Quando il dolore non passa

Conseguenze nel tempo e segnali da ascoltare

Dopo un evento traumatico non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di reagire.

Ognuno vive il dolore a modo suo.

Tutto ciò che stai provando è normale. È ciò che è accaduto che non lo è.

Per molte persone, col tempo, quello che è successo trova uno spazio nella propria vita.

Per altre, invece, sembra non passare.

E questo può confondere.

Può far sentire strani, diversi da prima, o addirittura sbagliati.

È come trovarsi su un sentiero di montagna che cambia: a volte sembra facile, altre volte diventa ripido o poco chiaro.

Questo non vuol dire che si stia facendo qualcosa di sbagliato.

Serve tempo per capire cosa può aiutare davvero.

Le risorse — come le proprie forze, le persone vicine o un aiuto esterno — non sempre si vedono subito, ma possono essere trovate passo dopo passo.

Ti è mai capitato di…
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  • sentire il corpo sempre in tensione, anche quando tutto sembra tranquillo?
  • avere difficoltà a dormire, o svegliarti di colpo con immagini o sensazioni che tornano?
  • accorgerti che alcune emozioni sono diventate troppo intense… o al contrario quasi assenti?
  • evitare certi luoghi, attività o situazioni che prima facevano parte della tua vita?
  • sentirti cambiato dentro, come se qualcosa si fosse spostato o rotto?

Se ti riconosci in una o più di queste esperienze, non significa che c’è qualcosa che non va in te.
Significa che hai vissuto un dolore che ha lasciato un segno.

Quando la sofferenza fa fatica a trasformarsi

A volte può essere molto faticoso e doloroso dare voce alle emozioni.

In questi casi può succedere che:

  • il ricordo torni all’improvviso, anche senza volerlo
  • la paura non diminuisca con il tempo
  • la rabbia, il senso di colpa o la tristezza restino sempre accesi
  • il futuro sembri difficile da immaginare
  • la fiducia in sé stessi o negli altri venga meno

In montagna siamo spesso abituati a cavarcela, a far fatica, a “tenere duro” ma possiamo anche chiedere aiuto e procedere con il nostro ritmo, passo dopo passo.

Quando la montagna toglie…

… Arriva il lutto.

Gli appigli saltano, l’equilibrio si perde, e quello che prima sosteneva non regge più.

Potresti:

  • Sentire che il legame con chi non c’è più non riesce ad assumere nuove forme
  • Faticare ad andare avanti perché ti sembra ingiusto o perché ti senti bloccato
  • Sentire che la vita quotidiana ha perso senso o colore
  • Sentirti solo nel tuo dolore, anche in mezzo agli altri

Non esiste un modo giusto di vivere il lutto.
Non esistono tempi standard.

Ma esiste il diritto di non rimanere soli quando il peso diventa troppo grande.

Tutti noi meritiamo un aiuto quando il carico è troppo pesante.

Chiedere aiuto non è una resa

Chiedere aiuto significa riconoscere che da soli, in certi passaggi, è troppo difficile.

L’aiuto può avere molte forme:

  • parlare con una persona di fiducia
  • confrontarsi con chi ha vissuto esperienze simili
  • rivolgersi a professionisti che conoscano il mondo della montagna, del rischio e delle emergenze.

Rivolgersi ad un professionista della salute mentale è ancora più importante in questi casi.

È importante ascoltarsi quando:

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  • il malessere dura da molto tempo e non cambia
  • il corpo manda segnali continui (stanchezza, tensione, dolori, agitazione)
  • ci si isola dagli altri o si fa fatica a parlare di quello che si prova
  • si ricorre ad alcol, farmaci o comportamenti rischiosi per “staccare”
  • ci si sente spesso senza speranza, bloccati o sopraffatti

Questi non sono segni di debolezza.
Sono segnali di una richiesta di cura.

Un ultimo pensiero

Il lutto all’inizio è una montagna che va scalata per intero,

e poi ti rimane un sasso che ti porti nello zaino per tutta la vita.


Per saperne di più

Questo materiale si basa su studi e ricerche internazionali che hanno approfondito le conseguenze psicologiche degli incidenti in montagna, degli eventi traumatici e delle perdite improvvise, sia nelle persone coinvolte direttamente sia nei soccorritori.

  • Salvotti H.V. et al. (2024)
    Three distinct patterns of mental health response following accidents in mountain sports
    Studio che mostra come, dopo un incidente in montagna, le persone possano seguire percorsi diversi nel tempo: recupero, crescita personale o sofferenza persistente.
  • Mikutta C., Schmid J.J., Ehlert U. (2022)
    Resilience and Post-Traumatic Stress Disorder in the Swiss Alpine Rescue Association
    Ricerca sul soccorso alpino che evidenzia il ruolo della resilienza, del senso di coerenza e del supporto sociale.
  • Jackman P.C. et al. (2023)
    The psychology of mountaineering: a systematic review
    Revisione di decenni di studi sulla psicologia dell’alpinismo: rischio, identità, emozioni ed eventi critici.
  • Heeke C. et al. (2019)
    A systematic review and meta-analysis of correlates of prolonged grief disorder in adults exposed to violent loss
    Studio sui fattori che possono rendere più difficile l’elaborazione del lutto dopo perdite improvvise.
  • De Leo D. et al. (2022)
    Studi sugli esiti psicologici di eventi traumatici e perdite improvvise nel lungo periodo.
  • National Child Traumatic Stress Network
    Psychological First Aid – Field Operations Guide
    Linee guida internazionali per il supporto psicologico di base dopo eventi critici, usate anche in Protezione Civile.
  • Bilik O. (2020)
    Aspetti psicologici degli incidenti in montagna
    Testo di riferimento sul vissuto emotivo dopo eventi alpinistici critici.