Solo per prenderne un pezzo. Luca lo terrà graffiato sulla sua pelle. Quel pezzo unico di SICAI. Maccione alle spalle, leggero per la fonte de S’Abba Meica. Poi si impenna il sentiero su pietraia bianca a Scala e Sovana. Non ha fine. E forse Luca ha pensato alla civiltà nei cuiles di Interiscalas e Orgoi, con L occhio sulla parete di Cusidore, aggrappata al cielo. Dolci pendii sas Seddittas, la piana delle spighe e del granaio di Oliena, una volta, Sovana e giù tra cuiles e solitudini senza tempo. Rileggerà Luca, arso dalla sete , le storie di questi luoghi. Quando avrà tempo. L’acqua per le genti nuragiche di Sedda e sos Carros, era culto divino, mentre fuoriusciva dalle testine d ariete sul bacile sacro. Rileggerà di leggende su grotte inesplorate, sotto duavidda, Sa Hoche, Corbeddu, Sisaia, la donnina preistorica con cranio trapanato. E su Tiscali, storie di resistenti nei quali Luca si specchiera’. E ritrova il Flumineddu a S Abba Arva, acqua bianca di calcare. Per risalire ai cuiles di suttaterra prima di Tului e scala e homines. Dorgali accoglie. Sa Luca che è nei pensieri Cai, Dal PR Pf Boy, la sezione Nuoro, T Ladu, e lungo la fatica, Nino Muggianu, Salva Succu, A Piccioli, GP Carta, sino a Gino Ruiu, fascia tricolore al punto tappa di Sant’Anna. Ma ancora tanto calcare solcato da carri, piazzole annerite, Sardegna tra nuraghi e Janas, cuiles e RES Cai Forestas. Tutto resterà nel cuore di Luca.. scritto con la dura ossidiana come in epopea neolitica. Click sul Link (mm)
