Antonio Giuriolo a Vicenza
CONTENUTI
– Presentazione
– Caratteristiche generali
– Cartine topografiche
– Numero di tappe
– Introduzione al percorso
– Note al percorso
– Tappe e Argomenti di interesse
– Note per il rientro
Presentazione del sentiero N. 8
L’itinerario proposto si svolge quasi tutto nel centro storico di Vicenza, nei luoghi frequentati da Antonio Giuriolo e dai suoi amici.
“Giuriolo restava scritto sulle targhe intitolatrici di strade e scuole, ma poco o niente si ricordava della sua vita breve e così particolare: professore mancato, tenuto fuori dalle scuole per il suo “no” alla tessera fascista; viaggiatore tra i rari nuclei di clandestinità liberalsocialista che punteggiavano il Centro-Nord d’Italia negli anni a cavallo del 1940; cofondatore a livello nazionale di un piccolo partito, anzi piccolissimo, nato con grandi obiettivi in anticipo sulla storia politica italiana e schiantatosi subito contro i colossi democristiano e comunista, oltre che sugli scogli delle proprie ambizioni e contraddizioni; ufficiale in divisa l’8 settembre 1943 e immediatamente andato partigiano in Friuli, per diventare poi riferimento del CLN veneto nel Bellunese e sull’Altopiano di Asiago; infine fermato dalla morte sul fronte dell’Appennino, mentre combatteva a fianco degli americani.”
Antonio Trentin, “Toni Giuriolo, maestro di libertà”, Cierre – Istrevi 2012, p. 8
I punti di osservazione del trekking sono distribuiti cronologicamente, spaziando dal 1923, anno in cui la famiglia Giuriolo da Arzignano si trasferì a Vicenza, al settembre 1943, con la partenza per la montagna friulana di Toni e la sua adesione alla Resistenza.
Dei fatti accorsi negli altri periodi si fa solo cenno, cercando di focalizzare il periodo vicentino di Toni.
Dal settembre 1943 Toni non mise più piede a Vicenza: fu operativo soprattutto fuori provincia e fuori regione. Morì un anno dopo il 12 dicembre 1944 a Corona di Lizzano, nell’Appennino Emiliano.
Il ricordo della passione di Toni per la montagna e delle gite fatte assieme con i soci CAI erano presenti ancora nei vecchi della Sezione di Vicenza. Però si era dubbiosi sulla reale appartenenza al sodalizio.
Il recente ritrovamento dei Registri dei soci CAI di quegli anni ha confermato il fatto che Toni era effettivamente socio CAI, regolarmente pagante almeno dal 1938. L’immagine è tratta dal Registri soci del 1938. Non sarà solo Capitan Toni il protagonista del trekking: si è scelto di presentare anche alcuni degli amici, dei collaboratori e dei maestri che hanno contribuito con Toni alla lotta di Liberazione.

Caratteristiche generali
| Zona: | Vicenza centro |
| Luogo partenza: | Via Mameli |
| Luogo arrivo: | Viale della Pace |
| Lunghezza: | 9 Km |
| Dislivello: | Inesistente |
| Difficoltà: | T – Turistico: le difficoltà sono limitate all’attraversare alcune strade trafficate e nell’orientamento |
| Durata: | 3,5 ore |
| Note: | Si suggerisce l’utilizzo della traccia gpx |
| Guida completa: | scarica la guida completa del sentiero |
| Tracce GPX: | scarica la traccia GPX |
| Tracce KLM: | scarica la traccia KLM |
| Mezzi per rientro alla partenza: | Autobus urbano STV nº 1 per orari verificare il sito https://www.svt.vi.it/it/orari-percorsi |
Cartine topografiche
Per meglio comprendere come si presentava il territorio in quei periodi, si illustra il sentiero disegnato su due mappe distinte.
La prima mappa utilizza una carta topografica 1:25.000 Vicenza, dell’Istituto Geografico Militare, rilievo del 1890 e aggiornamento del 1953. Si può cogliere una buona corrispondenza con l’attualità solo per parte del centro storico.
Fonte: Istituto Geografico Militare – Archivio CAI
Confrontandola con la successiva mappa on-line, realizzata con OsmAnd, risultano evidenti le grandi trasformazioni del territorio soprattutto allontanandosi del nucleo storico cittadino.
Fonte: https://osmand.net/

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Numero totale di tappe: 20
Seguire il sentiero in città può risultare complesso: si consiglia di far tesoro delle note in cima ad ogni tappa, che guidano negli spostamenti necessari per raggiungere il luogo.
Per uno sguardo di massima si hanno a disposizione le cartine di dettaglio sottostanti.
Infine è vivamente suggerito l’utilizzo delle tracce gpx fornite sul sito.
Nelle mappe di dettaglio vengono evidenziate con il cerchio giallo numerato progressivamente tutte le tappe del sentiero.
La scala è variabile: in ogni mappa in basso è presente la rappresentazione grafica della distanza pari a 100 metri.
L’itinerario non garantisce viste mirabolanti o paesaggi mozzafiato: si vogliono riscoprire luoghi e fatti per conoscere ed essere riconoscenti a quanti hanno scelto la libertà e la giustizia, quando farlo significava rischiare tutto.
Introduzione al percorso
ENTRA NEL CONTESTO DEL PERCORSO…
(clicca sul triangolo o su questo testo per APRIRE o CHIUDERE la finestra che introduce al percorso contestualizzandolo)
Antonio Giuriolo è una delle figure iconiche della Resistenza Vicentina, che Meneghello nella parte finale de “Fiori Italiani “ descrive come “un uomo che davvero non aveva ceduto al fascismo”.
Gode di una fama ormai consolidata, ma non è sempre stato così: il suo contributo ha rischiato di essere dimenticato.
Come ricorda Cisotto, occorre ricordare che:
“La figura di Antonio Giuriolo, almeno fino al 1984, quando fu pubblicato il volume di Antonio Trentin, a Vicenza rimase avvolta nel silenzio.”
Gianni Cisotto, “Nella giustizia la libertà”, Cierre – Istrevi 2010, p. 25
Nel recente testo di Gramola e De Zotti viene indicato in una nota che:
“L’attenzione massima verso Giuriolo in ambito vicentino negli ultimi anni mette un poco in ombra ogni altro protagonista tra quelli soprannominati e tra i resistenti provinciali.”
Benito Gramola e Danilo De Zott, “La Divisione “Vicenza” e le sue 7 Brigate”, Cierre – Istrevi 2025, p. 41
Una descrizione particolareggiata la offrì Gigi Ghirotti, uno dei Piccoli Maestri.
“Ma c’era in città un’altra bella testa in bollore. Se ne andava con i capelli all’aria, la fronte alta, l’occhio un po’ sonnolento, l’abito trasandato. Era professore di lettere. Ma non insegnava a scuola. Le sue opinioni politiche non coincidevano con le opinioni politiche dominanti, e non aveva perciò mai accettato, nemmeno per finta, d’infilarsi la camicia nera e d’iscriversi in qualche modo al fascio. Era antifascista per nascita, anzi da assai prima che nascesse il fascismo: garibaldini gli avi, socialista d’incorrotta fede il padre, Antonio Giuriolo se ne andava per la città timorata di Dio e umiliata dall’arroganza dei gerarchi, con una sua aria di sfida disarmata, oppositore unico, dichiarato, totalmente allo scoperto, del regime e delle sue pompe. Predicava la religione della libertà». « La libertà, che cos’è?» «È tutto», rispondeva allargando le braccia. Ed era come dire che si viveva nel niente; e che la libertà, di cui egli discorreva, non era poi nemmeno un facile paradiso, da conseguirsi a purgatorio finito. […]
Non avrebbe mai accettato di salire una cattedra, in una scuola che cacciava gli ebrei e poneva a suo dogma fondamentale l’infallibilità di Mussolini. Perciò, la sua scuola Antonio Giuriolo la teneva all’aperto, sotto i platani del Campo Marzio. Viveva di lezioni private, ma all’uscita delle lezioni gli allievi se ne tornavano a casa con strani libri, del tutto fuori del programma.[…]
Era crociano di schietta fede, ma in politica non si capiva esattamente da che parte tirasse: quel ch’era certo, era il suo rifiuto totale alla dittatura, la sua ribellione assidua, di giorno in giorno testimoniata e rinnovata, ad ogni forma di compromesso, concepita quasi un dovere di apostolato e di provocazione. Nella Biblioteca Bertoliana le generazioni si incontravano; i più giovani lo stavano a guardare con sospetto, poi con ammirazione, quasi vivesse in concetto di santità, nella solitudine assorta di quella sua religione senza riti, senza fedeli visibili e senza miti.”
Gigi Ghirotti, “Rumor”, Longanesi 1970, pp. 112-113
Fu, e rimane, una figura scomoda.
Norberto Bobbio ne divenne amico ed estimatore, tratteggiando la sua personalità durante un famoso incontro tenuto a Vicenza a venti anni dalla morte.
“Toni Giuriolo fu un mobilissimo esempio di educatore senza cattedra; e siete voi stessi, giovani amici di lui, che lo avete così definito e consegnato alla storia della vostra vita spirituale come il maestro che vi ha educati non nell’aula, ma per le strade della vostra Vicenza, per i sentieri delle vostre campagne, camminando, discorrendo, discutendo, e vi ha insegnato più di tutti i maestri della scuola, anche di quella universitaria”.
Norberto Bobbio, “L’uomo e il partigiano”, in “Per Antonio Giuriolo. Scritti di Antonio Barolini, Norberto Bobbio, Enzo Enriques Agnoletti, Luigi Meneghello”, Vicenza 1966, p. 23
“Nel 1943, quando venne l’ora delle grandi decisioni, Toni era già, da sempre, un antifascista militante, legato strettamente, attraverso una fitta rete cospirativa, al movimento liberalsocialista, prima, ai gruppi veneti del Partito d’Azione, poi. Ma non era un politico: il suo antifascismo nasceva da un atto di rivolta morale contro le soverchierie dei potenti, contro la ribalderia dei piccoli despoti, contro la stupida guerra fascista e contro l’atroce guerra tedesca. Impersonava molto bene la figura del credente nella religione della libertà.”
Norberto Bobbio, “Maestri e compagni”, Passigli 1994, pp. 189 190
Note al percorso
L’itinerario inizia in zona San Felice, in Via Mameli, in quello che era chiamato Quartiere Vicenza Nuova. Era l’area di espansione della città, nei pressi della nuova zona industriale che sorgeva tra il quartiere di San Felice e l’attuale Viale Mazzini. La famiglia Giuriolo vi venne abitare nel 1923. Il sentiero termina dall’altra parte della Città, all’inizio di Viale della Pace: con il saluto ad Elisa Salviati e a Maria Setti, Toni Giuriolo disse addio anche alla sua città. Si ricorda che i Sentieri Urbani della Libertà non sono provvisti di segnaletica propria. Tutta la documentazione necessaria per gli approfondimenti e per l’orientamento è liberamente disponibile nel sito.
In città è suggerito di spostarsi in bicicletta e in autobus. Si ricorda che gran parte del centro storico è in Zona a Traffico Limitato. Se si arriva in automobile, alcuni posti auto sono presenti nei paraggi di Via Mameli. Un grande posteggio è presente davanti al Mercato Nuovo (attenzione i giorni di mercato, divieto di posteggio). Il ritorno al punto di partenza è previsto con l’autobus pubblico. Per il rientro occorre ricordare di munirsi di biglietto dell’autobus. Le rivendite sono elencate nel sito https://www.svt.vi.it/it/biglietti-abbonamenti/punti-vendita

Quando nella guida, che contiene il dettaglio della tappa, si incontra il simbolo delle orme occorre seguire le indicazioni necessarie per raggiungere il luogo indicato.
Tappe e Argomenti di interesse (in totale 32)
(*) clicca sulla foto con il luogo della tappa per ingrandirla
| Foto (*) | Tappa n° | Indirizzo – località / posizione Google Maps | Argomento di interesse |
|---|---|---|---|
![]() | Tappa 1 scarica la guida | Via Mameli – incrocio Via Alberto Mario 45°32’44.7″N 11°31’48.5″E – Google Maps | Una casa per i Giuriolo |
| Carlo Jussi – Toni Giuriolo – Giacomo Chilesotti al San Luigi (Bologna) | |||
![]() | Tappa 2 scarica la guida | Contra’ Pasquale Cordenons 45°32’51.5″N 11°32’33.1″E – Google Maps | Liceo Pigafetta, tema in bianco |
![]() | Tappa 3 scarica la guida | Contra’ Lodi 45°32’55.3″N 11°32’24.8″E – Google Maps | Altro trasferimento di abitazione – guerra di Spagna |
![]() | Tappa 4 scarica la guida | Corso Fogazzaro – incrocio Via Beccariette 45°32’59.2″N 11°32’27.4″E – Google Maps | I Giuriolo in Corso Fogazzaro |
| Tieni il becco chiuso: Domenico Corà e Licisco Magagnato | |||
| La libreria di Toni | |||
![]() | Tappa 5 scarica la guida | Contra’ Santa Corona – Palazzo Leoni Montanari 45°33’01.3″N 11°32’48.9″E – Google Maps | Incontro con Barolini e Neri Pozza |
| In Germania in bici, col CAI in montagna | |||
![]() | Tappa 6 scarica la guida | Contra’ Santa Lucia, 66 45°33’06.3″N 11°33’04.8″E – Google Maps | Casa Barolini – Giuriolo oltre Vicenza – Capitini |
| Viaggio a Parigi | |||
![]() | Tappa 7 scarica la guida | Piazza dei Signori 45°32’51.1″N 11°32’49.7″E – Google Maps | Iscrizione al CAI |
| Toni nei ricordi di Gianni Pieropan | |||
![]() | Tappa 8 scarica la guida | Contra’ Riale 45°32’54.5″N 11°32’40.5″E – Google Maps | Toni in Biblioteca Bertoliana |
![]() | Tappa 9 scarica la guida | Contra’ Riale – casa Niccolini 45°32’54.2″N 11°32’39.2″E – Google Maps | Amici e maestri: Enrico Niccolini |
| La cospirazione e il 10 giugno | |||
| Fare rete | |||
![]() | Tappa 10 scarica la guida | Corso Palladio – incrocio Via Battisti 45°32’50.2″N 11°32’38.5″E – Google Maps | Mario Mirri e Francesco Ferrari |
![]() | Tappa 11 scarica la guida | Piazzale Giusti 45°32’44.7″N 11°32’16.4″E – Google Maps | Niccolini e la tassa sui celibi |
![]() | Tappa 12 scarica la guida | Piazzale Bologna – ex Stazione Tranvie Vicentine 45°32’40.2″N 11°32’17.2″E – Google Maps | Treni e trenini: Bobbio |
![]() | Tappa 13 scarica la guida | Viale Roma – incrocio Via Verdi 45°32’41.1″N 11°32’25.0″E – Google Maps | Tutti a teatro |
| Toni e i Piccoli maestri – Licisco Magagnato | |||
![]() | Tappa 14 scarica la guida | Viale Roma – inizio Via Dalmazia 45°32’38.2″N 11°32’26.1″E – Google Maps | Caffè Moresco – Giuriolo e Pieropan alpini: ancora sui monti |
| Ai vertici del Partito d’Azione | |||
![]() | Tappa 15 scarica la guida | Viale Dalmazia 45°32’33.6″N 11°32’37.3″E – Google Maps | La rete cospirativa |
![]() | Tappa 16 scarica la guida | Via Petrarca 45°32’24.9″N 11°33’00.9″E – Google Maps | Fondazione Partito d’Azione a Vicenza – Casa Tomelleri |
![]() | Tappa 17 scarica la guida | Via Gazzole 45°32’48.1″N 11°32’53.3″E – Google Maps | Palazzo Nievo:”E il Prof. Giuriolo?” |
![]() | Tappa 18 scarica la guida | Contra’ San Faustino 45°32’54.3″N 11°32’54.1″E – Google Maps | Istituto Privato “Zanella”: Dal Pra |
![]() | Tappa 19 scarica la guida | Viale Giuriolo 45°32’51.5″N 11°33’01.9″E – Google Maps | Toni dopo il 25 luglio 1943 |
![]() | Tappa 20 scarica la guida | Viale della Pace – incrocio Via Trissino 45°32’38.2″N 11°34’06.1″E – Google Maps | L’ultima volta a Vicenza: da Elisa Salviati il 10 settembre, il 18 in Friuli |
| Maria Setti e l’addio a Vicenza | |||
| Il testamento di Toni |
Note per il rientro a inizio percorso

Occorre utilizzare l’autobus per il rientro e ritornare in Corso San Felice: per utilizzare l’autobus, basta spostarsi verso il cavalcavia e davanti al supermercato si trova la fermata, fronte al civico n° 70.
Si approfitta del viaggio di ritorno in autobus per fare un cenno sugli ultimi sei mesi di vita di Giuriolo.
La morte di Capitan Toni
Trascorsero solo sei mesi dal rastrellamento di Malga Fossetta in Altipiano di Asiago.
“È stata questa scelta, che ha portato Giuriolo, alla fine, nel dicembre ’44, a morire da partigiano, a Lizzano di Belvedere. Operando, con la sua «brigata Matteotti» all’altezza della linea gotica, aveva realizzato finalmente il collegamento con l’esercito alleato, ed ora era schierato, con il suo reparto, avendo alle spalle l’Italia liberata e partecipando ad azioni concordate con i reparti della Quinta Armata verso la Porretta. Di qui era potuto scendere una volta a Firenze, per rivedere gli amici e per respirare un momento il nuovo clima ideale e politico dell’Italia libera; ma non aveva accolto le sollecitazioni a rimanere, per dedicarsi a qualche lavoro, che potesse utilizzare al meglio, ora, nella nuova situazione, la sua sensibilità politica e i suoi interessi culturali. Enzo Enriquez Agnoletti fu uno degli ultimi a vederlo: «L’ho visto l’ultima volta nel novembre ’44, a Firenze… lo rividi con quei suoi occhi azzurri, che ti guardavano solo ogni tanto, l’aria un po’ distratta, timido e franco come sempre. Fisicamente stava benissimo. La vita durissima, le notti a dormire per terra lo avevano temprato. Solo la mano gli dava noia, la mano trapassata da una pallottola.
Nei due o tre giorni che passò a Firenze si stette quasi sempre insieme. Ma non era venuto per restare. Dopo quasi 15 mesi di guerra partigiana, dopo avere passato il fronte sugli Appennini al comando della ‘Matteotti, seguitava a tenere, a capo dei suoi uomini, la prima linea. Ed era venuto a Firenze per organizzare i rifornimenti. […] Si scusava quasi di non poter restare con noi. Sarebbe tornato appena sistemati i suoi ragazzi, diceva. […] Toni voleva che gli italiani partecipassero anche con un esercito italiano, non solo per ragioni nazionali, ma anche per ragioni morali … Perché Toni è morto? Perché ha sempre voluto dal primo all’ultimo giorno partecipare alla guerra partigiana più che all’attività politica di resistenza? […]. Aveva in sé il senso religioso della redenzione. Gli italiani dovevano redimersi e ogni uomo doveva combattere e lui Toni combatteva, doveva forse morire. Ed è morto infatti».”
Mario Mirri, “Tra Vicenza e Pisa” in “Il contributo dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore alla lotta antifascista e alla guerra di liberazione”– Giardini 1989, p. 353

Il corpo di Toni non fu recuperato subito in quanto al termine della sfortunata azione venne coperto dalla neve. Solo al disgelo venne ritrovato: fu trovato minato dai tedeschi.
A Vicenza la famiglia e gli amici non avevano più avuto contatti da mesi. Fu Luigi Meneghello ai primi di maggio, che partì da Vicenza in bicicletta, per cercare di capire il silenzio di Antonio.
Stabiliti i contatti con i partigiani bolognesi, ben presto si arrivò alla triste conclusione: quel Toni, “grande capitano sconosciuto” ucciso a Corona di Monte Belvedere era Toni Giuriolo.
Nella foto accanto, il carro funebre con la salma di Giuriolo mentre iniziava ad attraversare la città, partendo da Palazzo Bonagura, da poco sede del Partito d’Azione in quella che precedentemente era stata la sede di un ente della Replica Sociale.
Il feretro attraversò tutto il centro storico passando tra le macerie della città bombardata. La salma venne portata ad Arzignano.
Foto Archivio Istrevi (clicca sull’immagine per ingrandirla)

La foto a lato riprende l’attimo prima della tumulazione del feretro, dopo i solenni funerali svolti nel Duomo ad Arzignano.
Il secondo da sinistra, accanto al sacerdote, è Renzo Ghiotto, il terzo è Vasillj Melnik, due dei Piccoli Maestri. Vasillj era il russo ucraino, prigioniero di guerra detenuto in un campo di concentramento e fuggito con l’8 settembre. Riuscì a raggiungere il gruppetto di Giuriolo fin da quando Capitan Toni era accampato nelle Prealpi bellunesi.
Il secondo da destra è il fratello Libero Giuriolo, la terza da destra è Maria Setti.
Foto da “Dante e Renzo” opuscolo allegato a videointervista a Dante Caneva, uno dei Piccoli Maestri – a cura di Gianni Poggi – Cierre 2014
(clicca sull’immagine per ingrandirla)
Il CAI dopo Toni

Non si conosceva ancora il destino di Toni Giuriolo quando il Comitato di Liberazione Nazionale di Vicenza volle la ripresa delle attività del CAI: a 14 giorni dalla Liberazione, l’11 maggio 1945 nominò commissario straordinario Gaetano Falcipieri. Tipografo, comunista, alpinista, partigiano, socio CAI: pochi termini per inquadrare la personalità di Falcipieri che nel primo dopoguerra fondò insieme a Francesco Padovan la Società Alpinisti Vicentini (SAV).
Gaetano Falcipieri – Foto Archivio Istrevi (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Il 2 settembre 1945,le bandiere inglesi e americane e alla presenza dei Comandanti delle forze alleate come testimonia la foto, il Rifugio all’Alpe di Campogrosso, da poco restaurato dopo i danni di guerra, venne intitolato a Toni Giuriolo.
Fu una manifestazione voluta dal CAI per ricordare Capitan Toni, alla presenza di tantissime persone.
Fu proprio Falcipieri a leggere il ricordo di Toni Giuriolo.
Foto Archivio Istrevi (clicca sull’immagine per ingrandirla)

























