Per un Parco Naturale. Contro il Parco delle Cave.
Quest’anno la Giornata che il CAI dedica alle Apuane ha coinciso con una grande iniziativa condivisa con molte altre associazioni (elenco nella locandina) . È stata l’occasione per risalire la valle di Arnetola lungo la Via Vandelli e soffermarci ad apprezzarne gli aspetti storici, ambientali e culturali.
La valle conserva forme glaciali straordinarie, una ricchissima presenza di endemismi botanici e faunistici, testimonianze archeologiche che spaziano dagli Etruschi alla settecentesca Via Vandelli. Ma è anche una valle gravemente deturpata da attività estrattive che aggrediscono ciascuno degli elementi che la rendono uno scrigno di valore inestimabile.
Oggi, insieme, abbiamo ricordato alle Istituzioni tutte — alla Regione Toscana, alle Amministrazioni locali — che la devastazione delle Alpi Apuane deve avere una fine e che il Parco deve finalmente trovare la via per svolgere pienamente il ruolo che la collettività si attende da questa istituzione. Un Parco senza cave.
Non è una posizione nuova. Già nel 2005 il CAI manifestava al Passo della Focolaccia con “SOS Apuane – Focolaccia, il passo rubato”. Nel 2016, con Un manifesto per le Alpi Apuane, l’Assemblea dei Delegati del CAI a Saint Vincent approvò una mozione che impegnava il Sodalizio a sostenere la prospettiva del Parco Nazionale delle Alpi Apuane. Più recentemente, il documento TAM per un Parco Nazionale delle Apuane, approvato dall’Assemblea Regionale dei Delegati a Prato, 11 Aprile 2026, ha ribadito con forza questo impegno.
Se ogni anno vengono estratti 5–6 milioni di tonnellate di marmo, quante decine di milioni di tonnellate sono state rimosse in oltre vent’anni? E quale profitto hanno generato per un numero ristretto di imprese, senza che i benefici dell’estrazione si traducano in benessere per il territorio e per le sue popolazioni?
Questa dinamica alimenta una monocoltura economica che ostacola ogni tentativo di diversificazione e che, nel tempo, ha consolidato un modello di sviluppo estrattivista ormai del tutto insostenibile.
Oggi oltre duecento persone si sono radunate per ricordare che un altro futuro è possibile: oltre la distruzione, oltre l’illegalità, oltre l’indifferenza delle istituzioni. Perché siamo un soggetto attivo nella società. E oggi, con i nostri corpi, con la presenza, con l’entusiasmo, con l’ostinazione, lo abbiamo affermato con chiarezza.
Diffondiamo la lettera diretta a Adrien Brody in seguito all’uscita dell’articolo “The Brutalist ci ha fatto innamorare delle cave di marmo di Carrara. Ecco perché visitarle è un’esperienza filosofica” pubblicato […]
Non è facile ricapitolare in poche righe questa vicenda di devastazione ambientale e di arroganza istituzionale all’ombra delle Apuane. È accaduto che dopo un contenzioso ultra trentennale tra i frazionisti […]
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