Umberto Conforto è stato uno dei nomi più illustri e stimati dell’alpinismo vicentino e dolomitico della prima metà del Novecento. Nato il 25 dicembre 1911 a Vicenza, Umberto Conforto incarnava l’archetipo dell’arrampicatore puro. Chi ha scalato con lui o ne ha conservato la memoria lo descrive come un “arrampicatore nato”, contraddistinto in parete da un’eleganza innata, una straordinaria pacatezza e una precisione millimetrica nei movimenti. In un’epoca in cui l’alpinismo si spingeva verso i limiti del sesto grado, Conforto si distingueva per uno stile pulito e sicuro, diventando rapidamente un punto di riferimento per la comunità alpinistica, con la sua immensa passione e il suo spirito di condivisione della tecnica in montagna.
Il suo legame con la roccia iniziò nell’estate del 1932. In pochi anni affrontò le pareti più severe delle Piccole e delle Grandi Dolomiti, stringendo sodalizi con giganti del calibro di Gino Soldà e Franco Bertoldi, con cui aprì nel 1939 la celebre Via della Fessura sulla parete Sud della Marmolada di “Ombretta”, detta anche Fessura Conforto. Nel 1935 fu capocordata in storiche ascensioni di V e VI grado e firmò la prima salita dello spigolo Sud-Est del Cimoncello. Nel maggio del 1940, i suoi indiscussi meriti tecnici e l’audacia lo portarono a essere ammesso nel prestigioso Club Alpino Accademico Italiano (CAAI).
La parabola terrena di Conforto si interruppe bruscamente e in modo quasi ironico per un uomo abituato a sfidare i vuoti più verticali. La sera del 12 febbraio 1949, mentre rientrava a casa dalla moglie e dai due figli, venne travolto e ucciso da un’automobile. La sua scomparsa lasciò un vuoto immenso, ma il suo nome non è mai stato dimenticato.
Oggi la Scuola di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata Libera “Umberto Conforto”, titolata a Umberto nel 1957 sotto la Presidenza Gleria, porta avanti la sua eredità, trasmettendo a generazioni di appassionati la stessa sicurezza e lo stesso amore per la montagna che ne avevano guidato la vita.
Per approfondire
Articoli
– BERTOLDI F. (1939-1940) Con Umberto Conforto sulla parete sud della Marmolada, Le Alpi Rivista mensile del CAI: l’articolo
– BERTOLDI F. (1993) Umberto Conforto, LPD: l’articolo
– DAL CORNO G. (1970) Ricordo di Umberto Conforto nel 30° anniversario della nomina ad Accademico, LPD, IX (1): 3-5, (9): 3-6: l’articolo
– DALLA LIBERA M. (1997) Umberto Conforto rivive nei migliori, LPD: l’articolo
– DALLA LIBERA M. (2024), Cenni di storia della Scuola di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata Libera “Umberto Conforto”, LPD: l’articolo
– PEZZOTTI L. (1949) In memoria di Umberto Conforto, Le Alpi Venete CAI-Triveneto: l’articolo
– PIEROPAN G., SOLDA’ G. (1986) Con Gino Soldà ed Umberto Conforto alla Sud-Ovest della Marmolada di Penia, LPD: l’articolo
- Portale storiografico dell’alpinismo: accedi al sito
- La storia nel sito della Scuola a lui intitolata: sito della scuola
Galleria di immagini







Filmati d’epoca sull’arrampicata
La Scuola di Roccia al Passo Sella (1934)
– scarica il programma
Tra il 1935 e il 1938, i pionieri e gli arrampicatori di punta del CAI di Vicenza – tra cui lo stesso Umberto Conforto e Gino Soldà – iniziarono a organizzare i primi soggiorni collettivi in tenda per formare i giovani alle grandi pareti dolomitiche. Nell’estate del 1937 si tenne un memorabile campeggio e corso di roccia in tenda al Passo Sella, durante il quale i più forti alpinisti vicentini dell’epoca guidarono le nuove leve sulle storiche vie delle Torri del Sella e del Sassolungo. L’anno successivo, nell’estate del 1938, l’esperienza fu replicata spostando il campo base sotto il Passo Falzarego.
1923, S.U.C.A.I., Rivista dei Goliardi Alpinisti Veneti: visualizza il numero
Tre pellicole, testimonianze per vedere “in movimento” l’attrezzatura (corde di canapa, scarponi chiodati) e lo stile verticale usati dagli alpinisti di quell’epoca.
– Gli allenamenti di alcuni alpinisti (1935)
– L’aspra meta (1937)
– Gli appassionati di alpinismo (1937)
