A cura di Andrea Martelli, presidente CITAM LPV
Frascati, 10 e 11 maggio 2025: la TAM si è ritrovata per confrontarsi su un tema particolarmente delicato:
la tutela della montagna e il suo spopolamento. Esiste una relazione? Nel caso, quale? E quale il possibile
ruolo della TAM e del CAI più in generale?
Due giornate intense, con più di cento partecipanti e numerosi interventi da parte dei presidenti delle
Commissioni regionali ma anche di titolati e singoli soci. Un confronto molto aperto, guidato dal
Presidente della Commissione Centrale TAM, Raffaele Marini, alla presenza del Presidente Generale,
Antonio Montani, e del referente TAM in CDC, Mario Vaccarella. Per le istituzioni locali era presente il
sindaco di Frascati, Francesca Sbardella.
Nella relazione di Marini si è ricordato come l’operato della CCTAM abbia, negli ultimi anni, seguito i
principi della Sobrietà, Ragionevolezza e Responsabilità, lavorando sullo stato dei fatti piuttosto che sull’
emotività e gli istinti. Marini ha ricordato i diversi documenti prodotti dalla Commissione Centrale su vari
temi quali: la transizione ecologica e le energie rinnovabili, la frequentazione dell’ambiente innevato,
l’eliturismo, etc… Ha ricordato la revisione dei titolati e della loro rappresentatività rispetto a competenze,
aggiornamenti e attività condotte nei territori, presentando alcuni numeri: sezionali 27, ORTAM 380,
ONTAM 47, emeriti 9. Le donne rappresentano un terzo del totale. Ha comunque rimarcato il fatto che la
grande maggioranza dei titolati ricade in una fascia anagrafica avanzata. Ha infine evidenziato
l’importanza di dotarsi di strumenti, quali le tecniche di negoziazione, adeguati alle situazioni di confronto,
se non addirittura di conflitto, in cui negli ultimi tempi ci si trova con sempre maggior frequenza.
Difficile ovviamente fare una sintesi di tutti gli altri interventi ma sono emerse chiaramente molte
posizioni comuni, al di là delle differenze territoriali, e messaggi per il mondo CAI: l’importanza di lavorare
con i parchi e le pubbliche amministrazioni (es. comunità montane), il peso insostenibile dell’overturismo,
il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, la necessità di riconoscere economicamente il lavoro
svolto in montagna in modo da dare dignità e mantenere/attrarre i residenti, la necessità di definire una
strategia per la ricerca e per la montagna del futuro, l’importanza di conoscere e far conoscere la
montagna, la proposta di abbandonare lo sci di pista come attività delle sezioni, l’invito all’uso dei mezzi
pubblici….
In questo contesto la TAM LPV era rappresentata al Congresso dalla Commissione, con il Presidente,
Andrea Martelli, e la Segreteria, Carla Tazzer, e dalla past-President, Maria Grazia Gavazza, e da altri 14
partecipanti tra titolati e soci. Il Presidente ha quindi presentato la sintesi delle riflessioni condotte
durante il cammino preparatorio al congresso, da parte dei titolati LPV, e maturate nell’incontro della
Benedicta nel Parco di Marcarolo. Si è presentata un’analisi dei nostri territori, sostenuto che non la tutela
è causa dell’abbandono della montagna ma, al contrario, è lo spopolamento che determina una mancanza
di cura del territorio, e lo spopolamento a sua volta è determinato dalla mancanza di condizioni di lavoro
adeguatamente remunerate, dignitose e sostenute dai servizi necessari. Si è proposta una TAM più
strutturata, più autonoma (nella logica della delega) e più in relazione con i territori, in rete con le
associazioni e le istituzioni (parchi, amministrazioni, pro-loco), mantenendo il principio di favorire
l’economia dei territori anche nelle piccole azioni (p.es. il panino comprato in loco). Bisogna fare crescere
la cultura della tutela anche all’interno del CAI in modo che tutti siano pienamente consapevoli del modo
di frequentare la montagna e dell’effetto delle proprie azioni a livello di singoli e di gruppi. Bisogna
lavorare con i giovani, che vivono già la sensibilità e l’urgenza di comportamenti adeguati alla difesa di un
ambiente fragile quale quello della montagna. Bisogna che il CAI si fidi e si affidi di più alla TAM, renda i
temi di difesa ambientale materia costante nei corsi di formazione e sia anche capace di azioni coraggiose,
verso le istituzioni anche con azioni formali, allorquando la montagna subisca minacce gravi per la sua
integrità.
Le conclusioni del convegno sono state presentate dal Presidente Generale, Antonio Montani, che ha
ribadito l’urgenza della protezione ambientale. LA TAM non deve essere una parte del CAI ma la sua anima
da cui si irradia la protezione dell’ambiente. LA TAM deve parlare a tutto il corpo sociale, anche a chi non
ha la sensibilità, poiché oggi manca ancora una presa di coscienza da parte del corpo sociale. Soci e sezioni
devono essere consapevoli ed in grado di misurare gli effetti del loro andare in montagna ed essere i primi
a dare l’esempio. Il CAI deve essere un mediatore culturale. Le Alpi Apuane sono il campo di battaglia in
cui si misura il CAI come associazione di protezione ambientale. Tra le varie iniziative ha ricordato: i villaggi
certificati e Acqua Sorgente. Nel futuro pensa di operare per promuovere start-up di imprese che
vogliono lavorare in montagna, incubatori di aziende giovani. Vorrebbe inoltre riattivare il gruppo
interparlamentare per la montagna e il gruppo ‘Terre Alte”. Ritiene infine che sarebbe opportuno
procedere alla revisione del Nuovo Bidecalogo aggiornando la parte dei contenuti ma anche la sua
struttura secondo un “Position Paper” (per la parte tecnica), un “Abstract” (ad uso divulgazione interna)
e uno slogan (ad uso esterno).
Fa piacere ricordare che nelle conclusioni il Presidente Generale ha esplicitamente apprezzato e fatto
riferimento al contributo portato in assemblea dalla TAM LPV.
Il congresso si è concluso con la presentazione delle candidature per la nuova Commissione Centrale di
cui è previsto quest’anno il rinnovo.
Numerosi, proficui e piacevoli sono stati le conoscenze e i contatti avvenuti al difuori dell’area
congressuale tra i vari partecipanti. Un grazie alla CCTAM per la preparazione e la conduzione del
Congresso, alla sezione di Frascati per l’organizzazione e a tutti i titolati e soci LPV che hanno contribuito
e sostenuto questa fruttuosa partecipazione.