{"id":329,"date":"2021-12-30T09:34:04","date_gmt":"2021-12-30T09:34:04","guid":{"rendered":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-servizio-valanghe-italiano\/2021\/12\/52759-2\/"},"modified":"2021-12-30T09:34:04","modified_gmt":"2021-12-30T09:34:04","slug":"52759-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/organizzazione.cai.it\/struttura-operativa-servizio-valanghe-italiano\/2021\/12\/52759-2\/","title":{"rendered":"Decreto Legislativo N. 40 Del 2021 &#8211; Art. 26 (uso Artva, Pala E Sonda) &#8211; Lettera Aperta Dello S.v.i."},"content":{"rendered":"<p><strong>Discipline sportive invernali e prevenzione. <\/strong><\/p>\n<p>Leggendo il decreto legislativo del 28 febbraio 2021 n. 40 recante le misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali, e seguendo il dibattito non sempre lucido e molto spesso poco competente sviluppatosi a rimorchio, si resta a dir poco disorientati se non addirittura basiti.<\/p>\n<p>Per noi del S.V.I. che da sempre ci occupiamo di prevenzione in ambiente innevato che non parliamo mai di sicurezza ma di prevenzione, che ragioniamo di consapevolezza del pericolo, di riduzione del rischio, di gestione del rischio residuo il messaggio che sta passando \u00e8 confuso e preoccupante.<\/p>\n<p>Si parla di obbligo dell\u2019utilizzo di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca (ARTVa), pala e sonda, sul quale non possiamo non essere d\u2019accordo, ma non ci si preoccupa minimamente se il possessore dell\u2019attrezzatura di autosoccorso abbia o meno la capacit\u00e0 di utilizzare correttamente un\u2019ARTVa, una sonda, una pala.<\/p>\n<p>Si una pala, perch\u00e9 scavare per raggiungere un sepolto richiede una certa manualit\u00e0 e una non usuale esperienza.<\/p>\n<p>N\u00e9 ci si preoccupa se l\u2019autosoccorritore di turno abbia la capacit\u00e0 di gestire la delicata e complessa situazione dell\u2019emergenza \u201csepolto da valanga\u201d dove soprattutto la testa gioca un ruolo fondamentale.<\/p>\n<p>Qualcuno argomenta che l\u2019essere in possesso dell\u2019attrezzatura di autosoccorso \u00e8 fondamentale, ma bisogna essere almeno in due e che se si \u00e8 da soli l\u2019attrezzatura \u00e8 inutile.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 falso che vero.<\/p>\n<p>Potremmo essere testimoni di un incidente da valanga e dover intervenire per operare un soccorso, ma la cosa \u00e8 possibile solo se si \u00e8 in possesso dell\u2019adeguata attrezzatura.<\/p>\n<p>Potremmo essere coinvolti in un incidente da valanga ed essere soccorsi da qualcuno presente all\u2019accaduto e attrezzato (ARTVa, pala, sonda), ma anche in questo caso solo se anche noi indossiamo il nostro prezioso ARTVa.<\/p>\n<p>Inoltre, in questa seconda situazione, sprovvisti di ARTVa costringeremmo il soccorso organizzato a lavorare anche per giorni e, a volte, esposti a una situazione di forte pericolo (vedi l\u2019incidente del Velino).<\/p>\n<p>Parliamo di obbligo a dare soccorso, di diritto a essere soccorsi, di obbligo morale a tutelate il pi\u00f9 possibile i soccorritori.<\/p>\n<p>Sembra cinico dirlo, ma i soccorritori sono i primi a dover essere tutelati.<\/p>\n<p>ARTVa, pala e sonda sono fondamentali e ci si salva essenzialmente con l\u2019autosoccorso, ma a monte dovrebbe esserci un serio percorso di educazione alla frequentazione della montagna, ancora di pi\u00f9 se innevata.<\/p>\n<p>Un percorso alla consapevolezza del pericolo in ambiente innevato e un processo di presa di coscienza della necessit\u00e0 di avere ARTVa, pala e sonda (non per obbligo ma per scelta dettata dalla ragione) e al tempo stesso della necessaria capacit\u00e0 di saperne fare un uso efficace ed efficiente.<\/p>\n<p>Parlare di \u201cparticolari ambienti innevati\u201d poi vuol dire tutto e non vuol dire niente.<\/p>\n<p>Potremmo dare differenti definizioni di particolari ambienti innevati, definizioni anche molto differenti tra loro, tutte opinabili ma difficili da smentire.<\/p>\n<p>E a questa dizione molto discutibile di ambiente innevato si aggiunge il concetto di \u201ccondizioni nivometeorologiche con rischio valanghe\u201d.<\/p>\n<p>Il bollettino definisce il pericolo valanghe, ma ci si dimentica oppure non lo si sa che il bollettino \u00e8 su scala sinottica, ovvero ciascuna zona omogena (nota come meteonivozona) considerata dal bollettino copre un\u2019are di almeno 100 kmq e spesso di 300 \u2013 400 kmq. All\u2019interno di ciascuna area omogenea i singoli versanti o pendii potrebbero avere condizioni molto differenti dal pericolo indicato nel bollettino.<\/p>\n<p>Si sente disquisire sull\u2019inclinazione dei pendii e del rapporto inclinazione e \u201csicurezza\u201d, ma basta scorrere un qualsiasi testo di nivologia per scoprire che le valanghe possono essere innescate anche a distanza (esempio i pendii collegati), in particolari condizioni scorrono anche in pianura, quelle nubiformi possono risalite i versanti opposti anche per 100 o 200 m di quota.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi ragiona sulla relazione tra gradi di pericolo e range di \u201csicurezza\u201d senza tener, volontariamente o inconsciamente, conto che, dopo il grado di pericolo 3 (marcato), \u00e8 il grado di pericolo 2 (moderato) la situazione nella quale si registra il maggior numero di incidenti da valanga, in una scala che va da 1 (debole) a 5 (molto forte).<\/p>\n<p>Si usa con disinvoltura il termine sicurezza quando si parla di ambiente innevato (mi fermo allo specifico ambito del S.V.I.) e si fraintende il pericolo con il rischio che ne pu\u00f2 derivare inconsapevoli del grosso errore che si commette e del segnale fortemente diseducativo che si trasmette.<\/p>\n<p>La sicurezza non esiste neanche dentro casa, basta pensare all\u2019alto numero di incidenti domestici (anche mortali), figuriamoci quando si frequenta l\u2019ambiente montano, per di pi\u00f9 innevato. La sicurezza totale si ottiene solo in assenza di pericoli o non esponendosi a questi. Ma parlare di sicurezza in montagna (in escursione con gli sci, con le ciaspole o semplicemente senza alcuno strumento di progressione su neve) porta a sottovalutare i pericoli e ad abbassare il livello di attenzione, cosa che ci espone a incidenti anche mortali o conduce alla totale rinuncia dell\u2019andare in montagna.<\/p>\n<p>Errore che compie anche chi usa il termine gita in vece del termine escursione.<\/p>\n<p>A volte la forma \u00e8 anche sostanza, e nel caso dell\u2019ambiente innevato l\u2019essere equivoci pu\u00f2 comportare conseguenze anche tragiche.<\/p>\n<p>E\u2019 importante dare il giusto valore alla propriet\u00e0 di linguaggio e avere consapevolezza del linguaggio.<\/p>\n<p>E\u2019 importante dare voce alle reali competenze specifiche presenti nel mondo dell\u2019ambiente innevato.<\/p>\n<p>E ancora, \u00e8 importante essere consapevoli che la soluzione non pu\u00f2 essere solo l\u2019obbligo o il divieto, che a volte produce l\u2019effetto contrario, ma anche e soprattutto l\u2019educazione dei frequentatori alla montagna innevata, la rappresentazione della montagna non come una sfida ma come un ambiente doveroso di rispetto dove muoversi in punta di piedi, la diffusione dei tanti corsi organizzati dal CAI e l\u2019incentivazione a partecipare, la diffusione della consapevolezza che la sicurezza non esiste ma esiste la prevenzione, prevenzione che sta nei corretti comportamenti e nella corretta forma mentis delle persone.<\/p>\n<p>E noi come S.V.I. continueremo a sostenere, fino alla nausea, quanto sia importante la capacit\u00e0 di avere consapevolezza del pericolo e il saper operare la riduzione del rischio e la gestione del rischio residuo, tutto questo in un continuo processo di apprendimento e di educazione ai temi della montagna innevata, in aula e in ambiente.<\/p>\n<p><strong>Commissione <\/strong><\/p>\n<p><strong>Servizio Valanghe Italian<\/strong>o<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Discipline sportive invernali e prevenzione. 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