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SUMMARY:SETTIMANA DELLA CULTURA  - L’UNICO SUPERSTITE - Docu-Film dall’ultimo Trento Film Festival
DESCRIPTION:SETTIMANA DELLA CULTURA  – L’UNICO SUPERSTITE – Docu-Film dall’ultimo Trento Film Festival\n🗓️ Venerdì 3 Aprile 2026🕔 Ore 20:45📍 Ex chiesa San Gregorio: Via G. Garibaldi\, 56\, 33077 Sacile (PN)📚 Ingresso libero \n\nLa Sezione CAI di Sacile e TAM invita a partecipare alla serata culturale presentata da Stefano Floreanini dal titolo “L’UNICO SUPERSTITE“ Docu-Film dall’ultimo Trento Film Festival. \n\n\n\nUn film di GIUSEPPE TRINGALI\, MARIO VELUSCEK e STEFANO FLOREANINI quest’ultimo sarà presente alla serata e sarà con noi anche il prof. Federico Cazorzi\, glaciologo e Docente di Idrologia all’Università di Udine. \nIn un angolo del Friuli Venezia Giulia sopravvive l’ultimo ghiacciaio. Pur essendo il più basso di tutto l’arco alpino italiano\, il ghiacciaio del Montasio\, a differenza di quasi tutti gli altri\, da vent’anni non si ritira\, deciso a resistere al disastro climatico gridando silenziosamente speranza. \n\n\n\nUna riflessione sull’indissolubile legame tra uomo e natura. \n\n\n\nUn momento di arricchimento che promette di portarci non lontano\, dalle montagne quasi di casa\, restando con i piedi ben piantati nella nostra passione per la montagna e la natura. \nScarica la locandina.
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SUMMARY:ANELLO DEL MONTE LUPO E DI SAN DANIELE DEL MONTE DA BARCIS
DESCRIPTION:ANELLO DEL MONTE LUPO E DI SAN DANIELE DEL MONTE DA BARCIS\nUn itinerario panoramico e ricco di storia vi aspetta sopra il lago di Barcis! \nPartendo comodamente dal parcheggio della stazione forestale di Barcis\, ci incammineremo verso il borgo di Predaia per poi imboccare il sentiero che sale lungo la cresta sud del Monte Lupo. Con una breve deviazione raggiungeremo un belvedere con una grande croce metallica: una terrazza naturale spettacolare da cui ammirare Barcis e il suo lago. \nProseguendo lungo il sentiero\, la salita ci condurrà fino alla cima del Monte Lupo\, con ampie vedute sul Monte Raut\, sul Monte Resettum e sulla dorsale Caulana–Crep Nudo. Da qui\, il percorso continua in cresta verso la forcella Vallata\, punto di raccordo con il sentiero CAI 974A\, che porta alla vetta di San Daniele del Monte. \nQuesta cima\, un tempo meta di processioni religiose\, custodisce le suggestive rovine dell’antica chiesetta dedicata a San Daniele\, già citata nei documenti del 1270 e distrutta da un fulmine nel 1806. La sua posizione panoramica regala scorci indimenticabili sulla Valcellina e sulle montagne circostanti. \nIl rientro avviene lungo il versante orientale del Monte Lupo\, scendendo attraverso boschi e radure fino a ricongiungersi con la strada asfaltata che riporta in pochi minuti al parcheggio di partenza. \nScarica la locandina.
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SUMMARY:ANELLO DI SEGUSINO
DESCRIPTION:ANELLO DI SEGUSINO\nPiacevole escursione nelle Prealpi Trevigiane\, tra le frazioni di Segusino. \nParcheggiate le auto nella frazione di Riva Grassa risaliremo la Valle della Riù\, dapprima per strada forestale e poi per facile sentiero (Trodo delle Acque) attraversando più volte il corso d’acqua grazie a delle comode passerelle. \nRaggiungeremo così la caratteristica frazione di Stramare (396 m) dove sosteremo per una visita al piccolo borgo e alla sua graziosa chiesa. Poi riprenderemo il cammino attraverso vecchie mulattiere che intersecano la moderna strada che porta alla frazione di Milies (663 m). \nQui potremo sostare nella piazza del paese\, rinfrescarci ad una graziosa fontana e visitare la sua piccola chiesa. Lasciato anche questo piccolo borgo\, poco dopo imboccheremo una comoda strada forestale\, che in leggera salita ci condurrà sino alle Casere Miliane\, dove incroceremo il sentiero CAI 1002. \nLungo la discesa incontreremo qua e là vecchie case\, castagni secolari e una piccola chiesetta votata a San Barnaba da dove parte una vecchia mulattiera\, caratteristica per i suoi alti muri a secco; è l’ultimo tratto del nostro percorso per ritornare di nuovo a Riva Grassa e alle auto. \nScarica la locandina.
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SUMMARY:AG 2026 – Il Carso
DESCRIPTION:AG 2026 – Il Carso\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUn viaggio nel paesaggio carsico\, tra doline\, pietraie e scorci tipici dell’area del Sentiero Italia e della Val Rosandra. Un ambiente unico che unisce natura e storia geologica. \nPartendo dalla località di Dolina\, percorreremo un tratto del prestigioso Sentiero Italia per esplorare un paesaggio dove la roccia bianca incontra i profumi della macchia mediterranea. Durante il cammino\, alzeremo lo sguardo verso le spettacolari pareti che hanno visto nascere l’alpinismo triestino\, per poi seguire le tracce del passato lungo i resti dell’acquedotto romano. \nLa nostra meta sarà il Rifugio Premuda\, celebre per essere il rifugio più “basso” d’Italia (82 m s.l.m.)\, un luogo simbolo dove la geologia e la storia del nostro confine orientale si intrecciano. Un’occasione imperdibile per imparare divertendosi insieme all’aria aperta. \nScarica la locandina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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SUMMARY:RICOVERO IGOR CRASSO ALLA SELLA BUIA DA STOLVIZZA
DESCRIPTION:RICOVERO IGOR CRASSO ALLA SELLA BUIA DA STOLVIZZA\nDa Resiutta\, dopo la sosta caffè\, percorriamo la S.P. 42 della Val Resia; subito dopo il paese di Stolvizza arriviamo a Ladina\, dove parcheggeremo le auto. Poco più avanti un cartello indica il sentiero CAI 643 (578 m)\, da dove avrà inizio l’escursione. \nSi sale prima tra alcune case\, poi su strada forestale attraverso una pineta e poi per sentiero sino ai prati degli stavoli Tu-W Wurse. Proseguendo la salita si incontrano altri stavoli chiusi o abbandonati. Si aggira il colle Ta-Na Rado e si prosegue poi in una faggeta\, uscendo agli stavoli diroccati di Lomyc (1163 m).\nPiù avanti dopo gli stavoli di Lom\, si supera l’impluvio del Rio Lomyc e si sale con piccoli tornanti sino al bivio col sentiero CAI 632 che giunge dalla Val Raccolana (1491 m).\nDopo alcuni tornanti\, su una parete rocciosa\, si trova una scritta che indica la presenza di una sorgente\, unica possibilità di rifornirsi di acqua durante l’escursione\, per poi proseguire fino al ricovero Igor Crasso (1655 m).  \nDedicato al socio del CAI XXX Ottobre di Trieste scomparso nel 1994 in Tofana di Rozes\, è stato costruito nel 1995 per volontà della famiglia\, sui resti del ricovero Regina Margherita distrutto nel 1917.\nLa struttura è situata in una posizione veramente splendida perché domina tutta la Val Resia con un ampio panorama.\n \nDopo la meritata sosta si scende per una decina di metri per seguire una traccia evidente che ci conduce al panoramico Picco Peloso.\nProseguendo lungo la traccia\, si scende per ricongiungerci al sentiero CAI 643 e da qui a ritroso fino alla partenza. \nScarica la locandina.
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SUMMARY:SETTIMANA DELLA CULTURA  - Presentazione del libro "LETTERE DALLA FORESTA"
DESCRIPTION:SETTIMANA DELLA CULTURA  – Presentazione del libro “LETTERE DALLA FORESTA”\n\n \n🗓️ Venerdì 8 Maggio 2026🕔 Ore 20:45📍 Ex chiesa San Gregorio: Via G. Garibaldi\, 56\, 33077 Sacile (PN)📚 Ingresso libero \nLa Sezione CAI di Sacile invita a partecipare alla serata culturale per la presentazione del libro “LETTERE DALLA FORESTA” di Giancarlo Ferron. \nGiancarlo Ferron abita a Castelnovo di Isola Vicentina (VI). \nHa lavorato come guardiacaccia sulle montagne vicentine. Di seguito alcune pubblicazioni: \n\n\nnel 2000 pubblica il grande successo editoriale HO VISTO PIANGERE GLI ANIMALI\n\n\nnel 2001 con HO SENTITO IL GRIDO DELL’AQUILA\n\n\nnel 2003 con IL SUICIDIO DEL CAPRIOLO\n\n\nnel 2006 con I SEGRETI DEL BOSCO\n\n\nnel 2009 con LA MIA MONTAGNA\n\n\nnel 2010 con LA ZAMPATA DELL’ORSO\n\n\nnel 2013 con UOMINI E BESTIE IN CAMMINO\n\n\nnel 2016 con LO SGUARDO DEL LUPO\n\n\nnel 2018 con HANNO UCCISO L’ORSA\n\n\nnel 2021 con l’antologia MADRE NATURA che raccoglie i primi suoi libri\, tutti nelle nostre collane editoriali\n\n\nnel 2023 con IL RITORNO DEL BOSCO\n\n\nLETTERE DALLA FORESTA è il suo nuovo libro. Oggi è uno dei più apprezzati scrittori italiani che parlano di natura e di animali e del rapporto tra uomo e animale. \nÈ proprio dalla foresta\, che Giancarlo Ferron trova ispirazione per scrivere le lettere contenute in questo volume\, per approfondire gli argomenti della Natura che tanto gli stanno a cuore\, da sempre.Le sue sono osservazioni vibranti\, schiette e dirette\, talvolta taglienti; come ex Guardiacaccia ha girato tra le montagne e ritiene doveroso condividere con gli altri le conclusioni a cui è giunto\, per provare a camminare assieme lungo i sentieri che conducono al Rispetto della Natura. \nUna riflessione sull’indissolubile legame tra uomo e natura.
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SUMMARY:ANELLO DELLA VALLE DEL RUJO
DESCRIPTION:ANELLO DELLA VALLE DEL RUJO\nLo potremmo considerare il classico “itinerario fuori porta” e quindi dalle poche novità\, questo percorso ad anello che si snoda lungo la Valle del Rujo\, nel comune di Cison di Valmarino. \nMa il percorso che andremo a fare è invece tutt’altro che un itinerario scontato\, anzi lo potremo definire “indovinatissimo”.Lungo quanto basta per soddisfare gli esigenti\, dal poco dislivello per accontentare i meno allenati\, ma altamente scenografico da sorprendere chi pensava di aver già visto tutto nelle Prealpi Trevigiane. \nPartiremo da Campo Molino\, da subito per strada e poi per sentiero\, tagliando tutto il dirupato versante delle Prese Deserte (lungo crinale che collega il M. Castelaz al Crodon de Farega).\nAl suo apice\, all’imbocco della Val del Diavol incroceremo il sentiero CAI 987\, che porta al Passo della Scaletta. Siamo al giro di boa\, da qui inizieremo il ritorno\, che smetterà di essere “selvaggio” a favore di un percorso più sobrio e tranquillo\, ma non certo con meno sorprese.\nSiamo infatti nel Bosco delle Penne Mozze ove tutto riporta ai caduti in guerra dei vari fronti. Il luogo è sacro e dovremo portare rispetto. Al suo termine la Baita S. Daniele dove potremmo fermarci e se aperto concederci un bicchiere. \nPoi affronteremo l’ultimo pezzo\, non breve\, ma comodo\, turistico e con ancora diverse\, piccole e accattivanti sorprese. Davvero un anello appagante sotto ogni punto di vista.
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SUMMARY:SENT. 380 - DALLA DIGA DEL VAJONT A PRE DE TEGN
DESCRIPTION:SENT. 380 – DALLA DIGA DEL VAJONT A PRE DE TEGN\nRecentemente revisionato nei segnavia (diverse le sezioni del CAI che vi hanno partecipato\, fra cui la nostra)\, il 380 è il sentiero CAI più conosciuto nella zona di Casso e di Erto\, in quanto “storica” via di comunicazione fra i due paesi\, la piana di Longarone a ovest e la Val Cellina a est.  \nIl percorso è molto bello\, curato e vario\, con punti panoramici di grande valenza storica (su tutto la tragica frana del Monte Toc).  \nPartiremo dal parcheggio antistante la diga (740 m) in direzione ovest\, per il Troi de Moliesa\, per poi rimontare sul sentiero de Sant’Antoni\, proveniente da Codissago e diretto al paese di Casso.\nAttraversato il singolarissimo borgo imboccheremo il successivo storico sentiero del Troi del Carbon che ci porterà in direzione di Erto.\nRimanendo alti proseguiremo in direzione nord fino a incrociare il segnavia 381 Erto/Rif. Cava Buscada (1044 m) e successivamente la strada della Val Zemola\, il punto di svolta del nostro itinerario (1010 m). \n Con netto cambio di direzione scenderemo lungo la strada stessa ad attraversare la borgata di Sciavale per calare poi sulla provinciale 251 della Val Cellina. \n Dopo un chilometro\, all’uscita della galleria artificiale\, saliremo ripidamente alla borgata di San Martino per poi proseguire nel bosco fino al termine del sentiero (976 m)\, poco oltre il grande prato di Pre de Tegn\, nei pressi dell’Agriturismo San Osvaldo (800 m circa). 
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SUMMARY:MONTE PETORGNON
DESCRIPTION:MONTE PETORGNON\nArrivati a Forno di Zoldo\, si prosegue a sinistra per Pralongo. Imboccata la strada che porta a Casera del Pian\, a circa metà del percorso\, si trova il cartello CAI che indica la nostra cima. Piccola piazzola per lasciare le auto. \nSi risale tutto il sentiero CAI 535 fino alla cresta che dà a sud sulla val Pramper\, poi si risale lo spartiacque fino al bivio col sentiero CAI 536 che lasciamo sulla destra.  \nProseguendo dritti\, per bolli rossi\, si risale il ripido sentiero fino ai mughi sommitali. Una volta trovati i baranci\, inizia la parte più divertente della salita e tra vari saliscendi su rocce e canalini a volte esposti si arriva alla ampia cima con vista superba a 360 gradi. \nRitornando al bivio\, si prende a Nord il sentiero CAI 536 che scende poi per un canale detritico (passi di I) e successivamente costeggia la verticale parete nord del Petorgnon percorrendo il Viaz dell´Ariosto (esposto)\, fino ad incontrare il sentiero CAI 524 che ci porterà alla Casera del Pian e successivamente alle auto.
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SUMMARY:AG 2026 – Gli Stavoli di Moggio
DESCRIPTION:AG 2026 – Gli Stavoli di Moggio\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUna giornata tra storia e natura alla scoperta degli stavoli e delle tracce lasciate dal terremoto del 1976. Un’occasione per osservare il paesaggio e comprendere come si evolve nel tempo. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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SUMMARY:AG 2026 – Verzegnis e la Via del Marmo
DESCRIPTION:AG 2026 – Verzegnis e la Via del Marmo\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUna giornata dedicata alla geologia mineraria\, tra antiche cave\, affioramenti rocciosi e segni del lavoro dell’uomo. Un territorio ricco di spunti di osservazione scientifica e culturale. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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SUMMARY:IN CAMMINO NEI PARCHI E CAMMINATA DELLE FIORITURE TAM
DESCRIPTION:IN CAMMINO NEI PARCHI E CAMMINATA DELLE FIORITURE TAM\nQuest’anno “In Cammino nei Parchi” e la “Camminata delle fioriture” si svolgerà tra borghi dimenticati e sentieri naturalistici ai piedi del Parco Naturale regionale delle Prealpi Giulie\, attraversando piccole frazioni\, malghe e pascoli.\nIl Parco è stato istituito nel 1996 e lo percorreremo nella parte del territorio del Comune di Lusevera.\nLa specificità dell’Area protetta è determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse\, mediterranea\, illirica ed alpina\, che concorrono a determinare una straordinaria biodiversità. \nCompiremo un giro ad anello tra boschi e acque vicino alle sorgenti del fiume Torre. \nPartiremo prima dell’abitato di Musi\, inizialmente per strada forestale\, raggiungendo i nuclei delle casere Chiasalizza e dopo Cripizza ormai abbandonate.\nPoi scenderemo sul greto del torrente Mea proseguendo sull’altro versante ai piedi dei monti Musi.\n \nEscursione in un’area naturalistica che racchiude ancora tracce delle fatiche e degli interventi dell’uomo ma che colpisce prevalentemente per la forza rigeneratrice della natura e dei boschi in particolare.
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SUMMARY:AG 2026 – Notte in Casera
DESCRIPTION:AG 2026 – Notte in Casera\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUn’esperienza su due giorni per vivere la montagna in modo autentico: vita in casera\, momenti di condivisione e scoperta dell’ambiente circostante. Un’attività che lascia un ricordo speciale. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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SUMMARY:CORNUDA - MONTE SULDER - COLLALTO - CORNUDA
DESCRIPTION:CORNUDA – MONTE SULDER – COLLALTO – CORNUDA\nPasseggiata ad anello\, adatta a tutti che si sviluppa nelle Prealpi Trevigiane. \nDal parcheggio Due Rocche\, si imbocca una strada sterrata e si sale fino al monte Sulder\, punto panoramico con panchina. Si prosegue nel bosco fino a Forcella Fraset\, a 450 metri di quota\, dove si trova un monumento dedicato agli alpini caduti nella prima guerra mondiale\, e da qui in breve alla cima del Collalto. \nSi ritorna alla forcella Fraset e ci si dirige verso il Col de Spin e dopo aver raggiunto la località Padre Nostro (lungo il percorso sono presenti resti della Grande Guerra) si giungerà alla Rocca di Cornuda. Il sito militare che ne faceva parte è stato distrutto da Cangrande della Scala nel 1317: attualmente al suo posto c’è il santuario della Madonna della Rocca.  \nDi rientro al parcheggio si raggiungerà un obelisco con un’aquila posto sopra a una base rocciosa che contiene i resti degli Italiani caduti nella battaglia di Cornuda contro l’esercito austriaco (8 e 9 maggio 1848). \nInfine\, in breve\, si torna in paese e quindi alle auto.
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SUMMARY:ANELLO DELLE PALE DI S. LORENZO
DESCRIPTION:ANELLO DELLE PALE DI S. LORENZO\nLe Pale di San Lorenzo sono disposte a Nord del passo di Cason di Lanza\, tra la Creta di Lanza e la Cima di Lanza\, lungo la linea di confine con l’Austria. In quest’area delle Alpi Carniche è presente un Geoparco di interesse Nazionale a tema geologico-stratigrafico e paleontologico. \nIl punto di partenza è il passo Cason di Lanza (1550 m)\, dal quale imboccheremo il sentiero CAI 458 in direzione della Sella di Val Dolce\, facendo una brevissima deviazione alla grotta di Attila\, dove si narra che abbia nascosto un tesoro. Dopo aver ripreso il sentiero\, giungeremo in breve alla cresta che delimita il confine nazionale\, incrociando il sentiero CAI 403 della Traversata Carnica a quota 1781 m. Da qui proseguiremo verso le Pale di San Lorenzo che si ergono davanti a noi. Al bivio con il sentiero CAI 417\, imboccheremo quest’ultimo per sconfinare interamente in territorio austriaco e perderemo quota ammirando la dolcezza e l’ampiezza di una valle occupata da boschi e pascoli. \nTenendo come riferimento le pale di San Lorenzo sulla nostra sinistra\, inizieremo il periplo fino al bivio con il sentiero utilizzato dalle truppe militari austriache\, dove si trova una croce a ricordo degli eventi bellici del 15/18\, sopra le postazioni di artiglieria ancora ben visibili a quota 1950 m. Dopo la breve pausa ridiscenderemo fino a riprendere nuovamente il sentiero CAI 417 e successivamente proseguire il percorso ad anello tra sali e scendi fino alla casera Cason di Lanza. \nIl percorso si sviluppa lungo due diversi versanti tra Italia e Austria dove saranno ancora ben visibili le trincee e le postazioni militari che hanno segnato gli anni bui del ‘900. Geologicamente cammineremo su un territorio contrassegnato da evidenti rocce di origine metamorfica\, diversamente dalla piattaforma carbonatica del monte Zermula che si staglia verso sud\, a testimoniare le diverse orogenesi che hanno interessato questi territori.
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SUMMARY:TERZA GRANDE
DESCRIPTION:TERZA GRANDE\nCome il nome suggerisce\, la Terza Grande rappresenta la maggior elevazione del sottogruppo delle Terze nelle Alpi Carniche. È costituita da un imponente massiccio che\, a seconda del punto di osservazione\, assume connotazioni diverse. Dalla valle di Sappada non dice molto\, ma salendo di quota\, dalle cime più a Nord essa appare come un’aguzza piramide\, mentre vista da Ovest è un’elegante struttura calcarea. \nLa salita alla vetta può essere suddivisa in due parti. La prima\, dalla partenza fino al Passo di Oberenghe ha un carattere decisamente escursionistico. Si percorre una pista forestale che attraversa un bosco principalmente di abeti e si esce su sentiero aperto nei pressi di Casera Mimoias. Così\, circondati da pareti rocciose\, si raggiunge l’omonimo Passo\, per traversare tra radi mughi fin sotto il Passo di Oberenghe a cui si sale dopo un piccolo strappo. \nHa inizio la seconda parte della salita con caratteristiche decisamente più dolomitiche. Dopo un breve traverso\, una ripida salita porta a toccare le rocce della Terza Grande. Si traversa in direzione Ovest con l’esposizione che aumenta\, ma la traccia tutto sommato è sempre piuttosto agevole. Tra rocce rotte\, ghiaie e gradini\, con andamento a zig-zag\, si guadagna la base di un canale inizialmente poco accennato. Ci si sposta a sinistra e\, su placca levigata (II grado)\, si supera una gobba dopo la quale il canale inizia a stringersi e diventa più ripido. \nUn altro passaggio piuttosto impegnativo (II) permette di raggiungere un ripiano dal quale evidenti tracce guidano ad un facile canalino di sfasciumi\, con piccoli scalini naturali\, che porta in cresta e di qui alla vetta. Panorama esteso.\nPer il ritorno si percorre a ritroso la via di salita.
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SUMMARY:PASSO GIRAMONDO – LAGO BORDAGLIA
DESCRIPTION:PASSO GIRAMONDO – LAGO BORDAGLIA\nIl percorso si sviluppa in ambienti di impareggiabile bellezza\, ricchi di fauna e flora alpina. La conca dov’è posto il lago di Bordaglia è uno dei gioielli naturali più preziosi della Alpi Carniche. La morfologia dell’area\, tipicamente di origine glaciale\, è stata guidata dalla presenza di un’importante linea tettonica che nel tempo ne ha condizionato l’evoluzione.  \nIl Punto di Partenza è appena sotto lo stabilimento delle Acque “Goccia di Carnia” in località Pierabech (1070m) dove\, dopo aver attraversato il ponticello sul torrente Degano\, imbocchiamo il sentiero CAI 141 che sale con lunghi tornanti e attraversa un bosco misto.  \nA quota 1410 m\, si prende il sentiero CAI 142 che conduce a Casera Bordaglia di Sotto (quota 1564 m). Il percorso si inerpica dapprima in un bosco di conifere per poi passare nel pascolo della casera. Si prosegue su mulattiera che prende quota rapidamente verso Casera Bordaglia di Sopra(1819 m). In questo tratto si osserva il passaggio progressivo dalla pecceta subalpina\, al lariceto prima e al pascolo perenne poi.  \nDa qui si gode di un punto di vista privilegiato sul sottostante incantevole lago originatosi per escavazione glaciale e circondato da pascoli e abbondante vegetazione arbustiva con rododendro\, ontano e mirtillo. Con il sentiero CAI 142A\, in lieve e graduale salita\, si raggiunge il Passo Giramondo confine Italo-Austriaco (2005 m). In questo tratto si possono notare\, sugli affioramenti rocciosi\, le evidenze delle deformazioni tettoniche succedutesi nelle ere geologiche passate.  \nDopo la dovuta pausa si torna brevemente sui propri passi per proseguire poi verso ovest costeggiando il lago Pera e guadagnare Sella Sissanis (1987 m). Il percorso scende ora abbastanza rapidamente fino alla Casera Sissanis di Sotto (1565 m) da dove\, seguendo la carrabile di servizio alla casera\, si ritorna al punto di partenza.
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SUMMARY:AG 2026 – Una Giornata per il Sentiero
DESCRIPTION:AG 2026 – Una Giornata per il Sentiero\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUna giornata dedicata alla cura dei sentieri\, per scoprire come nascono e come vengono mantenuti. Un modo semplice e concreto per imparare a prendersi cura della montagna. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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SUMMARY:ANELLO DEL MONTE PIZ
DESCRIPTION:ANELLO DEL MONTE PIZ\nPasseggiata adatta a tutti e priva di difficoltà tecniche\, che si svolge nelle Prealpi Bellunesi ai piedi del Monte Pizzocco in Val Belluna\, in gran parte lungo mulattiere realizzate per scopi agro – silvo – pastorali e/o militari.  \nL’intero anello presenta una lunghezza di circa 9 Km\, con il dislivello concentrato in una salita piuttosto ripida e costante. \nPassato Belluno ci si dirige verso San Gregorio nelle Alpi per raggiungere la frazione di Roncoi. Ci porteremo in località Staolet\, dove parcheggeremo (914 m).   \nIl sentiero CAI 851 ci condurrà al Bivacco Palia (1.577 m) e da qui si raggiungerà la croce di vetta del Monte Piz (1.608 m). Dopo una adeguata pausa per il pranzo al sacco proseguiremo il nostro percorso ad anello imboccando il sentiero CAI 853\, che passa per il rifugio Casera Ere (1.297 m) e che ci riporterà al punto di partenza. \nQuest’itinerario in caso di bel tempo\, offre un panorama che spazia dal monte Pizzocco\, alla catena delle Prealpi Trevigiane\, dal monte Grappa\, al monte Cesen\, al Col de Moi e il Col Visentin. Si possono intravedere poi tutte le montagne dell’Alpago\, la Schiara\, il monte Serva e le altre cime delle Vette Feltrine come il Sasso Tre Pietre o la Pala del Ciso.
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SUMMARY:MONTE CRISTALLO DI MEZZO PER FERRATE DIBONA E BIANCHI
DESCRIPTION:MONTE CRISTALLO DI MEZZO PER FERRATE DIBONA E BIANCHI\nIl Cristallo è una delle cime principali delle Dolomiti. Chiude a est la conca di Cortina\, e la sovrasta di 2000 metri. Fu salito per la prima volta da Paul Grohmann e Angelo Dimai nel 1865. La cima è divisa dal Piz Popena tramite il Passo del Cristallo. \nDa Cortina\, località Rio Gere\, tramite seggiovia si raggiunge il Rifugio Son Forcia e si prosegue verso la Val Padeon fino al bivio a quota 2490 m dove ha inizio la Via Ferrata Dibona. Lungo la ferrata si incontrano la Forcella Alta\, il bivacco Buffa di Perrero\, ex caserma di guerra ristrutturata a bivacco\, il Vecio del Forame e si incontrano esposte cenge e resti di opere militari della Grande Guerra.  \nSi prosegue quindi in direzione della Forcella Granda ed al ponte sospeso\, il più lungo tra le ferrate dolomitiche. Raggiunto il Rifugio Lorenzi (attualmente chiuso) si prosegue lungo la Ferrata Bianchi che porta in vetta al Cristallo di Mezzo. Grandioso il panorama a 360°.  \nLa discesa si effettua sullo stesso itinerario\, fino al Rif. Lorenzi\, poi lungo il canalone Graa de Stounies fino al Rif. Son Forcia e da qui con la seggiovia alle auto.
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SUMMARY:CIMA NORD DI SAN SEBASTIANO E VIAZ DEI CENGIONI
DESCRIPTION:CIMA NORD DI SAN SEBASTIANO E VIAZ DEI CENGIONI\nLa Cima Nord di San Sebastiano è la propaggine più settentrionale del sottogruppo dei Tamer compreso tra la Forcella del Moschesin e il valico del Passo Duran punto di partenza della nostra escursione. \nCi dirigiamo verso il Van di Caleda che raggiungiamo dopo aver superato due passaggi esposti uno dei quali è agevolato da un cavo passamano. Giunti nel Van lo risaliamo camminando su una fiumana di ghiaie e sassi all’interno di una rada mugheta. Pochi passi e davanti a noi si apre uno splendido catino. Proseguiamo dritti fin sotto roccia e\, verso sinistra\, raggiungiamo faticosamente Forcella di San Sebastiano. \n Il terreno diventa più compatto (anche se coperto di ghiaino) e più esposto; saliamo alcune roccette e un diedro molto appoggiato (I grado) e guadagniamo la vetta. Dopo una meritata pausa contemplativa ritorniamo a Forcella di San Sebastiano dove abbandoniamo il sentiero segnato per dirigerci su buona traccia ad un pianoro erboso. Inizia qui il Viaz dei Cengioni uno dei tipici camminamenti zoldani che in passato i cacciatori percorrevano per predare i camosci.  \nNonostante si sviluppi praticamente in orizzontale su larghe bancate ghiaiose\, non mancano passaggi più arditi. Infatti scendiamo subito una paretina un po’ vertiginosa (I+) per trovare poi il passaggio più impegnativo (II) da arrampicare con l’aiuto di un cordone.  \nSenza grosse difficoltà proseguiamo per un buon tratto fino a trovare un breve traverso molto esposto (II-). Riprendiamo la cengia e\, ad una svolta\, iniziamo a scendere un canalino fin dove un masso incastrato ci costringe a passare attraverso uno stretto foro che sancisce la fine del Viaz. Ora una ripida discesa ci conduce sul sentiero CAI 536 che in venti minuti e in piano ci riporta al punto di partenza.
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SUMMARY:MONTE PRAMAGGIORE
DESCRIPTION:MONTE PRAMAGGIORE\nIl Monte Pramaggiore si trova in Val Cimoliana al centro di una delle aree più incontaminate e selvagge di tutte le Dolomiti\, il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.  \nL’escursione ha inizio dal parcheggio di Pian Meluzzo (1.163 m). Seguendo il sentiero CAI 361 si percorre il tratto finale della Val Cimoliana fino al bivio con il sentiero CAI 362\, che percorriamo lungo il letto ghiaioso del torrente. Si continua prima per la Val Postegae e poi si sale nel bosco lungo la Val dell’Inferno fino all’omonimo Casone (1801 m). Da qui prendiamo il sentiero CAI 366 che risale un alto vallone con prati e ghiaie tra la parete della Croda del Sion e quella Ovest del Pramaggiore\, fino a raggiungere l’omonima forcella (2295 m).  \nSeguiamo ora la traccia indicata da ometti e bollini rossi che prosegue verso la cima: per sfasciumi e placche inclinate\, sporche di detrito (difficoltà di I grado)\, raggiungiamo la cresta che si percorre arrampicando per rocce talvolta esposte con difficoltà di II grado\, fino a raggiungere la croce di vetta. Sull’ampia cima (2478 m) possiamo osservare uno stupendo panorama a 360° su tutte le Dolomiti Friulane e non solo.  \nIl rientro al parcheggio avviene per lo stesso itinerario della salita facendo una piccola deviazione per una meritata sosta al Rifugio Pordenone.
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SUMMARY:MONTE GUARDA
DESCRIPTION:MONTE GUARDA\nLasciata l’auto al parcheggio lungo la strada che conduce a Malga Coot (950 m) si prosegue sulla carrareccia fino alla malga. Dopo l’edificio si prosegue in direzione est verso il Monte Guarda: sentiero con segnavia CAI 741. In circa un’ora si arriva in cresta\, spartiacque tra le due valli\, Val Resia e Valle di Uccea. \n Volendo raggiungere anche il Monte Plagne la si percorre con vari e  piacevoli saliscendi fino a quota 1663 m: in questo tratto la cresta è anche confine di stato con la Slovenia. Dal Monte Plagne si torna sui propri passi fino alla cima del Monte Guarda (1720 m)\, con crocifisso e libro di vetta e magnifica vista verso il Canin.  \nDalla cima si scende lungo il segnavia CAI 731 dove bisogna prestare attenzione per alcuni passaggi ripidi ed esposti. Si prosegue fino alla forcella della Predolina\, passando sotto le pendici della Baba Piccola e\, raggiunto un bivio si risale al Bivacco Costantini (1690 m).   \nDopo una meritata sosta si scende a riprendere il sentiero CAI 731 fino a raggiungere i pascoli della Casera Berdo di Sopra (1281 m). Infine\, si attraversa un tratto di bosco\, per raggiungere i pascoli di Casera Coot e da qui alle auto.
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SUMMARY:CRODA DE R’ANCONA
DESCRIPTION:CRODA DE R’ANCONA\nLe Dolomiti attraggono e di sicuro quelle di Ampezzo sono fra le più gettonate. La strada per arrivarci (la Statale d’Alemagna) è però diventata ormai un calvario se percorsa di domenica. E allora perché non provare di sabato? La meta è una classica cima a nord di Cortina\, la Croda de R’Ancona\, famosa per le vicende legate alla grande guerra sul fronte dolomitico. \nIl percorso è semplice e prende il via dal sito della vecchia polveriera di Cima Banche. Da qui la vecchia strada militare\, lentamente sale seguendo il solco boscoso della Val di Gotres. Il tratto è assai lungo\, ma mai stancante visto il poco dislivello da superare (450 m circa). Magnifico però il paesaggio all’intorno\, specialmente dalla metà in poi\, con le fantastiche inquadrature sulla sovrastante Croda Rossa d’Ampezzo.  \nAll’apice della valle si trova la prativa Forcella Lerosa\, meta di un guadagnato riposo e porta d’accesso\, per eccellenza\, alla nostra cima. La traccia da seguire (non CAI) è facile\, fra erba e fasce rocciose di straordinaria bellezza. Più in alto il percorso si impenna\, ma sempre con moderazione. Un po’ ovunque si possono notare i segni della guerra\, ma è raggiunta la cima che potremo godere delle incredibili postazioni austriache (in una prativa e comoda cengia sono ancora visibili le marmitte delle cucine). Inutile\, naturalmente\, ricordare lo straordinario panorama che dalla vetta potremo ammirare: da favola!  \nIl ritorno avverrà seguendo un sentierino un po’ esposto sul versante nord che calerà nuovamente a Forcella Lerosa. Poi\, come per l’andata. 
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SUMMARY:AG 2026 – Il Mondo Sotterraneo
DESCRIPTION:AG 2026 – Il Mondo Sotterraneo\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUn’introduzione al mondo delle grotte: ambienti nascosti\, forme sorprendenti e un’atmosfera antica che racconta milioni di anni di storia della Terra. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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LOCATION:Casa del Volontariato interno Ospedale\, da via Ettoreo\, Sacile\, 33077\, Italy
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SUMMARY:Festa della Montagna - Intersezionale
DESCRIPTION:Festa della Montagna – Intersezionale\nCome ogni anno\, a fine settembre si tiene la Festa della Montagna. \nLa Festa è organizzata dalle varie Sezioni della Destra Tagliamento che\, a rotazione\, ne definiscono il programma; quest’anno è il turno di Maniago. \nQuesta è occasione di incontro\, socialità e vita all’aria aperta per tutti i soci\, per celebrare insieme l’ambiente che amiamo. \nPresente anche l’Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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SUMMARY:CHIESE E BORGHI DELLA VAL TAGLIAMENTO
DESCRIPTION:CHIESE E BORGHI DELLA VAL TAGLIAMENTO\nLa suggestione che ha guidato la scelta di questo itinerario è legata alla scoperta di un pezzo di storia della Carnia\, poco conosciuto. La storia è quella che riguarda i tessitori e commercianti dell’area compresa tra i comuni di Ampezzo\, Socchieve e Preone.  \nSpesso si fa riferimento ad una montagna povera e depressa ma poco si sa della montagna ricca e colta\, che si palesa negli edifici pubblici e privati ancora riconoscibili nei borghi e dalle raffinate ed efficaci tecniche di colonizzazione di un ambiente aspro ma affascinante. \nCompiremo un giro ad anello tra borghi che sono segnati da un passato assai diverso da quello che si racconta\, ove visiteremo alcune chiesette che testimoniano i segni di quel passato e percorreremo gli antichi collegamenti tra i vari insediamenti\, recentemente riaperti nell’ambito di un progetto di valorizzazione territoriale finanziato dal PNRR.
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SUMMARY:CIMA CALDIERA E MONTE ORTIGARA
DESCRIPTION:CIMA CALDIERA E MONTE ORTIGARA\nEscursione nella zona settentrionale dell’Altopiano dei Sette Comuni nota principalmente per gli eventi bellici del primo conflitto mondiale\, ma che presenta anche aspetti interessanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico.\nL’escursione ha inizio da Piazzale Lozze\, dove si lasciano i mezzi. \nDa qui si segue un sentiero in direzione nord (carrareccia militare) con il quale si arriva dopo circa un’ora nei pressi di cima Campanella dove si incontrano delle sistemazioni logistiche delle truppe italiane.\nProseguendo sulla carrareccia si raggiunge la base di Cima Caldiera\, dove con una deviazione è possibile visitare l’osservatorio Torino\, denominato all’epoca “ELSA G”. \nRientrando sui nostri passi e prendendo in direzione ovest\, si raggiunge in breve tempo la cima\, ampio panorama.\nScendendo sempre in direzione nord\, circondati da trincee e ricoveri\, nonché delle interessanti conformazioni carsiche\, si arriva a Pozzo della Scala\, punto strategico per gli attacchi verso l’Ortigara. Si prosegue in direzione del passo dell’Agnella e per mezzo di un percorso ripido tra scalini scavati sulla roccia e protezioni con funi di acciaio\, si raggiunge il monumento austriaco\, la colonna mozzata e la “campana dell’Ortigara”. \nIniziamo la discesa verso il Baito Ortigara e da qui in direzione del piazzale Lozze\, passando per l’omonima chiesetta.\nTempi permettendo sarà possibile salire al monte Lozze.
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SUMMARY:AG 2026 – Castagnata in Casera Ceresera
DESCRIPTION:AG 2026 – Castagnata in Casera Ceresera\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUn momento conviviale nella cornice autunnale della casera: boschi\, colori e atmosfera tipica della castagnata sezionale. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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SUMMARY:CASTAGNATA IN CASERA CERESERA
DESCRIPTION:CASTAGNATA IN CASERA CERESERA\nUn momento conviviale nella cornice autunnale della casera: boschi\, colori e atmosfera tipica della castagnata sezionale. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina.
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