Laghi Ciamosseretto [12/07/2026 – FOTO]

Per fare certe gite bisogna essere motivati. Lo scorso anno, guardando la carta geografica del Gran Paradiso alla ricerca di posti nuovi dove andare, il mio sguardo finì sul vallone di Ciamousseretto: stretto tra i valloni del Roc e di Noaschetta, percorso da un sentiero di caccia reale di cui era quasi impossibile trovare recensioni su internet, non poteva non suscitare la mia curiosità.
Il problema era che la motivazione non era abbastanza. Ogni volta c’era una scusa buona per stare a casa, per fare una gita più corta: un giorno le previsioni danno temporale al pomeriggio, la settimana dopo non c’è verso di sentire la sveglia, quella dopo ancora ti senti un blues brother durante un’invasione di cavallette. I Laghi di Ciamousseretto mi avrebbero dovuto aspettare per altri 12 mesi, ma mi sarei fatto trovare preparato.
Il piano è diabolico quanto efficace: organizzare una gita per il CAI di Volpiano proprio laggiù. Non c’è scusa che tenga, domenica 12 luglio ti DEVI svegliare alle 5 (sei tu il coordinatore e sei tu che hai deciso tu l’improbabile ora di ritrovo, dopotutto), si prendono zaino e scarponi e si parte.
Il percorso è lungo e tortuoso, i famigerati tornanti della mulattiera reale mettono alla prova gli spiriti più combattivi a colpi di pendenze infinitesimali e chilometraggi degni di un trail. I più scelgono di fermarsi lungo il percorso, chi alla Casa di Caccia del Gran Piano, chi al Lago Inferiore, ma Dario e Andrea non si arrendono, e assieme arriviamo sotto le balze che conducono al Lago Superiore.
È a questo punto che la motivazione si fa davvero sentire. Qui è dove lo scorrere del tempo si è fatto sentire di più: con il passare degli anni il sentiero è franato e indistinguibile, occorre quindi sapersi destreggiare tra i detriti e leggere il pendio per individuare i passaggi più agevoli, ma questo è nulla in confronto alla fatica accumulata in più di 4 ore di salita a ritmo incessante.
Una volta arrivati, ci rendiamo però conto che ogni goccia di sudore è stata ben spesa. Il Ciarforon e la Tresenta incombono maestosi, mentre la postazione di caccia di Vittorio Emanuele II fa da guardia al Lago Superiore di Ciamousseretto, decisamente sorpreso dall’imprevista compagnia umana.
Ma soprattutto, in quei momenti non ci rendiamo fortunatamente conto di quanta strada c’è ancora da fare per tornare alla macchina!

Alessandro Furbatto

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