{"id":185,"date":"2022-01-04T16:30:59","date_gmt":"2022-01-04T16:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/commissione-centrale-rifugi-opere-alpine-lombardia\/2022\/01\/progetto-reflui-rifugi-cai-lombardia\/"},"modified":"2022-01-04T16:30:59","modified_gmt":"2022-01-04T16:30:59","slug":"progetto-reflui-rifugi-cai-lombardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/2022\/01\/progetto-reflui-rifugi-cai-lombardia\/","title":{"rendered":"Progetto Reflui Rifugi Cai Lombardia"},"content":{"rendered":"<p>A questo link \u00e8 possibile scaricare la relazione di sintesi del progetto<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2020-01-relazione-progetto-reflui-cai-lombardia-rev-9-7.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2020-01-relazione-progetto-reflui-cai-lombardia-rev-9-7<\/a><\/p>\n<p>A questo link \u00e8 possibile scaricare la relazione completa del progetto<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/archivio.cai.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/progetto-reflui-2018-2020-pubblicazione-finale-completo-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetto-reflui-2018-2020-pubblicazione-finale-completo<\/a><\/p>\n<p>I suddetti documenti sono frutto di 2 anni di lavoro e ricerche; ci auguriamo possano diventare un documento di riferimento per le sezioni CAI proprietarie di rifugi e per tutti i rifugisti che vorranno migliorare gli impianti di smaltimento dei propri rifugi.<\/p>\n<p>Vorremmo iniziare la presentazione di questo progetto, prendendo spunto da alcune parole prese dal nostro Bidecalogo, documento cardine che stabilisce le \u201cLinee di indirizzo e di autoregolamentazione del CAI in materia di ambiente e tutela del paesaggio\u201d:<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019impegno del Sodalizio \u00e8 pertanto rivolto, oltre alla manutenzione ordinaria [dei rifugi], ai lavori di messa a norma ecologica, di miglioramento igienico-sanitario, di smaltimento dei reflui, di ricerca di soluzioni atte ad evitare accumuli di rifiuti e di soluzioni non inquinanti per il fabbisogno energetico.\u201d<\/em> Cos\u00ec si legge nel nostro Bidecalogo, documento cardine che stabilisce le \u201cLinee di indirizzo e di autoregolamentazione del CAI in materia di ambiente e tutela del paesaggio\u201d (primo capoverso pag.15).<\/p>\n<p>La problematica dello smaltimento reflui, trasversale a tutti i rifugi della Lombardia \u00e8, ad avviso della commissione, da troppo tempo trascurata soprattutto in conseguenza della sua complessit\u00e0. La riduzione dell&#8217;impatto ambientale dei reflui dei nostri rifugi \u00e8 pertanto un tema che merita attenzione ed \u00e8 un obiettivo non pi\u00f9 procrastinabile.<\/p>\n<p>La precedente commissione regionale Rifugi e Opere Alpine ha svolto nel triennio 2018-2020 un approfondito studio volto ad identificare le migliori tecnologie e le buone pratiche per la realizzazione e manutenzione degli impianti di trattamento reflui in alta quota. L\u2019esito di questo lavoro \u00e8 raccolto nelle LINEE GUIDA PER PROGETTISTI, ISPETTORI SEZIONALI e GESTORI RIFUGI per la Gestione dei reflui nei Rifugi Alpini (link in fondo all\u2019articolo)<\/p>\n<p>La nuova commissione regionale rifugi intende proseguire il lavoro svolto, effettuando opera di divulgazione\/formazione e se possibile risoluzione dei problemi rimasti aperti.<\/p>\n<p>E\u2019 per questo che la commissione rifugi lo scorso 16 ottobre si \u00e8 recata in visita al rifugio Buzzoni in Valsassina per prendere visione dell\u2019impianto di smaltimento reflui che \u00e8 stato \u201cil laboratorio\u201d di studio della precedente commissione. Nella seconda parte di questo articolo, che troverete nel prossimo numero di Salire, avrete modo di conoscere quanto \u00e8 stato realizzato e le attivit\u00e0 che esegue il gestore per mantenere efficiente l\u2019impianto.<\/p>\n<p><strong>Inquadramento della problematica<\/strong><\/p>\n<p>Le acque reflue domestiche sono acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attivit\u00e0 domestiche (D.Lgs. 152\/06, Parte Terza, Art. 74). Regione Lombardia ha ulteriormente specificato in un elenco (allegato al regolamento di riferimento n.3\/2006) che vengono generate acque reflue di tipo domestico dagli edifici dove si svolgono attivit\u00e0 alberghiere e di ristorazione e, quindi per analogia, i rifugi alpini. Ulteriormente, nell\u2019aggiornamento della normativa di settore conclusasi con l\u2019emanazione del regolamento regionale n. 6\/2019, sono chiaramente citati i rifugi alpini come attivit\u00e0 dalle quali pervengono scarichi di tipo domestico.<\/p>\n<p>Il processo depurativo si configura come una serie di trattamenti meccanici, fisici, biologici e chimici che portano alla riduzione del carico inquinante presente nel refluo. La depurazione consente di ottenere uno scarico che non solo rispetta i limiti di emissione imposti dalla normativa ma che soprattutto non produce impatti sull\u2019ambiente in cui viene immesso. Il processo depurativo comporta anche la formazione di residui chiamati in gergo fanghi, ovvero delle sostanze ad elevata umidit\u00e0 in cui si concentrano gli inquinanti inizialmente presenti nel refluo, che devono essere adeguatamente trattati e smaltiti perch\u00e9 possono essere a loro volta fonte di inquinamento.<\/p>\n<p>La soluzione ottimale, se possibile, consiste nell\u2019allacciare il rifugio alla rete fognaria pubblica, servita al suo termine da appositi sistemi di trattamento (depuratori) che permettono di riconsegnare in ambiente il refluo maggiormente depurato rispetto a quanto ottenibile da sistemi di trattamento privati. Qualora l\u2019allacciamento alla rete fognaria non sia possibile (stragrande maggioranza dei rifugi), si devono prevedere una serie di trattamenti depurativi in situ a pi\u00f9 stadi che portino ad avere uno scarico che rispetti i limiti imposti dalla legge e non produca inquinamento ambientale. Inoltre, la maggior parte dei trattamenti, per essere applicato ad alte quote, deve essere protetto mediante strutture chiuse ben coibentate, alloggiato in appositi locali tecnici, oppure deve essere interrato ad adeguate profondit\u00e0 che ne assicurino la protezione contro la rigidit\u00e0 dei climi invernali.<\/p>\n<p>La scelta del corretto sistema di depurazione deve poi tener conto del periodo di apertura della struttura: la soluzione adottata per un rifugio aperto tutto l\u2019anno sar\u00e0 diversa rispetto a quella per un rifugio custodito aperto pochi mesi all\u2019anno. Il dimensionamento deve tenere conto dell\u2019andamento incostante nella produzione dei reflui: sono presenti, infatti, importanti variazioni tra i giorni della settimana (da luned\u00ec a venerd\u00ec) e quelli del weekend e tra estate e inverno per i rifugi aperti tutto l\u2019anno. Inoltre, tanto maggiore \u00e8 il consumo idrico nel rifugio tanto pi\u00f9 grande deve essere il sistema di trattamento delle acque reflue.<\/p>\n<p>Le variabili che possono incidere sulla scelta della soluzione sono quindi molteplici.<\/p>\n<p><strong>Lo smaltimento dei fanghi: un problema aperto<\/strong><\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di manutenzione e pulizia degli impianti di trattamento reflui necessarie per mantenere la corretta funzionalit\u00e0 dei processi depurativi ed evitare intasamenti delle tubazioni generano fanghi di depurazione. Al fine di diminuire gli sforzi necessari per il trasporto di queste sostanze a valle per il loro smaltimento \u00e8 utile prevedere anche un sistema di disidratazione ed essiccamento dei fanghi in modo da diminuire pesi, volumi e possibilit\u00e0 di generare odori sgradevoli (stabilizzazione).<\/p>\n<p>I fanghi di depurazione sono definiti dal D.Lgs. 152\/2006 come rifiuti speciali ai sensi dell&#8217;articolo 184 c.3 let. g). Ci\u00f2 implica che, secondo normativa, il loro trasporto e smaltimento deve essere effettuato obbligatoriamente tramite trasportatori e smaltitori in possesso di regolare autorizzazione che devono rilasciare la documentazione relativa al trasporto e alla consegna degli stessi (Formulario di Identificazione Rifiuto &#8211; FIR). Attualmente per\u00f2 non si conoscono soggetti autorizzati in tal senso aventi capacit\u00e0 e mezzi idonei ad operare in zone montane, raggiungibili a volte esclusivamente in elicottero.<\/p>\n<p>Il capitolo fanghi \u00e8 risultato quindi essere il \u201ctallone di Achille\u201d della problematica reflui.<\/p>\n<p>La precedente commissione rifugi ha potuto conoscere altre realt\u00e0 che effettuano il trattamento dei fanghi sul posto e in alcuni casi, previa autorizzazione dell\u2019ente competente ed a determinate condizioni, anche lo spargimento degli stessi sul posto.<\/p>\n<p>Nel cercare di capire quale fosse la qualit\u00e0 dei reflui di un rifugio, la commissione ha condotto analisi chimiche sia sui liquami che sui fanghi essiccati, ottenendo dati interessanti che lasciavano intravedere una possibile soluzione almeno per i rifugi a bassa e media quota.<\/p>\n<p>Purtroppo le speranze si sono infrante di fronte a norme nazionali non pensate per i rifugi ma non derogabili da Regione Lombardia, norme che equiparano i fanghi a rifiuti speciali con conseguente obbligo di avvalersi di aziende specializzate sia per il trasporto che per lo smaltimento; se non si interviene a livello nazionale, non esiste allo stato attuale nessuna possibile deroga regionale che possa venire in nostro aiuto.<\/p>\n<p>Trattandosi di una manutenzione \u201cordinaria\u201d non \u00e8 peraltro possibile identificare forme di contribuzione regionale in quanto i contributi possono essere erogati solo in conto capitabile, ovvero per realizzare opere e non per manuntenerle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Su questo aspetto la nuova commissione intende riprendere in futuro il lavoro della precedente commissione, cercando di identificare di concerto con Regione Lombardia, una concreta proposta di modifica alla normativa nazionale in modo da dare la possibilit\u00e0, ove fattibile, di gestire i fanghi in loco.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza dei detersivi ecologici<\/strong><\/p>\n<p>I detersivi biologici si differenziano in senso ecologico ed eco-sostenibile per due importantissime scelte. Da un lato limitano i componenti ai soli prodotti davvero indispensabili e sufficienti per la pulizia completa di ambienti e oggetti (ad esempio non ci sono profumi, conservanti, coloranti, sbiancanti&#8230;). Degno di nota \u00e8 il caso dei complessanti che addolciscono l\u2019acqua aumentando il potere lavante dei tensioattivi. Il pi\u00f9 comune \u00e8 l\u2019EDTA, che non \u00e8 biodegradabile e in mare riesce a solubilizzare i metalli pesanti (cromo, mercurio, piombo cadmio) cos\u00ec che i pesci vengono contaminati fino a 6000 volte di pi\u00f9. Dall\u2019altro non utilizzano sostanze chimiche artificiali dannose impiegando, quanto pi\u00f9 possibile, materie di origine naturale e non di origine petrolchimica.<\/p>\n<p>Si tratta di caratteristiche fondamentali soprattutto in relazione alla carenza del quadro normativo, particolarmente problematica in assenza di collegamenti con la rete di smaltimento pubblica, come \u00e8 il caso prevalente dei rifugi.<\/p>\n<p>Secondo la normativa vigente nel nostro paese, che fa riferimento al regolamento europeo (CE) n. 907\/2006, \u00e8 possibile apporre la scritta \u201cbiodegradabile\u201d sull\u2019etichetta di un detergente se \u201cil livello di biodegradabilit\u00e0 dei tensioattivi \u00e8 almeno del 60 per cento entro un termine di ventotto giorni. I grandi limiti di questa legge per\u00f2 sono due: il primo riguarda la percentuale, il secondo il fatto che si prendano in considerazione solamente i tensioattivi, tralasciando tutto il resto.<\/p>\n<p>L\u2019uso di detersivi ecologici, soprattutto in assenza di adeguate modalit\u00e0 di trattamento dei reflui, rappresenta il \u201cminimo sindacale\u201d e non sar\u00e0 mai troppa l\u2019opera di sensibilizzazione per il loro impiego non solo da parte dei gestori ma anche da parte degli escursionisti. Su questo punto occorre che il gestore effettui una scelta accurata e consapevole sul tipo di prodotto da utilizzare perch\u00e9 purtroppo pochi detergenti ecologici in commercio sono a nostro avviso compatibili con i delicati ambienti alpini dove insistono i rifugi.<\/p>\n<p>Per chi volesse saperne di pi\u00f9, di seguito il link di una serata \u201cdetergenza ecologica\u201d che \u00e8 stata fatta in collaborazione con la sezione CAI di Bovisio Masciago (link in fondo all\u2019articolo)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo, non esiste una soluzione idonea valida per tutti i rifugi: le condizioni al contorno correlate, tra le altre, al contesto ambientale, alla quota, al numero di utenti e al periodo di apertura delle strutture, nonch\u00e9 alla sensibilit\u00e0 e manualit\u00e0 del gestore, costituiscono variabili che impediscono l&#8217;identificazione di uno standard di riferimento. Per realizzare un impianto efficiente e gestibile \u00e8 necessario affrontare l&#8217;integrit\u00e0 di questi temi in fase progettuale, identificando i punti deboli e i punti di forza del contesto, diversamente il rischio \u00e8 quello di realizzare impianti innovativi che risultano nella pratica difficilmente gestibili e sostenibili, oppure di realizzare impianti inefficaci. Il primo dei consigli che ci sentiamo di dare \u00e8 quindi proprio quello di selezionare con cura il progettista. Nonostante la complessit\u00e0 della materia, abbiamo constatato che le soluzioni tecniche oggi esistono per tutte le quote in cui insistono i nostri rifugi. Ciascuna soluzione ha uno specifico costo iniziale e un costo di mantenimento che \u00e8 necessario definire in fase di progettazione. La nostra pubblicazione descrive diverse di queste tecnologie con molti esempi di realizzazione; ci auguriamo che sia di aiuto ai tecnici che dovranno scegliere quella pi\u00f9 idonea per il loro caso.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno inoltre ricordare che lo scarico in ambiente di reflui, anche se domestici, provenienti da strutture non servite da rete di fognatura pubblica, deve essere necessariamente autorizzato dalla Provincia competente per territorio. Di conseguenza, come secondo consiglio, vi invitiamo, una volta definita la soluzione tecnica, ma prima di presentare la domanda di autorizzazione, a confrontarvi preventivamente con i tecnici degli uffici provinciali, in quanto saranno loro a valutare e approvare il progetto in conformit\u00e0 con la vigente normativa. Il confronto tra i tecnici delle parti per l&#8217;ottenimento dell&#8217;autorizzazione allo scarico, che sottolineiamo essere un obbligo di legge, fanno evitare perdite di tempo in carteggi burocratici e sprechi di risorse in progetti che in seguito non potranno essere approvati.<\/p>\n<p>Infine, fin da subito \u00e8 possibile, e importante, dotarsi di detersivi ecologici riducendo cos\u00ec immediatamente l\u2019impatto ambientale del rifugio.<\/p>\n<p>&nbsp;)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A questo link \u00e8 possibile scaricare la relazione di sintesi del progetto 2020-01-relazione-progetto-reflui-cai-lombardia-rev-9-7 A questo link \u00e8 possibile scaricare la relazione completa del progetto progetto-reflui-2018-2020-pubblicazione-finale-completo I suddetti documenti sono frutto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":143,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[10],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185"}],"collection":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=185"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-rifugi-opere-alpine-lombardia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}