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Le idee che rendono sostenibile il rifugio di domani |
Gruppo di lavoro
Il documento è stato redatto dal gruppo di lavoro creato ad hoc da SOLROA per lo sviluppo del progetto:
Damiano Noce CAI Varese
Ingegnere Ambientale Consigliere Commissione ROA Lombardia
Giorgio Chiusi CAI Sovico
Responsabile Rifugio Del Grande-Camerini Past President ROA Lombardia
Valeria Mezzanotte Università degli Studi di Milano-Bicocca
Professoressa Associata di Ecologia Docente di Valutazione di Impatto Ambientale e di Ecologia Applicata
Elisa Lietti CAI Como
Dottoressa in Scienze Ambientali Consulente Ambiente, Salute e Sicurezza Funzionario della Provincia di Como
Federico Pagani CAI Ballabio
Dottore in Scienze Ambientali Consulente Ambientale Docente dei corsi regionali abilitanti alla professione di rifugista
Sara Borghesan CAI Sovico
Dottoressa in Scienze Ambientali Borsista presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – Rifugista volontaria (Rifugio Camerini)
1 Introduzione e scopo del lavoro
In Regione Lombardia sono presenti circa 180 rifugi che offrono quasi 6.000 posti letto ai tanti escursionisti e alpinisti che frequentano le montagne lombarde. L’insieme dei rifugi è quindi un patrimonio ingente, tra i più grandi fornitori di alloggi in Lombardia.v Lo scopo del presente progetto è quello di sensibilizzare i proprietari dei rifugi ed i gestori ad una più attenta gestione eco-sostenibile delle strutture, in particolare per i seguenti aspetti:
• Energia
• Approvvigionamento idrico
• Smaltimento acque reflue (scarichi)
• Gestione rifiuti
• Funzionamento e ambiente del rifugio
Promuovendo altresì una gestione sostenibile e resiliente della risorsa idrica nei rifugi alpini, favorendo interventi finalizzati alla raccolta, conservazione, riutilizzo e razionalizzazione delle acque meteoriche e delle sorgenti locali.
Tali azioni contribuiscono alla mitigazione degli effetti della siccità nei territori montani, alla tutela degli ecosistemi alpini e alla riduzione dei prelievi da corpi idrici naturali.
Particolare attenzione viene rivolta all’adozione di sistemi di accumulo, distribuzione e trattamento delle acque che consentano di migliorare l’autonomia idrica delle strutture e di garantire la continuità dei servizi offerti ai frequentatori della montagna.
Il tutto tenendo conto del contesto in cui sono inseriti e delle difficoltà gestionali conseguenti alla quota, all’accessibilità, ecc. Il progetto vuole essere un incoraggiamento a migliorarsi ed a prendere consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza, nell’ottica di rendere le strutture sempre più sostenibili e rispettose dei delicati ambienti in cui sono inserite.
In coerenza con le strategie regionali per la gestione della risorsa idrica, il progetto ECOHUT assume i seguenti principi ispiratori:
• tutela e uso efficiente della risorsa acqua;
• recupero e valorizzazione delle acque meteoriche;
• adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione dei fenomeni di siccità;
• salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi connessi agli ambienti acquatici montani;
• promozione dell’invarianza idrologica e della riduzione degli impatti sulle risorse idriche naturali;
• adozione di soluzioni innovative per l’accumulo, il trattamento e la distribuzione dell’acqua nei rifugi alpini.
L’assegnazione del marchio ambientale ECOHUT vuole quindi essere uno stimolo per i proprietari ed i gestori per la costante riduzione dell’impatto ambientale dei rifugi.
Il marchio ECOHUT ha infine lo scopo di rendere consapevoli gli ospiti del rifugio dell’impegno del CAI e di ASSORIFUGI nei confronti della protezione dell’ambiente. Tale marchio verrà rilasciato a seguito di una valutazione attraverso una checklist a punti che sarà sottoposta al gestore/proprietario.v La checklist non è finalizzata ad una classifica dei rifugi migliori/peggiori ma consente di valutare chi ha già intrapreso azioni ambientalmente sostenibili e sta già beneficiando dei risultati; consente inoltre di stimolare e indirizzare chi invece, con più difficoltà, deve ancora lavorare su questi aspetti.
Per ottenere il marchio ambientale ECOHUT il rifugio deve raggiungere una soglia minima di punteggio (50%).
La checklist è inviata ai proprietari ed ai gestori che, congiuntamente e su base volontaria, provvederanno a compilarla. La checklist che dovrà essere firmata da proprietà e gestore, andrà trasmessa ad indirizzo e-mail dedicato; la stessa verrà valutata da una commissione valutatrice. I rifugi saranno sottoposti ad ispezioni per la verifica della situazione reale sul posto secondo i criteri definiti.
Il marchio ECOHUT sarà inizialmente assegnato per un periodo di tre anni.v In caso di eventi speciali (es. manutenzioni straordinarie, cambio di gestore, ecc.), dovrà essere data immediata comunicazione all’indirizzo e-mail della commissione e la struttura verrà sottoposta ad una nuova valutazione per l’assegnazione del marchio.
Si tratta di un primo passo di sensibilizzazione verso le problematiche ambientali che non punta al conseguimento di una certificazione ambientale secondo le norme internazionali (UNI EN ISO 14001 o EMAS) che richiederebbe un lavoro ben più complesso e oneroso e che difficilmente potrebbe essere applicata alla realtà dei rifugi alpini.
Le due certificazioni vengono infatti rilasciate da enti certificatori esterni (Comitato Ecolabel – Eco audit, con il supporto tecnico di ISPRA e delle ARPA regionali per EMAS e organismi indipendenti accreditati per ISO 14001). Nel caso della certificazione EMAS i soggetti interessati si impegnano, a seguito di una procedura di eco audit interno, a redigere periodicamente una Dichiarazione Ambientale in cui sono descritti i dati ambientali, gli obiettivi e il programma ambientale, nonché gli obiettivi ambientali raggiunti e gli interventi previsti per il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali delle proprie operazioni. La Dichiarazione Ambientale viene validata dal Comitato Ecolabel ed Eco audit, con il supporto tecnico di ISPRA e delle ARPA regionali, coadiuvato da un organo di registrazione accreditato.
La certificazione ISO 14001 viene invece rilasciata da un organismo indipendente accreditato (ACCREDIA) che verifica l’impegno concreto nel minimizzare l’impatto ambientale dei processi, prodotti e servizi, attestando con il marchio ISO 14001 l’affidabilità del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) applicato. In entrambi i casi, dunque, deve essere sviluppato un SGA che riguardi tutti i processi che si svolgono all’interno del soggetto richiedente. L’iter di certificazione comprende diverse fasi:
• Analisi iniziale dell’organizzazione per definire le modalità di intervento e i criteri da adottare nel Sistema di Gestione Aziendale.
• Progettazione e/o modifica del Sistema di Gestione Aziendale.
• Elaborazione di tutti i documenti necessari quali: Manuale, procedure, istruzioni operative e documenti di registrazione. • Implementazione del Sistema di gestione
• Audit di certificazione da parte dell’organismo competente per esaminare la documentazione e verifica ispettiva presso la sede dell’organizzazione richiedente
• Emissione, da parte dell’organismo di certificazione, del certificato di conformità alla norma ISO 14001 di tutti i processi aziendali, quali: servizi, produzione, approvvigionamento, approccio con i clienti etc.
• Realizzazione di apposita documentazione e modelli di registrazione che attestino l’applicazione del sistema di gestione all’interno dell’organizzazione.
È quindi evidente come si tratti, in entrambi i casi di procedure sovradimensionate rispetto alle realtà dei rifugi a cui ci si riferisce.
2 Documentazione di partenza
Il gruppo di lavoro ha utilizzato, come base di partenza per lo sviluppo del progetto, la procedura predisposta per finalità simili dall’associazione costituita dai seguenti Club Alpini: Club Alpino Tedesco (DAV), come capofila, Club Alpino Austriaco (ÖAV), nonché la Alpenverein Süd Tirol (AVS).
Scopo del progetto d’oltralpe, denominato “Umwelt Gütesiegel” e avviato nel 1994, è quello di sensibilizzare le seguenti figure:
• i proprietari dei rifugi, responsabilizzandoli nella costruzione e manutenzione straordinaria di un immobile efficiente energeticamente e rispettoso dell’ambiente (con particolare riferimento nelle opere di approvvigionamento e smaltimento idrico);
• i gestori dei rifugi, responsabili, tra le varie incombenze, anche della migliore conduzione possibile delle infrastrutture ambientali;
• gli ospiti, in merito allo speciale impegno dei Club Alpini sopraccitati verso la protezione dell’ambiente.
Tuttavia, è parso fin da subito che i parametri richiesti dal progetto utilizzato come modello non potessero essere applicati tal quali alla realtà dei rifugi italiani, almeno nelle fasi iniziali di avvio della classificazione ambientale. Per l’ottenimento del marchio di qualità ambientale tedesco sono previsti, infatti, criteri tecnici specifici basati su un’esperienza ormai trentennale nella valutazione delle prestazioni ambientali delle strutture alpine.
Conservando le regole generali e macrosettori di indagine, i principi valutativi sono stati quindi riadattati alla realtà sud alpina, in accordo all’esperienza del gruppo di lavoro, che ha comunque mantenuto, durante lo svolgimento del progetto, un confronto aperto con altre figure direttamente impegnate nella gestione di un rifugio (associazioni di categoria, società proprietarie, gestori…) Le norme valutative e il relativo sistema di attribuzione dei punteggi sono stati tradotti, rivisti e aggiustati alle esigenze specifiche al fine di includere gli aspetti ritenuti più significativi e maggiormente applicabili.
3 Raccolta dati e assegnazione punteggi
Per facilitare la compilazione, la restituzione e la gestione dei dati raccolti, la checklist, composta da circa 50 domande, è stata riprodotta su un modulo online.
Per l’elaborazione dei punteggi con i quali assegnare le stelle è stato prodotto il documento riportato in allegato che è stato testato su diversi rifugi (Grande Camerini, Bosio, Marinelli) per verificare la corretta assegnazione dei punteggi e i risultati finali e affinare le scelte adottate.
Per l’assegnazione del punteggio è stato considerato quanto segue:
I punteggi dei diversi aspetti sono stati “pesati”, assegnando una diversa importanza (%) sul punteggio finale:
– Energia (peso sul punteggio totale 20%)
– Approvvigionamento idrico (peso sul punteggio totale 25%)
– Smaltimento acque reflue (scarichi) (peso sul punteggio totale 25%)
– Gestione rifiuti (peso sul punteggio totale 20%)
– Funzionamento e ambiente del rifugio (peso sul punteggio totale 10%)
Nell’ambito della sezione “Approvvigionamento Idrico” saranno attribuiti specifici punteggi premiali ai rifugi che adottano una o più delle seguenti soluzioni:
– sistemi di raccolta delle acque meteoriche;
– serbatoi o vasche di accumulo per usi civili e gestionali;
– sistemi di monitoraggio dei consumi idrici;
– dispositivi e reti di distribuzione finalizzati alla riduzione delle perdite;
– impianti di filtrazione, trattamento e potabilizzazione delle acque;
– interventi di recupero o manutenzione straordinaria di opere di captazione e stoccaggio esistenti;
– sistemi di riuso delle acque compatibili con la normativa vigente;
– predisposizioni che possano supportare le esigenze di approvvigionamento idrico in situazioni di emergenza e di protezione del patrimonio boschivo
Il tutto tenendo conto del contesto in cui sono inseriti e delle difficoltà gestionali conseguenti alla quota, all’accessibilità, ecc. È stato infatti assegnato un bonus come segue:
• 10% sul totale dei punti se il rifugio è raggiungibile solo con sentiero
• 5% sul totale dei punti se il rifugio è raggiungibile da teleferica/impianto
Inoltre, all’interno della scheda di calcolo dei punteggi è stata inserita una sezione dove per ogni aspetto vengono indicati i punti di possibile miglioramento, basati sui valori più bassi del punteggio ottenuto in ogni sezione.
Le 5 stelle alpine che rappresentano il marchio ECOHUT saranno assegnate secondo il seguente punteggio:
| Classe | Punteggio |
|---|---|
| 1 | 50-54 |
| 2 | 55-60 |
| 3 | 61-64 |
| 4 | 65-79 |
| 5 | 80-100 |
4 Attività previste per lo sviluppo del progetto
Di seguito si riporta un prospetto delle attività previste per lo sviluppo operativo del progetto considerandone una durata di 3 anni e la partecipazione di circa 30/50 rifugi all’anno.
| Fase | Attività | Durata (mesi) |
|---|---|---|
| Fase I | Revisione e perfezionamento checklist, compresa implementazione sistema informatizzato per raccolta risposte e calcolo punteggi | 2 |
| Fase II | Campagna pubblicitaria del progetto | 1 |
| Gestione invio moduli | 1 | |
| Ricezione risposte | 3 | |
| Gestione risposte | 3 | |
| Fase III | Sopralluoghi di verifica | 3 |
| Revisione risultati a valle del sopralluogo | 1 | |
| Attività integrative | Riunioni di coordinamento | Trasversale |
| Stampa e affissione targhe | Trasversale | |
| Predisposizione di linee guida tecniche per la raccolta e il riuso delle acque | Trasversale | |
| Censimento delle infrastrutture idriche esistenti presso i rifugi aderenti | Trasversale | |
| Individuazione di buone pratiche e casi studio | Trasversale | |
| Supporto ai gestori per l’accesso a finanziamenti pubblici destinati a sistemi di accumulo, distribuzione e trattamento delle acque | Trasversale | |
| Monitoraggio periodico delle prestazioni idriche delle strutture certificate ECOHUT | Trasversale |
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