SERRA OVARA CUILES ACQUE LA QUERCIA CADUTA
Immerso nei silenzi questa mattina d’agosto, la piana del Golgo. La attraversiamo con Elisa, Luca, Tonino.Sappiamo della giornata non facile nella preescursione Cai. Sulla carrareccia polverosa. Da Olorbissi, quando tempo e spazio perdono il loro contorno di certezze. Sentiero impervio, verso Serra Overa, boschi di ginepri e roverelle che si riappropriano di piccole fessure strappate alla roccia. Mentre si spalanca la finestra di quel mare immenso e le falesie e i loro nomi sui nostri pensieri. Da Biriala, a Ispuligidenie, da Cala Luna sino al capo a Nord e la guglia a Sud. Tutto arretra rispetto al nostro andare e a quelle mulattiere intricate, con querce abbattute dal tempo, che raccontano. Si, raccontano e congiungono come un filo le piazzole del carbone nere ancora di fuliggine di storia. E il filo dei cuiles. Architetture complesse tenute dai tronchi che non si piegano all’’incedere dei tempi. Raccoglievano le greggi con i capretti dalla nascita, in quei luoghi dove la vita era sfida continua. A fianco sos idiles con quella minima dimensione di accoglienza sotto tetti di ginepro consentiva l’obiettivo della fatica immensa. Immaginate sordi suoni di scure e tagli e tagli, e richiami di greggi dai cuiles. Così cuile Serra Ovara che va subito preservato dal declino imminente della sua base in calcare, così cuile Anidei, con le architetture intatte che l’età non ha eroso. In mezzo su Pussetto o Putzetto. Andrebbe protetto dall’Unesco come punto di tecnologia su roccia e su rocce che non potevano garantire sopravvivenza. Tornanti difficile per la codula di Sisine. CAI Nuoro e CAI Ogliastra , rappresentando tutto il CAI di Sardegna, hanno misurato tutti i dati tecnici e storici di una escursione per il 6 Settembre 2026, che ha tutto il sapore della immaginazione resa realtà viva.
Click sul link che richiama quasi il rito della ricerca dell’acqua nella parte più graffiante della fatica….grazie (mm)

