CONTENUTI
– Che cosa facciamo
– La nostra storia
– Lentamente giungere alla meta
Che cosa facciamo
Il gruppo propone attività di “accompagnamento solidale” sia nella forma di escursioni che in quella di arrampicata sportiva, rivolte a persone portatrici di differenti problematiche, patologie o disabilità, seguite da varie associazioni o direttamente dall’ULSS, con l’obiettivo di far vivere a ogni partecipante un’esperienza positiva e utile al suo personale percorso.
I progetti sono definiti da precise convenzioni che descrivono tra l’altro i ruoli dei partecipanti.
Gli interventi socio-sanitari gestiti dalle ULSS o dalle Comunità si integrano con le conoscenze tecniche e culturali delle discipline della montagna di cui sono portatori i volontari CAI.
La nostra storia
L’idea nacque a Vicenza nel 2011 e fu presentata in dicembre in Consiglio Direttivo per l’approvazione nelle sue linee generali.
Dopo una fase di studio presso esperti dei vari settori e sezioni CAI che avevano già affrontato l’esperienza degli aspetti burocratici (come responsabilità, ruoli, formalità…) e sostanziali per la realizzazione della proposta, nel 2012 venne sottoposto al CDS il progetto particolareggiato, con la prima convenzione firmata dai rispettivi legali rappresentanti per una collaborazione con la Comunità Silesia, che si occupava di persone con disturbi dell’alimentazione.
Già in questa prima convenzione erano definiti: gli obiettivi, le modalità di attuazione, le coperture assicurative, i ruoli, il programma delle uscite, le modalità di viaggio, la copertura delle spese, le riunioni, organizzativa prima dell’uscita e di verifica post uscita.
Nel 2014 la Comunità Silesia ha descritto l’esperienza svolta fino a quel momento nel libro “Un passo dopo l’altro. Montagnaterapia e disturbi dell’alimentazione”; il progetto venne presentato a un seminario nazionale
Tra il 2013 e il 2018 l’attività è continuata, con il rinnovo annuale della convenzione, mentre il CAI Centrale ribadiva l’importanza dell’attività con la copertina del manuale CAI “Montagna da vivere. Montagna da conoscere”, pubblicato nel 2013, che presentava una foto del gruppo di Vicenza in cammino verso malga Canali, in attesa del Manuale di “Indicazioni operative per la Montagnaterapia nel CAI” pubblicato dalla Commissione Centrale per l’Escursionismo nel 2020.
Nel 2016 è iniziata ufficialmente anche l’attività di arrampicata, in collaborazione con il Gruppo Rocciatori Renato Casarotto; nel Gruppo è entrata Chiara Giorgi, componente della Scuola di Alpinismo Conforto.
Con il 2018 si è chiusa l’esperienza con Silesia a causa della chiusura della Comunità.
Sono seguite collaborazioni con varie associazioni: Tangram, Integra, Cooperativa Insieme, AGENDO, Neuropsichiatria Infantile, sempre regolate da apposite convenzioni, tutte di durata limitata.
In questo periodo il Club Alpino Centrale ha stipulato una assicurazione contro gli infortuni per gli utenti della Montagnaterapia, che fino a questo momento erano esclusi dalle coperture della polizza standard.
Nel 2022 la direzione del Dipartimento per le Dipendenze dell’ULSS8 Veneto ha contattato la sezione con una richiesta di collaborazione; questa attività ha preso il via dopo incontri di progettazione e formazione, sia con il gruppo di escursionismo che con quello di arrampicata.
L’attività con il SERD continua ancora oggi, mentre si sono aggiunte altre attività come quelle con i disabili della Comunità Città Solidale e con le donne vittima di violenza dell’associazione Donna chiama Donna.
Allo stesso tempo alcuni volontari collaborano con l’attività di accompagnamento nei corsi di formazione per operatori organizzati dalla SIMonT, Società Italiana di Montagnaterapia.