Ciao Saverio, vero uomo della montagna
Un ricordo affettuoso di un amico, volontario e uomo di montagna
Dopo una lunga vita è andato avanti anche Saverio, uomo che ha sempre interpretato in modo corretto la montagna, la sua frequentazione ed i suoi valori. Uno dei soci più vecchi e saggi della Sezione di Appiano, che ha saputo dare una impronta di serietà e di professionalità al suo lungo volontariato offerto sempre con generosità e gentilezza.
Per noi tutti era chiamato “il papà” non solo per la sua età, ma anche e soprattutto per la sua saggezza e spontaneità nel dispensare consigli o suggerimenti utili in ogni situazione.
Presidente della Sezione per tredici anni (1974-1986), ha sempre interpretato il suo ruolo democraticamente condividendo le idee di tutti e trovando sempre una sintesi condivisa.
Particolarmente affezionato al Rifugio Oltradige che frequentava spesso, avendo una piccola baita con Maria alla Mendola, ha contribuito alla realizzazione del libro in ricordo dei 100 anni di fondazione del rifugio stesso. Rifugio che ci ha sempre ospitati in occasione della festa degli “Osei d’oro”, riservata ai soci con anzianità venticinquennale.
Gli Osei d’oro al Rifugio Oltradige al Roen
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Qualche battuta a fine festa…
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Per molti anni è stato responsabile della manutenzione sentieri ed ha mantenuto sempre un cordiale rapporto collaborativo anche con le vicine Sezioni dell’AVS per la cura della rete sentieristica dell’Oltradige.
In questa importante attività di coordinamento ha realizzato, in collaborazione con gli Accompagnatori di escursionismo, gli unici due Corsi di formazione per la manutenzione sentieri realizzati per le Sezioni di Merano e di Bressanone.
Manutentore esperto e appassionato, ha insegnato a noi tutti i trucchi del mestiere, sempre rispettando le peculiarità dell’ambiente e utilizzando dove possibile i materiali offerti dall’ambiente stesso.
Come Accompagnatore esperto ci ha guidato con grande umiltà e saggezza a visitare le montagne più belle del nostro arco alpino ed in particolare nelle Dolomiti. Anche qui sempre attento ad una frequentazione corretta e rispettosa dell’ambiente, possibilmente lontana dai frastuoni e dai fenomeni di overtourism il cui impatto non aiuta certo ad apprezzare fino in fondo ciò che la natura vuole invece proporci.
Ancora in là con gli anni, e mantenendo sempre un’ottima forma fisica, Saverio ha continuato a frequentare i suoi monti con lo spirito immutato di vero uomo della montagna.
Lo ricordo infine in una bellissima salita al Cimone della Pala come capo-gita dove, giunti alla cima, mi è apparso in mezzo alle nebbie di alta quota, quasi sospeso nel cielo.
Voglio ricordarci così Saverio, caro compagno di tante avventure.