La Valle di Mezzo e il fiume Melito

Domenica 22 marzo, il CAI Catanzaro ha percorso i suggestivi colli che attraversano i comuni di Pentone, Gimigliano e Fossato Serralta, itinerario ricco di punti di interesse storici e naturalistici. L’escursione ha toccato luoghi interessanti come la torretta forestale di Patrone, l’antico acquedotto del Visconte in località Trifoglio, la suggestiva valle di Mezzo con i suoi antichi orti, il fiume Melito con i resti della diga incompiuta, il borgo ottocentesco dei Cutisi e la cima del monte Cerasia.

Il punto di ritrovo è stato in località Nocelle di Cafarda, dove ad attenderci c’era il gruppo Trekking Sant’Elia, guidato dal custode dei luoghi Michele Talarico, insieme ai presidenti delle Pro Loco provinciale e comunale, Vitaliano Marino e Alfio Riccelli. Dopo un caloroso scambio di saluti e presentazioni, ci siamo immersi lungo un itinerario pianificato dal socio CAI Luciano Manfredi in collaborazione con Michele Talarico. L’attività è stata supportata dai titolati del CAI Antonio Biamonte e Marco Garcea, e dal socio Alessandro Gaglianese.

Attraversando boschi di lecci e castagni, abbiamo raggiunto gli antichi vigneti dai quali veniva prodotto il “Greco Rosso”, percorso gli antichi itinerari mariani un tempo attraversati dai pellegrini diretti al santuario della Madonna di Porto a Gimigliano. Durante il cammino, si sono potute apprezzare le “cone” raffiguranti la Madonna di Costantinopoli e il borgo storico dei Cutisi, di cui oggi restano le antiche mura e alcuni strumenti un tempo impiegati per la coltivazione degli orti circostanti. La Valle di Mezzo ha incantato con le sue fioriture primaverili, i caratteristici muri a secco degli antichi orti e i monoliti verdastri modellati dal fiume Melito. Nelle vicinanze si trovano i resti della diga incompiuta: un progetto ambizioso degli anni Ottanta, mai portato a termine, che avrebbe dovuto creare il più grande bacino artificiale del Sud Italia, con una capacità prevista di 108 milioni di metri cubi.

Particolarmente affascinante è stata la visita all’acquedotto Trifoglio-Visconte, un capolavoro di ingegneria idraulica del 1810, realizzato sotto il regno di Gioacchino Murat. Il gruppo ha anche raggiunto la cima del Monte Cerasia, dove si è goduto di uno spettacolo mozzafiato: lo sguardo abbracciava contemporaneamente i mari Ionio e Tirreno, la Presila Catanzarese ed i paesi aggrappati sulle montagne della Sila.

La lunga giornata in cammino in questi luoghi, è stata un’occasione per rinsaldare lo spirito di comunità. Le storie condivise lungo il tragitto hanno ricordato l’importanza di tutelare questi luoghi unici e rafforzato il legame con chi si dedica alla loro protezione.

Un riconoscimento speciale va al gruppo Trekking Sant’Elia, costantemente impegnato nel raccontare, monitorare e preservare questi percorsi con passione. Celebrare questi paesaggi e tramandarne la memoria non solo arricchisce la dimensione collettiva ma garantisce che la loro bellezza e unicità possano essere apprezzate anche dalle generazioni future.

Si ringraziano per le foto i soci: Concetta Amato, Antonio Marinaro, Rosanna Riccelli e Marco Garcea

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