28 aprile 1945: la Liberazione e il suo prezzo
CONTENUTI
– Presentazione
– Caratteristiche generali
– Cartine topografiche
– Numero di tappe
– Introduzione al percorso
– Note al percorso
– Tappe e Argomenti di interesse
– Note per il rientro
Presentazione del sentiero N. 11
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Un Sentiero Urbano della Libertà dedicato ad un giorno particolare: il 28 aprile 1945, un sabato primaverile, iniziato sotto una fastidiosa pioggia. Un lungo itinerario tra le angosce della città che si trasformarono in esultanza nel corso di qualche ora.
Dal tardo pomeriggio dell’8 settembre 1943, quando arrivò la notizia dell’armistizio, passarono venti mesi fino a quando nella tarda mattinata del 28 aprile 1945 i tanks americani entrarono a Vicenza: già alle 5.30 i carri armati del 350° reggimento fanteria erano a Olmo.
Verso le 8.00 erano in vista di S. Felice. I combattimenti proseguirono casa per casa, annientando le retroguardie tedesche fino all’allora Corso Ettore Muti, così ridenominato dal novembre 1943, accantonando la vecchia denominazione di corso Principe Umberto. Dal giugno 1945 il corso prese il nome attuale di Corso Palladio.
Alla fine della mattinata, dal balcone del Caffè Nazionale posto al primo piano del palazzo prospiciente il Municipio di Vicenza in Corso Palladio, fu il prof. Volpato che annunciò la fine della guerra.
Il tripudio della gente e le ultime fucilate furono gli ultimi ricordi di 5 anni di guerra.
L’esultanza si coglie dal fermo immagine.
Il percorso si sviluppa inizialmente seguendo i passi dei fanti americani che combatterono la “Battaglia di Vicenza”, partendo da quella che allora era zona di aperta campagna e seguendola fino al centro città. Sono le foto e i video eseguiti in quelle ore di combattimenti dagli operatori dell’esercito USA a far da guida nei vari punti di osservazione, fino alle immagini di gioia riprese lungo Corso Palladio.
La seconda parte dell’itinerario segue le tracce delle retroguardie tedesche che lasciarono una scia di sangue durante la ritirata da Vicenza.
Alle 16,30 di quel giorno, molto lontano da Vicenza, Mussolini e Claretta Petacci venivano giustiziati a Giulino (Como).
Caratteristiche generali
| Zona: | Periferia ovest – periferia nord Vicenza |
| Luogo partenza: | Viale San Lazzaro |
| Luogo arrivo: | Monumento strage Monte Crocetta – Via Falzarego |
| Lunghezza: | 13,1 Km + 1,3 Km per arrivare alla fermata bus al ritorno |
| Dislivello: | 40 metri |
| Difficoltà: | T – Turistico: le difficoltà sono limitate all’attraversare alcune strade trafficate e nell’orientamento |
| Durata: | 5 ore |
| Note: | Si suggerisce l’utilizzo della traccia gpx – – l’itinerario è molto lungo, inoltre è proposta una variante per raggiungere il luogo dell’eccidio di Ca’ Tosate (oltre 6 Km tra andata e ritorno). In questo caso è consigliato l’utilizzo della bicicletta per percorrere l’intero tragitto, oppure di dividere in due il sentiero. |
| Guida completa: | scarica la guida completa del sentiero |
| Tracce GPX: | – Percorso la traccia GPX – Variante Ca’ Tosate traccia GPX |
| Tracce KLM: | – Percorso la traccia KLM – Variante Ca’ Tosate traccia KLM |
| Mezzi per rientro alla partenza: | Autobus urbano STV nº 6 e 1 – per orari verificare il sito https://www.svt.vi.it/it/orari-percorsi Per arrivare alla fermata occorre tener conto di una camminata di oltre un Km. |
Cartine topografiche
Per meglio comprendere come si presentava il territorio in quei periodi, si illustra il sentiero disegnato su due mappe distinte.
La prima mappa utilizza una carta topografica 1:25.000 Vicenza, dell’Istituto Geografico Militare, rilievo del 1890 e aggiornamento del 1953. Si può cogliere una buona corrispondenza con l’attualità solo per parte del centro storico.
Fonte: Istituto Geografico Militare – Archivio CAI
Confrontandola con la successiva mappa on-line, realizzata con OsmAnd, risultano evidenti le grandi trasformazioni del territorio soprattutto allontanandosi del nucleo storico cittadino.
Fonte: https://osmand.net/

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Numero totale di tappe: 26
Seguire il sentiero in città può risultare complesso: si consiglia di far tesoro delle note in cima ad ogni tappa, che guidano negli spostamenti necessari per raggiungere il luogo.
Per uno sguardo di massima si hanno a disposizione le cartine di dettaglio sottostanti.
Infine è vivamente suggerito l’utilizzo delle tracce gpx fornite sul sito.
Nelle mappe di dettaglio vengono evidenziate con il cerchio giallo numerato progressivamente tutte le tappe del sentiero.
Lo sviluppo del trekking non permette una mappa dettagliata, per questo la scala è variabile: in ogni mappa al centro in basso è presente la rappresentazione grafica della scala della stessa.
L’itinerario non garantisce viste mirabolanti o paesaggi mozzafiato: si vogliono riscoprire luoghi e fatti per conoscere ed essere riconoscenti a quanti hanno scelto la libertà e la giustizia, quando farlo significava rischiare tutto.
Introduzione al percorso
ENTRA NEL CONTESTO DEL PERCORSO…
(clicca sul triangolo o su questo testo per APRIRE o CHIUDERE la finestra che introduce al percorso contestualizzandolo)
Giovedì 26 aprile 1945: di fronte allo stupore di molti, venivano liberati tutti i prigionieri politici del Carcere di San Biagio. Qualcosa di tanto atteso era imminente.
Venerdì 27 aprile 1945: l’avanzata dell’esercito americano si fermò ad alcune decine di chilometri dal capoluogo. Le truppe sotto la pioggia vennero fatte riposare per riprendere il giorno dopo la corsa verso Vicenza.
Una decina di giorni prima l’esercito alleato aveva avuto ragione della Linea Gotica, lungo la quale il fronte si era stabilizzato dall’autunno precedente. Gli alleati superarono il Po e stavano risalendo la pianura.
“I “Diavoli Blu” dell’88ª divisione stanno avanzando con decisione verso Vicenza, nonostante procedano sotto una pioggia battente, che impedisce spesso la visibilità e talvolta ne rallenta i movimenti; dietro alle punte corazzate i convogli dell’artiglieria cercano di tenere il passo ma sono sovente costretti a fermarsi per prendere prigionieri gruppi di sbandati o intere unità lasciati indietro dalle avanguardie. A guidare l’avanzata c’è il 350° reggimento fanteria, con il 2º battaglione in testa che quel giorno avanza di una trentina di chilometri, incontrando una debole resistenza. […]
È già notte, e le nuvole sopra la testa e gli alberi lungo il percorso, che nascondono parzialmente le distese piatte dei campi, fanno da cornice alla marcia degli americani. Non manca qualche tentativo di opposizione: i tedeschi cercano di ritardare l’avanzata con saltuari nidi di resistenza, costituiti da mitragliatrici e Panzerfaust, e appostamenti di cecchini. È ormai troppo tardi, però, per prendere la città. Poco dopo le 23 la Task Force decide di fare una sosta di qualche ora. Vicenza dista appena 12 chilometri.
Il capoluogo berico è obiettivo anche del 362° reggimento della 91ª divisione fanteria (“Powder River”), quel giorno posizionato a protezione del ponte sull’Adige a Legnago. […]
Nelle stesse ore, mentre il 363° reggimento fanteria raggiunge Sossano, dove trascorrerà la notte, il 361° fanteria si muove verso Vicenza su strade parallele.”
Luca Valente, “Dieci giorni di guerra”, Cierre 2019 pp. 169-172
“Col 20 aprile s’inizia la fase insurrezionale. In tutto il territorio della pianura vicentina le sette Brigate della Divisione [Vicenza] procedono sistematicamente all’occupazione di punti strategici e di stabilimenti industriali importanti, attaccando dovunque le forze tedesche e fasciste in ritirata. Dal 27 aprile in poi, i partigiani combattono a fianco delle avanguardie della V e VIII Armata angloamericane: si tratta di combattimenti aspri e sanguinosi con centinaia di caduti. Ma la provincia è liberata.
Sulla linea delle Prealpi, il merito va alle tre gloriose divisioni montane che tennero quel difficile terreno: da ovest ad est, la “Garemi”, “l’Ortigara” e la “Martiri del Grappa”.
Ma in pianura, presidiata da ingenti forze tedesche e fasciste e da polizie segrete, tutto l’urto fu sostenuto dalla Divisione “Vicenza” con le sue sette Brigate.”
Benito Gramola e Annita Maistrello, “La Divisione Partigiana Vicenza e il suo Battaglione Guastatori”, La Serenissima 1995 p. XX
Note al percorso
Si ricorda che i Sentieri Urbani della Libertà non sono provvisti di segnaletica propria. Tutta la documentazione necessaria per gli approfondimenti e per l’orientamento è liberamente disponibile nel sito.
Si ricorda che gran parte del centro storico è in Zona a Traffico Limitato.
Se si arriva in automobile, posti auto sono disponibili lungo Viale San Lazzaro e Viale Verona.
Il ritorno al punto di partenza è previsto con l’autobus pubblico: occorre utilizzare prima la linea 6 e successivamente la linea 1.
Per il rientro occorre ricordare di munirsi di biglietto dell’autobus.
Le rivendite sono elencate nel sito https://www.svt.vi.it/it/biglietti-abbonamenti/punti-vendita.
La lunghezza dell’itinerario può intimidire: in ogni caso si può optare per l’utilizzo della bicicletta, che garantisce anche la visita nei luoghi dell’eccidio di Ca’ Tosate. Nulla vieta dividere in due l’itinerario.

Quando nella guida, che contiene il dettaglio della tappa, si incontra il simbolo delle orme occorre seguire le indicazioni necessarie per raggiungere il luogo indicato.
Tappe e Argomenti di interesse (in totale 39)
(*) clicca sulla foto con il luogo della tappa per ingrandirla
| Foto (*) | Tappa n° | Indirizzo – località / posizione Google Maps | Argomento di interesse |
|---|---|---|---|
![]() | Tappa 1 scarica la guida | Viale San Lazzaro – incrocio Via Puccini 45°32’24.9″N 11°31’18.3″E – Google Maps | 28 aprile 1945 – Gli americani a Olmo |
| Si muore anche da vincitori | |||
![]() | Tappa 2 scarica la guida | Viale Verona – cavalcavia Ferretto de’ Ferretti 45°32’28.1″N 11°31’26.1″E – Google Maps | Uccisione di Guido Zemin |
![]() | Tappa 3 scarica la guida | Viale Verona – incrocio Via Rattazzi 45°32’34.8″N 11°31’43.1″E – Google Maps | Inizio della Battaglia di Vicenza |
![]() | Tappa 4 scarica la guida | Corso San Felice – primi portici 45°32’37.5″N 11°31’50.4″E – Google Maps | Carrarmato sepolto dalle macerie |
| Fucilazione del partigiano Panozzo | |||
![]() | Tappa 5 scarica la guida | Corso San Felice – incrocio Via Milano 45°32’43.6″N 11°32’06.6″E – Google Maps | Barricate in Via Milano |
![]() | Tappa 6 scarica la guida | Viale Mazzini – incrocio Via Cattaneo 45°32’48.0″N 11°32’05.7″E – Google Maps | Assassinio dell’avvocato Giuliano Ziggiotti |
![]() | Tappa 7 scarica la guida | Via Gorizia – Piazza Castello 45°32’46.5″N 11°32’29.3″E – Google Maps | Battaglia in periferia, silenzio in centro |
![]() | Tappa 8 scarica la guida | Via Santa Chiara 45°32’37.4″N 11°32’57.0″E – Google Maps | Spari e feriti in città |
![]() | Variante Ca’ Tosate 8a scarica la guida | Via Riviera Berica – ciclabile Casarotto – Ca’ Tosate 45°31’15.1″N 11°34’06.6″E – Google Maps | Eccidio Ca’ Tosate |
![]() | Variante Ca’ Tosate 8b scarica la guida | Via Riviera Berica – incrocio Via Porciglia 45°31’23.8″N 11°33’48.5″E – Google Maps | Uccisione dei Fratelli Boesso |
![]() | Tappa 9 scarica la guida | Borgo Casale – ITS Meccatronico 45°32’46.8″N 11°33’25.1″E – Google Maps | Assalto alla Caserma Arnaldo Mussolini |
![]() | Tappa 10 scarica la guida | Porta Padova – incrocio Via Gallieno 45°32’55.7″N 11°33’20.9″E – Google Maps | Salvaguardia impianti e difesa abitati |
| Mamme e tedeschi | |||
![]() | Tappa 11 scarica la guida | Contra’ San Domenico – Conservatorio 45°33’02.7″N 11°33’16.4″E – Google Maps | Una Camel – come finì la guerra per molti nazisti e fascisti |
![]() | Tappa 12 scarica la guida | Borgo S.Lucia – Seminario 45°33’15.5″N 11°33’09.6″E – Google Maps | In camera di Don Frigo l’ex prefetto Mirabelli |
| Ringraziamenti di fine guerra – foto mangiate | |||
| Rifugio del CMP e del CLN – Il 27 a Sandrigo: Carli, Chilesotti, Andreetto | |||
![]() | Tappa 13 scarica la guida | Via Ceccarini – Porta Santa Lucia – Torrione 45°33’10.8″N 11°33’07.3″E – Google Maps | La fine della guerra di Dante e di Bruno |
![]() | Tappa 14 scarica la guida | Ponte degli Angeli 45°33’01.0″N 11°33’02.2″E – Google Maps | La fucilazione di Alfredo Dal Bon |
| La fucilazione del burattinaio | |||
| C’è chi tenta di andare al lavoro | |||
![]() | Tappa 15 scarica la guida | Stradella Piancoli 45°32’51.0″N 11°32’57.3″E – Google Maps | Il ragazzino Parise – a caccia dei fascisti |
![]() | Tappa 16 scarica la guida | Contrà San Faustino 45°32’51.2″N 11°32’56.6″E – Google Maps | Ultimi spari a Vicenza |
| Una strana vendetta ”Finalmente è finito il Medioevo” | |||
![]() | Tappa 17 scarica la guida | Piazza dei Signori 45°32’49.8″N 11°32’47.0″E – Google Maps | Mai visti tanti tricolori – Libero Giuriolo |
| Festeggiamenti amari a Marostica: Ermes e il suo delatore | |||
| Tutti ad armarsi | |||
![]() | Tappa 18 scarica la guida | Corso Palladio 45°32’52.8″N 11°32’45.4″E – Google Maps | L’avviso radiofonico di Mario Dal Pra: la Liberazione |
| Carri armati in Corso: la Liberazione | |||
![]() | Tappa 19 scarica la guida | Contra’ Pedemuro San Biagio 45°32’59.3″N 11°32’34.5″E – Google Maps | Liberazione dei detenuti |
![]() | Tappa 20 scarica la guida | Piazza San Lorenzo 45°32’54.3″N 11°32’32.2″E – Google Maps | I militi fascisti in Banca d’Italia |
![]() | Tappa 21 scarica la guida | Contra’ Santa Maria Nova 45°32’54.9″N 11°32’13.1″E – Google Maps | “Nerina” alla Caserma Sasso |
![]() | Tappa 22 scarica la guida | Via Mazzini 45°32’51.8″N 11°32’04.3″E – Google Maps | I “Diavoli Verdi” nella morsa |
![]() | Tappa 23 scarica la guida | Via Manara, 33 45°33’01.6″N 11°31’45.2″E – Google Maps | Il Massacro di sette civili |
![]() | Tappa 24 scarica la guida | Strada Provinciale n° 46 del Pasubio – lapide Rigo 45°33’31.9″N 11°31’13.7″E – Google Maps | Pantera e i Militi fucilati |
![]() | Tappa 25 scarica la guida | Via Vicinale Monte Crocetta 45°33’35.7″N 11°30’55.7″E – Google Maps | Quelli dell’Ismeme |
![]() | Tappa 26 scarica la guida | Via Falzarego 45°33’45.5″N 11°30’24.7″E – Google Maps | Monumento strage di Monte Crocetta |
Note per il rientro a inizio percorso

L’itinerario termina davanti a questo monumento. Per ritornare si percorre lo stesso itinerario fatto in andata fino alla Strada Provinciale 46 del Pasubio. La fermata dell’autobus è a sinistra, all’altezza del primo gruppo di case che si osserva
Nel ritornare alla fermata dell’autobus, che dista 1,3 Km, viene spontaneo pensare al dopo guerra.
Il 28 aprile fu una giornata di luci e ombre: l’atmosfera festante della gente fu offuscata da parecchi eventi luttuosi: le stragi di Ca’ Tosate, di via Manara, di Maddalene ne rappresentarono il culmine. In città furono oltre sessanta i morti.
Ombre amare e campane a festa
Ma non furono i soli: la partigiana Lina Tridenti lo ricorda.
“La Liberazione è stata dura e drammatica: non ha avuto la poesia che qualcuno sognava quando non poteva ancora conoscere le amare esperienze necessarie per arrivare alla libertà.
La Liberazione dell’aprile del ’45 è stata offuscata da ombre amare, anche se le bandiere garrivano al vento e le campane suonavano a distesa: persi i nostri amici migliori, caduti i nostri comandanti, morto l’Ingegnere. Poi ci furono conversioni improvvise: fascisti con vestiti nuovi, non più neri, salivano sui carri degli Alleati e camminavano davanti a noi nei cortei.
Benito Gramola, “Le donne e la Resistenza – Interviste a staffette e a partigiane vicentine“, La Serenissima 1994, p. 186
Nei ricordi di Gaetano Bressan, Comandante della Divisione Vicenza, è evidente la fierezza di aver condotto la giusta battaglia.
“Quando dopo la guerra a Parigi si tenne il congresso della pace, Alcide De Gasperi, per mostrare l’impegno profuso dall’Italia nella lotta contro i nazifascisti e per strappare condizioni di pace più favorevoli, portò e mostrò agli Alleati una serie di documenti e tra gli altri anche la relazione dei sabotaggi compiuti dal battaglione “Guastatori” di Vicenza. La notizia mi è pervenuta tramite Gavino Sabadin, che a sua volta la seppe direttamente da De Gasperi.
La stessa relazione ha suffragato la domanda della seconda medaglia d’oro al valore militare alla città di Vicenza dopo quella ottenuta per la partecipazione alla rivoluzione risorgimentale del 1848.
Benito Gramola, “Cattolici nella Resistenza – Fraccon e Farina”, La Serenissima 2005, pp. 46-47
Passarono 40 anni. Il 19 marzo 1995, in Piazza dei Signori, il Sindaco Achille Variati durante la cerimonia di conferimento della Seconda Medaglia d’Oro, ebbe a ricordare l’impegno della municipalità.
“650 furono i partigiani della città, 1434 i caduti e 64 i decorati al valor militare. E la stessa popolazione (anche donne e vecchi) pagò un alto tributo di sangue nelle rappresaglie e nelle decine e decine di bombardamenti aerei. E le centinaia di edifici distrutti, alcuni appartenenti ad un patrimonio artistico irrimediabilmente perduto. Ecco il tributo di lacrime e sangue che i vicentini seppero dare per rientrare nel novero delle nazioni democratiche con pari dignità e pari diritto.”
Si ricomincia ricordando i soci CAI caduti
Vicenza nell’immediato dopoguerra si dimostrò pronta a rimboccarsi le maniche e a iniziare la ricostruzione. Ciò vale anche per quanto riguarda la rinascita del CAI.
Già l’11 maggio 1945 il CNL di Vicenza approvava la nomina del Commissario Straordinario del CAI. La prima riunione del CLNP dopo la Liberazione avvenne il 7 maggio, quattro giorni prima.
Fu nominato Gaetano Falcipieri, tipografo, comunista e buon alpinista.
A lui è dedicata la panoramica ferrata che corre alta sopra la Strada delle Gallerie, da Bocchetta Campiglia al Rifugio Papa.
Uno dei primi atti ufficiali della rinata sezione fu quello di dare alle stampe un opuscolo in ricordo di Antonio Giuriolo, socio CAI, morto a capo di una brigata partigiana sull’Appennino Bolognese. Il 2 settembre 1945, alla presenza delle autorità americane ed inglesi, il Rifugio Campogrosso venne intitolato a Toni Giuriolo.
Nell’immagine, Falcipieri è colto durante la commemorazione di Capitan Toni.
Capitan Toni è protagonista di un altro Sentiero Urbano della Libertà.
Foto archivio Istrevi
Fu compito di Falcipieri introdurre l’Assemblea Generale della Sezione CAI di Vicenza del 1945, durante la quale vennero ricordati le traversie durante la guerra e i soci caduti.
Si possiede la copia preparatoria di quel discorso, fortunosamente ritrovata recentemente.
Eccone un estratto, con il quale si conclude il percorso.


































