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SUMMARY:SETTIMANA DELLA CULTURA  - Presentazione del libro "LETTERE DALLA FORESTA"
DESCRIPTION:SETTIMANA DELLA CULTURA  – Presentazione del libro “LETTERE DALLA FORESTA”\n\n \n🗓️ Venerdì 8 Maggio 2026🕔 Ore 20:45📍 Ex chiesa San Gregorio: Via G. Garibaldi\, 56\, 33077 Sacile (PN)📚 Ingresso libero \nLa Sezione CAI di Sacile invita a partecipare alla serata culturale per la presentazione del libro “LETTERE DALLA FORESTA” di Giancarlo Ferron. \nGiancarlo Ferron abita a Castelnovo di Isola Vicentina (VI). \nHa lavorato come guardiacaccia sulle montagne vicentine. Di seguito alcune pubblicazioni: \n\n\nnel 2000 pubblica il grande successo editoriale HO VISTO PIANGERE GLI ANIMALI\n\n\nnel 2001 con HO SENTITO IL GRIDO DELL’AQUILA\n\n\nnel 2003 con IL SUICIDIO DEL CAPRIOLO\n\n\nnel 2006 con I SEGRETI DEL BOSCO\n\n\nnel 2009 con LA MIA MONTAGNA\n\n\nnel 2010 con LA ZAMPATA DELL’ORSO\n\n\nnel 2013 con UOMINI E BESTIE IN CAMMINO\n\n\nnel 2016 con LO SGUARDO DEL LUPO\n\n\nnel 2018 con HANNO UCCISO L’ORSA\n\n\nnel 2021 con l’antologia MADRE NATURA che raccoglie i primi suoi libri\, tutti nelle nostre collane editoriali\n\n\nnel 2023 con IL RITORNO DEL BOSCO\n\n\nLETTERE DALLA FORESTA è il suo nuovo libro. Oggi è uno dei più apprezzati scrittori italiani che parlano di natura e di animali e del rapporto tra uomo e animale. \nÈ proprio dalla foresta\, che Giancarlo Ferron trova ispirazione per scrivere le lettere contenute in questo volume\, per approfondire gli argomenti della Natura che tanto gli stanno a cuore\, da sempre.Le sue sono osservazioni vibranti\, schiette e dirette\, talvolta taglienti; come ex Guardiacaccia ha girato tra le montagne e ritiene doveroso condividere con gli altri le conclusioni a cui è giunto\, per provare a camminare assieme lungo i sentieri che conducono al Rispetto della Natura. \nUna riflessione sull’indissolubile legame tra uomo e natura.
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SUMMARY:ANELLO DELLA VALLE DEL RUJO
DESCRIPTION:ANELLO DELLA VALLE DEL RUJO\nLo potremmo considerare il classico “itinerario fuori porta” e quindi dalle poche novità\, questo percorso ad anello che si snoda lungo la Valle del Rujo\, nel comune di Cison di Valmarino. \nMa il percorso che andremo a fare è invece tutt’altro che un itinerario scontato\, anzi lo potremo definire “indovinatissimo”.Lungo quanto basta per soddisfare gli esigenti\, dal poco dislivello per accontentare i meno allenati\, ma altamente scenografico da sorprendere chi pensava di aver già visto tutto nelle Prealpi Trevigiane. \nPartiremo da Campo Molino\, da subito per strada e poi per sentiero\, tagliando tutto il dirupato versante delle Prese Deserte (lungo crinale che collega il M. Castelaz al Crodon de Farega).\nAl suo apice\, all’imbocco della Val del Diavol incroceremo il sentiero CAI 987\, che porta al Passo della Scaletta. Siamo al giro di boa\, da qui inizieremo il ritorno\, che smetterà di essere “selvaggio” a favore di un percorso più sobrio e tranquillo\, ma non certo con meno sorprese.\nSiamo infatti nel Bosco delle Penne Mozze ove tutto riporta ai caduti in guerra dei vari fronti. Il luogo è sacro e dovremo portare rispetto. Al suo termine la Baita S. Daniele dove potremmo fermarci e se aperto concederci un bicchiere. \nPoi affronteremo l’ultimo pezzo\, non breve\, ma comodo\, turistico e con ancora diverse\, piccole e accattivanti sorprese. Davvero un anello appagante sotto ogni punto di vista.
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SUMMARY:SENT. 380 - DALLA DIGA DEL VAJONT A PRE DE TEGN
DESCRIPTION:SENT. 380 – DALLA DIGA DEL VAJONT A PRE DE TEGN\nRecentemente revisionato nei segnavia (diverse le sezioni del CAI che vi hanno partecipato\, fra cui la nostra)\, il 380 è il sentiero CAI più conosciuto nella zona di Casso e di Erto\, in quanto “storica” via di comunicazione fra i due paesi\, la piana di Longarone a ovest e la Val Cellina a est.  \nIl percorso è molto bello\, curato e vario\, con punti panoramici di grande valenza storica (su tutto la tragica frana del Monte Toc).  \nPartiremo dal parcheggio antistante la diga (740 m) in direzione ovest\, per il Troi de Moliesa\, per poi rimontare sul sentiero de Sant’Antoni\, proveniente da Codissago e diretto al paese di Casso.\nAttraversato il singolarissimo borgo imboccheremo il successivo storico sentiero del Troi del Carbon che ci porterà in direzione di Erto.\nRimanendo alti proseguiremo in direzione nord fino a incrociare il segnavia 381 Erto/Rif. Cava Buscada (1044 m) e successivamente la strada della Val Zemola\, il punto di svolta del nostro itinerario (1010 m). \n Con netto cambio di direzione scenderemo lungo la strada stessa ad attraversare la borgata di Sciavale per calare poi sulla provinciale 251 della Val Cellina. \n Dopo un chilometro\, all’uscita della galleria artificiale\, saliremo ripidamente alla borgata di San Martino per poi proseguire nel bosco fino al termine del sentiero (976 m)\, poco oltre il grande prato di Pre de Tegn\, nei pressi dell’Agriturismo San Osvaldo (800 m circa). 
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SUMMARY:MONTE PETORGNON
DESCRIPTION:MONTE PETORGNON\nArrivati a Forno di Zoldo\, si prosegue a sinistra per Pralongo. Imboccata la strada che porta a Casera del Pian\, a circa metà del percorso\, si trova il cartello CAI che indica la nostra cima. Piccola piazzola per lasciare le auto. \nSi risale tutto il sentiero CAI 535 fino alla cresta che dà a sud sulla val Pramper\, poi si risale lo spartiacque fino al bivio col sentiero CAI 536 che lasciamo sulla destra.  \nProseguendo dritti\, per bolli rossi\, si risale il ripido sentiero fino ai mughi sommitali. Una volta trovati i baranci\, inizia la parte più divertente della salita e tra vari saliscendi su rocce e canalini a volte esposti si arriva alla ampia cima con vista superba a 360 gradi. \nRitornando al bivio\, si prende a Nord il sentiero CAI 536 che scende poi per un canale detritico (passi di I) e successivamente costeggia la verticale parete nord del Petorgnon percorrendo il Viaz dell´Ariosto (esposto)\, fino ad incontrare il sentiero CAI 524 che ci porterà alla Casera del Pian e successivamente alle auto.
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SUMMARY:AG 2026 – Gli Stavoli di Moggio
DESCRIPTION:AG 2026 – Gli Stavoli di Moggio\n \nQuesta uscita fa parte del programma 2026 di Alpinismo Giovanile del CAI di Sacile. \nUna giornata tra storia e natura alla scoperta degli stavoli e delle tracce lasciate dal terremoto del 1976. Un’occasione per osservare il paesaggio e comprendere come si evolve nel tempo. \nLe indicazioni essenziali sono qui riportate ed il programma dettagliato verrà affisso in sede\, nella bacheca sociale (parcheggio Lacchin) e diffuso con aggiornamento su questa pagina. \nPer regolamento e modalità di iscrizione consultare la pagina dedicata sul sito della Sezione.
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LOCATION:Casa del Volontariato interno Ospedale\, da via Ettoreo\, Sacile\, 33077\, Italy
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