
Ecco la comunicazione inviata dal presidente CAI Sicilia Giuseppe Riggio in merito all’Ordinanza n. 02/2026 del Sindaco di Milo, affinché tra le figure autorizzate ad accompagnare escursionisti verso il fronte lavico dell’Etna siano inclusi anche i Titolati del CAI. Si propone inoltre la convocazione di un tavolo tecnico con enti locali, Protezione Civile e associazioni per pianificare in maniera più ragionata e meno improvvisata la fruizione in sicurezza degli eventi vulcanici.
Al Signor Sindaco di Milo
p.c. ai Sindaci di
Zafferana Etnea e Sant’Alfio
In relazione all’ordinanza sindacale del sindaco di Milo n.02/2026 e alle disposizioni in essa contenute riguardanti l’accesso al fronte lavico attualmente attestatosi nei pressi di Rocca Musarra, si chiede di meglio precisare la dicitura riguardante l’accesso esclusivamente con “guide autorizzate”, in quanto tale prescrizione sembrerebbe non contemplare l’attività degli accompagnatori e operatori del Club alpino italiano, formati e riconosciuti ai sensi della legge 24 dicembre 1985, n.776. Com’è noto si tratta di figure con esperienza spesso pluridecennale, che operano a favore dei 340 mila soci del Club Alpino Italiano, sodalizio presente nella sola area etnea con sette sezioni locali.
Si chiede inoltre la convocazione di un tavolo tecnico che coinvolga tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti e le associazioni di volontariato e protezione civile per pianificare e organizzare la fruizione degli eventi vulcanici etnei, che costituiscono certamente un potenziale fattore di rischio per gli escursionisti, ma rappresentano anche un grande motivo di richiamo turistico e un evento “identitario” per le popolazioni etnee, abituate da secoli a osservare le manifestazioni del vulcano su cui abitano.
Questo gruppo regionale del Club alpino italiano ritiene infatti che in presenza di costanti attività eruttive dell’Etna (tre nel corso degli ultimi 12 mesi), solo la preventiva organizzazione di un piano di fruizione da parte delle autorità di Protezione Civile possa consentire il contenimento dei rischi (soprattutto nel caso di accesso ai fronti lavici), ma anche la valorizzazione del vulcano Etna e la corretta divulgazione della sua immagine, quale attivissimo produttore di “eventi naturali” che, fortunatamente, in molti casi rivestono soprattutto un interesse di tipo “turistico”.
Si sottolinea infine che il coordinamento della fruizione degli eventi vulcanici riveste una particolare importanza per le Autorità in indirizzo, in quanto competenti sull’area della Valle del Bove, dove notoriamente si verificano con maggiore frequenza attività di questo tipo.
Distinti saluti
CAI SICILIA
Il presidente regionale
Giuseppe Riggio