Giuseppe “BEPI” Peruffo: pioniere dell’ambientalismo


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bepi peruffo foto meta anni 70 - CAI Sezione di Vicenza - APS
Bepi a metà degli anni ’60

Giuseppe “Bepi” Peruffo è stato un noto alpinista, dirigente e pioniere dell’ambientalismo montano del CAI di Vicenza e di quello Centrale. Viene ricordato come un ecologista ante litteram. È stato tra i primi ideatori e promotori dei gruppi TAM (Tutela Ambiente Montano) all’interno del CAI, lottando negli anni ’60 e ’70 per la salvaguardia degli ambienti naturali e delle comunità alpine.

Ambienti montani e loro valorizzazione, Le Alpi Venete, 1973: leggi l’articolo

Ha guidato come Presidente la Sezione del CAI Vicenza dal 1964 al 1970 fino a quando divenne Consigliere Centrale del CAI. E’ stato Presidente della Commissione Centrale per le Pubblicazioni tra il 1965 e il 1970. Nel 1955 ha contribuito a rifondare la Scuola sezionale di Alpinismo “Umberto Conforto” a Vicenza.

Nel 1970, Giuseppe Peruffo, insieme ad Antonio De Luca e Francesco Zampa, pubblicò sulla Rivista Mensile del CAI il celebre appello “Salviamo il Monte Verena”, un intervento pionieristico per la difesa dell’altopiano di Asiago e delle montagne vicentine contro la speculazione e la degradazione ambientale.

leggi la relazione Salviamo il Monte Verena

Dopo la Prima Guerra Mondiale, ma soprattutto durante il fascismo quando il CAI fu inquadrato nel CONI, l’accento si spostò sulla pratica sportiva e questo riconoscimento della prestazione continuò anche nel secondo dopoguerra. Fu grazie a presidenti illuminati, tra cui il vicentino Giuseppe (Bepi) Peruffo che l’attenzione si spostò anche sull’ambiente. Durante il suo incarico di Consigliere Centrale, riuscì a far modificare l’art. 1 dello Statuto del CAI che divenne così la principale associazione ambientalista italiana: “[…] libera associazione nazionale, ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale.”.
Le sue riflessioni e i suoi scritti hanno posto l’accento sulla necessità di bilanciare la frequentazione turistica con il rispetto degli ecosistemi fragili delle Alpi venete. La nostra Sezione gli ha intitolato la propria Commissione Naturalistica e di Tutela dell’Ambiente Montano “Giuseppe (Bepi) Peruffo”, che porta avanti studi naturalistici, eventi culturali ed escursioni formative sul rispetto del territorio.

bepi peruffo foto di vetta torre trieste - CAI Sezione di Vicenza - APS

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Bepi Peruffo ha condiviso storiche scalate, attivismo e impegno organizzativo nell’alpinismo cittadino insieme a Gianni Pieropan, altra leggendaria figura di punta e redattore della rivista nazionale Giovane Montagna. A questo storico periodico ha collaborato attivamente lo stesso Peruffo: tra i suoi contributi più celebri si ricorda la cronaca della scalata sulla via Solleder al Sass Maòr (pubblicata nel numero di ottobre-dicembre 1957), considerata all’epoca una delle imprese più prestigiose per la sezione di Vicenza.
leggi la cronaca della scalata sulla via Solleder al Sass Maòr

Foto di vetta: Torre Trieste dopo la salita dello Spigolo Tissi: da sx a dx: Giancarlo Biasin, Bepi Peruffo, Tarcisio Rigoni, il compagno di Biasin e Adriana Valdo

bepi peruffo e giovanna 1960 - CAI Sezione di Vicenza - APS

nella foto: Giovanna e Bepi, Bocchetta del Campanil Basso, Dolomiti di Brenta, 1960;

Il ritratto di Bepi fatto dal figlio Marco Peruffo

Bepi Peruffo? Chi è questo cazzone di americano!” Questo era l’ironico epiteto di saluto che Berto Gresele riservava all’amico Bepi. Ma “Chi prima non pensa in ultimo sospira” è l’incipit che apre la relazione che Bepi stila nel suo diario alpinistico della salita allo spigolo Fox nella Punta di Mezzodì del Carega…

– Le Piccole Dolomiti, 2013: leggi il ritratto

In un’intervista, Marco risponde così:

Come sei arrivato alla montagna?

La Montagna è sempre stata di casa grazie alla passione trasmessa dai miei genitori, in particolar modo da mio padre Giuseppe “Bepi”: la Montagna ha sempre accompagnato la vita dei miei genitori, così come delle mie quattro sorelle, con momenti ed aneddoti, alcuni emozionanti, alternati da altri più tragicomici quando, da ragazzi, si era cooptati a partire con tempo bello o brutto, caldo o freddo! 

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bepi peruffo villa valmarana con gli amici 1971 - CAI Sezione di Vicenza - APS
Villa Valmarana, 1971: da sx a dx: Tommaso Valmarana, Giovanni Spagnolli, Francesco Gleria, Bepi Peruffo, Gianni Pieropan e Silvano Pavan.
Articoli di Bepi Peruffo ne Le Piccole Dolomiti

PERUFFO B. (1964) Saluto, LPD, II (1): 1, Vicenza.
PERUFFO B. (1965) Relazione del Presidente all’Assemblea Ordinaria dei Soci 1964 sull’operato del Consiglio Direttivo, LPD, III (1): 2-10, Vicenza.
PERUFFO B. (1965) Due anni dopo…, LPD, III (3): 4-9, Vicenza. 24
PERUFFO B. (1966) Sensibilità, LPD, IV (1): 2-3, Vicenza.
PERUFFO B. (1966) Realtà, LPD, IV (2): 15-16, Vicenza.
PERUFFO B. (1967) Relazione morale biennio 1966-67, LPD, V (4): 5-15, Vicenza.
PERUFFO B. (1968) A salvaguardia dell’ambiente Alpino, LPD, VI (2): 3-6, Vicenza.
PERUFFO B., DE LUCA A. (1969) Salviamo Le Piccole Dolomiti e il Pasubio, LPD, VII (1): 62-64, Vicenza.
PERUFFO B. (1969) Una nuova opera alpina: il bivacco fisso U. e M. Valdo, LPD, VII (3): 15, Vicenza.
PERUFFO B. Assemblea dei soci 1969, LPD, VII (4): 3-12, Vicenza.
PERUFFO B. (1971) Il rif. di Campogrosso ha esaurito i suoi scopi, LPD, IX (3): 9-10, Vicenza.
PERUFFO B. (1972) Cosa dare ai giovani?, LPD, X (1): 8-10, Vicenza.
PERUFFO B. (1977) Una proposta di legge a tutela dell’ambiente naturale, LPD, num. unico 1977: 42-45, Vicenza.
PERUFFO B. (1978) 1° Corso internazionale di alpinismo naturalistico, LPD, num. unico 1978: 13-15, Vicenza.
PERUFFO B. (2000) Un desiderio espresso, LPD 1999, aprile 2000 (1): 80-86, Vicenza.


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