{"id":778,"date":"2020-12-23T10:59:52","date_gmt":"2020-12-23T10:59:52","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2020\/12\/il-futuro-della-montagna-passa-dal-superamento-della-monocultura-dello-sci-alpino\/"},"modified":"2024-11-22T12:43:12","modified_gmt":"2024-11-22T12:43:12","slug":"il-futuro-della-montagna-passa-dal-superamento-della-monocultura-dello-sci-alpino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2020\/12\/il-futuro-della-montagna-passa-dal-superamento-della-monocultura-dello-sci-alpino\/","title":{"rendered":"Il futuro della montagna passa dal superamento della monocultura dello sci alpino"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Club alpino italiano propone di diversificare gli investimenti, orientandosi verso una nuova economia montana.<\/h3>\n\n\n\n<p> Un documento che illustra in modo esauriente le tematiche, spesso oggetto di confronto anche aspro, relative al\u00a0<strong>futuro delle attivit\u00e0 sciistiche e degli impianti per la pratica dello sci da discesa<\/strong>\u00a0e contiene una puntuale analisi riguardante non solo l\u2019ambiente, ma anche l\u2019economia dello sci da discesa in Italia, nell\u2019arco alpino e nei Paesi europei. <\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La posizione ufficiale del Cai su cambiamenti climatici, neve e industria dello sci<\/h3>\n\n\n\n<p>Intitolato&nbsp;<strong>\u201cCambiamenti climatici, neve, industria dello sci. Analisi del contesto, prospettive, proposte\u201d<\/strong>, il testo elaborato dalla&nbsp;<strong>Commissione centrale tutela ambiento montano<\/strong>&nbsp;\u00e8 stato approvato all\u2019unanimit\u00e0 dal Comitato Centrale di indirizzo e controllo diventando cos\u00ec&nbsp;<strong>la posizione ufficiale del Club alpino italiano&nbsp;<\/strong>su queste importanti tematiche. Dopo un\u2019attenta analisi della condizione degli impianti e stazioni esistenti, \u00e8 presente la valutazione dei benefici e dei costi che essi producono per le comunit\u00e0 locali e il paesaggio montano, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla durata dell\u2019innevamento, la situazione del mercato quanto a offerta e domanda sciistica (<strong>la prima eccedente rispetto la seconda<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conseguenze devastanti su ambiente e distorsioni nella distribuzione dei redditi nelle localit\u00e0 montane<\/h3>\n\n\n\n<p>Gli effetti di scelte che tendono alla proliferazione di nuove infrastrutture, generano&nbsp;<strong>devastanti conseguenze<\/strong>&nbsp;sull\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0, la stabilit\u00e0 idrogeologica dei territori, ed anche&nbsp;<strong>distorsioni e diseguaglianze<\/strong>&nbsp;nella distribuzione della ricchezza e dei redditi tra le diverse localit\u00e0 montane, intere vallate e tra i cittadini residenti. Peraltro note ricerche effettuate suggeriscono che il gigantismo degli impianti non porta maggior reddito alle popolazioni e a ciascun abitante delle Terre alte. Per trovare zone innevate la tendenza \u00e8 sempre pi\u00f9 quella di&nbsp;<strong>innalzare la quota altimetrica<\/strong>&nbsp;in cui realizzare impianti, compromettendo zone intatte e destinate ai soli alpinismo, scialpinismo, escursionismo e alla preservazione della natura selvaggia incontaminata.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La dipendenza dal solo turismo sciistico rende fragile la montagna<\/h3>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 dunque da parte del Cai una netta presa di posizione di&nbsp;<strong>contrariet\u00e0 ad ampliamenti e alla realizzazione di nuove infrastrutture<\/strong>&nbsp;anche in alta quota. Centinaia di milioni di euro proposti per progetti di nuovi impianti, spessissimo con la partecipazione di fondi pubblici, potrebbero essere destinati a strategie alternative e praticabili.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>\u00abProponiamo una diversificazione e uno sviluppo economico locale maggiormente confacenti con gli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che la dipendenza dal solo turismo sciistico rende la montagna&nbsp;<strong>debole e vulnerabile<\/strong>&nbsp;\u2013&nbsp;<\/em>afferma il Vicepresidente generale&nbsp;<strong>Erminio Quartiani<\/strong><em>&nbsp;\u2013 Vanno cio\u00e8 potenziate le attivit\u00e0 produttive tradizionali come il turismo rurale, la piccola impresa artigiana e l\u2019agricoltura di montagna, ma anche sostenute le attivit\u00e0 innovative di una economia legata ai siti Natura 2000 e ai Parchi, in sinergia con la filiera agroalimentare, il settore forestale, la ristorazione, l\u2019offerta culturale, il commercio di prossimit\u00e0 e le produzioni tipiche locali\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2024\/11\/Granta-Parei-2.jpg\" alt=\"- CAI\" class=\"wp-image-4128\" title=\"\"><figcaption>Granta Parei (Valle d&#8217;Aosta) Raffaele Marini <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Certezza nella disponibilit\u00e0 di servizi e infrastrutture<\/h3>\n\n\n\n<p>Quartiani sottolinea poi che, per attrarre nuovi residenti nelle terre alte e assicurare la qualit\u00e0 della vita di chi gi\u00e0 vi risiede,<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>\u00aboccorre garantire certezza nella disponibilit\u00e0 e diffusione di&nbsp;<strong>servizi e infrastrutture indispensabili<\/strong>: scuole, medicina di base e territoriale, farmacie, centri sportivi e culturali polivalenti, servizi bancari anche dedicati agli impieghi in loco, servizi postali e di telecomunicazione efficienti e capillari, servizi per gli anziani e i giovani, mezzi pubblici funzionanti, sistemi telematici moderni, superando il digital divide ancora penalizzante per la montagna\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riqualificare il patrimonio edilizio esistente<\/h3>\n\n\n\n<p>Il testo propone anche un ripensamento della&nbsp;<strong>programmazione edilizia<\/strong>, suggerendo uno stop a nuove costruzioni e seconde case, dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio esistente. Nello specifico si possono realizzare piani di recupero di 200 stazioni e impianti abbandonati disseminati sulle montagne italiane che devastano il territorio, anche riutilizzando i manufatti abbandonati destinandoli a nuova accoglienza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una nuova economia montana<\/h3>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>\u00abOccorrono c<strong>oncretezza e chiarezza<\/strong>&nbsp;nella lettura del presente e nelle previsioni per il futuro, accompagnate a quella moderazione necessaria per incontrare il consenso nel delineare una transizione verso una nuova economia montana \u2013&nbsp;<\/em>continua Quartiani&nbsp;<em>\u2013 Un\u2019economia nella quale gli interessi in campo siano orientati verso la&nbsp;<strong>sostenibilit\u00e0<\/strong>&nbsp;attraverso un patto di solidariet\u00e0 tra citt\u00e0 e montagna, tra residenti e frequentatori, orientati a fare interagire ambiente, clima e sviluppo, interessi locali e nazionali, individui e collettivit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 dunque potenziare un\u2019attivit\u00e0 diversa dallo sci alpino, che valorizzi l<strong>\u2019ospitalit\u00e0 diffusa<\/strong>&nbsp;e potenzi le&nbsp;<strong>nuove tecnologie<\/strong>&nbsp;per favorire la residenza e una nuova imprenditorialit\u00e0 in montagna.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>\u00abPer fare questo, \u00e8 necessario programmare l\u2019uso di\u00a0<strong>ingenti risorse<\/strong>\u00a0da destinare alle aree montane e interne, per creare sviluppo di qualit\u00e0 e occupazione, manovrando la leva della fiscalit\u00e0 di vantaggio per chi abita, lavora e imprende nelle terre alte, con un uso coerente e determinato di piani e fondi europei, a cominciare dal New Green Deal, al Recovery Plan, al Next Generation EU \u2013\u00a0<\/em>conclude Quartiani<em>\u00a0\u2013 Il Cai ci crede e propone una via diversa dalla vecchia ricetta, distorsiva e datata, della crescita economica quantitativa della montagna, tutta incentrata sulla monocultura dello sci da discesa\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Articolo su <a href=\"https:\/\/www.loscarpone.cai.it\/futuro-montagna-superamento-monocultura-sci-alpino\/?fbclid=IwAR1mD14a4w2T6CDltKK-kgKCWfSw_73gUEbw9ikd1PIMBdZvJifktsiqzrk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LoScarpone.cai.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Club alpino italiano propone di diversificare gli investimenti, orientandosi verso una nuova economia montana. 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