{"id":10916,"date":"2025-02-21T11:45:00","date_gmt":"2025-02-21T10:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/sez-vicenza\/?p=10916"},"modified":"2026-08-06T07:43:58","modified_gmt":"2026-08-06T05:43:58","slug":"rifugio-vicenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/sez-vicenza\/2025\/02\/rifugio-vicenza\/","title":{"rendered":"Rifugio Vicenza"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-right:0;margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);margin-left:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">Il Rifugio Vicenza, in tedesco <em>Langkofelh\u00fctte<\/em>, sorge a circa 2.256 metri di altitudine ed \u00e8 incastonato nel cuore del gruppo del Sassolungo, in Alto Adige. La sua storia riflette perfettamente quella delle Dolomiti tra XIX e XX secolo unendo pionierismo alpino, drammi naturali e i grandi cambiamenti geopolitici del Novecento. Nasce nell&#8217;ambiente alpinistico austro-tedesco, dopo che il Sassolungo era gi\u00e0 entrato nella storia dell\u2019alpinismo, viene distrutto dalla montagna, ricostruito, e dopo la Grande Guerra diventa un simbolo dell&#8217;alpinismo italiano nel nuovo Alto Adige. La sua vicenda va quindi letta in tre momenti: l\u2019esplorazione ottocentesca, la costruzione della Langkofelh\u00fctte austro-tedesca e, dopo la Grande Guerra, il passaggio al CAI di Vicenza che gli dar\u00e0 il nuovo nome.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\">Prima del rifugio, il Sassolungo era una delle grandi sfide dell&#8217;alpinismo europeo: Grohmann e le guide locali aprivano la strada all&#8217;esplorazione moderna.<br><strong>Nel 1894<\/strong>, la costruzione della Langkofelh\u00fctte testimonia la grande stagione dell&#8217;alpinismo organizzato austro-tedesco.<br><strong>Nel 1901<\/strong>, la valanga ricorda che la montagna rimane sempre pi\u00f9 forte delle costruzioni umane.<br><strong>Tra il 1915 e il 1918<\/strong>, gli stessi spazi dell&#8217;alpinismo vengono trasformati dalla guerra e percorsi dai soldati.<br><strong>Nel 1924<\/strong>, il passaggio al CAI Vicenza trasforma il rifugio anche in un simbolo del nuovo assetto politico delle Dolomiti dopo la Grande Guerra. <br><strong>Negli anni Trenta e nel dopoguerra<\/strong>, il Vicenza diventa una vera palestra dell&#8217;alpinismo vicentino, legata a personaggi come Carlesso e Sold\u00e0 e alla Scuola Vicentina di Roccia.<br>E infine, <strong>nel 2010<\/strong>, termina la lunga gestione diretta del CAI Vicenza, durata quasi 86 anni. La propriet\u00e0 dell&#8217;immobile passa alla <strong>Provincia Autonoma di Bolzano<\/strong>,<br>Quando oggi si entra al Rifugio Vicenza, non si entra soltanto in un rifugio costruito per dormire prima di una salita: si entra in un luogo nel quale si sono sovrapposte la storia dell&#8217;alpinismo, quella delle guide locali, la Prima guerra mondiale, il passaggio dall&#8217;Impero austro-ungarico all&#8217;Italia e la grande tradizione alpinistica vicentina.<\/p>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><summary><strong><em>Una storia pi\u00f9 articolata del Rifugio Vicenza\u2026<\/em><\/strong><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\">(clicca sul triangolo o su questo testo per APRIRE o CHIUDERE la finestra e leggere questa storia)<\/mark><\/strong><\/summary>\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)\"><strong>Il Rifugio Vicenza al Sassolungo: una storia di alpinismo, guerra e identit\u00e0<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">Quando si arriva oggi al Rifugio Vicenza, a 2.256 metri, tra il Sassolungo e il Sassopiatto, \u00e8 facile pensare che sia semplicemente un punto d&#8217;appoggio per escursionisti e alpinisti. In realt\u00e0 questo edificio racconta pi\u00f9 di un secolo di storia delle Dolomiti: la nascita dell&#8217;alpinismo moderno, la rivalit\u00e0 e la convivenza tra cultura alpina italiana e austro-tedesca, la Prima guerra mondiale e infine l&#8217;affermazione del CAI di Vicenza.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>Prima ancora del rifugio: il Sassolungo degli alpinisti<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">Per capire perch\u00e9 venne costruito un rifugio proprio qui bisogna tornare al 13 agosto 1869.<br>Quel giorno il viennese Paul Grohmann, uno dei grandi pionieri dell&#8217;alpinismo dolomitico, raggiunse per la prima volta la cima del Sassolungo, alta 3.181 metri. Con lui c&#8217;erano due guide locali, Franz Innerkofler e Peter Salcher. L&#8217;impresa fu notevole. Il Sassolungo era allora considerato una montagna estremamente difficile e pericolosa. Non esisteva ancora la rete di sentieri, strade e rifugi che oggi rende relativamente accessibile il gruppo; gli avvicinamenti erano lunghi e le scariche di pietre costituivano un pericolo costante. La prima salita di Grohmann \u00e8 particolarmente interessante anche per la storia del futuro Rifugio Vicenza: la via utilizzata dagli alpinisti prima della Prima guerra mondiale passava dalla zona dell&#8217;attuale rifugio, salendo dalla parte del Dantersasc e proseguendo per la cosiddetta <em>Felsenweg<\/em>, la &#8220;Via delle rocce&#8221;. Dopo Grohmann arrivarono altri protagonisti dell&#8217;alpinismo dolomitico. Nel 1872 il Sassolungo fu nuovamente raggiunto da Antonio Kaslatter, Santo Siorpaes e William Edward Utterson Kelso; nel 1879 avvenne anche la prima ascensione femminile, con Antonia Santner, accompagnata da Alois Hanne e Johann Santner. Il Sassolungo era gi\u00e0 diventato una delle grandi mete dell&#8217;alpinismo europeo.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)\"><strong>1894: nasce la Langkofelh\u00fctte<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">Alla fine dell&#8217;Ottocento il turismo alpino stava cambiando rapidamente. Le associazioni alpinistiche austriache e tedesche stavano costruendo rifugi, sentieri e infrastrutture per rendere pi\u00f9 accessibili le montagne. Fu in questo contesto che la Sezione accademica di Vienna del Deutscher und \u00d6sterreichischer Alpenverein (D\u00d6AV) costru\u00ec il primo rifugio del Sassolungo. La <em>Langkofelh\u00fctte<\/em> venne inaugurata nel 1894; il primo libro degli ospiti, oggi conservato dal Museum Gherd\u00ebina, documenta proprio il periodo 1894-1908 e costituisce una testimonianza preziosa della frequentazione alpinistica della struttura.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>1900-1901: la montagna distrugge il primo rifugio<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">La prima costruzione ebbe vita breve. Nell&#8217;inverno 1900-1901 una valanga distrusse completamente il rifugio. L&#8217;episodio dimostr\u00f2 quanto fosse delicata la scelta del luogo in una zona soggetta agli accumuli nevosi. La risposta fu tipicamente alpina: non abbandonare il progetto, ma imparare dalla montagna. Nel 1903 venne costruito un nuovo edificio, questa volta in una posizione pi\u00f9 protetta e con una struttura a due piani. Tra il 1906 e il 1908 venne ulteriormente ampliato. Un&#8217;altra ricostruzione storica locale indica inoltre un ampliamento nel 1909, con una capacit\u00e0 di circa 40 posti. Questa \u00e8 sostanzialmente la struttura storica che entrer\u00e0 negli anni successivi nella vicenda della Grande Guerra e poi in quella del CAI di Vicenza.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>1915-1918: la Grande Guerra arriva sul Sassolungo<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">Il Rifugio Vicenza non fu uno dei grandi campi di battaglia fortificati delle Dolomiti come il Lagazuoi o le Tofane. Tuttavia, il gruppo del Sassolungo e il vicino Passo Sella si trovavano all&#8217;interno del teatro militare della guerra alpina. La guerra trasform\u00f2 profondamente il modo di frequentare queste montagne. Un episodio particolarmente significativo riguarda la Cengia dei Fassani, importante accesso alla zona del Sassolungo. Prima della guerra gli alpinisti utilizzavano soprattutto la <em>Felsenweg<\/em>; durante il conflitto furono invece soldati austro-ungarici, dislocati nella zona del Passo Sella, ad aprire e in parte attrezzare la Cengia dei Fassani. \u00c8 un dettaglio che mostra come, durante la guerra, le stesse pareti che pochi decenni prima erano state esplorate per sport e ricerca alpinistica venissero percorse per esigenze militari. In generale, il fronte dolomitico impose la costruzione di sentieri, scale, camminamenti, ricoveri e postazioni in quota. Anche il territorio attorno al Sassolungo venne quindi inserito nella nuova geografia militare della montagna. La guerra ebbe inoltre conseguenze dirette sulla vita del rifugio: secondo la documentazione storica locale, dopo la Prima guerra mondiale il rifugio rimase chiuso per circa dieci anni. Questa lunga chiusura \u00e8 uno degli elementi che fanno capire quanto la Grande Guerra abbia spezzato la continuit\u00e0 del turismo alpino che si era sviluppato prima del 1914.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>Dopo la guerra cambia tutto: da Vienna a Vicenza<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">Il 1918 cambia radicalmente la situazione politica. Con la dissoluzione dell&#8217;Impero austro-ungarico e il passaggio dell&#8217;Alto Adige all&#8217;Italia, anche il patrimonio delle associazioni alpinistiche austro-tedesche viene coinvolto nel nuovo assetto territoriale. Il rifugio, originariamente appartenente alla tradizione alpina viennese, viene assegnato dallo Stato italiano alla Sezione del CAI di Vicenza. Ed \u00e8 qui che nasce il nome con cui lo conosciamo oggi. Il 10 agosto 1924, alle ore 10, si svolse la cerimonia ufficiale di inaugurazione del Rifugio Vicenza al Sassolungo. Il nome non \u00e8 quindi legato alla geografia del rifugio, ma alla Sezione vicentina del Club Alpino Italiano, che lo prese in gestione. \u00c8 significativo anche che il CAI di Vicenza non si limitasse semplicemente a &#8220;ricevere&#8221; il rifugio: lo ristruttur\u00f2 e lo sistem\u00f2, contribuendo economicamente alla sua rinascita dopo gli anni della guerra. Una lapide commemorativa ricordava proprio la riapertura del 10 agosto 1924. La lapide, rimossa e danneggiata all&#8217;inizio degli anni Duemila, \u00e8 stata recuperata e restaurata nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>Il rifugio diventa una vera &#8220;casa&#8221; dell&#8217;alpinismo vicentino<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">La gestione del CAI di Vicenza non fu soltanto amministrativa. Il rifugio divenne progressivamente una base importante per l&#8217;attivit\u00e0 alpinistica della Sezione e per la formazione degli arrampicatori. Un documento storico del CAI Vicenza ricorda, per esempio, che nel 1934 proprio al Rifugio Vicenza venne organizzata una scuola di roccia della durata di 30 giorni, articolata in turni di dieci giorni. A dirigerla furono alcuni nomi di primo piano dell&#8217;alpinismo vicentino: Carlo Baldi, Raffaele Carlesso, Andrea Colbertaldo e Gino Sold\u00e0, quest&#8217;ultimo anche olimpionico e guida alpina. L&#8217;iniziativa era promossa dal presidente della Sezione, Lorenzo Pezzotti. Questo episodio \u00e8 fondamentale per capire la trasformazione del rifugio: non era pi\u00f9 soltanto un ricovero per chi affrontava il Sassolungo. Era diventato un centro di formazione e di cultura alpinistica. Il gruppo del Sassolungo offriva un ambiente ideale: pareti, canaloni, cenge e vie di diversa difficolt\u00e0 permettevano agli alpinisti di allenarsi e di passare progressivamente dall&#8217;escursionismo alla roccia.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>I libri del rifugio: la voce degli alpinisti<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">Una delle fonti pi\u00f9 affascinanti per ricostruire la storia del Vicenza sono i suoi libri dei visitatori. Il libro degli ospiti del 1894-1908, quelli conservati dal CAI Vicenza e quelli custoditi al rifugio Vicenza raccontano due epoche diverse dello stesso luogo: prima la Langkofelh\u00fctte dell&#8217;alpinismo austro-tedesco, poi il Rifugio Vicenza dell&#8217;alpinismo italiano.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>Una curiosa parentesi: la bomba del 1944<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">C&#8217;\u00e8 poi un episodio che appartiene alla Seconda, e non alla Prima guerra mondiale, ma che merita di essere ricordato perch\u00e9 riguarda direttamente l&#8217;edificio. Nell&#8217;estate del 1944, durante i bombardamenti alleati nell&#8217;area di Bolzano, un aereo colpito dalla contraerea devi\u00f2 verso l&#8217;area dell&#8217;Alpe di Siusi e sganci\u00f2 alcune bombe. Una di queste cadde proprio sul Rifugio Vicenza. La bomba attravers\u00f2 il tetto e sfond\u00f2 un piano dell&#8217;edificio, ma \u2014 incredibilmente \u2014 non esplose. Il rifugio venne riparato e l&#8217;ordigno fu successivamente reso innocuo e collocato lungo il sentiero sottostante. Lo racconta una testimonianza pubblicata dalla Rivista mensile del CAI nel 1946. \u00c8 uno di quegli episodi quasi incredibili che fanno parte della memoria del rifugio.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\"><strong>Dal dopoguerra all&#8217;alpinismo moderno<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">L\u2019importanza del Vicenza crebbe insieme a quella della Scuola Vicentina di Roccia e dei suoi protagonisti, uno dei quali fu Umberto Conforto, che inizi\u00f2 l&#8217;attivit\u00e0 alpinistica nel 1932 e divenne poi uno degli esponenti di rilievo dell&#8217;alpinismo vicentino. Dopo il secondo conflitto mondiale il Vicenza torn\u00f2 a essere uno dei punti di riferimento dell&#8217;alpinismo nel gruppo. Il rifugio rimase cos\u00ec legato per decenni alla vita della Sezione. Non \u00e8 un caso che il CAI di Vicenza conservi ancora oggi documentazione specifica sulla gestione e amministrazione del Rifugio Vicenza, insieme ad alcuni libri storici. La Sezione lo gest\u00ec fino al 2010, quando la propriet\u00e0 pass\u00f2 alla Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige.<\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)\">Articoli<\/h3>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\">&#8211; <strong>1925<\/strong>, Rivista del CAI, <em>Il Rifugio  &lt;Vicenza&gt; al Sasso Lungo<\/em>, pp. LII-LIII<\/p>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--20);padding-top:0;padding-bottom:0\">[<a href=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/sez-vicenza\/wp-content\/uploads\/sites\/175\/2026\/08\/CAI_Rivista-CAI-1925-Rifugio-Vicenza.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">leggi l&#8217;articolo<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\">&#8211; <strong>1974<\/strong>, Le Piccole Dolomiti, G. Cercen\u00e0, <em>Il rifugio \u201cVicenza\u201d al Sassolungo<\/em>, 16-25<\/p>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--20);padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0\">[<a href=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/sez-vicenza\/wp-content\/uploads\/sites\/175\/2026\/08\/LDP-1974-Il-rifugio-Vicenza-al-Sassolungo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">leggi l&#8217;articolo<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\">&#8211; <strong>1994<\/strong>, Le Piccole Dolomiti, A. Fornasier, <em>Il centenario della fondazione del Rifugio Vicenza<\/em>, pp. 36-37<\/p>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--20);padding-top:0;padding-bottom:0\">[<a href=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/sez-vicenza\/wp-content\/uploads\/sites\/175\/2026\/08\/LPD-1994-Il-Centenario-della-fondazione-del-Rifugio-Vicenza.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">leggi l&#8217;articolo<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\">&#8211; <strong>2014<\/strong>, Le Piccole Dolomiti, Eugenio De Gobbi, <em>Riflessioni sul Rifugio Vicenza<\/em>, pp. 22-26<\/p>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--20);padding-top:0;padding-bottom:0\">[<a href=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/sez-vicenza\/wp-content\/uploads\/sites\/175\/2026\/08\/LPD-2014-Riflessioni-sul-Rifugio-Vicenza.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">leggi l&#8217;articolo<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)\">Libri dei visitatori<\/h3>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\">\u2013 Libro di vetta Sassolungo 1926-1932: <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1e2s7QXC9Zk6YDanpPMdaXVFdpX8dQ7q_\/view?usp=sharing\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">visualizza il libro<\/a><\/p>\n\n\n\n<p style=\"margin-top:0;margin-right:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0;margin-left:var(--wp--preset--spacing--10);padding-top:0;padding-bottom:0\">\u2013 Libro ascensioni 1939-1958: <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/148snWlPqL3JLlUIpW51YzjyRbYJV_7Xe\/view?usp=sharing\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">visualizza il libro<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-contrast-2-color has-blu-grigio-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-1e1c04ca871ef8ff7853d70d8c2d7350\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-bottom:0\">Galleria di immagini<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-6 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/organizzazione.cai.it\/sez-vicenza\/wp-content\/uploads\/sites\/175\/2026\/08\/rifugio-vicenza-10-agosto-1924.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"497\" height=\"692\" data-id=\"10942\" 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