Falesia di Gogna

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Che cosa facciamo
La storia della falesia
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Che cosa facciamo

Da oltre 80 anni il CAI di Vicenza, tramite i propri volontari svolge periodicamente interventi di manutenzione delle attrezzature installate (protezioni intermedie, punti di sosta), un’azione di bonifica della parete al fine di ridurre la caduta di sassi e piante secche e un’opera di pulizia dell’area circostante provvedendo anche al taglio dell’erba.
Nel 2015, a seguito di una analisi idrogeologica che ha individuato le zone più sicure da adibire all’arrampicata, è stata incaricata una Guida Alpina di curare la manutenzione di sette itinerari: diedro fessura, pilastro staccato, diretta, l’incastro, placca, diedro grigio, diedro giallo.
Invece per gli altri vecchi itinerari, non soggetti a manutenzione, il CAI non si assume alcuna responsabilità.
La falesia, unica nel suo genere in città, è un luogo aperto al pubblico destinato alla promozione dell’arrampicata. L’area è ben tenuta e si invitano i frequentatori a rispettare il regolamento, a non lasciare rifiuti di vario genere e a contribuire alla pulizia del luogo.

La storia della falesia

Verso i primi anni ’30 si individuò una cava abbandonata nella verde valletta ai piedi di Monte Berico sotto la vecchia colonia Bedin Aldighieri che si raggiunge percorrendo Via Gogna per poi seguire a sinistra Via Vigolo.
Il posto è magnifico, accessibile facilmente dalla città e dotato già allora di una parete che offriva tutti i passaggi dal primo al sesto grado. Da quella cava partirono gli alpinisti vicentini per affrontare le pareti della Marmolada, del Civetta e di tante altre difficili montagne dolomitiche. Laggiù alla sera verso le sei si ritrovavano i rocciatori per allenarsi e preparare progetti. Severino Casara scrive che cominciò a salire le vie più facili, per poi affrontare il diedro, la paretina e poi la traversata alta; il superamento del tetto fu ad opera di Faccio. In una recente visita, racconta sempre Casara in un suo scritto pubblicato nelle Piccole Dolomiti del 1939, lo stesso Emilio Comici ebbe a riconoscere che la palestra riesce ottima per l’allenamento.
Già dagli anni ’40 l’Istituto IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza), proprietario della Colonia e del parco circostante dà in concessione alla Sezione di Vicenza del CAI la cava da adibire a palestra di roccia.
Durante tutto l’anno, oltre ad essere frequentata dai corsi della Scuola di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata della Sezione per lo svolgimento di esercitazioni, la palestra è meta abituale di alpinisti e arrampicatori sportivi che si dedicano all’allenamento.
Nel 2021, il Comune di Vicenza, che ha in diritto d’uso per un periodo di 30 anni il complesso denominato ex Colonia Bedin Aldighieri, in seguito ad avviso pubblico, ha affidato alla Sezione di Vicenza del CAI, il comodato d’uso modale della palestra di roccia e spazio antistante la falesia.
In questi ultimi anni l’amministrazione comunale, in occasione dei lavori di riqualificazione del parco, ha installato una fontana di acqua potabile ed ha realizzato un parcheggio per le auto.