VAL DI ZOLDO: proposte escursionistiche

ITINERARI

IL PICCOLO ANELLO ZOLDANO

La rete di sentieri e strade forestali, i dislivelli contenuti, l’assenza di pericoli, la pace e la tranquillità dei boschi e dei paesi, permettono passeggiate facili e riscoprire angoli suggestivi in contrade ancora integre e talvolta sconosciute agli stessi abitanti.
Le escursioni proposte nel Piccolo Anello Zoldano collegano in senso orario le frazioni ed i borghi di Forno di Val di Zoldo e Zoppè di Cadore, sono accessibili a tutti i camminatori, e non comportano difficoltà di tipo alpinistico.

Caratteristiche e note

Il “Piccolo Anello Zoldano” può essere percorso in nove ore a cui aggiungere due ore circa per il tratto Fornesighe di Val di Zoldo, Zoppè di Cadore. I tempi di percorrenza sono calcolati come esclusivo collegamento tra partenza ed arrivo. Comprendendo un’accurata visita ai singoli paesi, l’anello necessita di due giorni. Dislivelli: il dislivello totale in salita è di circa 1.800 metri Indicazioni e segnalazioni: l’Anello ha una propria segnaletica corrispondente al logo scudato dei Bergsteigerdörfer.

MONTE PUNTA (1.952 m)

È “l’ombelico” di Zoldo, e da esso si gode un panorama circolare sui monti della valle.
Si raggiunge dall’abitato di Casal (1.028 m) in versante sud, oppure -più brevemente- dal Passo Tamài (nord), partendo da Pian del For (1329 m, Zoppè) o dal villaggio di Costa (1.425 m). Dal Tamài si può anche salire, in direzione opposta, al Sass de Formedàl (2.020 m, ore 1), balcone panoramico sul Pelmo.

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Dislivello: 960/630 m

Tempo di percorrenza: 3/2 ore

Difficoltà: E


TRIOL DEL CAMILLO (1.100 m ca.)

Facile e breve sentiero naturalistico sulle pendici del Castelàz, fattibile anche in primavera, data la bassa quota e l’esposizione al sole (nel bosco il primo tratto).

Interessanti cartelli lungo il percorso descrivono le specie vegetali presenti.

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Dislivello: 250 m

Tempo di percorrenza: 2 ore

Difficoltà: E


SASSO DI BOSCONERO (2.468 m)

È la cima più elevata del gruppo del Bosconero e si raggiunge sul versante meridionale, che digrada con bancate rocciose e ghiaioni, priva di passaggi di arrampicata. Il dislivello dal fondovalle è però notevole, e conviene spezzare la salita pernottando al rifugio Casèra di Bosconero. Dalla cima si gode un ampio panorama sulle Dolomiti orientali e sulle Prealpi Bellunesi.

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Dislivello: 1.650 m

Tempo di percorrenza: 7 ore

Difficoltà: E


PORTA DELLA SERRA (2.100 m)

La lunga e monotona salita nel bosco per la strada dai Casoni (629 m, sr 251) fino a Pian Grand (1.271 m), viene ampiamente ripagata dalla impressionante vista sul Canale del Maè dalle Pale di Còleghe e dalla suggestiva inquadratura sulla Val di Zoldo dalla Porta della Serra.

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Dislivello: 1.470 m

Tempo di percorrenza:5 ore

Difficoltà: E


PRAMPER e PRAMPERET (1.857 m)

La strada della Val Prampèr, percorribile in auto fino a Pian de la Fopa (1.210 m), è una comoda via di accesso al settore nord orientale del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Da lì si prosegue per Malga Prampèr (navette in stagione) e quindi si può salire al Pramperèt o a Forcella Moschesin, in ambiente molto aperto e solatio.

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Dislivello: 330/750 m

Tempo di percorrenza: 1/3 ore

Difficoltà: E


GIRO DEL GRUPPO PRAMPER – MEZZODÌ

Lungo itinerario di grande soddisfazione.
Abbastanza frequentato da Pian de la Fòpa al Rifugio Pramperét, ma solitario e selvaggio nell’aggiramento orientale del gruppo. Grande varietà di ambienti naturali, ricca la fioritura, insolita la prospettiva sul gruppo Bosconero-Serra.

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Dislivello: 1.300 m

Tempo di percorrenza: 10 ore

Difficoltà: EE


CASTELLO DI MOSCHESIN (2.499 m)

La cima delimita a ovest la testata della Val Prampèr, nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ed è un balcone sulla valle di Àgordo, sulle Dolomiti a oriente del Cordévole, le Cime di Prampèr e Spiz di Mezzodì. L’accesso a Forcella Larga dalla Val Prampèr è ostico e non segnato, anche se evidente; in caso di dubbi conviene salire dal Vant de le Forzèle. Itinerario con facili passaggi in arrampicata.

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Dislivello: 1.200 m

Tempo di percorrenza: 6 ore

Difficoltà: EE


TAMER GRANDE (2.547 m)

La Porta dei Tàmer separa il sottogruppo del San Sebastiano da quello dei Tàmer e da essa una cengia ascendente intaglia la parete ovest del Tàmer Piccolo e permette di salire con qualche facile passaggio di arrampicata il Tàmer Grande.

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Dislivello: 950 m

Tempo di percorrenza: 5 ore

Difficoltà: EE – itinerario con difficoltà alpinistiche elementari


GIRO DI TAMER – SAN SEBASTIANO

Percorso lungo, con numerosi saliscendi, ma in ambiente molto vario e piacevole. Dal Passo Duràn (1.601 m) si segue un tratto dell’Anello Zoldano sul versante orientale del monte, si sale a Forcella Moschesìn (1.990 m ca.) e si ritorna al Passo Duràn sul versante occidentale (Alta Via delle Dolomiti n.1).

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Dislivello: 800 m

Tempo di percorrenza: 10 ore

Difficoltà: E – itinerario molto lungo


VANT DI MOIAZZA (2.100 m)

Uno dei più bei vant dei monti di Zoldo, ricco di fioriture, di solchi glaciali e di fenomeni carsici. Interessante il percorso di salita che passa per la cascata di Moiazza, intrigante la visita dei “labirinti” nelle Fratture dei Scalet. Proseguendo per il Sentiero Angelini (nord) si scavalcano le insidiose Crèpe di Moiazzetta, in ambiente solitario, e si scende in Val de la Grava.

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Dislivello: 800 m

Tempo di percorrenza: 2:30 ore

Difficoltà: E


LE ISCRIZIONI ROMANE (1.792 m)

Gli antichi romani lasciarono testimonianza della loro presenza in queste regioni sulle pendici settentrionali della Civetta, dove segnarono i confini tra le provincie di Belunum e Iulium Carnicum. Una di queste scritte è incisa sulle rocce accanto ai ruderi di Casèra Righess, in Val delle Ziolère (1.792 m), e si raggiunge da Malga Pioda (1.815 m).

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Dilsivello: 100 m

Tempo di percorrenza: 1 ora

Difficoltà: E


CIMA COLDAI (2.403 m)

Una facile escursione porta in ambiente di alta montagna, al rifugio Coldài e all’omonimo laghetto glaciale. Dal rifugio si può salire a Cima Coldai, appendice settentrionale della Civetta, superando un ultimo tratto che richiede attenzione. Ampio panorama sulla Val di Zoldo e fino alle Alpi austriache, impressionante prospettiva sulla parete nord-ovest della Civetta, sul sottostante laghetto Coldài e, 1500 metri più in basso, sulla Val Cordévole e il lago di Àlleghe.

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Dilsivello: 870 m

Tempo di percorrenza: 3 ore

Difficoltà: E


MONTE CIVETTA (3.220 m)

La via normale di salita ricalca la via dei primi salitori lungo il vallone orientale ed è in gran parte attrezzata. Grandioso il panorama dalla cima. Gradita la presenza del rifugio Torrani poco sotto la vetta, nel quale vale la pena fermarsi a pernottare, per godere uno dei più bei tramonti che le Dolomiti possano offrire. L’attacco (2.350 m) si può raggiungere dal rifugio Coldài (2.132 m) con il Sentiero Tivàn, oppure dalla Grava (1.627 m) dove si può giungere in auto da località Le Vare (sp 347).

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Dislivello: 1.600 m

Tempo di percorrenza: 10 ore

Difficoltà: EE – itinerario molto impegnativo


SPIZ DE ZUEL (2.033 m)

Cima panoramica, con punto di vista prIvilegiato sul versante est della Civetta. Si raggiunge per una comoda strada di origine militare dalla Casèra della Grava (1.627 m), in ambiente aperto di pascolo (trincee sulla cima). Possibile l’avvistamento di cervi e caprioli.

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Dislivello: 400 m

Tempo di percorrenza: 1 ora

Difficoltà: E


LE IMPRONTE DEI DINOSAURI (2.050 m)

Escursione poco faticosa (salvo il ripido tratto finale su ghiaie instabili). Dal Passo Staulanza (1.766 m) seguendo il sentiero dell’Alta Via 1 si raggiunge la base del Pelmetto, dove una deviazione (segnalata) porta a un grande masso in cui sono impresse un centinaio di impronte di dinosauri che risalgono al Trias Superiore, attribuibili a rettili bipedi alti da 80 cm a 3 m (dinosauri Ornitischi, Coelurosauri e Prosauropodi).

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Dislivello: 250 m

Tempo di percorrenza: 1:15 ore

Difficoltà: E


GIRO DEL PELMO (1.946 m)

Lunga escursione ad anello di grandissima soddisfazione in ambiente vario: boschi di conifere, distese di mughi, pascoli, ghiaioni, permafrost, roccia. Dal Passo Staulanza (1.766 m) si segue il sentiero per la Val d’Arcia, che aggira a nord il Pelmo, per il vasto ghiaione-ghiacciaio sale a Forcella di Val d’Arcia (2.476 m) e scende al Rifugio Venezia; da qui prosegue l’aggiramento di Pelmo e Pelmetto sul versante sud per tornare al Passo Staulanza.

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Dislivello: 700 m

Tempo di percorrenza: 8 ore

Difficoltà: EE


MONTE PELMO (3.159 m)

Un itinerario per escursionisti allenati, con piede fermo, che non temono il vuoto.

La cengia di Ball è aerea e richiede la massima concentrazione, ma è di grande soddisfazione; noioso il ghiaione intermedio battuto dal sole, interessanti la conca glaciale e la terrazza che precedono la cima.
In giornate limpide il panorama spazia dalle Alpi austriache alla laguna di Venezia.

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Itinerario molto impegnativo con tratti molto esposti su cengia e passaggi di facile arrampicata

Dislivello: 1.200 m dal Rifugio Venezia

Tempo di percorrenza: 7 ore


MONTE RITE (2.183 m)

Il forte, costruito sulla cima del monte durante la guerra del ’15-18, è stato restaurato e adibito a museo (Messner Mountain Museum). È raggiungibile da Passo Cibiana (1.536 m) per una comoda strada, che però nel periodo estivo è percorsa da navette che trasportano i turisti. In alternativa c’è il sentiero che passa per il Col d’Orlando e arriva a Forcella Deona. Un poco più lungo, ma più vario e piacevole, è il percorso che da Quatre Tabià (1.450 m, sp 347) sale a Forcella di Val Inferna e raggiunge la cima dal versante settentrionale del monte. Grandioso il panorama sui monti di Zoldo e del Cadore-Ampezzano che si gode dalla cima.

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Dislivello: 650 m

Tempo di percorrenza: 2-3 ore

Difficoltà: E


ARSIERA E VAL INFERNA (1.574 m)

Una breve passeggiata consente di godere il fascino del paese abbandonato di Arsièra (1.310 m) e delle vestigia delle antiche miniere argentifere, attive fino al 1866. Si raggiungono dal ru Cervegana (1.122 m), poco a valle di Cornigiàn, con un percorso breve e poco faticoso, prevalentemente nel bosco. Poco a monte del villaggio si trovano gli imbocchi delle miniere e da lì è anche possibile proseguire fino a Forcella di Val Inferna.

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Dislivello: 480 m

Tempo di percorrenza: 1:30 ore

Difficoltà: E


ANELLO DELLE MINIERE

Da Cibiana di Sotto (946 m), attraversando il torrente Rite, si raggiungono in breve gli antichi siti minerari di Carsié e di Ronzei (1.050 m ca.) dai quali si estraevano minerali di ferro.
L’escursione si può completare con il Sentiero dei Tabià, salendo per Col Cuco, scendendo verso il lago di Valle di Cadore e risalendo per la strada di Pian de Sora.

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Dislivello: 200 m

Tempo di percorrenza: 3 ore

Difficoltà: E


SASSOLUNGO DI CIBIANA (2.413 m)

Divertente ascesa su questa panoramica cima. La salita avviene sul versante meridionale partendo da Forcella Cibiana (1.530 m) con il sentiero 483 per Forcella Bella, da dove si prosegue su esile traccia e facili roccette.

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Dislivello: 900 m

Tempo di percorrenza: 3 ore

Difficoltà: EE – alcuni passaggi di facile arrampicata


LE LUNGHE VIE

L’ANELLO ZOLDANO

L’Anello Zoldano è un trekking di sei giorni che percorre tutti i monti che circondano la Val di Zoldo, ideato nel 1985 da Paolo Bonetti e Paolo Lazzarin collegando tra loro sentieri preesistenti. Si mantiene a quote quasi sempre inferiori ai 2000 metri (quota massima 2.300 m) e supera in totale un dislivello di poco più di 4000 metri. I dislivelli delle singole tappe non sono mai eccessivi (solo nella prima si devono superare più di mille metri), non è necessaria un’attrezzatura da ferrate (due brevi tratti attrezzati si possono evitare allungando il percorso) e il pernottamento è previsto in rifugi.

1° tappa: Mezzodì

Disl. ↑1150 m, ↓370 m; ore 5

Forno di Val di Zoldo (840 m), Col Marsang,
Belvedere (1.964 m), rifugio Angelini Sora ‘l
Sass (1.588 m)

2° tappa: Tamer-S. Sebastiano

Disl. ↑↓750 m; ore 5:30-6

Rifugio Angelini (1.588 m), Val Pramper (1.480 m), forcella di Val Barance (1.688 m), Bai
ta Angelini, passo Duràn (1.601 m).

3° tappa: Moiazza-Civetta

Disl. ↑1000 m, ↓450; ore 6:30

Passo Duràn (1.601 m), Vant di Moiazza,
Forcella delle Crèpe di Moiazzetta (2.300 m),
Sentiero Tivàn, rifugio Sonino al Coldài (2.132 m).

4° tappa: Pelmo

Disl. ↑300 m; ↓500 m; ore 4

Rifugio Coldài (2.132 m), Malga Pioda, Passo Staulanza (1.715 m), rifugio Venezia al
Pelmo (1.946 m).

5° tappa: Col Dur-Rite

Disl. ↑470 m, ↓900 m; ore 5

Rifugio Venezia (1946 m), Rifugio Talamini
(1.582 m), Monte Rite (m 2055), Passo Cibiana (1.530 m).

6° tappa: Gruppo Sfornioi Bosconero

Disl.↑400, ↓1.000; ore 5

Passo Cibiana (1.530 m), Le Calade (1.858
m), Val Bosconero, Forno di Val di Zoldo
(840 m).


L’ALTA VIA DELLE DOLOMITI n°1

È storicamente la prima delle Alte Vie, proposta nel 1969 da Piero Rossi per collegare le Dolomiti Atesine, già turisticamente note e frequentate, con quelle Bellunesi, ancora in gran parte sconosciute. L’Alta Via parte dal lago di Braies e arriva a Belluno, è lunga 150 km suddivisi in 12 tappe. Richiede 57 ore di cammino per superare 7.300 m in salita e 8.400 in discesa in 11 gruppi dolomitici.
Numerose sono le varianti. La 6°, 7°, 8° e 9° tappa toccano Pelmo, Civetta e Tàmer-San Sebastiano.


L’ALTA VIA DELLE DOLOMITI n°3

Chiamata anche “Alta Via dei camosci”, ideata da Mario Brovelli e Bruno Tolot nel 1966, parte a Dobbiaco e arriva a Longarone. È lunga 100 km divisi in 8 tappe. Richiede 41 ore di cammino per superare 6.200 m in salita e 6800 in discesa e tocca 5 gruppi dolomitici. Il tratto dal Passo Cibiana a Longarone, che attraversa il Bosconero, fu completato nel 1971-1974 con il contributo dei volontari del Cai di Zoldo.


VIE FERRATE E SENTIERI ATTREZZATI

A parte il sentiero che sale da Pian de la Fopa al rifugio Angelini Sora ‘l Sass, attrezzato per un breve tratto roccioso, e alcuni passaggi lungo il Viaz de le Ponte
(Alta Via n. 3), le vie ferrate sono in Civetta Moiazza e sono di notevole impegno (ferrate Tissi, Alleghesi e Costantini). Anche la via normale per il rifugio Torrani in Civetta è dotata di numerose attrezzature.

FERRATA DEGLI ALLEGHESI (3.218 m)

È una via ferrata “storica” che sale alla cima della Civetta, costruita per facilitare le operazioni di soccorso agli alpinisti. Ricalca il tracciato di una via di Hamburger e Plaichinger del 1913. Non è difficile, ma lunga. La salita è varia e piacevole. La ferrata vera e propria richiede 4 ore di salita.

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Dislivello: 1.100 m

Tempo di percorrenza: 8-9 ore dal Rifugio Coldai


FERRATA TISSI (3.218 m)

Breve ma impegnativa via dedicata che consente di superare la bastionata rocciosa che separa il Vant delle Sasse dal rifugio Torrani. L’attuale tracciato ricalca una via di salita di Giovanni Angelini e Franco Vienna (1.931) alla base della Cima di Tomé. Dal rifugio Torrani si può poi scendere per la via normale, completando un anello di grande soddisfazione. La ferrata in sé richiede un paio d’ore,
ma lunga e faticosa è la salita dalla Grava (1.627 m) al Vant de le Sasse e all’attacco (2.600 m ca.).

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Dislivello: 400 m

Tempo di percorrenza: 8 ore


FERRATA COSTANTINI (2.780 m)

È definita la “Superferrata delle Dolomiti” per la lunghezza e la complessità del percorso. È sicuramente una delle più belle e più complete. L’attacco è vicinissimo al rifugio Carestiato (1.834 m), ma la discesa per il rientro non è da sottovalutare. Dopo aver raggiungo la Cresta delle Masenade, taglia la Moiazza Sud per la vertiginosa Cengia Angelini e raggiunge il Van delle Nevère, da dove si scende per il Van dei Cantòi.

IN SINTESI

Dislivello: 900 m

Tempo di percorrenza: 10 ore