Il silenzio delle cime
Chi frequenta la montagna impara presto a “darle del Lei”, che l’imprevisto è una possibilità reale. Quando l’incidente accade, quegli stessi spazi che offrivano sicurezza ed emozioni piacevoli possono trasformarsi in luoghi di dolore e perdita. La scomparsa di una persona cara diventa così un evento profondamente destabilizzante, capace di generare un senso di solitudine e disorientamento difficile da tradurre in parole, soprattutto quando il legame con la montagna è condiviso e identitario.
In simili circostanze, il calore di amici, familiari, compagni di cordata e della comunità di riferimento è vitale. Eppure, è naturale sentirsi inadeguati o non sapere come agire. Per questo motivo, le riflessioni che seguono intendono offrire alcune indicazioni sui gesti, sulle parole e sulle attenzioni che possono costituire un sostegno reale e rispettoso nelle situazioni di lutto legate a incidenti in montagna.
Compagni di cordata
L’importanza della presenza
- Dopo una perdita, è essenziale non lasciare la persona sola.
- La semplice presenza degli altri rappresenta un sostegno fondamentale, anche quando non si sa cosa dire o fare.
- Essere presenti in modo discreto e affidabile può alleviare il senso di isolamento.
Itinerario non tracciato
La dinamica del lutto: un percorso irregolare
- Il dolore non segue un andamento costante: possono alternarsi momenti di apparente benessere, momenti di forte sofferenza e momenti di chiusura.
- È normale che la persona abbia bisogno, a volte, di stare sola e di non interagire.
- Riconoscere e rispettare questa alternanza è parte del sostegno.
Il momento della sosta
Rispettare i tempi e il silenzio
- Accettare che la persona non se la senta di parlare o esprimere ciò che prova.
- Ognuno ha i propri tempi: a volte le parole non ci sono, e va bene così.
- In molti casi, il silenzio condiviso è più utile di frasi consolatorie o incoraggiamenti forzati.
Passaggi delicati
Cosa evitare e cosa offrire
- Sono da evitare frasi come “passerà”, “fatti forza” o “lui/lei vorrebbe che tu reagissi”.
- Piuttosto, è importante offrire una presenza non giudicante, senza pretendere che la persona “si risollevi”.
- Il sostegno può essere concreto e pratico, attraverso piccoli gesti quotidiani.
- Esempi di supporto pratico includono:
- cucinare, fare la spesa, aiutare nel tenere pulita la casa;
- aiutare nelle pratiche burocratiche successive al lutto;
- accompagnare la persona a un appuntamento;
- fare una passeggiata insieme per alleviare il senso di solitudine.
Via lunga
Il sostegno nel tempo
- Il bisogno di supporto non riguarda solo i primi giorni dopo la perdita.
- Nei mesi e talvolta negli anni successivi, il dolore può essere ancora molto presente.
- Quando l’attenzione degli altri diminuisce, la sofferenza può intensificarsi.
- Offrire una presenza costante, paziente e continuativa è particolarmente prezioso.
Segnavia
Il valore dei rituali nel momento della perdita
- I rituali e i momenti di ricordo possono offrire un sostegno importante a chi sta vivendo un lutto.
- Partecipare a funerali, commemorazioni o gesti simbolici aiuta a prendere contatto con la realtà della perdita, soprattutto quando la morte è improvvisa o traumatica.
- In un momento di grande confusione emotiva, questi momenti danno una cornice, un tempo e uno spazio riconoscibili in cui il dolore può essere accolto.
- Permettono di mantenere un legame simbolico con la persona che non c’è più, attraverso il ricordo e possono rafforzare la vicinanza tra le persone, creando occasioni di condivisione e sostegno reciproco.
- Nel contesto montano, tali rituali possono assumere forme diverse e non necessariamente religiose: salite o camminate commemorative, intitolazioni di percorsi o eventi, memorial sportivi, oppure gesti più intimi e familiari. Tutte queste pratiche contribuiscono a inscrivere la perdita in una memoria collettiva.
Condividere la traccia
Narrazione e condivisione delle storie
- Raccontare la propria esperienza aiuta a dare forma e significato al dolore e la narrazione consente di integrare la perdita nella propria storia di vita.
- Ascoltare le storie di altre persone che hanno vissuto lutti simili riduce il senso di isolamento.
- Podcast, testimonianze e spazi di racconto collettivo possono diventare veri e propri “rituali narrativi”. Questi strumenti aiutano a:
- creare connessioni;
- condividere il dolore;
- favorire un senso di appartenenza.
- Un esempio è il podcast del Club Alpino Italiano Oltre la Vetta che offre uno spazio di narrazione e ascolto in cui le esperienze di perdita legate alla montagna vengono raccontate attraverso le voci di chi le ha vissute. Questi racconti contribuiscono a costruire una memoria condivisa, evitando semplificazioni o retoriche eroiche, e favoriscono un senso di appartenenza e riconoscimento reciproco all’interno della comunità.
Vertigine
L’importanza dell’aiuto di un professionista
- È importante non pensare che la sola compagnia di amici e familiari possa sempre essere sufficiente; il sostegno delle persone care è prezioso, ma non può (e non deve) sostituire l’aiuto mirato di una persona specializzata.
- Il supporto professionale può assumere forme diverse, come il percorso individuale o il lavoro in terapia di gruppo, che offre anche la possibilità di condividere l’esperienza con altre persone che stanno vivendo un lutto simile.
- Rivolgersi a una/un professionista non significa essere deboli o malati, ma prendersi cura di sé.
Oltre la vetta
Sostenere una persona in lutto significa soprattutto esserci: con presenza, rispetto, tempo e autenticità. Non si tratta di trovare le parole giuste o di alleviare il dolore a ogni costo, ma di accompagnare l’altro nel suo percorso, riconoscendo che il lutto è un processo sfaccettato e profondamente umano, che richiede ascolto, continuità e significato.
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