Sesto Gnaccarini

sesto - CAI Sezione di Bozzolo

Sesto Gnaccarini

(21/12/1949 – 26/07/1988)

Sesto Gnaccarini ha abitato a Canneto sull’Oglio (in provincia di Mantova) fin dalla nascita, dove ha vissuto fino ai 32 anni. Ha lavorato per 14 anni come operaio all’ENEL di Asola dov’era conosciutissimo, non solo nell’ambiente di lavoro, ma anche in quello alpinistico. Una volta sposato si è trasferito a Bozzolo (Mantova), dove ha continuato a coltivare il suo amore per la montagna, condividendo con la moglie Paola anche l’interesse per la vita scoutistica.

La vita matrimoniale di Paola e Sesto è stata allietata dalla nascita di due figli, Diego e Marco, oggi giovani adulti, inseriti con soddisfazione nel mondo del lavoro. Già istruttore della Scuola di Roccia “Ugolini” di Brescia, fu a Bozzolo l’iniziatore e il costante animatore di corsi Roccia e Sci Alpinismo. La sua ricca attività alpinistica ha interessato tutto l’arco alpino, dalle Dolomiti al Monte Bianco: ottenere il titolo di Istruttore Regionale di Sci Alpinismo fu perciò una logica conseguenza per Sesto Gnaccarini. La montagna gli era connaturale. Il suo carattere schivo e riservato, tenace e puntiglioso trovava nelle asperità e nel fascino dell’impegno alpinistico l’ambiente idoneo per esprimersi, mentre il suo spirito di servizio, la sua semplicità e la sua fresca cordialità catturavano simpatia e adesione. Schiere di giovani hanno imparato sotto il suo esempio e il suo sprone a frequentare la montagna, acquisendo a una tale scuola la sobrietà, la costanza e l’impegno che le “terre alte” richiede.

Grande amico e compagno di cordata di Sesto è stato Ernesto Fantini, ottimo scalatore e alpinista, promotore del gruppo di scalatori di Isola Dovarese (CR), grande amante della montagna e soprattutto forte rocciatore; in cordata Ernesto e Sesto hanno salito vie e montagne molto impegnative in giro per tutte le Alpi. Legati alla sua corda, o seguendo le sue tracce nella neve, in tanti si sono sentiti sicuri, anche in momenti difficili o drammatici. Con chi lo seguiva fu sempre esigente: in tutti, alla fine, si affinava il gusto per le attività pulite, genuine, per le uscite che impegnano e affratellano. Negli ultimi anni i doveri famigliari avevano ridotto l’attività alpinistica di Sesto Gnaccarini, che andava concentrandosi quasi esclusivamente sui corsi, rinunciando ai programmi che certamente lo avrebbero molto più gratificato. Questa sua scelta morale e una vita religiosa riservata, ma profonda, risaltarono nei lunghi mesi della malattia, con cui si doveva chiudere la sua breve esistenza, divenendo maestro di vita, più di quanto fosse stato maestro di alpinismo, per gli amici che andavano a trovarlo con tanta assiduità e calorosa amicizia. La serenità con cui ha affrontato la sofferenza e il distacco ha significato il raggiungimento pieno del senso della vita e ha costituito per tanti un esempio.

A Sesto è stata intitolata la Scuola di Alpinismo e Sci Alpinismo del CAI Bozzolo: è doveroso ricordare a chi si avvicina alla Scuola chi era colui di cui porta il nome. É un piacere vedere come, a distanza di decenni, la traccia di Sesto sia ancora così pulita e chiara; come giovani istruttori, tra cui il figlio Marco, si dedichino all’attività della scuola mettendo sempre in primo piano quei saldi principi che rendono ogni salita un vero momento di crescita per tutti. È con gioia e responsabilità che si continua l’attività alpinistica con un Maestro di tale spessore.