{"id":585,"global_id":"organizzazione.cai.it\/gr-toscana?id=585","global_id_lineage":["organizzazione.cai.it\/gr-toscana?id=585"],"author":"1","status":"publish","date":"2023-07-14 18:03:17","date_utc":"2023-07-14 18:03:17","modified":"2024-11-11 07:25:39","modified_utc":"2024-11-11 07:25:39","url":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/evento\/la-situazione-ambientale-critica-nelle-montagne-toscane-lettera-alla-regione\/","rest_url":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/events\/585","title":"La Situazione Ambientale (critica) Nelle Montagne Toscane &#8211; Lettera Alla Regione","description":"<h2><strong>La situazione ambientale (critica) nelle montagne toscane.<\/strong><\/h2>\n<h2><strong> Lettera aperta alla Regione\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Pubblichiamo la lettera che il GR Toscana ha indirizzato alla Regione sul delicato tema della salvaguardia ambientale delle nostre belle montagne, viste solo come bene da sfruttare a scapito del nostro benessere e quello delle future generazioni, a scapito della bellezza. Con la speranza e l&#8217;augurio che la Regione sia sensibile alle nostre riflessioni.<\/p>\n<p><strong>Ci focalizziamo su 3 enormi situazioni criciche:<\/strong><\/p>\n<p><strong>1 &#8211; Il bacino delle Alpi Apuane\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>2 &#8211; lo sciagurato progetto di una funivia fra la Doganaccia e il lago Scaffaiolo\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>3 &#8211; La posa degli impianti eolici sul crinale appenninico (in Mugello).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Spett.le Regione Toscana<\/p>\n<p>c.a. Presidente Eugenio Giani<\/p>\n<p>c.a. Assessore Monia Monni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oggetto: La situazione ambientale nelle montagne toscane. Invio contributo e riflessioni alla politica regionale da parte del Cai Regione Toscana<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>L\u2019interesse per la montagna \u00e8 il motivo fondante della nostra associazione.<\/p>\n<p>Da 160 anni siamo presenti sia come attivit\u00e0 scientifica che come frequentazione portando il nostro contributo di conoscenza a disposizione di tutti. Abbiamo avuto il piacere di confrontarsi spesso con la Regione e con numerose amministrazioni su molti temi, condividendo iniziative e proposte da voi apprezzate, e auspichiamo che ci sia ancora, in futuro, occasione per farlo. Siamo la pi\u00f9 antica associazione nazionale, con oltre 330.000 soci, e con 36 presidi territoriali e circa 14.000 soci siamo presenti anche su tutto il territorio regionale. Siamo molto attivi nella formazione ad ogni forma di accesso alla montagna, sulla diffusione di cultura legata alla montagna e alla tutela del suo ambiente naturale, con attivit\u00e0 rivolte non solo ai soci ma aperte anche a migliaia di simpatizzanti e alle scuole di ogni ordine e grado, con servizi che vanno dalla manutenzione dei sentieri alla montagna-terapia e alla terapia forestale, dall\u2019alpinismo all\u2019escursionismo, dall\u2019esplorazione e conoscenza dei territori alla loro storia, contribuendo quindi a formare una coscienza ambientale corretta e pi\u00f9 consapevole.<\/p>\n<p>La nostra visione di conciliazione fra tutela ambientale e tutela del benessere economico e sociale delle popolazioni residenti si ispira ad un equilibrio fra le vecchie e nuove fasi di crescita economica, che ricercano e promuovono alternative di sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella nostra Regione le cose non stanno procedendo, a nostro parere, nella direzione che sarebbe opportuna, non viene dato ascolto a pareri scientifici indipendenti e disinteressati, al fine di assumere decisioni che hanno rilevanti impatti ambientali.<\/p>\n<p>Riepiloghiamo, pi\u00f9 sinteticamente possibile, lo scenario che rappresenta alcune situazioni gi\u00e0 presenti e di progetti, alcuni gi\u00e0 approvati o finanziati, per invitarvi a fare alcune riflessioni auspicando di ricevere attenzione e offrendo la nostra disponibilit\u00e0 ad ogni approfondimento. Vorremmo che la politica regionale si ponesse, e imponesse, positivamente rispetto alle falsit\u00e0 o imprecisioni, interessate, troppo spesso messe in campo da imprenditori che curano esclusivamente i loro affari a scapito della comunit\u00e0 usando l\u2019ambiente che, nel suo complesso, \u00e8 un bene insostituibile e irriproducibile, che appartiene a tutta la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Analizziamo brevemente le situazioni che appaiono pi\u00f9 critiche:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>1-\u00a0 Alpi Apuane<\/h1>\n<p>Ci chiediamo, e vi chiediamo, ormai da anni, come si faccia ad accettare la distruzione progressiva di queste montagne palesando come motivo la pregiata qualit\u00e0 del marmo, quando invece la produzione prevalente della attivit\u00e0 estrattiva \u00e8 quella del carbonato di calcio, che raggiunge l\u201985% della produzione e che andrebbe fortemente ridimensionata, in<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>quanto attivit\u00e0 che non apporta alcun valore aggiunto ai territori locali, n\u00e9 da un punto di vista occupazionale, n\u00e9 tanto meno da un punto di vista della lavorazione in loco. La percentuale di marmo di Carrara destinata a usi artistici \u00e8 quasi insignificante. La quota in assoluto maggiore di marmo grezzo viene esportato in diversi paesi del mondo. Il marmo lavorato \u2013 che ha un valore alto \u2013 \u00e8 destinato a specifici mercati di nicchia e il carbonato di calcio, invece, rappresenta una categoria a s\u00e9, che esce dal territorio sotto la voce prodotti chimici.<\/p>\n<p>Sul territorio rimangono solo le esternalit\u00e0 negative dell\u2019attivit\u00e0 estrattiva.<\/p>\n<p>Si sceglie di convivere con i danni conseguenti ai residui della lavorazione (marmettola) che inquina i fiumi e le sorgenti, arrecando un danno ambientale non quantificabile al bene primario \u201cAcqua\u201d, cos\u00ec prezioso in questo particolare periodo di siccit\u00e0 dovuto al cambiamento climatico in atto, e facendo cos\u00ec pagare alla cittadinanza i costi per rendere potabile l\u2019acqua dell\u2019acquedotto, come nel caso del Comune di Massa.<\/p>\n<p>E ancora, la non corretta gestione dei ravaneti delle attivit\u00e0 estrattive spesso costituisce un fattore di incremento del rischio alluvionale, come \u00e8 stato dimostrato da perizie tecniche e come \u00e8 purtroppo noto a seguito delle alluvioni che hanno pi\u00f9 volte colpito il territorio della citt\u00e0 di Carrara.<\/p>\n<p>Per non parlare del fatto che all\u2019interno del territorio del Parco Regionale delle Alpi Apuane si riattivano cave ormai chiuse da tempo, si tengono aperte e si rinnovano le concessioni alle circa 70 cave presenti nel Parco, con il subdolo equivoco delle cosiddette \u201caree contigue di cava\u201d, aree in realt\u00e0 interne e ricomprese a pieno titolo nei perimetri dell\u2019area Parco.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 grave, si prorogano le pronunce di compatibilit\u00e0 ambientale anche alle imprese che hanno \u201csforato\u201d il perimetro di lavorazione autorizzato, con danni irreversibili all\u2019Ambiente. Le si sospende semplicemente dalla attivit\u00e0 per un minimo lasso di tempo e sotto le mentite spoglie di un piano di ripristino ambientale (come mai si far\u00e0 a far ricrescere ci\u00f2 che \u00e8 stato irreversibilmente tolto!!!) le si autorizza nuovamente a completare ci\u00f2 che non hanno terminato in violazione della legge.<\/p>\n<p>Il Piano Integrato del Parco non ha ancora visto la luce e comunque la proposta non rappresenta, come abbiamo gi\u00e0 avuto modo di evidenziare in altre sedi, la proposta migliore che un Parco degno di questo nome poteva proporre. Ancora una volta gli interessi delle Amministrazioni Locali della Comunit\u00e0 di Parco nel modificare la proposta iniziale hanno dato priorit\u00e0 alle attivit\u00e0 estrattive, che ben sappiamo rappresentano un introito per le casse comunali e la sopravvivenza per i Bilanci di piccoli comuni, ma questo a discapito della tutela e conservazione della biodiversit\u00e0, degli habitat naturali, della tutela di flora e fauna, beni di tutti e indispensabili per tutti, non solo per chi di quella attivit\u00e0 trae il proprio profitto imprenditoriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Va ricordato che l\u2019altissimo tasso di disoccupazione nel territorio, il pi\u00f9 alto in Toscana, dimostra come questa monocultura dell\u2019escavazione sia frutto di una scelta politica sbagliata, che porta beneficio a pochi e disperazione a molti. E\u2019 indubbio, per noi, che si debba cambiare, ridimensionando l\u2019escavazione e valorizzando altre attivit\u00e0. E che questo sia un compito che la Politica debba affrontare seriamente e senza ulteriori rinvii temporali.<\/p>\n<p>Il Piano di Indirizzo Territoriale PIT con valenza di Piano Paesaggistico approvato nel 2015, aveva provato nella sua versione iniziale a prevedere una graduale dismissione delle attivit\u00e0 estrattive di quelle cave intercluse nel territorio del Parco, ma tutti ricorderanno come il Piano definitivamente approvato si sia allontanato da questa scelta di sostenibilit\u00e0 e di approccio e riconversione di attivit\u00e0 non ulteriormente sostenibili.<\/p>\n<p>Attualmente la situazione si sta aggravando ulteriormente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ultimo caso \u00e8 inquietante: il consiglio comunale di Seravezza ha approvato, lo scorso 30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>giugno, la proposta di un piano di conciliazione per svendere di fatto alla societ\u00e0 Henreaux i terreni non di sua propriet\u00e0 (da sentenza sugli usi civici) in cui estrae marmo. Il voto ha seguito di poco la conclusione del Provvedimento autorizzativo unico regionale (PAUR) che consente alla stessa Henraux di scavare oltre 500.000 metri cubi ulteriori di montagna in dieci anni, aggravando la grave distruzione del Monte Altissimo che ha gi\u00e0 comportato lo sbassamento del Picco di Falcovaia oltre all\u2019interruzione dello storico sentiero 31: due decisioni inaccettabili a vantaggio di interessi privati e a danno di quelli di una comunit\u00e0 locale che invece avrebbe dovuto essere tutelata dai propri amministratori, sia comunali che regionali, non solo dal punto di vista della salvaguardia ambientale ma anche da quello del proprio interesse economico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non meno grave la procedura di PAUR (provvedimento autorizzatorio unico regionale) per la Cava Castelbaito Fratteta, nel comune di Fivizzano, in fase conclusiva, la quale, come da documentazione del proponente (Marmi Walton Carrara), prevede un aggravio del transito di camion sulla viabilit\u00e0 comunale e provinciale, per un totale di <strong>27 viaggi al giorno di camion <\/strong>contenenti <strong>blocchi (7) <\/strong>contro quelli di <strong>inerti(20) <\/strong>che transiteranno nella strada per Campocecina, in Comune di Carrara. Con buona pace della vocazione turistica di quella zona, sar\u00e0 necessario lo spostamento del sentiero CAI 174 (perch\u00e9 ovviamente la priorit\u00e0 \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 estrattiva!) e la sezione locale di Carrara ha un proprio Rifugio che sicuramente sar\u00e0 fortemente penalizzato dal transito industriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>2-\u00a0 Progetto di una nuova funivia fra la Doganaccia e il lago Scaffaiolo<\/h1>\n<p>Si tratta di una idea incomprensibile, irrazionale, ai limiti dell\u2019assurdo. La zona \u00e8 famosa per i forti venti, e gi\u00e0 la funivia esistente ne sopporta i disagi con frequenti interruzioni. Pensare allo sviluppo dello sci invernale su pista \u00e8 anti storico, tutto il mondo afferma che pensare a impianti per lo sci sotto i 2000 m, \u00e8 un debito certo per la comunit\u00e0, lo sapete bene per i significativi contributi pubblici dati anche quest\u2019anno ad Abetone. In inverno, a causa delle condizioni climatiche nevica meno e quando avviene l\u2019innevamento \u00e8 pi\u00f9 breve; in questo progetto esistono altri problemi gi\u00e0 denunciati in un altro documento, dovuti alle oggettive difficolt\u00e0 di collegamento con le piste di sci del versante emiliano in una zona ad altro rischio di ghiaccio, cio\u00e8 pericolosissimo. Per conoscenza negli ultimi due anni si segnala che quel luogo resta innevato pochi giorni all\u2019anno e le basse temperature della notte, che scendono sotto zero, determinano un\u2019abbondante formazione di ghiaccio, rendendo il luogo inadatto al passaggio degli sciatori. Strade di servizio, scavi per la posa di cavi elettrici, basi di cemento armato e stazioni di partenza e arrivo, quando progettati, saranno assieme ai rimodellamenti delle superfici necessarie, veicoli di erosione e modificazioni idrogeologiche da un lato e di alterazione permanente del paesaggio e dell\u2019ambiente dall\u2019altro.<\/p>\n<p>I problemi di viabilit\u00e0 e parcheggi non sono stati neppure valutati e saranno certamente un problema non indifferente. In estate, la zona \u00e8 gi\u00e0 abbondantemente sovrappopolata e aumenteranno sicuramente i rischi di esporre altre persone, meno preparate a causa della facilit\u00e0 d\u2019accesso al luogo, ai pericoli inevitabili e alle variazioni meteo senza avere soluzioni per offrire ripari adeguati. Non \u00e8 una prospettiva n\u00e9 ragionevole e n\u00e9 accettabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>3-\u00a0 Impianti eolici sul crinale dell\u2019Appennino<\/h1>\n<p>La Toscana, dopo la decisione di autorizzare l\u2019impianto industriale nel Mugello sul crinale principale dell\u2019Appennino, polmone fondamentale per l\u2019assorbimento di CO2 che cos\u00ec sar\u00e0 pesantemente cementificato perdendo la sua efficacia, \u00e8 individuata, evidentemente, come terra di conquista da parte degli imprenditori del settore. Con numerose altre proposte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 falso ritenere che soluzioni di transizione energetica (pur essendo necessaria) siano la soluzione alla crisi climatica, considerando che, questo aspetto \u00e8 \u201csolo\u201d il 30% del problema. L\u2019intenzione di non prendere in considerazione l\u2019impatto ambientale (valutazioni ridotte al minimo, anche meno) \u00e8 aberrante e sottostimare l\u2019impatto paesaggistico, che sarebbe addirittura tutelato dalla costituzione, con torri che sono alte il doppio del campanile di Giotto con visibilit\u00e0 a decine di km di distanza, \u00e8 un errore macroscopico e annulla inevitabilmente l\u2019attuale grande interesse turistico. Non entriamo in merito ora, non perch\u00e9 meno importanti, ai danni prodotti per la cantierizzazione, per costruire l\u2019accesso a luoghi distanti dalla normale viabilit\u00e0 e per l\u2019aumento dei rischi alluvionali a valle dovuti alla trasformazione di migliaia di metri cubi di terreno in cemento, annullandone la funzionalit\u00e0 di assorbimento delle acque piovane. La prospettiva \u00e8 quella che si \u00e8 verificata in alcune regioni meridionali, martirizzate, dove l\u2019energia prodotta \u00e8 minore di quella stimata, gli impianti hanno grandi problemi di funzionamento e l\u2019ambiente completamente devastato e infrequentabile.<\/p>\n<p>Avete ora scelte importanti su progetti che coinvolgono la Val Tiberina e la Val Marecchia (complessivamente 52 enormi torri) dove le aziende propongono soluzioni inaccettabili, in autonomia, in totale assenza di coordinamento e di qualsiasi pianificazione della gestione del territorio. Sono zone, anche qui come nel Mugello, ad alto rischio idrogeologico.<\/p>\n<p>Queste aziende si comportano come se, in nome della transizione energetica, possono avere la certezza di fare quello che vogliono, senza ostacoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo citato i casi pi\u00f9 gravi, ma cosa dire delle proposte di fare una strada forestale nell\u2019Orrido di Botri (forse l\u2019ambiente naturale pi\u00f9 suggestivo della Regione), dell\u2019idea di asfaltare il crinale del Pratomagno fino alla croce di vetta in zona completamente disabitata, e altri. Sullo sfondo un\u2019idea diffusa, del fare a qualsiasi costo, trasformando luoghi fragili in zone simili alle invivibili citt\u00e0: qui il turismo di massa porta solo danni, e va incoraggiato e sviluppato un turismo lento ed educato. Per noi lo sviluppo della montagna deve avvenire nei paesi e nei luoghi dove le persone abbiano la possibilit\u00e0 di rimanere, lavorare e vivere decorosamente. Bisognerebbe orientarsi su altri obiettivi quali sono la promozione turistica e delle strutture locali, la produzione dei prodotti tipici, lo sviluppo di reti di sentieri sicuri fruibili, riprendere la manutenzione del territori, la\u00a0\u00a0 prevenzione idrogeologica e la gestione dei boschi, abbandonati da decenni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riteniamo che sia necessario rivedere il modo recente di rapportarsi con la valutazione di impatto ambientale, che non deve bloccare ogni iniziativa ma neppure deve essere aggirata o addomesticata, e non accettare il principio attuale di andare avanti \u201csenza se e senza ma\u201d.<\/p>\n<p>Chiediamo pertanto che gli impatti di cui sopra vengano attentamente valutati trovandoci spesso in aree protette di grande valore con endemismi delicati e da proteggere, Il CAI \u00e8 pronto a dare il suo contributo in queste valutazioni con i suoi pi\u00f9 qualificati soci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Va rifiutato il pensiero del vice presidente della Confindustria Nazionale che afferma \u201cla montagna \u00e8 un drive per lo sviluppo industriale\u201d. Per noi un terreno di conquista indisponibile e uno spregio al futuro di tutti. Le conseguenze della trasformazione di aree naturali in zone industriali, l\u2019occupazione irreversibile e irragionevole del suolo sono l\u2019origine principale della crisi climatica e delle tragedie che ne conseguono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 necessario che la politica, che rappresenta la comunit\u00e0, recuperi il governo efficace di proposte che vanno contro l\u2019interesse primario di tutti. Se la Regione Toscana arretra invece di avanzare, come pensa di raggiungere l\u2019obiettivo sulla biodiversit\u00e0 per il 2030 posto dall\u2019 Unione Europea, che raccomanda di estendere al 30% del territorio terrestre e marino le Aree Protette entro quella data? Siamo una Regione che non ha istituito nuove Riserve Naturali<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>negli ultimi 10 anni e che ha cancellato le ANPIL, Aree Naturali Protette di Interesse Locale, ponendole al di fuori dei sistemi regionali e nazionali delle Aree Protette, indugiando nel consumo di territorio e in un modello di sviluppo non pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non vogliamo un ambiente idilliaco e irreale, ma che lo sviluppo debba essere sempre<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>confrontato con la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Non a caso la tutela dell\u2019Ambiente \u00e8<\/p>\n<p>ora a pieno titolo un<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>diritto costituzionalmente garantito, e noi rivendichiamo questo diritto, affinch\u00e9 la Regione Toscana lo persegua nell\u2019interesse di tutti.<\/p>\n<p>Gli errori del passato dovrebbero insegnare, per non ripeterli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cordiali saluti<\/p>\n<p>Il Presidente<\/p>\n<p><em>(Giancarlo Tellini)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Firenze 07\/07\/2023<\/p>","excerpt":"","slug":"la-situazione-ambientale-critica-nelle-montagne-toscane-lettera-alla-regione","image":{"url":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/66\/2024\/11\/alpi-apuane-cave-1200-690x362-1.jpg","id":586,"extension":"jpg","width":690,"height":362,"filesize":65359,"sizes":{"thumbnail":{"width":150,"height":150,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":6847,"url":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/66\/2024\/11\/alpi-apuane-cave-1200-690x362-1-150x150.jpg"},"fiat_thumb":{"width":60,"height":60,"mime-type":"image\/jpeg","filesize":1780,"url":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-content\/uploads\/sites\/66\/2024\/11\/alpi-apuane-cave-1200-690x362-1-60x60.jpg"}}},"all_day":false,"start_date":"2023-07-14 19:03:00","start_date_details":{"year":"2023","month":"07","day":"14","hour":"19","minutes":"03","seconds":"00"},"end_date":"2023-07-14 20:03:00","end_date_details":{"year":"2023","month":"07","day":"14","hour":"20","minutes":"03","seconds":"00"},"utc_start_date":"2023-07-14 19:03:00","utc_start_date_details":{"year":"2023","month":"07","day":"14","hour":"19","minutes":"03","seconds":"00"},"utc_end_date":"2023-07-14 20:03:00","utc_end_date_details":{"year":"2023","month":"07","day":"14","hour":"20","minutes":"03","seconds":"00"},"timezone":"UTC+0","timezone_abbr":"UTC+0","cost":"","cost_details":{"currency_symbol":"\u20ac","currency_code":"EUR\t\t\t\t\t\t\tclass=\t\t\t\t\t\t\tclass=","currency_position":"prefix","values":[]},"website":"","show_map":false,"show_map_link":false,"hide_from_listings":false,"sticky":false,"featured":false,"categories":[],"tags":[{"name":"news","slug":"news","term_group":0,"term_taxonomy_id":7,"taxonomy":"post_tag","description":"","parent":0,"count":37,"filter":"raw","id":7,"urls":{"self":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/tags\/7","collection":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/tags"}},{"name":"news-dal-g-r","slug":"news-dal-g-r","term_group":0,"term_taxonomy_id":8,"taxonomy":"post_tag","description":"","parent":0,"count":32,"filter":"raw","id":8,"urls":{"self":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/tags\/8","collection":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/gr-toscana\/wp-json\/tribe\/events\/v1\/tags"}}],"venue":[],"organizer":[],"custom_fields":[],"json_ld":{"@context":"http:\/\/schema.org","@type":"Event","name":"La Situazione Ambientale (critica) Nelle Montagne Toscane &#8211; Lettera Alla Regione","description":"&lt;p&gt;La situazione ambientale (critica) nelle montagne toscane. 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