Io leggo così l’interessante pezzo de Lo Scarpone. Senza infingimenti e insinuanti pensieri che si concede qualcosa. Occorre partire davvero da statuti e regolamenti perchè il processo e il percorso di parità non si realizza per fasi di inerzia progressiva. Occorre volontà immediata o restano chiacchiere vuote. Significa porre mano alle norme e rendere possibile la effettiva integrazione. Le prossime assemblee sezionali sono il banco di prova… E nessuno venga a dire che le donne hanno scarsa disponibilità . Certo se vengono tenute ai margini di una organizzazione di attività e procedure che tende a tenerle lontane. Bene lo scarpone a squarciare il velo. Entriamoci dentro. (mm) CLICK SUL LINK

Linguaggio
Come emerso anche dal resoconto dei due incontri “il linguaggio utilizzato nei documenti CAI è fortemente influenzato dalla tradizione giuridica e ancora declinato al maschile – evidenzia Valentina Minarini, di Mas-. Dal confronto è emersa l’opportunità di proseguire la revisione del linguaggio non solo nello statuto e nei regolamenti, ma anche nei documenti e negli strumenti di uso quotidiano, come la tessera associativa e la modulistica sezionale. È stato inoltre sottolineato come il percorso sull’inclusione possa progressivamente ampliare lo sguardo oltre il solo binarismo di genere, anche se questo è un obiettivo che presumibilmente potrà essere raggiunto più avanti”.