
Italo Bazzani
(20/07/1942 – 18/02/2018)
Italo è nato il 20 luglio 1942, ha sempre vissuto a Roé Volciano (BS), ha vissuto una vita travagliata nel dopoguerra, ma sempre con la febbre della libertà, le scorribande nelle campagne, i tornei all’oratorio a compensare la dura disciplina delle dieci ore in officina. Promettente campione di atletica, specialità mezzofondo, poi a 23 anni il virus della montagna. Da allora è sempre andato in montagna in ogni momento libero, dedicandosi alle salite alpinistiche e scialpinistiche, ma anche alle Scuole di Alpinismo e Scialpinismo di Brescia e Bozzolo (MN), dove ha diretto moltissimi corsi. Le avventure vissute lo hanno segnato, e fin dai primi anni ha cominciato a cimentarsi dal Campanile Basso alla Nord dell’Adamello fino al Monte Banco, salendo moltissime vie (sperone della Brenva in solitaria, Nord dell’Aiguille Blanche, canalone Gervasutti ed altri al Tacul, Aguille Verte da varie vie, Les Droites altre salite in zona Argentiere, Monte Rosa moltissime pareti nord, Cervino per varie vie, molti canali ghiacciati dal Monviso al Bernina, nord Gran Zebrù-nord Tresero-nord Ortles-nord Vertana-moltissimi 4000 ecc.). Con diversi compagni di arrampicata, alcuni famosi come Clemente Maffei «Gueret», guida alpina della Rendena e Fausto De Stefani, uno dei salitori dei 14 ottomila esistenti al mondo, Italo ha tracciato vie nuove in Val di Genova, sulla Presanella, in Brenta e ripetuto alcune fra le classiche vie di ghiaccio nelle Occidentali/Orientali e in tutte le Dolomiti (Prealpi Bresciane – Presolana – Arco – Brenta – Marmolada – Civetta – Sassolungo – Sella – Agner …. ecc), inoltre ha salito moltissime cascate di ghiaccio ed è stato uno dei primi apritori di alcune di queste, oltre che praticare e promuovere la passione dello scialpinismo che ha professato moltissimo arrivando a percorrere anche 200.000 metri di dislivello all’anno di salite.
Italo ha all’attivo diverse spedizioni nelle montagne del mondo: sul monte Kenya, in Africa dove lui e De Stefani tracciano una via nuova, una salita solitaria sull’Aconcagua, sull’Illampu 6.368 metri in due successive spedizioni sulle Ande Boliviane, arrivando da solo in vetta e ancora in Groenlandia con il CAI Brescia nel 1968 e due spedizioni sui settemila del Pamir in Asia centrale, oltre molte altre su vette minori e trekking in tutto il mondo. Ne sono testimoni i vari reperti presenti nella sua casa, simile ad un rifugio per i vari ricordi appesi ai muri ed i libri di montagna presenti nella libreria. Montagne di esaltazione e di sofferenza, perché Italo subisce molti incidenti, uno particolarmente grave durante il corso per istruttori nazionali di alpinismo, nel gruppo del Bianco che lo terrà convalescente per oltre sei mesi, poi ogni volta si è ripreso ed ha continuato ad andare in montagna.
Per dirla con William Blake, «quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono». Grandi come la marea dei ricordi che ogni giorno affiorano e che Italo come un capitano di mare ha condensato nel suo libro di bordo, scritto nel 2007 dal titolo «Imparato lassù». E’ diventato INA nel 1972, da allora ha gestito, diretto e seguito moltissimi corsi base ed avanzati inizialmente nella sezione di Brescia Scuola Adamello/Tullio Corbellini e successivamente nella sezione di Bozzolo (MN) Scuola Sesto Gnaccarini, dove è stato per alcuni anni Direttore. Per tantissimi anni ha svolto attività pratica e didattica con moltissimi allievi e tutto lo ricordano come un bravissimo istruttore, preparato e pieno di gioia, riesce ancora adesso a trasmettere serenità ed allegria quando ci trova in compagnia. Ha avvicinato alla montagna moltissimi nuovi istruttori e moltissime persone che grazie a lui ora hanno questa passione. Grazie al suo curriculum ed alla sua passione nell’insegnamento è diventato anche Accademico del CAI. Colpito da una grave malattia, simile alla leucemia, dopo una continua ed ultima fatica con delle chemioterapie molto potenti, ci ha lasciati nel 2018, lasciando un grande vuoto a tutti gli amici, istruttori e compagni di cordata che in tanti anni si sono legati a lui.