{"id":864,"date":"2021-04-01T10:44:57","date_gmt":"2021-04-01T10:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2021\/04\/appello-del-cai-al-governo-no-a-18-miliardi-del-pnrr-per-nuove-1000-dighe-e-invasi-in-montagna\/"},"modified":"2024-11-22T12:44:38","modified_gmt":"2024-11-22T12:44:38","slug":"appello-del-cai-al-governo-no-a-18-miliardi-del-pnrr-per-nuove-1000-dighe-e-invasi-in-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-piemonte\/2021\/04\/appello-del-cai-al-governo-no-a-18-miliardi-del-pnrr-per-nuove-1000-dighe-e-invasi-in-montagna\/","title":{"rendered":"Appello del Cai al governo: \u201cNo a 1,8 miliardi del PNRR per nuove 1000 dighe e invasi in montagna\u201d"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u201cGli investimenti per 1,8 miliardi da inserire nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per nuove mille dighe e invasi in montagna, sono una spesa sbagliata e controproducente. Si a 1,8 miliardi per le Terre Alte\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u00ec inizia la dichiarazione del vicepresidente generale del Club alpino italiano Erminio Quartiani<\/strong>&nbsp;sul progetto proposto al Governo da Coldiretti, Enel, Eni e Cassa Depositi e prestiti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abAlcuni organi di stampa ci informano che alcuni colossi del mondo agricolo, dell\u2019energia e della finanza pubblica, come Coldiretti, Enel, Eni e Cassa Depositi e prestiti , propongono al governo di investire 1,8 miliardi di euro del Pnrr, regimentando le acque di montagna e raccogliendole in mille laghi artificiali, ai fini di garantire disponibilit\u00e0 idrica all\u2019agricoltura e alla produzione di energia green, sostenendo perfino che migliorer\u00e0 il valore paesaggistico dei territori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1000 nuovi invasi&nbsp;<strong>sono un fattore di desertificazione delle terre alte<\/strong>&nbsp;e sottraggono loro risorse idriche a beneficio solo di chi sta a valle. Inoltre non producono migliorie al territorio e risorse idriche contro gli incendi: esattamente il contrario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se il governo accettasse questa proposta sarebbe un colpo alla&nbsp;<strong>permanenza dell\u2019uomo in montagna.<\/strong>&nbsp;Infatti tanto ambiente sarebbe sacrificato a beneficio di pochi noti, senza ricadute in favore di chi abita in montagna, n\u00e9 di chi la frequenta. Devastazione di suolo, altro che resilienza!&nbsp;<\/em><em>Vogliamo inscrivere iniziative che impoveriscono la montagna, il suo ambiente e il suo paesaggio, nell\u2019orizzonte dello sviluppo sostenibile? I<strong>&nbsp;costi ambientali sarebbero inestimabili<\/strong>, altro che ricaduta positiva di un investimento che da 1,8 farebbe lievitare il beneficio a 40 miliardi di euro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1000 dighe si trasformerebbero in puro profitto d\u2019impresa agricola, energetica e bancaria, senza pagare dazio, ma lasciando dietro di s\u00e9 una scia di danno irreparabile per le Terre alte e i loro abitanti, senza nemmeno contropartite.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sappiamo invece che l\u2019energia prodotta da 1000 nuovi invasi idroelettrici andrebbe ad aggravare il costo delle bollette nelle tasche di tutti gli italiani, perch\u00e9 l\u2019energia rinnovabile cos\u00ec prodotta, non essendo competitiva nel mercato, sarebbe gravata da incentivi che vengono pagati o dalla fiscalit\u00e0 generale o, come ora avviene, dai costi aggiuntivi da aggiungere alle tariffe elettriche che cittadini e imprese sostengono di tasca loro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Siamo poi cos\u00ec certi che per raggiungere gli obiettivi europei per la decarbonizzazione dell\u2019economia bisogna riempire le montagne di 1000 nuove dighe e i suoi crinali alpini e appenninici di Pale eoliche, pagate tra l\u2019altro dal solito Pantalone?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si possono raggiungere gli stessi obiettivi&nbsp;<strong>senza alimentare cattivi investimenti ambientalmente dannosi<\/strong>. Paesi come Germania, Francia, Austria raggiungeranno quegli obiettivi, attraverso l\u2019uso intenso della risorsa nucleare della quale dispongono. Noi in Italia abbiamo invece una grande disponibilit\u00e0 di gas, il combustibile della transizione al dopo petrolio, grazie a investimenti ottenuti con i gasdotti e le piattaforme offshore per il GNL. Usiamolo anche come scambio di disponibilit\u00e0 energetica nel mercato europeo, ma anche per dare compimento al progetto di metanizzazione dei territori montani e dell\u2019intero Meridione d\u2019Italia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel frattempo incentiviamo idrogeno e solare; sosteniamo anche finanziariamente la produzione e l\u2019uso di energia prodotta in loco,&nbsp;<strong>lasciando che dell\u2019acqua dispongano i montanari, senza sottrarre loro un bene che, se ben regolato e utilizzato in loco<\/strong>, pu\u00f2 generare risorse che migliorano la qualit\u00e0 della vita dei borghi montani\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I concetti espressi dal Vicepresidente generale Quartiani sono condivisi dal Presidente Generale Vincenzo Torti<\/strong>, il quale osserva altres\u00ec che:&nbsp;<em>\u00ab<\/em><em>Ci sono decine di grandi dighe in Italia che vanno verso il fine vita, altre che non sono dotate di sistemi di pompaggio senza alcuna prospettiva di essere utilizzate perch\u00e9 fuori mercato. Innovativo e utile socialmente ed economicamente&nbsp;<strong>sarebbe un serio progetto per usare questo patrimonio di dighe in via di dismissione , riconvertendole ad uso agricolo, irriguo e energetico per il consumo localmente circoscritto<\/strong>, restituendole ai territori e alle loro comunit\u00e0 montane (alle quali sono state sottratte nel secolo scorso ingenti porzioni di suolo montano a scopo energetico per alimentare lo sviluppo industriale dell\u2019intero paese, senza compensazioni economiche e ambientali significative, quando le dighe purtroppo non hanno aiutato a fermare lo spopolamento dei borghi alpini e appenninici, lo sviluppo dell\u2019Italia postbellica invece si, ma ingenerando diseguaglianza tra territori).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non commettiamo lo stesso errore del secolo scorso, in condizioni climatiche e demografiche peggiori rispetto al passato (e per la montagna in condizioni economiche gi\u00e0 molto compromesse).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se sono a disposizione queste risorse finanziarie, spendiamole bene per un futuro di sviluppo sostenibile delle Terre Alte<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.cai.it\/appello-del-cai-al-governo-no-a-18-miliardi-del-pnrr-per-nuove-1000-dighe-e-invasi-in-montagna\/?fbclid=IwAR36WjV8vFzJYopXQfE42Gtam0Bdkg-T5rxER9n5hdp7j5W-Gcgcp4-b0Tw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cai.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cGli investimenti per 1,8 miliardi da inserire nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per nuove mille dighe e invasi in montagna, sono una spesa sbagliata e controproducente. 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