Il massiccio della Vigolana – con la Cima Vigolana, il Becco di Filadonna e il Cornetto di Folgaria – domina l’altopiano e veglia sugli abitati di Carbonare, Folgaria e Besenello, offrendo un ambiente montano che unisce verticalità, silenzi e una natura sorprendentemente viva.
L’escursione prende avvio nei pressi del Bar Ristorante Sindech, dove il sentiero si impenna subito con una serie di tornanti decisi. La salita, impegnativa per pendenza e dislivello, accompagna il camminatore dentro un bosco che si apre lentamente, fino a raggiungere il Rifugio Casarota. Qui la montagna mostra il suo volto più umano: la figlia del gestore, con una disponibilità rara e un sorriso sincero, riempie le borracce dei soci, regalando un momento di gentilezza che dà nuova energia alla salita.
Proseguendo verso la località Albi, il sentiero si fa più ruvido, cosparso di detriti e circondato da una vegetazione via via più rada. È in questo tratto che la natura sorprende: camosci agili e silenziosi compaiono sulle balze rocciose, osservano il gruppo per un istante e poi scompaiono tra le pieghe del crinale. Un incontro che aggiunge magia all’ascesa e ricorda quanto questo ambiente sia autentico e protetto.
Superata la fascia detritica, il percorso sbuca su una sella luminosa del crinale, nei pressi del Bus de le Zòle. Da qui, una deviazione a destra conduce lungo un tracciato più stretto e panoramico, fino alla croce di vetta a 2.150 metri. Il panorama è un vero colpo al cuore: una vista a 360° che abbraccia gran parte del Trentino, con il Lago di Caldonazzo in primo piano, le Dolomiti di Brenta, Trento, la Valle dei Mocheni, la Valsugana e le cime del Lagorai.
In cima, la bellezza del paesaggio si unisce alla convivialità del gruppo: Annamaria offre un dolce preparato con cura, mentre altri soci condividono caffè, grappa e vino, trasformando la vetta in un momento di festa semplice e genuina, come solo la montagna sa regalare.
Il rientro avviene per un breve tratto sul percorso di salita, poi lungo il sentiero 425, che scende nel bosco fino a costeggiare la strada della Fricca.
L’anello si chiude nuovamente al parcheggio del Sindech, dove termina un’escursione intensa, appagante e ricca di emozioni: una giornata che unisce fatica, natura, ospitalità e amicizia. Giustino.