L’aria finalmente fresca ci allarga i polmoni appena scesi dal pullman al parcheggio Saré dopo l’abitato di San Cassiano. Zaini in spalla, siamo tutti pronti per cominciare questa escursione che si preannuncia bellissima. Il cielo è azzurro, nemmeno una nuvola si affaccia all’orizzonte. La verticalità delle pareti rocciose che ci circondano, il tenue loro colore che contrasta con il verde brillante della vegetazione circostante lasciano indifferenti nemmeno noi che tante volte abbiamo calcato i sentieri dolomitici.
La prima salita ci fa superare un dislivello di circa 500 metri e ci porta, non senza fiatone, al panoramico poggio del Col da Locia da dove ci sbizzarriamo a scattare foto con la Regina delle Dolomiti sullo sfondo.
Alla nostra sinistra, le Conturines ci osservano austere proseguire sul vasto altopiano del Gran Plan e svoltare a destra per la salita ripida e rocciosa che ci porterà fino alla Forcella del Lago a quota 2.486 m., il punto più alto della nostra escursione.
Candidi camedri alpini e gialli papaveri retici ci salutano ai bordi dell’erto sentiero che si inerpica verso lo stretto valico. Lì giunti, la vista del lucente lago Lagazuoi giù in fondo, ci lascia letteralmente senza fiato. Ci arriviamo scendendo con prudenza lungo il ripido tracciato a zig zag.
Consumiamo il nostro pasto in riva al verde specchio d’acqua: davanti a tanta bellezza anche un panino sembra un pranzo da re. Che sia merito della deliziosa torta che Anna ci ha portato per dessert?
Ripartiti, abbiamo fissato quale ultima tappa il rifugio Scotoni dove una fresca birra ripaga dello sforzo finale.
Ci lasciamo alle spalle le guglie e i pinnacoli delle cime dolomitiche che tante emozioni ci hanno suscitato in questa limpida giornata estiva convinti che la grande bellezza, se la sappiamo vedere, può donare felicità.
Alessandra