{"id":357,"date":"2022-06-13T19:19:27","date_gmt":"2022-06-13T19:19:27","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/evento\/vorrei-un-mondo-biofelice\/"},"modified":"2024-12-06T10:17:00","modified_gmt":"2024-12-06T10:17:00","slug":"vorrei-un-mondo-biofelice","status":"publish","type":"tribe_events","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/evento\/vorrei-un-mondo-biofelice\/","title":{"rendered":"Vorrei un Mondo Bio\u2026felice"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58497 size-large\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/1.png\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"275\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0 VORREI UN MONDO BIO\u2026FELICE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">LA BIODIVERSITA\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">RIPORTIAMO i GIGLI A SANTA RESTITUTA<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>ANNA GAUDIOSO<\/strong> | 2\u00b0 CORSO ORTAM 2022 | 4\/5 GIUGNO 2022<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58697 size-full\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/1-1.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RIPORTIAMO I GLIGLI A SANTA RESTITUTA<\/strong><\/p>\n<p><strong>PREMESSA <\/strong><\/p>\n<p>Il suo profumo intenso lo si sente aleggiare soprattutto nelle notti d\u2019estate senza vento lungo i litorali del Sud Italia, ma non \u00e8 inconsueto vederne spuntare le bianche corolle anche tra le dune costiere del centro-nord. \u00c8\u00a0<strong>il giglio di mare (<em>Pancratium maritimum<\/em>), una presenza naturale che impreziosisce le spiagge del Mediterraneo<\/strong>, spingendosi fino a quelle del Portogallo, delle Isole Canarie, del Marocco e, a Est, fino al Mar Nero. Questo fiore \u00e8 il\u00a0<em>khavatseletha-Khol,\u00a0<\/em>il fiore che cresce nella Pianura di Sharon, menzionato nel meraviglioso\u00a0<em>Cantico dei Cantici.<\/em><strong> La leggenda lo vuole nato dal latte di Hera,<\/strong>\u00a0la regina degli dei, sfuggito al suo seno quando il piccolo Eracle lo morse nella foga di succhiare, provocando con quello schizzo la nascita della Via Lattea in cielo e del giglio di mare sulla terra. Il\u00a0<em>Pancratium<\/em>\u00a0dal greco\u00a0<em>pan<\/em>, \u201ctutto\u201d e cratys, \u201cpotente\u201d, chiara allusione a supposte virt\u00f9 medicinali, partecipa dunque alla poesia di cui l\u2019uomo seppe ammantare gli eventi della propria vita e del mondo naturale, poesia che ritroviamo anche nel ciclo biologico dei suoi leggerissimi semi che, sparsi solitamente dal vento, riescono anche a galleggiare sull\u2019acqua e a disperdersi grazie alle correnti, viaggiando in mare fino a raggiungere nuove spiagge da colonizzare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58698 size-full\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/2-1.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"1000\" height=\"800\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Giglio di mare<\/strong>\u00a0appartiene alla famiglia delle\u00a0<em><strong>Amarillidaceae,<\/strong><\/em><em>\u00a0<\/em>e come tutte le specie di questa famiglia nella stagione sfavorevole trascorrono un periodo di riposo completo perdendo tutta la loro porzione fuori terra, fusto e foglie, cos\u00ec da sparire completamente alla vista e resistere alle temperature ed alle azioni aggressive invernali. Si tratta di una pianta monocotiledone; cio\u00e8 che al germogliare del seme sviluppano una sola fogliolina, da qui mono-cotiledone.<\/p>\n<p>La pianta all\u2019esterno assume forma di \u201ccespo\u201d che si allarga orizzontalmente, mentre sotto la superficie sabbiosa presenta un bulbo sotterraneo che produce bulbilli, attraverso i quali si riproduce per via vegetativa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58699 size-medium\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/3.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"220\" height=\"300\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>Il fiore \u00e8 una meraviglia della natura<\/strong>, bianco e con una forma dei petali che ricorda le bellissime orchidee. Si tratta di un fiore <strong>\u201cermafrodita\u201d<\/strong> con <strong>impollinazione entomofila <\/strong>(a mezzo di insetti) produce una capsula contenente molti semi di colore nero. Il vero seme \u00e8 situato all\u2019interno di una massa sugherosa e leggerissima, che permette il galleggiamento del seme come avesse un salvagente. Le onde delle mareggiate che raggiungono le dune raccolgono i semi dispersi tutt\u2019intorno dalla pianta e li disseminano, grazie alle correnti, in altri punti della costa, anche lontanissimi, favorendo la disseminazione in nuovi territori. \u00c8 per questo che tale\u00a0<strong>disseminazione, molto particolare come mezzo utilizzato, la navigazione<\/strong>, \u00e8 chiamata <strong>\u201cidrocora<\/strong>\u201d. \u00c8 una formula adottata da questa ed altre poche specie, tra cui la pi\u00f9 famosa \u00e8 la disseminazione delle noci di cocco attraverso il mare che consente alle piante di distribuirsi tra molte isole.<\/p>\n<p><strong>Pianta geofita psammofila<\/strong>, provvista di grossi bulbi e lunghe radici in grado di raggiungere la falda freatica. Le foglie sono nastriformi lunghe 30-40 cm, di un verde glauco, molto flessibili ben adatte all\u2019ambiente arido e ventoso delle sabbie. Lo scapo fiorale, alto da 20 a 50 cm, porta da 3 a 10 fiori grandi, bianchi, molto appariscenti, intensamente profumati dopo il tramonto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58700 size-medium\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/4.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"266\" title=\"\"><\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 facile intuire, il giglio di mare cresce bene in zone piuttosto calde e soleggiate, in terreni sabbiosi e ben drenati. Non teme lunghi periodi di siccit\u00e0, anzi, per fiorire rigoglioso ha bisogno di stagioni estive molto aride, con temperature superiori ai 27 \u00b0C. Nelle zone costiere pi\u00f9 fresche, difatti, la fioritura tende ad essere minore. In inverno, la vegetazione dissecca completamente, ma il bulbo sotterraneo riesce a sopravvivere in quiescenza anche a temperature al di sotto degli 0\u00b0C.<\/p>\n<p><strong>Come coltivare il giglio di mare<\/strong><\/p>\n<p>Per coltivare il giglio di mare c\u2019\u00e8 dunque bisogno di un <a href=\"https:\/\/www.coltivazionebiologica.it\/terreno-agricolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">terreno sabbioso<\/a> e capace di drenare perfettamente l\u2019acqua. In altri tipi di terreno la sua sopravvivenza \u00e8 difficile.<br \/>\nLa posizione deve essere in pieno sole e, come abbiamo visto, le temperature invernali non sono un limite.<\/p>\n<p><strong>Semina<\/strong><\/p>\n<p>Per avviare la coltivazione, la cosa pi\u00f9 semplice \u00e8 partire dal seme, non facilissimo da trovare, ma comunque reperibile nei negozi specializzati. La semina si effettua a inizio primavera, ponendo il seme un paio di cm al di sotto del terreno. Conviene seminare direttamente in loco, nella sede definitiva, in quanto non ama i trapianti. Fino al germogliamento del seme occorre irrigare a pioggia, mantenendo il substrato abbastanza umido, ma mai zuppo d\u2019acqua.<br \/>\nE\u2019 opportuno lasciare sufficiente spazio tra un seme e l\u2019altro (almeno 50 cm) in quanto la pianta, in seguito, avr\u00e0 uno sviluppo rigoglioso.<\/p>\n<p><strong>Cure colturali<\/strong><\/p>\n<p>Il giglio di mare, una volta attecchito, \u00e8 estremamente rustico. Non ha bisogno di irrigazioni e concimazioni, l\u2019unica operazione per mantenere in salute la pianta \u00e8 periodica sarchiatura.<\/p>\n<p><strong>Fioritura<\/strong><\/p>\n<p>Dal momento della semina alle prime fioriture trascorre molto tempo, almeno 5-6 anni. Una lunga attesa per avere questi stupendi sulle nostre spiagge.<\/p>\n<p><strong>Moltiplicazione agamica<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 possibile ottenere nuove piante di giglio di mare separando i bulbilli che si formano intorno al bulbo della pianta madre. Questo tipo di operazione si esegue quando le piante entrano nel periodo di dormienza, ovvero in autunno-inverno. Attenzione per\u00f2 a non danneggiare il bulbo madre, in quanto potrebbe facilmente perire. Sia il bulbo madre che i bulbilli devono essere ripiantati subito nel terreno dopo la divisione.<br \/>\nI bulbi dovranno essere interrati a una profondit\u00e0 pari a 3-4 volte la loro lunghezza. Partendo dal bulbillo, servono 3-4 anni per vedere i primi fiori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58701 size-full\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/5.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"900\" height=\"568\" title=\"\"><\/p>\n<p>Essa \u00e8 specie protetta in molte regioni italiane ma non in Campania dove pur essendo presente presso alcuni litorali del Cilento, anno dopo anno conta un numero sempre minore di esemplari che arrivano alla fioritura. Un \u201comaggio\u201d evidentemente poco gradito da alcune amministrazioni comunali che, ottusamente omissive rispetto alla salvaguardia di questa rarit\u00e0 botanica, oltre che in aperto conflitto con le normative in materia, dispongono ogni estate un indiscriminato livellamento\u00a0delle spiagge a colpi di mezzi meccanici.<\/p>\n<p>Esattamente quello che \u00e8 successo da noi a Ischia sul finire degli anni \u201980 quando abbiamo perso, speriamo non per sempre, gli ultimi esemplari di Pancratium Maritimum L., ovvero \u201cGiglio di Santa Restituta\u201d, causa di uno scellerato ripascimento della spiaggia di San Montano.<\/p>\n<p>Il Pancratium maritimum L. occupa un ruolo molto importante poich\u00e9 con la sua presenza sugli arenili favorisce gli accumuli di sabbia che viene rimossa dall\u2019azione del vento, e quindi partecipa alla formazione di piccole dune. Il primo studioso a interessarsi a questa specie, fu il botanico italiano Andrea Cesalpino nel 1583. Pi\u00f9 tardi, nel 1834, per quanto riguarda l\u2019isola d\u2019Ischia, veniva segnalata solo genericamente la presenza &#8220;sulle arene marine&#8221; da Giacomo Stefano Chevalley de Rivaz. Nel 1854 Giovanni Gussone fu pi\u00f9 preciso e ne segnal\u00f2 la presenza sempre sulle arene marine di Lacco, alla marina di San Montano, a Forio, alla marina di Citara, ed infine alla marina di S. Angelo. Attualmente questa specie, in quasi tutto il suo areale di distribuzione lungo le coste del Mediterraneo, \u00e8 in regressione, seriamente compromessa a causa della forte antropizzazione e dello sfruttamento intensivo dei litorali sabbiosi e, come abbiamo gi\u00e0 detto, sull\u2019Isola d\u2019Ischia non fiorisce ormai da decenni.<\/p>\n<p>Narra un\u2019antica leggenda che un giorno molto lontano nel tempo, spinta dal vento e dalle correnti marine, proveniente dall\u2019Africa giunse nella baia di San Montano una piccola barca che conteneva il corpo senza vita della giovane martire Santa Restituta. E quando la barca tocc\u00f2 la spiaggia per miracolo questa si riemp\u00ec di gigli bianchi: i gigli di Santa Restituta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58702\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/6-1.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"300\" height=\"225\" title=\"\"><\/p>\n<p>La solennit\u00e0 liturgica cade il 17 maggio, ma la sera del 16 maggio, sulla sabbia della baia di San Montano, si d\u00e0 vita alla Rappresentazione del martirio della Santa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58703 size-full\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/7-1.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"600\" height=\"400\" title=\"\"><\/p>\n<p>La sabbia viene adornata con numerosi gigli e fiori a ricordo di questa antica leggenda. La festa \u00e8 organizzata dall\u2019Associazione <strong>\u201cLe Ripe\u201d<\/strong> con la partecipazione, potremmo dire, di tutto il popolo lacchese ed isolano (la Santa \u00e8 la patrona dell\u2019isola insieme a San Giovan Giuseppe della Croce), con la rievocazione storica della sua passione e morte con \u201cl\u2019incendio della barca\u201d e l\u2019arrivo di questa, sospinta dallo \u201cScirocco di Santa Restituta\u201d che immancabilmente e potremmo dire quasi miracolosamente, spira in quella serata sulla spiaggia. Questa rappresentazione si tiene dal 1968 a Lacco Ameno e nasce da un\u2019intuizione dell\u2019allora rettore del Santuario, il can. Don Pietro Monti. Prima di allora la sera del 16 maggio si teneva solamente una Processione del Ss.mo Sacramento ma poi soprattutto con l\u2019arrivo di un maggior numero di turisti si pens\u00f2 di teatralizzare l\u2019evento, prima solo dello sbarco della Santa a S. Montano e poi in seguito, della sua Passio insieme ai suoi compagni, i martiri di \u201cAbitene\u201d.<\/p>\n<p>(Durante la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Persecuzione_dei_cristiani_sotto_Diocleziano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">decima persecuzione anticristiana<\/a>, ordinata dall&#8217;<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Imperatore_romano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">imperatore<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Diocleziano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Diocleziano<\/a>\u00a0nel\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/304\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">304<\/a>, un folto numero di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Cristiani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cristiani<\/a>, (49) provenienti anche dalle vicine citt\u00e0 di Cartagine e Biserta, continuarono a radunarsi nella citt\u00e0 di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Abitina&amp;action=edit&amp;redlink=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Abitina<\/a>\u00a0in casa di Ottavio Felice, per celebrarvi il rito eucaristico, detto <strong>Dominicum <\/strong>sotto la guida del Presbitero Saturnino.<\/p>\n<p>I partecipanti al Dominicum, quasi tutti giovani vennero arrestati dai soldati romani e trasportati a Cartagine alla presenza del console Anulino, il 12 febbraio 304 d.C. subirono l \u2018interrogatorio e nonostante le torture confermarono la loro fede, cos\u00ec vennero condannati tutti a morte. La storia dei Martiri Abitinesi ci viene raccontata nella \u201cPassio SS Daivi Saturniniet aliorum\u201d redatta da Pio\u00a0 Franchi dei Cavalieri.<br \/>\nLacco Ameno anche e soprattutto grazie a Santa Restituta pu\u00f2 essere considerata la \u201cculla del cristianesimo\u201d sulla nostra isola. La Santa fu sepolta in un Santuario dedicato ad Ercole che divenne poi Basilica Paleocristiana; il ritrovamento di un battistero in cui si amministrava il Sacramento del Battesimo per immersione conferma la grande vitalit\u00e0 di quella prima comunit\u00e0 cristiana che si ritrovava anche attorno al corpo dei martiri e, nel nostro caso, di Santa Restituta. Ad inizio 900 a causa delle invasioni e delle scorribande degli arabi che facevano razzia di tutto quanto trovavano, in modo particolare delle reliquie dei Santi, le ossa di Santa Restituta furono trasferite a Napoli dove si trovano tutt\u2019ora, nel Duomo di S. Gennaro. Infatti il sito antico prima della costruzione del Duomo presentava una basilica dedicata a S. Restituta risalente al IV secolo d.C.\u00a0\u00a0 un battistero dedicato a S. Giovanni in Fonte e un&#8217;altra basilica dedicata a S. Stefania. I primi due edifici sono stati inglobati nel progetto del Duomo mentre la basilica di S. Stefania \u00e8 stata abbattuta.<br \/>\nL\u2019amore e la devozione per questa Santa, patrona dell\u2019intera isola d\u2019Ischia, si perdono nella notte dei tempi; nel corso degli anni, nel suo Santuario lacchese sono state lasciate diverse testimonianze attraverso gli ex voto offerti dai fedeli. Molti sono modelli ripetuti nella forma, ma alcuni, realizzati con materiale molto semplice come la paglia di grano, rappresentano delle opere uniche ed irripetibili.<\/p>\n<p>La diffusione del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Culto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">culto<\/a>\u00a0di santa Restituta in\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Italia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Italia<\/a>\u00a0ed\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Europa_meridionale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Europa meridionale<\/a>\u00a0\u00e8 storicamente legata alla persecuzione vandalica del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/429\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">429<\/a>\u00a0in\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Nordafrica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nord Africa<\/a>, ordinata dal\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Re\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">re<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Genserico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Genserico<\/a>\u00a0e descritta nelle pagine di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Vittore_di_Vita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vittore di Vita<\/a>. Nei vari luoghi dove trovarono rifugio gli\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Esuli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esuli<\/a>\u00a0cartaginesi, ebbe origine la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Devozione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">devozione<\/a>\u00a0alla martire africana:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Lacco_Ameno\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LaccoAmeno<\/a>\u00a0(<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Isola_d%27Ischia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ischia<\/a>),<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Napoli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Napoli<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Cagliari\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cagliari<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Palermo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Palermo<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Calenzana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Calenzana<\/a>\u00a0(<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Corsica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corsica<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Francia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Francia<\/a>)\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Montalcino\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Montalcino<\/a>\u00a0ed\u00a0<a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Oricola\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Oricola<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58704 size-full\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-content\/uploads\/sites\/93\/2024\/12\/8-1.jpg\" alt=\"- CAI\" width=\"290\" height=\"218\" title=\"\"><\/p>\n<p>Potete immaginare quindi quale importanza ha per gli ischitani, e soprattutto per i lacchesi, il Giglio di Santa Restituta e quale gioia sarebbe poter annoverare il Pancratium Maritimum di nuovo tra la sua flora endemica.<\/p>\n<p>Quello che ci proponiamo \u00e8:<\/p>\n<p>1) Conservazione del patrimonio delle specie e degli ecosistemi presenti attraverso l\u2019ottenimento dello status di pecie protetta da parte della Regione Campania del Pancratium Maritimum.<\/p>\n<p>2) Difesa e recupero di specie minacciate tentando la reintroduzione del Giglio in questione a Ischia auspicando il coinvolgimento delle Amministrazioni Comunali.<\/p>\n<p>Obiettivi che potrebbero essere ottenuti promuovendo azioni e sensibilizzando gli enti preposti (Orto Botanico di Napoli, Assessorato all\u2019Agricoltura della Regione Campania) affinch\u00e9 il Pancratium Maritimum sia incluso nell\u2019elenco di cui allegato 1 della Legge della Regione Campania del 25 aprile 1994 n.40 dove sono annoverate le <strong>\u201centit\u00e0<\/strong> <strong>rare perch\u00e9 endemiche italiane, ad areale ristretto o in quanto sporadiche all\u2019 interno di areale abbastanza esteso o comunque minacciate di estinzione o in via di scomparsa\u201d. (mail, petizioni on line, coinvolgimento dei media e di altre associazioni).<\/strong><\/p>\n<p>Infatti detta legge tutela la flora endemica e rara e l\u2019elenco pu\u00f2 essere aggiornato dall\u2019Assessore all\u2019Agricoltura sentito il parere dei Botanici degli Atenei campani e del Direttore dell\u2019Orto Botanico (art.1). Detto articolo fa anche divieto di \u201casportare, detenere, commerciare, piante, parti di piante e semi delle specie di cui in allegato 1.<\/p>\n<p>All\u2019articolo 2 la legge sancisce ancora che L\u2019orto Botanico \u00e8 autorizzato a realizzare per conto della regione una banca sei semi e una coltivazione sperimentale onde consentire eventuali ripopolamenti. Infine l\u2019articolo 7 stabilisce le sanzioni amministrative da lire 100.000 a 1.000.000 di lire.<\/p>\n<p>Il riconoscimento del Pancratium Maritimum come specie protetta sarebbe un forte segnale di sensibilit\u00e0 verso le tematiche ambientaliste da parte dell\u2019amministrazione regionale campana. Lazio, Calabria, Basilicata e Molise lo hanno gi\u00e0 fatto.<\/p>\n<p>In assenza di\u00a0interventi da parte della Regione volti a tutelare il Giglio marino i comuni possono comunque prendere iniziative e porre in essere azioni finalizzate alla sua tutela. Dal momento in Campania e in altre regioni italiane non \u00e8 specie protetta, cosa che nella fattispecie gioca a nostro vantaggio, i suoi semi possono essere commercializzati, infatti sono reperibili on line presso diversi rivenditori e possono essere acquistati. Il Comune di Barano D\u2019Ischia in questo momento \u00e8 impegnato nella messa in sicurezza dei costoni della cava di Olmitello presso la spiaggia dei Maronti a breve anche l\u2019alvo del torrentello che si origina dalla sorgente sar\u00e0 ripulito, si potrebbero in questo frangente individuare delle aree (aiuole, brevi tratti) dove poter piantumare il nostro giglio. Le aree interessate sarebbero delimitate con paletti e corda, con l\u2019apposizione di cartelli informativi e verrebbero definiti eventuali corridoi protetti di attraversamento. Anche gli altri comuni isolani potrebbero unirsi all\u2019esperimento<strong>,<\/strong>\u00a0per evitare che del bellissimo giglio di Santa Restituta resti solo legenda e per permettere agli ischitani di farne omaggio alla Santa.<\/p>\n<p>Gli abitanti dell&#8217;isola d&#8217;Ischia hanno la fortuna e l&#8217;onore di avere sul proprio territorio una flora spontanea eccezionale, ricca di specie di notevole interesse scientifico (invidiata in tutta Europa) ma devono avere anche l&#8217;onere di mantenerla e conservarla il pi\u00f9 possibile intatta, per trasmetterla, cos\u00ec come l&#8217;hanno ereditata, ai loro figli e alle popolazioni future.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; \u00a0 VORREI UN MONDO BIO\u2026FELICE LA BIODIVERSITA\u2019 RIPORTIAMO i GIGLI A SANTA RESTITUTA ANNA GAUDIOSO | 2\u00b0 CORSO ORTAM 2022 | 4\/5 GIUGNO 2022 &nbsp; RIPORTIAMO I GLIGLI [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":358,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_tribe_events_status":"","_tribe_events_status_reason":"","footnotes":""},"tags":[],"tribe_events_cat":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/357"}],"collection":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events"}],"about":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/types\/tribe_events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=357"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":395,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/357\/revisions\/395"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/media\/358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=357"},{"taxonomy":"tribe_events_cat","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano-campania\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events_cat?post=357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}