LAMPATHU 26. Punto di accoglienza CAI per la Sardegna *CLICK SUI LINK.
Nel cuore di Sardegna. Oltre i confini di ciò che puoi immaginare. Eppure quel simbolo del Club Alpino Italiano si integra perfetto con Lampathu. Forse Quintino Sella non l’avrebbe avuta a metà ‘800, nella sua visione. Invece e’ qui tra i punti di accoglienza Cai. Per noi soci Cai sa di ritualità “La due giorni” nell’afa estiva. Sappiamo di trovare accoglienza e condivisione da queste parti. E quando ci liberiamo delle auto a Montes, entriamo nella dimensione dei silenzi, in cui forse spazio e tempo si capovolgono. Accompagnati dai segni, su rocce e terra, del Sentiero Italia, a S’Orroale, Badu Osti, lasciando giù Janna e ventu e Sos Perrazzos malos. Terre senza confini. Da sempre. La Storia è la somma di passato e presente, dove i nostri scarponi posano i piedi. Le storie, chissà quante se n’è trascinate il Flumineddu in quel guado verso S’Arena. Inghiottite tra Monte Novo, divinità protettiva delle distese del Supramonte, e Fumai. Tra genti di forte tempra, lì a Perd’e balla, con sguardo che rivolgevano all’infinito, se custodivano i loro morti nelle tombe di Fennau. E il lavoro, come filo unico che da sempre ha cucito questi luoghi. Pastori e caprai, rumori sordi di scure e piazzole ancora annerite e boschi di roverelle e ginepri feriti a morte tra novecento e ottocento. Quasi si spegne la eco dei silenzi nelle aspre rocce di Codula Sa Mela. La osserviamo dall’alto. Rispettosi. Ci guardiamo attorno, sotto occhi increduli di greggi a Televai e S’Iscopile, mentre camminiamo con gli sguardi a Genna Ortogo, Punta Su Calavrigu, Orotecannas, Monte Pisaneddu, a quei bianchi costoni delle creste, con lo sguardo che si perde verso il mare d’oriente. E l’accoglienza di Pina e Michele in questo punto che pare fuori da ogni file certificato. Si intrecciano e si integrano invece tanti linguaggi, a leggere il registro presenze, sfogliando anche la pagina in ordinatissimo cinese. Tanta bellezza che avvolge la luna bianca all’alba di brezze leggere, sotto le creste di Urzulei. Per riprendere i passi dal grottone di “S’Edera”. Si inabissa non sappiamo dove, ma riemerge nelle valli lontane come i nostri pensieri liberi e leggeri. ( Matteo Marteddu)



31 Luglio-1 Agosto 2026