Sentiero urbano della libertà n. 11

CONTENUTI

Presentazione
Caratteristiche generali
Cartine topografiche
Numero di tappe
Introduzione al percorso
Note al percorso
Tappe e Argomenti di interesse
Note per il rientro

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sentiero 11 foto presentazione - CAI Sezione di Vicenza - APS
Foto da Walter Stefani, “Il martirio di una città – Vicenza 1940-1945”, Agora’ Factory 2012, p. 118

Un Sentiero Urbano della Libertà dedicato ad un giorno particolare: il 28 aprile 1945, un sabato primaverile, iniziato sotto una fastidiosa pioggia. Un lungo itinerario tra le angosce della città che si trasformarono in esultanza nel corso di qualche ora.

Dal tardo pomeriggio dell’8 settembre 1943, quando arrivò la notizia dell’armistizio, passarono venti mesi fino a quando nella tarda mattinata del 28 aprile 1945 i tanks americani entrarono a Vicenza: già alle 5.30 i carri armati del 350° reggimento fanteria erano a Olmo.
Verso le 8.00 erano in vista di S. Felice. I combattimenti proseguirono casa per casa, annientando le retroguardie tedesche fino all’allora Corso Ettore Muti, così ridenominato dal novembre 1943, accantonando la vecchia denominazione di corso Principe Umberto. Dal giugno 1945 il corso prese il nome attuale di Corso Palladio.
Alla fine della mattinata, dal balcone del Caffè Nazionale posto al primo piano del palazzo prospiciente il Municipio di Vicenza in Corso Palladio, fu il prof. Volpato che annunciò la fine della guerra.
Il tripudio della gente e le ultime fucilate furono gli ultimi ricordi di 5 anni di guerra.
L’esultanza si coglie dal fermo immagine.

Il percorso si sviluppa inizialmente seguendo i passi dei fanti americani che combatterono la “Battaglia di Vicenza”, partendo da quella che allora era zona di aperta campagna e seguendola fino al centro città. Sono le foto e i video eseguiti in quelle ore di combattimenti dagli operatori dell’esercito USA a far da guida nei vari punti di osservazione, fino alle immagini di gioia riprese lungo Corso Palladio.
La seconda parte dell’itinerario segue le tracce delle retroguardie tedesche che lasciarono una scia di sangue durante la ritirata da Vicenza.
Alle 16,30 di quel giorno, molto lontano da Vicenza, Mussolini e Claretta Petacci venivano giustiziati a Giulino (Como).

Zona:Periferia ovest – periferia nord Vicenza
Luogo partenza:Viale San Lazzaro
Luogo arrivo:Monumento strage Monte Crocetta – Via Falzarego
Lunghezza:13,1 Km + 1,3 Km per arrivare alla fermata bus al ritorno
Dislivello:40 metri
Difficoltà:T – Turistico: le difficoltà sono limitate all’attraversare alcune strade trafficate e nell’orientamento
Durata:5 ore
Note:Si suggerisce l’utilizzo della traccia gpx – – l’itinerario è molto lungo, inoltre è proposta una variante per raggiungere il luogo dell’eccidio di Ca’ Tosate (oltre 6 Km tra andata e ritorno). In questo caso è consigliato l’utilizzo della bicicletta per percorrere l’intero tragitto, oppure di dividere in due il sentiero.
Guida completa:scarica la guida completa del sentiero
Tracce GPX:Percorso la traccia GPX
Variante Ca’ Tosate traccia GPX
Tracce KLM:Percorso la traccia KLM
Variante Ca’ Tosate traccia KLM
Mezzi per rientro alla partenza:Autobus urbano STV nº 6 e 1 –
per orari verificare il sito https://www.svt.vi.it/it/orari-percorsi
Per arrivare alla fermata occorre tener conto di una camminata di oltre un Km.

Per meglio comprendere come si presentava il territorio in quei periodi, si illustra il sentiero disegnato su due mappe distinte.
La prima mappa utilizza una carta topografica 1:25.000 Vicenza, dell’Istituto Geografico Militare, rilievo del 1890 e aggiornamento del 1953. Si può cogliere una buona corrispondenza con l’attualità solo per parte del centro storico.
Fonte: Istituto Geografico Militare – Archivio CAI
Confrontandola con la successiva mappa on-line, realizzata con OsmAnd, risultano evidenti le grandi trasformazioni del territorio soprattutto allontanandosi del nucleo storico cittadino.
Fonte: https://osmand.net/

sentiero 11 percorso su mappa storica - CAI Sezione di Vicenza - APS
Fonte: Istituto Geografico Militare – Archivio CAI
clicca sull’immagine per ingrandirla
sentiero 11 percorso su mappa attuale - CAI Sezione di Vicenza - APS
Fonte : https://osmand.net/
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Seguire il sentiero in città può risultare complesso: si consiglia di far tesoro delle note in cima ad ogni tappa, che guidano negli spostamenti necessari per raggiungere il luogo.
Per uno sguardo di massima si hanno a disposizione le cartine di dettaglio sottostanti.
Infine è vivamente suggerito l’utilizzo delle tracce gpx fornite sul sito.
Nelle mappe di dettaglio vengono evidenziate con il cerchio giallo numerato progressivamente tutte le tappe del sentiero.
Lo sviluppo del trekking non permette una mappa dettagliata, per questo la scala è variabile: in ogni mappa al centro in basso è presente la rappresentazione grafica della scala della stessa.
L’itinerario non garantisce viste mirabolanti o paesaggi mozzafiato: si vogliono riscoprire luoghi e fatti per conoscere ed essere riconoscenti a quanti hanno scelto la libertà e la giustizia, quando farlo significava rischiare tutto.


ENTRA NEL CONTESTO DEL PERCORSO…
(clicca sul triangolo o su questo testo per APRIRE o CHIUDERE la finestra che introduce al percorso contestualizzandolo)


Giovedì 26 aprile 1945: di fronte allo stupore di molti, venivano liberati tutti i prigionieri politici del Carcere di San Biagio. Qualcosa di tanto atteso era imminente.
Venerdì 27 aprile 1945: l’avanzata dell’esercito americano si fermò ad alcune decine di chilometri dal capoluogo. Le truppe sotto la pioggia vennero fatte riposare per riprendere il giorno dopo la corsa verso Vicenza.
Una decina di giorni prima l’esercito alleato aveva avuto ragione della Linea Gotica, lungo la quale il fronte si era stabilizzato dall’autunno precedente. Gli alleati superarono il Po e stavano risalendo la pianura.

“I “Diavoli Blu” dell’88ª divisione stanno avanzando con decisione verso Vicenza, nonostante procedano sotto una pioggia battente, che impedisce spesso la visibilità e talvolta ne rallenta i movimenti; dietro alle punte corazzate i convogli dell’artiglieria cercano di tenere il passo ma sono sovente costretti a fermarsi per prendere prigionieri gruppi di sbandati o intere unità lasciati indietro dalle avanguardie. A guidare l’avanzata c’è il 350° reggimento fanteria, con il 2º battaglione in testa che quel giorno avanza di una trentina di chilometri, incontrando una debole resistenza. […]
È già notte, e le nuvole sopra la testa e gli alberi lungo il percorso, che nascondono parzialmente le distese piatte dei campi, fanno da cornice alla marcia degli americani. Non manca qualche tentativo di opposizione: i tedeschi cercano di ritardare l’avanzata con saltuari nidi di resistenza, costituiti da mitragliatrici e Panzerfaust, e appostamenti di cecchini. È ormai troppo tardi, però, per prendere la città. Poco dopo le 23 la Task Force decide di fare una sosta di qualche ora. Vicenza dista appena 12 chilometri.
Il capoluogo berico è obiettivo anche del 362° reggimento della 91ª divisione fanteria (“Powder River”), quel giorno posizionato a protezione del ponte sull’Adige a Legnago. […]
Nelle stesse ore, mentre il 363° reggimento fanteria raggiunge Sossano, dove trascorrerà la notte, il 361° fanteria si muove verso Vicenza su strade parallele.”
Luca Valente, “Dieci giorni di guerra”, Cierre 2019 pp. 169-172

“Col 20 aprile s’inizia la fase insurrezionale. In tutto il territorio della pianura vicentina le sette Brigate della Divisione [Vicenza] procedono sistematicamente all’occupazione di punti strategici e di stabilimenti industriali importanti, attaccando dovunque le forze tedesche e fasciste in ritirata. Dal 27 aprile in poi, i partigiani combattono a fianco delle avanguardie della V e VIII Armata angloamericane: si tratta di combattimenti aspri e sanguinosi con centinaia di caduti. Ma la provincia è liberata.
Sulla linea delle Prealpi, il merito va alle tre gloriose divisioni montane che tennero quel difficile terreno: da ovest ad est, la “Garemi”, “l’Ortigara” e la “Martiri del Grappa”.
Ma in pianura, presidiata da ingenti forze tedesche e fasciste e da polizie segrete, tutto l’urto fu sostenuto dalla Divisione “Vicenza” con le sue sette Brigate.”
Benito Gramola e Annita Maistrello, “La Divisione Partigiana Vicenza e il suo Battaglione Guastatori”, La Serenissima 1995 p. XX

Si ricorda che i Sentieri Urbani della Libertà non sono provvisti di segnaletica propria. Tutta la documentazione necessaria per gli approfondimenti e per l’orientamento è liberamente disponibile nel sito.
Si ricorda che gran parte del centro storico è in Zona a Traffico Limitato.
Se si arriva in automobile, posti auto sono disponibili lungo Viale San Lazzaro e Viale Verona.
Il ritorno al punto di partenza è previsto con l’autobus pubblico: occorre utilizzare prima la linea 6 e successivamente la linea 1.
Per il rientro occorre ricordare di munirsi di biglietto dell’autobus.
Le rivendite sono elencate nel sito https://www.svt.vi.it/it/biglietti-abbonamenti/punti-vendita.
La lunghezza dell’itinerario può intimidire: in ogni caso si può optare per l’utilizzo della bicicletta, che garantisce anche la visita nei luoghi dell’eccidio di Ca’ Tosate. Nulla vieta dividere in due l’itinerario.

simbolo orme - CAI Sezione di Vicenza - APS

Quando nella guida, che contiene il dettaglio della tappa, si incontra il simbolo delle orme occorre seguire le indicazioni necessarie per raggiungere il luogo indicato.

(*) clicca sulla foto con il luogo della tappa per ingrandirla

Foto (*)Tappa n°Indirizzo – località / posizione Google MapsArgomento di interesse
sent 11 28 apr foto tappa rid 1 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 1
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Viale San Lazzaro – incrocio Via Puccini
45°32’24.9″N 11°31’18.3″E – Google Maps
28 aprile 1945 – Gli americani a Olmo
Si muore anche da vincitori
sent 11 28 apr foto tappa rid 2 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 2
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Viale Verona – cavalcavia Ferretto de’ Ferretti
45°32’28.1″N 11°31’26.1″E – Google Maps
Uccisione di Guido Zemin
sent 11 28 apr foto tappa rid 3 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 3
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Viale Verona – incrocio Via Rattazzi
45°32’34.8″N 11°31’43.1″E – Google Maps
Inizio della Battaglia di Vicenza
sent 11 28 apr foto tappa rid 4 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 4
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Corso San Felice – primi portici
45°32’37.5″N 11°31’50.4″E – Google Maps
Carrarmato sepolto dalle macerie
Fucilazione del partigiano Panozzo
sent 11 28 apr foto tappa rid 5 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 5
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Corso San Felice – incrocio Via Milano
45°32’43.6″N 11°32’06.6″E – Google Maps
Barricate in Via Milano
sent 11 28 apr foto tappa rid 6 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 6
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Viale Mazzini – incrocio Via Cattaneo
45°32’48.0″N 11°32’05.7″E – Google Maps
Assassinio dell’avvocato Giuliano Ziggiotti
sent 11 28 apr foto tappa rid 7 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 7
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Via Gorizia – Piazza Castello
45°32’46.5″N 11°32’29.3″E – Google Maps
Battaglia in periferia, silenzio in centro
sent 11 28 apr foto tappa rid 8 q - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 8
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Via Santa Chiara
45°32’37.4″N 11°32’57.0″E – Google Maps
Spari e feriti in città
sent 11 28 apr foto tappa rid 8 variante a - CAI Sezione di Vicenza - APSVariante Ca’ Tosate 8a
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Via Riviera Berica – ciclabile Casarotto – Ca’ Tosate
45°31’15.1″N 11°34’06.6″E – Google Maps
Eccidio Ca’ Tosate
sent 11 28 apr foto tappa rid 8 variante b - CAI Sezione di Vicenza - APSVariante Ca’ Tosate 8b
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Via Riviera Berica – incrocio Via Porciglia
45°31’23.8″N 11°33’48.5″E – Google Maps
Uccisione dei Fratelli Boesso
sent 11 28 apr foto tappa rid 9 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 9
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Borgo Casale – ITS Meccatronico
45°32’46.8″N 11°33’25.1″E – Google Maps
Assalto alla Caserma Arnaldo Mussolini
sent 11 28 apr foto tappa rid 10 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 10
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Porta Padova – incrocio Via Gallieno
45°32’55.7″N 11°33’20.9″E – Google Maps
Salvaguardia impianti e difesa abitati
Mamme e tedeschi
sent 11 28 apr foto tappa rid 11 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 11
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Contra’ San Domenico – Conservatorio
45°33’02.7″N 11°33’16.4″E – Google Maps
Una Camel – come finì la guerra per molti nazisti e fascisti
sent 11 28 apr foto tappa rid 12 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 12
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Borgo S.Lucia – Seminario
45°33’15.5″N 11°33’09.6″E – Google Maps
In camera di Don Frigo l’ex prefetto Mirabelli
Ringraziamenti di fine guerra – foto mangiate
Rifugio del CMP e del CLN – Il 27 a Sandrigo: Carli, Chilesotti, Andreetto
sent 11 28 apr foto tappa rid 13 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 13
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Via Ceccarini – Porta Santa Lucia – Torrione
45°33’10.8″N 11°33’07.3″E – Google Maps
La fine della guerra di Dante e di Bruno
sent 11 28 apr foto tappa rid 14 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 14
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Ponte degli Angeli
45°33’01.0″N 11°33’02.2″E – Google Maps
La fucilazione di Alfredo Dal Bon
La fucilazione del burattinaio
C’è chi tenta di andare al lavoro
sent 11 28 apr foto tappa rid 15 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 15
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Stradella Piancoli
45°32’51.0″N 11°32’57.3″E – Google Maps
Il ragazzino Parise – a caccia dei fascisti
sent 11 28 apr foto tappa rid 16 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 16
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Contrà San Faustino
45°32’51.2″N 11°32’56.6″E – Google Maps
Ultimi spari a Vicenza
Una strana vendetta ”Finalmente è finito il Medioevo”
sent 11 28 apr foto tappa rid 17 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 17
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Piazza dei Signori
45°32’49.8″N 11°32’47.0″E – Google Maps
Mai visti tanti tricolori – Libero Giuriolo
Festeggiamenti amari a Marostica: Ermes e il suo delatore
Tutti ad armarsi
sent 11 28 apr foto tappa rid 18 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 18
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Corso Palladio
45°32’52.8″N 11°32’45.4″E – Google Maps
L’avviso radiofonico di Mario Dal Pra: la Liberazione
Carri armati in Corso: la Liberazione
sent 11 28 apr foto tappa rid 19 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 19
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Contra’ Pedemuro San Biagio
45°32’59.3″N 11°32’34.5″E – Google Maps
Liberazione dei detenuti
sent 11 28 apr foto tappa rid 20 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 20
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Piazza San Lorenzo
45°32’54.3″N 11°32’32.2″E – Google Maps
I militi fascisti in Banca d’Italia
sent 11 28 apr foto tappa rid 21 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 21
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Contra’ Santa Maria Nova
45°32’54.9″N 11°32’13.1″E – Google Maps
“Nerina” alla Caserma Sasso
sent 11 28 apr foto tappa rid 22 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 22
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Via Mazzini
45°32’51.8″N 11°32’04.3″E – Google Maps
I “Diavoli Verdi” nella morsa
sent 11 28 apr foto tappa rid 23 a - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 23
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Via Manara, 33
45°33’01.6″N 11°31’45.2″E – Google Maps
Il Massacro di sette civili
sent 11 28 apr foto tappa rid 24 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 24
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Strada Provinciale n° 46 del Pasubio – lapide Rigo
45°33’31.9″N 11°31’13.7″E – Google Maps
Pantera e i Militi fucilati
sent 11 28 apr foto tappa rid 25 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 25
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Via Vicinale Monte Crocetta
45°33’35.7″N 11°30’55.7″E – Google Maps
Quelli dell’Ismeme
sent 11 28 apr foto tappa rid 26 - CAI Sezione di Vicenza - APSTappa 26
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Via Falzarego
45°33’45.5″N 11°30’24.7″E – Google Maps
Monumento strage di Monte Crocetta

autobus - CAI Sezione di Vicenza - APS

L’itinerario termina davanti a questo monumento. Per ritornare si percorre lo stesso itinerario fatto in andata fino alla Strada Provinciale 46 del Pasubio. La fermata dell’autobus è a sinistra, all’altezza del primo gruppo di case che si osserva

Nel ritornare alla fermata dell’autobus, che dista 1,3 Km, viene spontaneo pensare al dopo guerra.
Il 28 aprile fu una giornata di luci e ombre: l’atmosfera festante della gente fu offuscata da parecchi eventi luttuosi: le stragi di Ca’ Tosate, di via Manara, di Maddalene ne rappresentarono il culmine. In città furono oltre sessanta i morti.

Ombre amare e campane a festa

Ma non furono i soli: la partigiana Lina Tridenti lo ricorda.

“La Liberazione è stata dura e drammatica: non ha avuto la poesia che qualcuno sognava quando non poteva ancora conoscere le amare esperienze necessarie per arrivare alla libertà.
La Liberazione dell’aprile del ’45 è stata offuscata da ombre amare, anche se le bandiere garrivano al vento e le campane suonavano a distesa: persi i nostri amici migliori, caduti i nostri comandanti, morto l’Ingegnere. Poi ci furono conversioni improvvise: fascisti con vestiti nuovi, non più neri, salivano sui carri degli Alleati e camminavano davanti a noi nei cortei.
Benito Gramola, “Le donne e la Resistenza – Interviste a staffette e a partigiane vicentine“, La Serenissima 1994, p. 186

Nei ricordi di Gaetano Bressan, Comandante della Divisione Vicenza, è evidente la fierezza di aver condotto la giusta battaglia.

“Quando dopo la guerra a Parigi si tenne il congresso della pace, Alcide De Gasperi, per mostrare l’impegno profuso dall’Italia nella lotta contro i nazifascisti e per strappare condizioni di pace più favorevoli, portò e mostrò agli Alleati una serie di documenti e tra gli altri anche la relazione dei sabotaggi compiuti dal battaglione “Guastatori” di Vicenza. La notizia mi è pervenuta tramite Gavino Sabadin, che a sua volta la seppe direttamente da De Gasperi.
La stessa relazione ha suffragato la domanda della seconda medaglia d’oro al valore militare alla città di Vicenza dopo quella ottenuta per la partecipazione alla rivoluzione risorgimentale del 1848.
Benito Gramola, “Cattolici nella Resistenza – Fraccon e Farina”, La Serenissima 2005, pp. 46-47

Passarono 40 anni. Il 19 marzo 1995, in Piazza dei Signori, il Sindaco Achille Variati durante la cerimonia di conferimento della Seconda Medaglia d’Oro, ebbe a ricordare l’impegno della municipalità.

“650 furono i partigiani della città, 1434 i caduti e 64 i decorati al valor militare. E la stessa popolazione (anche donne e vecchi) pagò un alto tributo di sangue nelle rappresaglie e nelle decine e decine di bombardamenti aerei. E le centinaia di edifici distrutti, alcuni appartenenti ad un patrimonio artistico irrimediabilmente perduto. Ecco il tributo di lacrime e sangue che i vicentini seppero dare per rientrare nel novero delle nazioni democratiche con pari dignità e pari diritto.”

Si ricomincia ricordando i soci CAI caduti

sentiero 11 foto rientro 1 - CAI Sezione di Vicenza - APS
sentiero 11 foto rientro 2 - CAI Sezione di Vicenza - APS

clicca sulle immagini per ingrandirle

Vicenza nell’immediato dopoguerra si dimostrò pronta a rimboccarsi le maniche e a iniziare la ricostruzione. Ciò vale anche per quanto riguarda la rinascita del CAI.
Già l’11 maggio 1945 il CNL di Vicenza approvava la nomina del Commissario Straordinario del CAI. La prima riunione del CLNP dopo la Liberazione avvenne il 7 maggio, quattro giorni prima.
Fu nominato Gaetano Falcipieri, tipografo, comunista e buon alpinista.
A lui è dedicata la panoramica ferrata che corre alta sopra la Strada delle Gallerie, da Bocchetta Campiglia al Rifugio Papa.
Uno dei primi atti ufficiali della rinata sezione fu quello di dare alle stampe un opuscolo in ricordo di Antonio Giuriolo, socio CAI, morto a capo di una brigata partigiana sull’Appennino Bolognese. Il 2 settembre 1945, alla presenza delle autorità americane ed inglesi, il Rifugio Campogrosso venne intitolato a Toni Giuriolo.
Nell’immagine, Falcipieri è colto durante la commemorazione di Capitan Toni.
Capitan Toni è protagonista di un altro Sentiero Urbano della Libertà.

Foto archivio Istrevi

Fu compito di Falcipieri introdurre l’Assemblea Generale della Sezione CAI di Vicenza del 1945, durante la quale vennero ricordati le traversie durante la guerra e i soci caduti.
Si possiede la copia preparatoria di quel discorso, fortunosamente ritrovata recentemente.
Eccone un estratto, con il quale si conclude il percorso.

sentiero 11 foto rientro 3 - CAI Sezione di Vicenza - APS
Descrizione del progetto ed Elenco di tutti i sentieri