{"id":725,"date":"2020-10-26T12:43:24","date_gmt":"2020-10-26T12:43:24","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2020\/10\/necessaria-una-regolamentazione-del-traffico-nelle-strade-di-alta-montagna\/"},"modified":"2024-11-22T12:42:18","modified_gmt":"2024-11-22T12:42:18","slug":"necessaria-una-regolamentazione-del-traffico-nelle-strade-di-alta-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2020\/10\/necessaria-una-regolamentazione-del-traffico-nelle-strade-di-alta-montagna\/","title":{"rendered":"&#8220;Necessaria una regolamentazione del traffico nelle strade di alta montagna&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Questo il concetto ribadito in occasione del convegno \u201cStrade turistiche di alta montagna\u201d, organizzato dalla Commissione TAM LPV in Valle Maira.<\/h4>\n\n\n\n<p>Una giornata di grigio autunno ha accolto&nbsp;<strong>gioved\u00ec 15 ottobre a Marmora, in Valle Maira<\/strong>, i convenuti all\u2019incontro sul tema<strong>&nbsp;\u201cStrade turistiche di alta montagna\u201d.<\/strong>&nbsp;Solo una timida apertura mattutina ha concesso allo sguardo di spaziare sulle montagne di fresco imbiancate del Vallone del Preit.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia cos\u00ec il resoconto di&nbsp;<strong>Toni Farina<\/strong>, componente della Commissione tutela ambiente montano Liguria &#8211; Piemonte &#8211; Valle D&#8217;Aosta del Cai, relativo all&#8217;incontro a inviti, a numero chiuso, di taglio tecnico colloquiale, organizzato in sostituzione del convegno che avrebbe dovuto svolgersi a Ceresole Reale (Parco nazionale Gran Paradiso) a giugno, annullato a causa del covid. Purtroppo anche in questa occasione il covid ci ha messo zampino, impedendo da ultimo la partecipazione di alcuni relatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre che dalla CITAM l\u2019incontro \u00e8 stato voluto e sostenuto dal&nbsp;<strong>Consorzio Operatori turistici della Valle Maira:<\/strong>&nbsp;proprio in questa valle infatti, sottolinea Farina, il tema<strong>&nbsp;\u201cstrade in alta quota\u201d<\/strong>&nbsp;\u00e8 da anni al centro dell\u2019attenzione. L\u2019incontro ha avuto il patrocinio del Cai Piemonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Facendo appello all\u2019ottimismo della volont\u00e0 i relatori hanno delineato un quadro variegato di situazioni nelle Alpi occidentali, dal Gran Paradiso alle Alpi Liguri. Ottimismo della volont\u00e0 tuttavia in questo caso non accompagnato dal pessimismo della ragione: proprio la ragione \u00e8 infatti alla base dell\u2019ineluttabilit\u00e0 delle scelte che un po\u2019 ovunque, pur con tempi e modalit\u00e0 diverse, si stanno facendo. Facendo salve le diverse peculiarit\u00e0 ambientali ed economico-sociali, in ogni zona considerata nell\u2019incontro \u00e8 ormai evidente che<strong>&nbsp;le strade che portano in alta quota non possono pi\u00f9 essere lasciate alla libera circolazione dei mezzi motorizzati<\/strong>. Ovunque le parole d\u2019ordine sono&nbsp;<strong>\u201cgestione\u201d e \u201cregolamentazione\u201d dei flussi e degli accessi.<\/strong>&nbsp;Le strade sono un valore storico e ambientale e vanno gestite all\u2019insegna della sostenibilit\u00e0, sia economica che ambientale. Occorrono risorse, senza le quali non \u00e8 possibile soddisfare le sempre pi\u00f9 stringenti necessit\u00e0 di manutenzione (e conseguente sicurezza dei fruitori), indotte anche dagli importanti eventi meteo che ricorrono ormai con evidente frequenza. Ma soprattutto non si pu\u00f2 prescindere dalla necessit\u00e0 assoluta di preservare gli habitat naturali di alta montagna, anch\u2019essi peraltro soggetti alle criticit\u00e0 indotte dal cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa delle ondate di calore, continua il resoconto, nelle ultime estati la questione si \u00e8 fatta via via pi\u00f9 stringente e proprio l\u2019estate appena trascorsa, segnata da&nbsp;<strong>veri e propri esodi dalle aree urbane a seguito del lockdown<\/strong>, ha evidenziato la necessit\u00e0 di scelte coerenti, superando le resistenze locali. Un\u2019estate che tra l\u2019altro ha posto in risalto pesanti lacune in termini di preparazione e consapevolezza da parte di molti neo-fruitori dell\u2019ambiente montano, testimoniata dal surplus di lavoro degli addetti al soccorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Via del Sale Limone-Monesi, Altipiano della Gardetta, Pian Del Re, accessi ai rifugi Jervis e Selleries, Strada dell\u2019Assietta, Malcia Ussia e Pian della Mussa nelle Valli di Lanzo, il Tracciolino nelle Alpi biellesi, la strada da Ceresole Reale al Colle del Nivolet in Valle dell\u2019Orco, nel Parco nazionale Gran Paradiso. Nel corso della mattinata, per ognuna di queste realt\u00e0 le relazioni hanno riassunto i rimedi adottati, le strategie, i loro limiti. Si sono delineate le possibili scelte future.<\/p>\n\n\n\n<p>A fine mattinata i tour operatori di<strong>&nbsp;Due Ruote nel Vento<\/strong>&nbsp;hanno descritto le potenzialit\u00e0 del&nbsp;<strong>cicloturismo<\/strong>&nbsp;e come questa attivit\u00e0 costituisca, a nord delle Alpi, una realt\u00e0 economica di grande valore. E proprio la bicicletta, a pedalata assistita o muscolare, \u00e8 stata al centro del confronto pomeridiano.<br>Negli interventi \u00e8 emersa la difficolt\u00e0 di far convivere mezzi motorizzati e turismo \u201cgreen\u201d. La carenza di dati economici puntuali e aggiornati ha per\u00f2 impedito paralleli che avrebbero dato maggior concretezza al confronto.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal riguardo confortano per\u00f2 le parole di&nbsp;<strong>Massimo Manavella<\/strong>, gestore del Rifugio Selleries, nel Parco naturale Orsiera Rocciavr\u00e8 in Val Chisone, raggiunto da una carrozzabile variante alla Strada dell\u2019Assietta:<br>\u201cPer quanto riguarda l\u2019indotto economico del rifugio non noto differenze fra l\u2019estate, quando la strada \u00e8 aperta al transito dei mezzi motorizzati, e l\u2019inverno, quando invece la strada \u00e8 chiusa per neve. La vera differenza la fanno<strong>&nbsp;le condizioni meteo, l\u2019accesso motorizzato \u00e8 un mito in buona misura da sfatare<\/strong>\u201d. Le sue parole confermano che camminare per arrivare a un rifugio servito da carrozzabile non \u00e8 una iattura ma, al contrario, pu\u00f2 essere una opportunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Limiti orari, pedaggio, numero chiuso, navette, prenotazioni on line per l\u2019accesso<\/strong>&nbsp;nel caso pi\u00f9 organizzato della Limone-Monesi: queste per grandi linee le strategie adottate. In tutti i casi analizzati il domani si prospetta denso di incognite, ma anche di certezze: per queste opere umane che salgono alle alte quote (e non solo) il futuro non pu\u00f2 essere che all\u2019insegna della&nbsp;<strong>sostenibilit\u00e0 ambientale,<\/strong>&nbsp;un percorso arduo da concretizzare ma necessario. Anche perch\u00e9 altri percorsi hanno come punto di arrivo il baratro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto fra associazioni, operatori economici e amministratori \u00e8 avviato,\u00a0<strong>l\u2019auspicio \u00e8 che continu<\/strong>i, conclude Farina. Covid ed emergenze varie permettendo, appuntamento possibile a giungo 2021 a Ceresole Reale, esordio di una nuova e problematica estate. Da parte della Commissione Interregionale Tutela Ambiente Montano del Cai \u00e8 doveroso un ringraziamento a tutti i convenuti e a quanti, pur disponibili, non hanno potuto partecipare.<\/p>\n\n\n\n<p>articolo su <a href=\"http:\/\/www.loscarpone.cai.it\/news\/items\/tutte-le-strade-portano-in-alta-montagna.html?fbclid=IwAR2SwhsYQQ2kK6qkNy4O_LRK7bkPUKrJnxVqhU9GerFZOrDqlmBL0-pLEzE#.X5FMCUM_beI.facebook\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LoScarpone.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo il concetto ribadito in occasione del convegno \u201cStrade turistiche di alta montagna\u201d, organizzato dalla Commissione TAM LPV in Valle Maira. 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