Aldo Allegranzi (Vicenza, 1912 – 2002) è stato una figura centrale nella speleologia, nella ricerca preistorica e nel naturalismo veneto del Novecento. La sua attività si colloca all’incrocio fra l’esplorazione del territorio, lo studio delle cavità naturali e l’indagine sulle tracce lasciate dall’uomo nella preistoria.
Animato da una profonda curiosità scientifica e da un forte legame con il paesaggio veneto, Allegranzi dedicò gran parte della propria vita alla conoscenza diretta dell’ambiente. La speleologia rappresentò per lui non soltanto un’attività esplorativa, ma uno strumento per comprendere la storia naturale e umana del territorio: grotte, anfratti e cavità diventavano luoghi nei quali leggere le trasformazioni geologiche, la presenza degli animali e le testimonianze delle comunità umane del passato.
Il suo interesse per la preistoria si sviluppò così in stretta relazione con quello per il naturalismo. L’osservazione sul campo, la documentazione e l’esplorazione costituivano elementi fondamentali del suo metodo, in un’epoca nella quale molte conoscenze sul patrimonio sotterraneo e archeologico veneto erano ancora da costruire.
Allegranzi appartenne a quella generazione di studiosi ed esploratori per i quali la ricerca nasceva spesso dalla passione personale, dalla frequentazione assidua dei luoghi e dalla capacità di riconoscere nel territorio testimonianze apparentemente nascoste o marginali. In questo senso, la sua figura rappresenta bene una stagione importante della cultura scientifica veneta: una ricerca profondamente legata al territorio e condotta con spirito esplorativo.
Per approfondire
- BROGLIO A. In memoria di Aldo Allegranzi, LPD 2003: leggi l’articolo
- GLERIA E. Nota bibliografica su Aldo Allegranzi (1912-2002), LPD 2002: leggi l’articolo
- GLERIA E. Il mio ricordo , LPD 2003: leggi l’articolo
- TREVISIOL R. La biblioteca dedicata ad Aldo Allegranzi, LPD 2003: leggi l’articolo
- SALA B. Un presidente per maestro, LPD 2002: leggi l’articolo
nella foto Allegranzi mentre osserva con la lente d’ingrandimento un nucleo di selce rinvenuto al Prunno nell’estate 1963
Più che un semplice ritratto fisico, la sua figura si delinea attraverso le passioni che hanno guidato la sua vita, divise tra il lavoro quotidiano e l’esplorazione scientifica:
Il lavoro e il contatto umano: Nella vita di tutti i giorni gestiva un negozio di pellami situato a ridosso della piazza principale di Vicenza. Quella bottega era molto più di un’attività commerciale: era un punto di ritrovo per giovani appassionati, studenti e studiosi, dove Allegranzi accoglieva chiunque mostrasse curiosità per il mondo sotterraneo, dispensando consigli e mappe con naturale empatia.
L’esploratore del sottosuolo: Storico esponente del CAI, fu tra i pionieri delle esplorazioni del celebre sistema carsico del Buso della Rana e delle cavità dei Colli Berici. Collaborò attivamente con importanti istituti universitari (come l’Università di Ferrara), fungendo da fondamentale cerniera tra la ricerca accademica e la conoscenza pratica del territorio.
clicca sulla foto per ingrandirla:
2/12/1938 Gastone Trevisiol realizza la storica scritta al Buso della Rana. A sinistra Allegranzi e Fornasiero , a destra non identificato
Il collezionista e scienziato autodidatta: Allegranzi possedeva un rigore scientifico straordinario. Nel corso della sua vita ha raccolto, catalogato e meticolosamente etichettato una collezione di circa 500 campioni mineralogici di immenso valore scientifico ed estetico. La raccolta documenta in modo unico la geologia del vicentino e dell’area Euganea, includendo rarità come la natrolite globulare di Gambellara e i quarzi rossi di Campogrosso.
nella foto: zolfo
La sua eredità oggi
Nel 2023 la famiglia ha donato la sua intera e preziosa collezione mineralogica al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza, permettendo così alla cittadinanza e agli studiosi di riscoprire il valore del suo instancabile lavoro di ricerca.
Nel 2025 è stata allestita una mostra che permetteva ai visitatori di percorrere gli studi collezionistici di Allegranzi e approfondire la geologia del Vicentino e dell’area Euganea e il forte legame che esiste tra la mineralogia e l’umanità.
https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Mostra-Minerali-e-altre-storie
Le parole della figlia alla presentazione della mostra: “… dopo la prigionia in Albania il papà ha saputo rielaborare attraverso le sue molteplici passioni (la Montagna, la Fotografia, l’Archeologia Preistorica, la Speleologia, la Raccolta di Minerali di Farfalle e di Fossili, l’Essicazione e Composizione di fiori, la Litografia, il Tiro con l’Arco) l’Indescrivibile dolore vissuto durante la guerra. ...”.
Articoli nelle Piccole Dolomiti
ALLEGRANZI A. (1962) Gruppo Grotte, Notiziario Sezionale del Club Alpino Italiano – Vicenza, V, n. 8, luglio 1962, p. 4, Vicenza.
ALLEGRANZI A. A.A. Sempre più attivi, Notiziario Sezionale del Club Alpino Italiano –
Vicenza, V, n. 9, novembre 1962, pp. 5-6, Vicenza.
ALLEGRANZI A. (1963) Perchè il Gruppo Grotte è così restio a far parlare di sè?, LPD, I (3): 3-4, Vicenza.
ALLEGRANZI A. (1963) Gruppo Grotte, LPD, I (4): 10, Vicenza.
ALLEGRANZI A. (1966) Gruppo Grotte, LPD, IV (3): 17, Vicenza.
ALLEGRANZI A. (1968) Speleologia vicentina, LPD, VI (2): 17-18, Vicenza.
ALLEGRANZI A. (1969) Ricordiamo il fondatore del Gruppo Grotte: Gastone Trevisiol, LPD, VII (4): 23-24, Vicenza
BROGLIO A. (2004) In memoria di Aldo Allegranzi, LPD 2003: 74-76, Vicenza.
GLERIA E. (2003) Nota bibliografica su Aldo Allegranzi (1912-2002), LPD 2002: 83, Vicenza.
GLERIA E. (2003) Il mio ricordo , LPD 2003: 81-82, Vicenza.
TREVISIOL R. (2004) La biblioteca dedicata ad Aldo Allegranzi, LPD 2003, 73, Vicenza.
SALA B. (2003) Un presidente per maestro, LPD 2002: 79-80, Vicenza.





