>\n\u201cfornitura\u201d (es.: produzione agricola, del legno e della pesca),<br \/>\n\u201ccultura\u201d (es.: identit\u00e0, arte, benessere, cultura)<\/p>\n<p>Una concezione nuova dell\u2019ambiente in cui si vive \u00e8 sottolineata dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 che riconosce \u201ci benefici delle interazioni con la natura per la salute dei bambini\u201d e il positivo apporto della biodiversit\u00e0 alla \u201csalute psicologica, cognitiva e psicofisica\u201d dei pazienti.<\/p>\n<p>La proposta di Green Deal Europeo \u00e8 in linea con obbiettivi di tutela e preservazione, accrescendo il valore del Bene Ambientale ponendo strategie per \u201cRipristinare gli ecosistemi e la diversit\u00e0\u201d (maggio 2020).<br \/>\nI Principali obiettivi 2030:<br \/>\n\u2022Proteggere 30% del territorio UE (oggi circa 26%, Italia 22%)<br \/>\ne dei mari europei (UE 19%)<br \/>\n\u2022Proteggere in modo \u201crigoroso\u201d almeno il 10% del territorio<br \/>\ne dei mari (oggi UE 3% e 1% rispettivamente), tra cui foreste primarie, torbiere, pascoli, zone umide, praterie oceaniche<br \/>\n\u2022\u201cLiberare\u201d da barriere lo scorrimento di 25.000 km di fiumi (continuit\u00e0 e pianure alluvionali)<br \/>\n\u2022Ripristinare gli ecosistemi degradati (p.es. zone umide)<br \/>\n\u2022Agricoltura biologica: raggiungere il 25% dell\u2019area coltivabile (oggi UE 8%, Italia 15%)<br \/>\n\u2022Ridurre l\u2019uso di antiparassitari (-50%) e fertilizzanti (-20%)<br \/>\n\u2022Piantare 3 miliardi di alberi e rinverdire zone urbane<\/p>\n<p>Diviene indispensabile incentivare s\u00ec interventi sul territorio in nome e per conto di un Patto Verde, ma soprattutto attenzionare , distinguere da proposte fondamentalmente speculative.<\/p>\n<p><strong>Il NON detto, Il NON fatto, Il NON compreso<\/strong><br \/>\nDirettive europee e montagna: ostacolo o vantaggio? Apparenti \u201cvincoli\u201d e freno alle attivit\u00e0 economiche?<br \/>\nIn realt\u00e0, i Siti Natura 2000 permettono tutte le attivit\u00e0 che rispettano gli obbiettivi dei Siti.<br \/>\nLe direttive \u201cHabitat\u201d e \u201cUccelli\u201d propongono, quindi, di riflettere su un tipo di sviluppo differente, in armonia con la natura. In Italia, questo invito non \u00e8 stato colto in molti casi.<br \/>\nLo status Natura 2000 pu\u00f2 accendere i riflettori su localit\u00e0 prima considerate \u201cmarginali\u201d , se debitamente messe in evidenza.<br \/>\nI vincoli per le popolazioni e le attivit\u00e0 di solito non sono compensati in Italia ci\u00f2 nonostante, sono previsti fondi europei per gli agricoltori in aree Natura 2000, ma sono poco usati<\/p>\n<p><strong>Il CAI, e in maniera precipua, attraverso gli Operatori TAM<\/strong><br \/>\n\u00e8 osservatore privilegiato sulle iniziative connesse al territorio mediante azioni propedeutiche e continue:<br \/>\n\uf0a7 Sviluppare e diffondere le conoscenze (legislazione, habitat, specie, obbiettivi, scienza del cittadino, etc.);<br \/>\n\uf0a7 Frequentare i Siti e tenersi informati su attivit\u00e0 e iniziative;<br \/>\n\uf0a7 Informare su eventuali minacce\/danni ambientali;<br \/>\n\uf0a7 Conoscere le esigenze delle popolazioni locali (senza il loro favore, la protezione diviene difficile o impossibile);<br \/>\n\uf0a7 Conoscere e, se possibile, anticipare lo sviluppo di conflitti.<\/p>\n<p>L\u2019area di trattazione si presenta attrattiva per la conservazione di un patrimonio di biodiversit\u00e0 pressoch\u00e8 intatto, cui si conferisce valore scenico ma anche di qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59264 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/14-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.14- di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59265 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/15-2-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.15 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59266 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/16-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.16 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59267 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/17-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.17 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59268 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/18-1-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.18 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59269 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/19-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.19 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59270 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.20 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59271 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/21-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.21 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59272 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/22-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.22 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59273 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/23-1024x786.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"786\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.23 di G.Staffieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59274 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/24.png\" alt=\"- CAI\" width=\"967\" height=\"725\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.24 di G.Staffieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59275 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/25.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1019\" height=\"764\" title=\"\"><br \/>\nFoto.25 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59276 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/26-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.26 di G.Staffieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59277 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/27.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"897\" height=\"634\" title=\"\"><br \/>\nFoto.27<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59278 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/28-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.28 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59279 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/29-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.29 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59280 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/30-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.30 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59281 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/31-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.31 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59283 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/33.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1000\" height=\"750\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.32 di G.Staffieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59284 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/34-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.33 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59285 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/35-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.34 di G.Staffieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59286 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/36-1024x563.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"563\" title=\"\"><br \/>\nFoto.35 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59287 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/37-1024x564.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"564\" title=\"\"><br \/>\nFoto.36 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59288 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/38-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto.37 di G.Staffieri<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59289 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/39-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.38 di G.Staffieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59290 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/40-1024x683.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"683\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.39 &#8211; Cercis siliquastrum, comunemente detta albero di Giuda, localmente -Mella \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59291 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/41.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"450\" height=\"600\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.40<\/p>\n<p>Gentiana lutea comunemente detta genziana. \u00c8 una pianta vivace con grossa radice ramosa, fusto eretto semplice alto oltre 1 m.; foglie basali ovali, ellittiche acute disposte a rosetta e picciolate radice (radix Gentianae) lunga fino a m. 1,20, cespitosa, bruna esternamente e con striature longitudinali e trasversali e di creste trasversali, internamente rosso-bruni, di odore grato caratteristico e di sapore amarissimo ma gradevole. Contiene il glucoside amaro genziopicrina,<br \/>\nrimedio conosciuto da tempi antichi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59292 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/42.png\" alt=\"- CAI\" width=\"876\" height=\"1008\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.42<\/p>\n<p>Chenopodium bonus-henricus, Comunemente detto aglio orsino<br \/>\n\u00c8 una piantina officinale spontanea commestibile ricca di numerose propriet\u00e0 come quella di abbassare il tasso del colesterolo, di antibiotico ed anti micotico, e di purificare il sangue. Inoltre contiene in buona quantit\u00e0 vitamine e minerali, per questo gli orsi, da cui deriva il nome, ne fanno incetta al risveglio dal letargo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59293 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/43.png\" alt=\"- CAI\" width=\"233\" height=\"216\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.43<\/p>\n<p>Chenopodium bonus-henricus comunemente detto Orapi spinacio di montagna<br \/>\nCresce prevalentemente nel cuore dell\u2019Appennino Centrale, tra Lazio, Abruzzo e Molise ad un\u2019altitudine che va dai 1.200 ai 2.000 metri s.l.m.<br \/>\nin zone dove pascolano le pecore, le quali concimano il terreno rendendolo ricco di azoto e nitrati, ben ospitale per la spontanea crescita di questa verdure dal sapore deciso e robusto. Grazie all\u2019elevato contenuto di sali minerali (come iodio, zinco, potassio, rame, sodio, calcio e fosforo), di vitamine (come B1, B12 e C) e di altre preziose sostanze quali carotene, betacarotene, clorofilla e mucillagini, gli orapi vantano notevoli effetti benefici per su diversi organi, apparati e funzioni (dal tono muscolare all\u2019equilibrio intestinale, dal pancreas al sistema cardiocircolatorio).<\/p>\n<p><strong>PAESAGGI di GeoDiversit\u00e0<\/strong><br \/>\nNell\u2019area sono riconosciuti ufficialmente Aree SIC-sito di interesse comunitario o sito di importanza comunitaria, concetto definito dalla direttiva comunitaria n. 43 del 21 maggio 1992, (92\/43\/CEE)<br \/>\nMonte S. Paolo \u2013 Monte La Falconara-Forra di Rio Chiaro-Fiume Volturno dalle sorgenti al Fiume Cavaliere-Valle Porcina &#8211; T. Vandra \u2013 Cesarata<\/p>\n<p>Diffusi sono gli elementi geomorfologici connessi al Carsimo, fig.44, quali le doline.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59294 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/44-923x1024.png\" alt=\"- CAI\" width=\"923\" height=\"1024\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.44<\/p>\n<p>In contesti montani costituisco luoghi di raccolta d\u2019acqua, fig.45-46-<br \/>\nIl ristagno di acqua in una dolina \u00e8 il risultato di un equilibrio di condizioni particolari, di estrema vulnerabilit\u00e0, dovuto cio\u00e8 a un deposito di materiale colluviale, limo-argilloso, poco permeabile sul fondo della depressione e, in particolare, alla sommit\u00e0 di un inghiottitoio, occludendolo.<\/p>\n<p>L\u2019inghiottitoio, che si sviluppa in profondit\u00e0, all\u2019interno dell\u2019ammasso roccioso, costituisce punto di infiltrazione e dispersione delle acque di deflusso superficiale e, nell\u2019eventualit\u00e0, di totale perdita con effetto di aridit\u00e0 in superficie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59295 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/45-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.45<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59296 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/46-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Foto.46 di G.Staffieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59297 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/47-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto 47<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59298 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/48-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><br \/>\nFoto 48<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59299 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/49-768x1024.png\" alt=\"- CAI\" width=\"768\" height=\"1024\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.49 &#8211; Circhi Glaciali e Valli Glaciali evidenze morfologiche di straordinaria conservazione dalla tipica forma a U<\/p>\n<p>L\u2019area ha la straordinaria testimonianza della costruzioni un acquedotto di epoca romana, augustea, Fig.50.<br \/>\nAttingendo alle sorgenti del F.Volturno, percorre il territorio con tratti intatti di cunicoli, Fig.51-52, ponti, fig.53, cisterne, cippi, regolamenti come la straordinaria Tavola Aquaria, Fig.54, presso Museo di venafro.<br \/>\nUn uso tecnico proveniente dal passato che si unisce a mulini, ruote idrauliche, cascate, torrenti.<br \/>\nElementi di particolare valore, la cui conoscenza diviene tutela e promozione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59300 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/50.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"550\" height=\"732\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.50<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59301 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/51.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"701\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.51<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59302 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/52.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"658\" title=\"\"><br \/>\nFig.52<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59303 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/53.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"721\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.53<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59304 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/54-613x1024.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"613\" height=\"1024\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.54<\/p>\n<p>L\u2019editto si articola in 69 righe divise in 4 titoli.<br \/>\nIl primo riguarda la donazione dell\u2019acquedotto alla citt\u00e0 di Venafro da parte di Augusto.<br \/>\nIl secondo illustra la costruzione e la manutenzione dell\u2019opera ed i rapporti tra i coloni privati e l\u2019uso dell\u2019acquedotto.<br \/>\nIl terzo riguarda la gestione dell\u2019acquedotto affidata a magistrati locali (duumviri).<br \/>\nIl quarto stabilisce le sanzioni per i comportamenti contrari e le procedure da seguirsi davanti al pretore peregrino.<br \/>\nFissa un criterio generale che interessa l\u2019intero tratto dell\u2019acquedotto stabilendo che su due fasce di terreno, da una parte e dall\u2019altra del condotto, ognuna larga otto piedi, sia vietato al proprietario del fondo sul quale passa l\u2019acquedotto di costruire qualsiasi tipo di edificio e sia vietato piantare qualsiasi tipo di albero. Su tali strisce \u00e8 consentito (e il proprietario non pu\u00f2 impedirlo) il transito pedonale a tutti coloro che debbano occuparsi della manutenzione del canale.<\/p>\n<p><strong>GeoSito &#8211; Sorgenti di Capo Volturno -Fig.55<\/strong><br \/>\nsgorgano al piede del versante orientale di M. Rocchetta a circa 548 m s.l.m. dove formano un piccolo laghetto, oggi recintato, ed hanno una portata complessiva di<br \/>\ncirca 6,6 m3\/s.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59305 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/55-1024x576.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"576\" title=\"\"><br \/>\nFig.55<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59307 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/56-1024x768.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Cascata del f.Volturno Fig.56<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59306 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/56-BIS.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"960\" height=\"640\" title=\"\"><\/p>\n<p>I Depositi di Travertino, connessi alla sorgente del f.Volturno, sono stati indicati quale GeoSito, et\u00e0 di formazione 75.000 anni b.p. Affioramento Rocchetta a Volturno, il cui ricalco delle strutture vegetali conferisce l\u2019attributo di bibliolitico.<\/p>\n<p>Fiume Volturno, barra centrale e laterale , sullo sfondo , a sinistra, l\u2019abitato di Montaquila. Vista da sud verso nord. Fig.57<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59308 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/57.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59309 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/58-768x1024.png\" alt=\"- CAI\" width=\"768\" height=\"1024\" title=\"\"><\/p>\n<p>Rio Chiaro alveo Area SIC, affluente in desta idrografica f. Volturno Fig.58<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-59311 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/59.png\" alt=\"- CAI\" width=\"480\" height=\"635\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-59310 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/59-BIS.png\" alt=\"- CAI\" width=\"372\" height=\"197\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig.59<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59312 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/60.png\" alt=\"- CAI\" width=\"500\" height=\"194\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig.60<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59313 size-large aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/61-810x1024.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"810\" height=\"1024\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig-61-Leopoldo Pilla [1805-1848]<\/p>\n<p>L\u2019origine della formazione di depositi di travertino, indicato come calcare lacustre, \u201cnon per anco da alcuno descritta\u201d e della piana alluvionale di questa area, proprio dalle sorgenti del f. Volturno fino al tratto di Roccaravindola, fig. 57, fu interesse dell\u2019insigne geologo di Venafro, Leopoldo Pilla, docente universitario presso la Facolt\u00e0 di Pisa, illustrata in una pubblicazione degli Annali Civili del 1833, fascicolo IV, pag.107.<br \/>\nLe dettagliate osservazioni di tipo stratigrafico-deposizionale sui depositi dell\u2019area che confermano studi approfonditi e accurati, lasciano il passo a interpretazioni delle teorie catastrofiste e fissiste dell\u2019epoca.<br \/>\nLo spessore della placca dei depositi travertinosi \u00e8 interpretato come determinato da un lago profondo poi scomparso per uno svuotamento rovinoso che determin\u00f2 i depositi alluvionali della piana pi\u00f9 a valle, in effetti terrazzi connessi a fasi di uplift neotettonico e conseguente incisione del reticolo idrografico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SENTIERO TEMATICO percorsi in fibra<\/strong><\/p>\n<p>Interesse nell\u2019ambito dei saperi di tradizione locale e la ricostruzione di conoscenze e pratiche antiche, quali la coltivazone trattamento di piante ad uso tessile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59389 size-medium\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Lein_be_005_kaur-300x188.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"188\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.61 -Linum usitatissimum (foto fonte web)<\/p>\n<p>Lino comune, una specie annuale coltivata per la produzione della fibra tessile e per la produzione di semi.<br \/>\nPianta diffusa e coltivata lungo il fiume Volturno<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59314\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/62-300x225.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"225\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.62-salix viminalis<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59315\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/63-224x300.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"224\" height=\"300\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.63-phragmites australis<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59316\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/64-300x276.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"276\" title=\"\"><br \/>\nFig.64-Spartium jumceum<\/p>\n<p><strong>PAESAGGI di Ruralit\u00e0<\/strong><br \/>\nDiffusissime sono nell\u2019area costruzioni in pietra che testimoniano passati di vita. E\u2019 stato definito, difatti, il Parco della Pietra nel Comune di Filignano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59317 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/65-683x1024.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"683\" height=\"1024\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig. 65- Muri a pietra<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59318 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/66.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"960\" height=\"720\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.66 \u2013 tholos, ricoveri per pastori<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59319 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/67.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"720\" height=\"540\" title=\"\"><br \/>\nFig.67- cisterna<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59320 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/68.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1010\" height=\"673\" title=\"\"><br \/>\nFig.68- abbeveratoio<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59321 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/69.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"606\" height=\"912\" title=\"\"><br \/>\nFig.69- una delle molte Edicole Votive<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59322 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/70.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"720\" height=\"540\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.70- Madonna del Morzone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59323 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/71-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.71-Torre di Mennella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59324 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/72-1024x682.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"682\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.72-Aia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59325 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/73-1024x576.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"576\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.73-74, Mulino ad acqua, interno ed esterno<\/p>\n<p><strong>SENTIERO TEMATICO Passi e Passaggi<\/strong><br \/>\nIn una realt\u00e0 si possono individuare beni immateriali, quali significati, saperi e umane vicende da sottrarre all\u2019oblio del tempo, quasi a tracciare e congiungere percorsi attraverso il tempo e il territorio.<br \/>\nIl Fiume Volturno, in questo tratto dell\u2019Appennino, ha rappresentato l\u2019apertura naturale tra i rilievi ma anche un limite tra le due sponde, da superare, da vivere.<br \/>\nIn agro di Montaquila, l\u2019impetuoso f.Volturno, aveva un punto di facile attraversamento, fig. 75, mediante una zattera e per questo detto appunto scafa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59327 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/75.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"620\" height=\"412\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig.75- tratto di attraversamento<\/p>\n<p>Il passaggio fu utilizzato da Carlo di Borbone nell\u2019aprile del 1744 con il proprio esercito per organizzare le difese del limite settentrionale del Regno, giungere a Fornelli seguendo l\u2019antico percorso, fig.76.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59328 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/76.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"620\" height=\"675\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fig.76- Percorso antico per attraversamento del f.Volturno, dettaglio fig. 1.<\/p>\n<p>Una testimonianza scritta dell\u2019abate Galiani, permette anche di ritrovare il nome della taverna nella quale si ferm\u00f2 la corte di Carlo di Borbone in attesa di poter passare il fiume:<br \/>\nAprile 1744, a di 1\u00b0, mercoled\u00ec santo.<br \/>\n\u2013 Si part\u00ec la mattina da Venafro, e si giunse la sera ai Fornelli. Avendo S. M. rinfrescato all\u2019 Osteria dei Rotondi, fig.77 elle \u00e8 nel luogo dove si passa la scafa del Volturno, piovette tutta la giornata; per lo che il fiume Volturno era in mediocre piena. Dal re e da pochi altri si pass\u00f2 il menzionato fiume sopra la scafa, ma da tutti gli altri del numeroso seguito si pass\u00f2 a guazzo; da alcuni in galesse, da altri a cavallo, e da alcuni anche a piedi: il che non fu senza pericolo, per l\u2019impeto con cui le acque correvano. Bagnati e malconci, giugnemmo la sera ai Fornelli, dove, per l\u2019angustia degli alloggi, quasi tutti stettero assai male ed a me tocc\u00f2 di alloggiare in casa di un povero villano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59329 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/77.png\" alt=\"- CAI\" width=\"620\" height=\"412\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig.77-Osteria dei Rotundi<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il sito \u00e8 di particolare rilievo storico: presente ancora un basolato stradale, fig.78 di epoca carolingia verso il fiume Volturno e il prospiciente casolare, Casino d\u2019Eboli, fig.79, il cui attraversamento mediante zattere , barche, ponte di barche era oggetto di pedaggio fino a tempi recenti come riportato su pandetta litica del 1707, fig.80, [ conservata presso Municipio di Montaquila];<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59330 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/78.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"620\" height=\"412\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.78<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59331 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/79.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"356\" title=\"\"><br \/>\nFig.79<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59332 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/80.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"342\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.80<\/p>\n<p>Un altro percorso che interessa l\u2019area \u00e8 la cosiddetta, anche se impropriamente, \u201cFrancigena del Sud\u201d se la si considera l\u2019ideale prosecuzione della via che collega il nord Europa con Roma. Fig.81<br \/>\nE\u2019 la Via Micaelica o Via dell\u2019Angelo, la Via che collegava Roma con Monte S.Angelo, ove si trova l\u2019antichissimo santuario ipogeo di San Michele, fig. 82 , per la quale sono possibili due traccciati, fig.83 e fig.84<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59333 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/81.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1016\" height=\"598\" title=\"\"><br \/>\nFig.81<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59334 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/82-1024x593.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"593\" title=\"\"><br \/>\nFig.82<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59335 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/83.png\" alt=\"- CAI\" width=\"998\" height=\"438\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig.83<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59336 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/84.png\" alt=\"- CAI\" width=\"865\" height=\"366\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig.84<\/p>\n<p>Il borgo di Roccaravindola, comune di Montaquila, conserva preziosi reperti collegati al culto micaelico, quale la chiesa dedicata a S.Michele, non posteriore al IX \u2013 X secolo, fig. 85.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-59337 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/85.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"356\" title=\"\"><br \/>\nFig.85<\/p>\n<p>Posto al lato del portale di S. Michele un reperto romano, Fig.86, di cui si ignora sia il luogo di originaria collocazione, presente evidente mutamento di attribuzione iconografica da parte di chi promosse l\u2019operazione di sistemazione della chiesa, assunta come l\u2019immagine evocatrice di un arcangelo, esplicitamente riportato alla Chiesa Nuova, fig.87.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59338\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/86-169x300.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"169\" height=\"300\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.86<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59339 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/87.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"633\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig. 87<\/p>\n<p>Gli affreschi raffigurano, inoltre, un altro elemento che aggiunge un altro valore di interesse, vale a dire una delle pi\u00f9 antiche rappresentazioni del \u2013pastore zampognaro-, fig. 88.<br \/>\nSulla parete di sinistra si sviluppa in uno scenario di ampio respiro la scena dell\u2019apparizione degli angeli ai pastori.<br \/>\nIn questo caso \u00e8 evidente il riferimento ad una realt\u00e0 pastorale tipica del territorio vulturnense per la presenza di uno zampognaro in atto di suonare il suo strumento musicale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59340 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/88.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"475\" height=\"633\" title=\"\"><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig. 88.<\/p>\n<p>L\u2019area difatti vede una antica tradizione della fabbricazione di zampogne, testimoniato dal Museo Internazionale della Zampogna a Scapoli, Fig.89.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59341\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/89-300x188.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"188\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.89<\/p>\n<p>Le testimonianze del culto di riconferma con l\u2019Eremo di San Miche a Foce, di Castel San Vincenzo, Fig.90.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59342 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/90-1024x584.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"584\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.90<\/p>\n<p>Di assoluto pregio, a livello europeo, gli affreschi della cripta dell\u2019Abbazia di Castel San Vincenzo, ispirati alla figura degli Arcangeli, fig. 91-92 venuti alla luce da scavi archeologici degli anni \u201980, fig.93.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59343 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/91.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"770\" height=\"577\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.91<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59344 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/92.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"683\" title=\"\"><br \/>\nFig.92<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59346 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/93-1024x382.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"382\" title=\"\"><br \/>\nFig.93<\/p>\n<p>Un interessante sentiero tematico \u00e8 offerto da Percorsi di Emozioni ispirati ad artisti, in particolare, <strong>Maurits Cornelis<\/strong> <strong>Escher<\/strong> [1898-1972] e <strong>Charles Moulin<\/strong> [1869-1960], che hanno trovato ispirazione in questo territorio.<\/p>\n<p><strong>M. C. Escher [1898-1972]<\/strong><br \/>\nFra il 1928 e il 1935 , a dorso d\u2019asino si aggirava per l\u2019Abruzzo e Molise, vagava di paesino in paesino, si fermava, creava opere d\u2019arte e ripartiva.<\/p>\n<p>\u00abMi sono abituato a fare questo tipo di viaggi ogni primavera, mi restituiscono vigore nel corpo e nell\u2019anima e poi raccolgo del materiale per i mesi successivi. Non conosco altra gioia che vagabondare per le colline e attraverso le valli, da paese a paese, sentire gli effetti della natura incontaminata\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59345 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/93-bis.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"500\" height=\"301\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.93<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59347 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/94.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"540\" height=\"550\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.94<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59348 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/95.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"550\" height=\"754\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.95- Veduta di Cerro al Volturno, 1929<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59349 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/96-1024x683.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"683\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.96 Veduta attuale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59350 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/97.png\" alt=\"- CAI\" width=\"550\" height=\"421\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.97- Archi Castel San Vincenzo, 1929<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59351 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/98.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"960\" height=\"720\" title=\"\"><br \/>\nFig.98 Veduta attuale<\/p>\n<p><strong>Charles Lucien Moulin [1869-1960]<\/strong><\/p>\n<p>Nasce a Lille, in Francia, il 6 gennaio 1869.<br \/>\nNel 1896, anno in cui vince il Prix de Rome, la celebre borsa di studio dell&#8217;Accademia di Francia, soggiorna ad Anticoli Corrado (Roma).<br \/>\nNel 1911 si reca a Castelnuovo al Volturno con l&#8217;intenzione di fermarsi alcuni giorni, dopo il 1919 si trasferisce definitivamente in Molise.<br \/>\nMoulin conduce in Molise un&#8217;esistenza singolare, vivendo per lunghi periodi dell&#8217;anno sulla cima del Monte Marrone in un eremo costruito da lui stesso,fig.90, volontariamente isolato, ma a completo contatto con la natura, fonte per la propria ispirazione, in una continua e strenua ricerca tecnica per la pi\u00f9 rispondente restituzione degli effetti della luce in natura.<br \/>\nMuore presso Isernia il 21 marzo del 1960, sepolto a Castelnuovo al Volturno, il centro abitato lo ricorda, fig.91-92 e istituisce nel 2015 un Museo per le sue opere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59352 size-large\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/99-1024x768.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.99<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/100.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59353 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/100.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"224\" height=\"224\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>Fig.100<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59354 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/101.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"699\" height=\"995\" title=\"\"><br \/>\nFig.101-Autoritratto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59355 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/102.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"454\" height=\"564\" title=\"\"><br \/>\nFig102 Monte Morrone<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59356 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/103.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1000\" height=\"667\" title=\"\"><br \/>\nFig.103<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59357 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/104.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"454\" height=\"564\" title=\"\"><br \/>\nFig.104<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59358 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/105.png\" alt=\"- CAI\" width=\"275\" height=\"183\" title=\"\"><br \/>\nFig.105<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59359 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/106.png\" alt=\"- CAI\" width=\"700\" height=\"451\" title=\"\"><br \/>\nFig.106<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59360 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/107.png\" alt=\"- CAI\" width=\"610\" height=\"457\" title=\"\"><br \/>\nFig.107<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59361 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/108.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1000\" height=\"597\" title=\"\"><br \/>\nFig.108<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59362 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/109.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"962\" height=\"190\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.109<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sentieri Tematici: A spasso con le \u00abpaesane\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59363 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/110.png\" alt=\"- CAI\" width=\"440\" height=\"545\" title=\"\"><br \/>\nFig.110<\/p>\n<p>Le Cultivar di olivo \u201cPaesana Bianca\u201d e \u201cPaesana Nera\u201d sono tipiche dell\u2019area in studio, oggetto di recupero e preservazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59364\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/111-225x300.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"225\" height=\"300\" title=\"\"><br \/>\nFig.111 pietre per la molitura, ancora conservati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59365\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/112-300x200.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"200\" title=\"\"><br \/>\nFig.112<\/p>\n<p><strong>Sentieri di Umane Vicende sui passi dei Briganti<\/strong><br \/>\nMolti furono i briganti organizzati in bande che tra il 1860 e 1870 agirono in queste terre, comprese tra il Cassinate e il Matese con i reciproci gesti di prevaricazione senza risparmiare donne e bambini.<br \/>\nRievocazione l\u2019eccidio di Contrada Mennella, Filignano ad opera del brigante Domenico Fuoco<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59366\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/113-300x225.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"225\" title=\"\"><br \/>\nFig.113<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59367\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/114-300x169.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"169\" title=\"\"><br \/>\nFig.114 Abitazione in cui avvenne l\u2019uccisione degli ostaggi<\/p>\n<p><strong>Sentiero Tematico- linee ed echi<\/strong><br \/>\nTristemente, i confini di quest\u2019area sono stati sede dell\u2019ampio fronte della Linea GUSTAV [linea invernale] della Seconda Guerra Mondiale<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59368 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/115.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"746\" title=\"\"><br \/>\nFig.115<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59369 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/116.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"802\" height=\"652\" title=\"\"><br \/>\nFig.116<\/p>\n<p>Fig. 117 monumento costituito da 20 grossi cubi di pietra a simboleggiare le 20 regioni italiane, ai piedi di Monte Marrone sormontata da una grossa croce in ferro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59370\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/117-300x245.png\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"245\" title=\"\"><br \/>\nFig.117<\/p>\n<p>Il Monumento fu voluto e realizzato dai reduci del battaglione Piemonte che ogni anno si recano in pellegrinaggio per ricordare l\u2019eroica operazione di conquista della cima del Monte Marrone, posto a sinistra sullo sfondo, che nella primavera del 1944 fu sottratta ai tedeschi per dare alle truppe alleate la possibilit\u00e0 di controllare l\u2019intera Valle del Volturno e proseguire l\u2019avanzata verso la linea Gustav cos\u00ec da continuare la liberazione dell\u2019Italia insieme alle truppe che si stavano ricostituendo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59371\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/118-300x224.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"224\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig. 118 Monumento all\u2019eccidio<\/p>\n<p>Iscrizione sulla lapide, una dedica di commemorazione:<br \/>\n\u201cIl 28 dicembre 1943 truppe tedesche trucidarono 38 inermi cittadini di Cardito e quattro militari del dissolto Esercito Italiano. Erano rei di essersi prodigati, con eccezionale senso di abnegazione e carit\u00e0 cristiana, per alleviare le altrui sofferenze, comprese quelle dei loro carnefici, e avevano dato soccorso a quanti si trovavano in stato di bisogno nella furia della battaglia che la guerra aveva portato su questi monti.<br \/>\nIl loro sacrificio ha radici nel patrimonio culturale comune della nostra gente e rende sacro il luogo che state visitando.<br \/>\nVi chiediamo cortesemente di averne rispetto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sentiero Tematico montani atque agrestes<\/strong><\/p>\n<p>Straordinaria \u00e8 la storia di questa popolazione di origine Osca, i Sanniti, e cos\u00ec definiti da Tito Livio, attiva e presente a presidio di un territorio sui sentieri della transumanza e, inevitabilmente, di tutto il Molise.<br \/>\nA ridosso del F.Volturno, nell\u2019area trattata, sono conservati resti delle loro inconfondibili costruzioni, mura poligonali a segnare il limite occidentale del loro territorio.<br \/>\nEvidenti le notevoli potenzialit\u00e0 di impostare collegamenti locali e transregionali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59372 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/119.png\" alt=\"- CAI\" width=\"590\" height=\"590\" title=\"\"><\/p>\n<p>Fig.119<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-59373 size-full\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/120.png\" alt=\"- CAI\" width=\"899\" height=\"529\" title=\"\"><br \/>\nFig.120-Monte San Paolo tra Montaquila a sud e Colli al Volturno, a nord<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59374\" src=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/121-287x300.png\" alt=\"- CAI\" width=\"287\" height=\"300\" title=\"\"><br \/>\nFig.121<\/p>\n<p>A Monte San Paolo si trovano le vestigia di un insediamento d\u2019epoca sannita costituite dai resti di una poderosa cinta muraria e di una struttura adibita al culto.<br \/>\nCi\u00f2 non esclude una frequentazione del sito in et\u00e0 precedente (al 293 a. C. , n. d. r.);<br \/>\nil complesso di Monte San Paolo era collocato infatti in un punto di snodo importantissimo sia per i traffici commerciali che per i contatti con le altre trib\u00f9 sannite collocate al di l\u00e0 della catena delle Mainarde.<br \/>\nOltre ai resti della poderosa fortificazione \u00e8 stato riportato alla luce in localit\u00e0 Monte Tuoro un complesso identificato come luogo di culto per il materiale votivo rinvenuto, databile tra III-II secolo a. C.; lungo il pendio e nella zona limitrofa affiorano resti di materiale e strutture murarie riferibili ad un probabile abitato.<\/p>\n<p>A conclusione di questa rassegna di specificit\u00e0 l\u2019 Operatore TAM, in qualsiasi ambito di azione, insegnante, tecnico, rappresentante istituzionale, cittadino, grazie a una visione degli elementi e delle potenzialit\u00e0, pu\u00f2 quindi delineare le fasi di un processo verso obiettivi definiti.<br \/>\nConsiderare le condizioni, distinguere potenzialit\u00e0 e criticit\u00e0, apprezzare le motivazioni, suggerire soluzioni, strategie, progettualit\u00e0.<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 una Strategia di Area Progetto<br \/>\nMediante linee guida di riferimento, ci si pu\u00f2 ispirare a modelli, quale la Strategia di Area Progetto per le Aree Interne [DPS, documento programmatico sicurezza, nov 2014]:<br \/>\n\u2022 Assumere una visione di medio (3-5 anni) e lungo periodo (15-20 anni);<br \/>\n\u2022 Assumere schema logico rispondendo a domande:<br \/>\nQuali condizioni iniziali e quali attori dell\u2019area?<br \/>\nQuali le tendenze in atto, in assenza di intervento?<br \/>\nQuali lo scenario desiderato ed i risultati attesti?<br \/>\nQuali sono i punti di innesco del cambiamento?<br \/>\nQuali le azioni per realizzare il cambiamento?<br \/>\n\u2022 Individuare bisogni e risorse gi\u00e0 disponibili (non potenziali)<br \/>\n\u2022 individuare \u201cfiliere cognitive\u201d del territorio,<br \/>\ncorrelando interventi di sviluppo a interventi sul sistema dei servizi essenziali<br \/>\n\u2022 Fare leva sulle \u201cforze vive\u201d, interne ed esterne al territorio.<\/p>\n<p><strong>Favorire Filiere Cognitive.<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 una concezione delineata nell\u2019ambito di strategie per l\u2019innovazione che ben si concilia con l\u2019azione dell\u2019 Operatore TAM come missione trasversale e fondante.<br \/>\nPer filiera cognitiva si intende un processo in cui la conoscenza si trasforma e passa da una fase all\u2019altra.<br \/>\nL\u2019innovazione nasce dalla capacit\u00e0 di acquisire conoscenze a monte, fatte da altri, e dalla capacit\u00e0 di usarle a valle.<br \/>\nIn questa serie di passaggi, certo, l\u2019innovazione rappresenta una fase importante, perch\u00e9 \u201capplicando le vecchie conoscenze\u201d quando si innova si mettono anche le premesse per produrre nuova conoscenza, sempre che l\u2019applicazione implichi qualche atto creativo.<\/p>\n<p><strong>Gemellaggio\/Intersezionali<\/strong><\/p>\n<p>Possono intendersi strategia di azione volte a promuovere il territorio e la valorizzazione delle risorse endogene ai territori, per sostenere le attivit\u00e0 e l\u2019indotto legati al turismo sostenibile in aree prettamente rurali e di pregio ambientale.<br \/>\nIl Gemellaggio \/ Intersezionali permettono di innescare un meccanismo win-win, vincente-vincente, oppure io vinco-tu vinci, che indica la presenza di soli vincitori in una data situazione.<br \/>\nPer estensione si considera win-win una qualsiasi cosa che non scontenti o danneggi alcuno dei soggetti coinvolti, verso il miglioramento continuo delle reti di conoscenza e delle buone prassi per la valorizzazione turistica dei comuni piccoli.<\/p>\n<p><strong>Reti<\/strong><br \/>\nAgire per Reti pone azioni associate per il policentrismo e il superamento del comunitarismo chiuso, significa COLTIVARE una VISIONE, garantire fattibilit\u00e0 e attuazione superando esiguit\u00e0 di risorse, puntando alla specializzazione dei nodi nella rete nell\u2019integrazione territoriale.<\/p>\n<p><strong>Rigenerazione urbana<\/strong><br \/>\nEsteso a borghi, insediamenti, l\u2019approccio porrebbe l\u2019obiettivo di garantire la permanenza, Il ripristino Il rinnovamento delle condizioni di vitalit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 socio economica, culturale ed ambientale, di qualit\u00e0 urbanistica funzionale e prestazionale.<br \/>\nIn particolare in termini di dotazione di attrezzature, servizi risparmio energetico e sicurezza della vulnerabilit\u00e0 del territorio.<\/p>\n<p><strong>PopUp Lab<\/strong><br \/>\n\u00e8 un laboratorio di sperimentazione di nuove pratiche che lancia una sfida allo svuotamento dei centri urbani.<br \/>\nIl Comune ed i privati mettono a disposizione gli spazi, idee e la volont\u00e0 di tradurle in realt\u00e0.<\/p>\n<p>Per <strong>Ecovillaggio<\/strong><br \/>\nsi pu\u00f2 intendere comunit\u00e0 estese, insediate che conducono una vita comunitaria fondata principalmente a fare propri i principi ispiratori della sostenibilit\u00e0 ambientale, dell\u2019autosufficienza alimentare (per quanto possibile) e la riduzione dell\u2019impronta ecologica.<br \/>\nSono perseguite pratiche di permacultura per il rafforzamento della diversit\u00e0 del paesaggio, la sua integrit\u00e0, la sua resilienza.<br \/>\nA tal riguardo si organizzano corsi e seminari di formazione e sperimentazione ed altre forme di agricoltura biologica, l\u2019autosufficienza alimentare, il ricorso a fonti energetiche alternative.<br \/>\nGli ecovillaggi si strutturano dalle semplici comunit\u00e0, articolati e solitamente aperti al resto della collettivit\u00e0 al fine di promuovere forme possibili di \u201ctransizione\u201d verso nuovi e pi\u00f9 sostenibili modelli di vita sociali, ambientali, culturali.<br \/>\nGli abitanti provvisori o ospiti vengono accompagnati della sostenibilit\u00e0 ambientale della vita comunitaria, incentivati a materiali e tecniche tradizionali, bioedilizia, impianto solare, fotovoltaico, compost, fitodepurazione e sperimentazioni varie.<br \/>\nL\u2019ospitalit\u00e0 come \u201ceconomia forte\u201d per innescare i processi e garantire la tenuta delle articolate \u201ceconomie deboli\u201d<br \/>\nL\u2019ecovillaggio \u00e8 sede di campi di volontariato a supporto delle attivit\u00e0 di restauro del borgo, delle pratiche agricole, della conduzione delle forme di ospitalit\u00e0 e delle altre attivit\u00e0 previste.<\/p>\n<p><strong>STU<\/strong><br \/>\nSociet\u00e0 di Trasformazione Urbana-D.Lgs. 267\/2000 Articolo 120<\/p>\n<p>E\u2019 un modello che pu\u00f2 far riferimento per le aree interne, traduzione di ambiente e fruizione.<br \/>\nLe citt\u00e0 metropolitane e i comuni, anche con la partecipazione della provincia e della regione, possono costituire societ\u00e0 per azioni per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.<br \/>\nA tal fine le deliberazioni dovranno in ogni caso prevedere che gli azionisti privati delle societ\u00e0 per azioni siano scelti tramite procedura di evidenza pubblica.<br \/>\nLe societ\u00e0 di trasformazione urbana provvedono alla preventiva acquisizione delle aree interessate dall&#8217;intervento, alla trasformazione e alla commercializzazione delle stesse.<br \/>\nLe acquisizioni possono avvenire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del comune anche come eventuale adeguamento e necessaria specificazione per la realizzazione dell\u2019intervento.<br \/>\nLe aree interessate dall&#8217;intervento di trasformazione sono individuate con delibera del consiglio comunale.<br \/>\nL&#8217;individuazione delle aree di intervento equivale a dichiarazione di pubblica utilit\u00e0, anche per le aree non interessate da opere pubbliche.<br \/>\nLe aree di propriet\u00e0 degli enti locali interessate dall&#8217;intervento possono essere attribuite alla societ\u00e0 a titolo di concessione.<br \/>\nI rapporti tra gli enti locali azionisti e la societ\u00e0 per azioni di trasformazione urbana sono disciplinati da una convenzione contenente, a pena di nullit\u00e0, gli obblighi e i diritti delle parti.<br \/>\nI proprietari delle aree oggetto degli interventi programmati dalla STU possono divenire soci della societ\u00e0 previo accordo a trattativa privata.<br \/>\nLa conformit\u00e0 del programma della STU al PRG vigente non \u00e8 da interpretare come semplice conformit\u00e0 ma anche come eventuale adeguamento e necessaria specificazione per la realizzazione dell\u2019intervento.<\/p>\n<p><strong>TOOK<\/strong><br \/>\nTransfer Of Organised Knowledge-trasferimento di conoscenze organizzate<\/p>\n<p>\u00e8 valorizzare le risorse del territorio e l\u2019offerta turistica attraverso una strategia che si basa su tre pilastri:<br \/>\nmigliorare la visibilit\u00e0 dell\u2019area,<br \/>\nrafforzare la governance e le politiche di sviluppo,<br \/>\nmonitorare i flussi e le risorse attraverso un ufficio turistico condiviso.<\/p>\n<p>E\u2019 progettualit\u00e0 condivisa e gestione partecipata delle risorse, attraverso:<br \/>\n&#8211; costituzione di Agenzie Turistiche per la ricettivit\u00e0 , servizi, eventi e manifestazioni, percorsi e visite guidate, gestione materiale pubblicitario, attivit\u00e0 promozionali, presenza su fiere nazionali ed internazionali di settore, vetrina su tipicit\u00e0 agroalimentari e artigianato locale;<br \/>\n&#8211; adesione all\u2019 Associazione Comuni Virtuosi qualit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 degli stili di vita e di gestione territoriale, tramite la realizzazione di adeguata progettualit\u00e0;<br \/>\n-pratiche e delibere per la facilitazione dell\u2019attivit\u00e0 del turismo rurale e integrazione al reddito degli agricoltori e dei cittadini residenti nel comune (giovani, inoccupati, cooperative, etc.);<br \/>\n&#8211; delibere comunali che recepiscono o normano azioni per facilitare l\u2019attivit\u00e0 di bed and breakfast, agriturismo, varie forme di ospitalit\u00e0 fruibili in modo sostenibile azioni di studio e valorizzazione del territorio e delle tipicit\u00e0 (accordo quadro con il Centro Interdipartimentale di Ricerca sul Paesaggio dell\u2019Universit\u00e0 Politecnica delle Marche) e sensibilizzazione dell\u2019opinione pubblica su tali temi;<br \/>\n-delibere per la circuitazione dei prodotti della tipicit\u00e0 locale nella rete;<br \/>\n&#8211; messa in valore di edifici di propriet\u00e0 comunale come vetrina del territorio e dei suoi prodotti di qualit\u00e0 enogastronomica e dell\u2019artigianato;<br \/>\n-monitoraggio e feed-back non soltanto sui flussi ma, soprattutto, sul gradimento dei servizi e analisi delle criticit\u00e0 evidenziate.<\/p>\n<p>Si ritiene fondamentale a conclusione di quanto esposto e sulla<br \/>\nbase di esperienze gi\u00e0 intraprese personalmente che il riscontro degli esiti<br \/>\ndebba avvenire precisando i seguenti punti:<\/p>\n<p>Individuare<br \/>\ngli indicatori [parametri] e descrittori [ livelli di valutazione]<br \/>\nda utilizzare come STANDARD di riferimento e Marchi di Connotazione<br \/>\nConsiderare<br \/>\nNon tanto e solo la QUANTITA\u2019 dei fruitori<br \/>\nQuanto il GRADIMENTO percepito e le ESIGENZE disattese<br \/>\nRedigere<br \/>\nper l\u2019evento svolto REPORT\/SAGGI , produzioni editoriali,<br \/>\nquale divulgazione e conservazione documentaristica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Promozione del Patrimonio dell\u2019Ambiente e della Ruralit\u00e0 dell\u2019Alto Fiume Volturno Staffieri Giuseppe &#8211; Tomeo Patrizia Sottosezione Montaquila -Valle del Volturno- Sezione di Isernia L\u2019area oggetto di studio dell\u2019elaborato \u00e8 rappresentata 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