{"id":788,"date":"2021-01-15T11:10:00","date_gmt":"2021-01-15T11:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2021\/01\/la-disfida-delle-ciaspole\/"},"modified":"2024-11-22T12:43:23","modified_gmt":"2024-11-22T12:43:23","slug":"la-disfida-delle-ciaspole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2021\/01\/la-disfida-delle-ciaspole\/","title":{"rendered":"La disfida delle ciaspole"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sci alpinismo, i limiti della Valle d\u2019Aosta e le critiche del presidente del Cai: \u00abUn errore imporre le uscite con i maestri\u00bb. La campagna per non creare nuovi impianti<\/h2>\n\n\n\n<p> \u00abSiamo arrivati al paradosso che da una parte i nostri governanti ci chiudono gli impianti da sci e, devo dire con ottimi motivi, fanno di tutto per evitare assembramenti sulle piste e nelle localit\u00e0 alpine. Sarebbe il momento di godere delle nostre valli e cime in silenzio, con le nostre forze, specie in questo inverno che ci regala uno stupendo manto bianco, degno delle nevicate di mezzo secolo fa. Ma, dall\u2019altra, regolano e limitano lo sci alpinismo e l\u2019utilizzo delle ciaspole (le racchette da neve), che sono le tradizionali pratiche della montagna al naturale per piccoli gruppi di individui comunque distanziati, in modo cieco e demenziale. Stanno avvenendo fatti molto gravi. Si sta ledendo la libert\u00e0 di andare in montagna con regole e minacce di sanzioni che non hanno alcun senso. In nome della lotta alla pandemia, i nostri amministratori creano precedenti molto pericolosi: danneggiano i diritti fondamentali dell\u2019individuo, oltrech\u00e9 la bellezza dell\u2019alpinismo, fatto essenzialmente d\u2019avventura, scoperta e anche, inevitabilmente, di una certa dose di rischio e di scelte personali\u00bb. Vincenzo Torti questa volta non la manda davvero a dire.\u00a0<strong>Il mondo degli amanti della montagna \u00e8 in subbuglio.<\/strong>\u00a0E il presidente generale del Club Alpino Italiano (Cai) si fa ambasciatore del malcontento diffuso, abbandona le sue tradizionali cautele per prendere una posizione netta. <\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La proposta: il dispositivo Artva sempre nello zaino<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abStiamo muovendoci per evitare tutto ci\u00f2. Il 14 gennaio inoltre dovrebbe riunirsi la Commissione parlamentare per modificare e integrare la legge 363 sugli sport alpini. Per esempio, c\u2019\u00e8 sul tavolo la proposta di obbligare qualsiasi ciaspolatore ad avere sempre nello zaino il dispositivo Artva per individuare i sepolti sotto le valanghe, oltre a sonda e pala. Sempre, capito? Anche quando si va nel boschetto con i figli, o con le racchette a fianco della strada di fondovalle\u00bb, dice al\u00a0<em>Corriere<\/em>. \u00abIl risultato sar\u00e0 scoraggiare i veterani e bloccare i neofiti, che non hanno alcuna voglia di sobbarcarsi tutto quell\u2019equipaggiamento sulle spalle per una passeggiatina. Sono idee che vanno ripensate assieme ai professionisti della montagna. Altro punto in discussione, il divieto di mezzi meccanici sulle piste da sci mentre sono in uso. E allora come la mettiamo con i gatti delle nevi-ambulanza per recuperare gli infortunati?\u00bb, aggiunge.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ordinanza sotto accusa: sci alpinismo solo con le guide o i maestri di sci<\/h5>\n\n\n\n<p>Pietra dello scandalo ad innescare la cascata di critiche \u00e8 stata l\u2019ordinanza 552 promulgata l\u201911 dicembre del presidente della regione Valle d\u2019Aosta, Erik Lavevaz, che vieta lo sci alpinismo \u00absenza guide o maestri da sci\u00bb. \u00abUn passo che scatena la rabbia anche di tante guide, compresi alcuni loro rappresentanti di punta valdostani. Il provvedimento \u00e8 prorogato sino al 15 gennaio. Non so se verr\u00e0 reiterato. Spero di no. Ma l\u2019importante \u00e8 denunciarlo con chiarezza. A causa delle chiusure regionali, oltretutto, i pi\u00f9 penalizzati sono proprio gli sci-alpinisti locali, che in genere sono ben esperti delle montagne di casa\u00bb, continua Torti. Una petizione per l\u2019abrogazione dell\u2019ordinanza promossa dalle guide alpine Diego Bertazzo e Roberto Thuegaz ha gi\u00e0 raccolto oltre 500 firme in poche ore.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Una campagna per limitare gli impianti da sci<\/h5>\n\n\n\n<p>Ma il Cai vorrebbe lanciare una campagna di pi\u00f9 ampio respiro sulla limitazione degli impianti da sci in Italia. La sua rivista mensile diretta da Luca Calzolari,\u00a0Montagne 360, ne scrive ormai da anni. \u00abAbbiamo registrato oltre 315 impianti di risalita abbandonati ad inquinare i paesaggi alpini e dell\u2019Appennino. Praticamente non c\u2019\u00e8 comprensorio sciistico nel nostro Paese che non sia in perdita e necessiti di sovvenzioni statali. Ci\u00f2 non significa che si debbano chiudere gli impianti esistenti. Danno lavoro e reddito. Ma, per favore, non se ne costruiscano altri. La pandemia ci ha ricordato quanto \u00e8 bella la montagna esplorata e scoperta con le nostre gambe. Ne parleremo alla Camera\u00bb, continua Torti. Il tema sta a cuore anche a Paolo Paci, neodirettore di\u00a0Meridiani Montagne: \u00abNon a caso il mio primo numero di gennaio lo dedico alla vallata di Cogne, alle pendici del Gran Paradiso. L\u2019economia della zona ha saputo far fruttare le bellezze del Parco: d\u2019inverno attira frotte di sci-alpinisti e ciaspolatori. Ora c\u2019\u00e8 il progetto di costruire una funivia di collegamento con gli impianti di Pila. Speriamo capiscano che sarebbe cieco e anacronistico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>dal <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/21_gennaio_10\/cai-piu-liberi-neve-548b77da-5383-11eb-b612-933264f5acaf.shtml?fbclid=IwAR2DyGT3QJUdzVat5_dv6czZgwMfl0_o0FZUhUIsaLjhMoeCsm63Shw7yMM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corriere della Sera<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sci alpinismo, i limiti della Valle d\u2019Aosta e le critiche del presidente del Cai: \u00abUn errore imporre le uscite con i maestri\u00bb. 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