Vicenza resistente e i luoghi del pianto
CONTENUTI
– Presentazione
– Caratteristiche generali
– Cartine topografiche
– Numero di tappe
– Introduzione al percorso
– Note al percorso
– Tappe e Argomenti di interesse
– Note per il rientro
Presentazione del sentiero N. 6
L’itinerario conduce verso i luoghi simbolo della violenza nazifascista.
Il più duro degli itinerari, ove spesso entrava in gioco anche la tortura e la morte.
Le tappe di questa escursione non sempre sono facilmente riconoscibili, molte sono state riutilizzate per altri ben più nobili utilizzi.
Si tratta spesso di ex caserme, ex scuole, villette o abitazioni.
In qualche caso con un po’ di attenzione si riesce a scorgere qualche elemento che porta a ricordare il loro passato.
La violenza rappresentò uno dei lati oscuri del fascismo, espressa in mille modi.
Già negli anni ‘20 i fascisti si imposero con azioni eclatanti.
Lo si ricorda attingendo ai ricordi di Zaira Meneghin, staffetta partigiana che iniziò a conoscere queste violenze fin dalla più tenera età.
“Il mio disappunto incominciò sin dalla più tenera età, avevo infatti cinque anni e una mattina, aprendo la porta di casa mia, in Campo Marzio a Marostica, vidi disegnato un teschio bianco e nero. Corsi in braccio a mia mamma, tutta tremante di paura le presi la mano e gridai: – Mamma, vieni a vedere! – La vidi impallidire, mi prese tra le braccia spiegandomi che, poiché la nostra famiglia non aveva aderito al regime fascista, avendo mio padre rifiutato la tessera, quel simbolo era un avvertimento. […]
Proprio in quei giorni avevano installato in piazza, a Marostica, una rudimentale forca. […]
In quei giorni venne portata sul palco, sotto la forca, una donna che aveva manifestato il suo disappunto per i delitti del regime: la spalmarono di lucido da scarpe e, come usavano fare i fascisti, le diedero un grande bicchiere di olio di ricino e venne ammonita di fronte a fascisti e simpatizzanti.”
Zaira Meneghin Maina, “Tra cronaca e storia – La Resistenza nel Vicentino”, Teti 1989, p. 5
Caratteristiche generali
| Zona: | Centro Vicenza |
| Luogo partenza: | Stazione ferroviaria |
| Luogo arrivo: | Piazza Marconi |
| Lunghezza: | 7,5 Km |
| Dislivello: | Inesistente |
| Difficoltà: | T – Turistico: le difficoltà sono limitate all’attraversare alcune strade trafficate e nell’orientamento |
| Durata: | 3,5 h |
| Note: | Si suggerisce l’utilizzo della traccia gpx |
| Guida completa: | scarica la guida completa del sentiero |
| Tracce GPX: | scarica la traccia GPX |
| Tracce KLM: | scarica la traccia KLM |
| Mezzi per rientro alla partenza: | Autobus urbano STV nº 4 per orari verificare il sito https://www.svt.vi.it/it/orari-percorsi |
Cartine topografiche
Per meglio comprendere come si presentava il territorio in quei periodi, si presenta il sentiero disegnato su due mappe distinte.
La prima mappa utilizza una carta topografica 1:25.000 Vicenza, dell’Istituto Geografico Militare, rilievo del 1890 e aggiornamento del 1953. Si può cogliere una buona corrispondenza con l’attualità solo per parte del centro storico.
Fonte: Istituto Geografico Militare – Archivio CAI
Confrontandola con la successiva mappa on-line, realizzata con OsmAnd, risultano evidenti le grandi trasformazioni del territorio soprattutto allontanandosi del nucleo storico cittadino.
Fonte: https://osmand.net/

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Numero totale di tappe: 23
Seguire il sentiero in città può risultare complesso: si consiglia di far tesoro delle note in testa ad ogni tappa, che guidano negli spostamenti necessari per raggiungere il luogo.
Per uno sguardo di massima si hanno a disposizione le cartine di dettaglio sottostanti.
Infine è vivamente suggerito l’utilizzo delle tracce gpx fornite sul sito.
Nelle mappe di dettaglio vengono evidenziate con il cerchio giallo numerato progressivamente tutte le tappe del sentiero.
La scala è variabile: in ogni mappa è presente la rappresentazione grafica della distanza pari a 100 metri. L’itinerario non garantisce viste mirabolanti o paesaggi mozzafiato: si vogliono riscoprire luoghi e fatti per conoscere ed essere riconoscenti a quanti hanno scelto la libertà e la giustizia, quando farlo significava rischiare tutto
Introduzione al percorso
ENTRA NEL CONTESTO DEL PERCORSO…
(clicca sul triangolo o su questo testo per APRIRE o CHIUDERE la finestra che introduce al percorso contestualizzandolo)
Una foto simbolo: era passato un anno dalla fine della guerra e dalla loro liberazione. Molti dei prigionieri che vissero le violenze e le torture di Palazzo Giusti a Padova si ritrovavano davanti alla sede della Banda Carità.
Molti anche i vicentini: tra questi, in centro Luigi Faccio, dietro di lui don Panarotto, primo in piedi a destra Ettore Gallo. Bruno Campagnolo è il primo a sinistra del trio più in alto, a lato Nino Bressan.
Tutti con alle spalle l’arresto, la prigionia e le torture nelle galere nazifasciste.
Saranno alcune loro storie a fare da guida in questo percorso.

foto da Benito Gramola e Annita Maistrello, “La Divisione Partigiana Vicenza e il suo Battaglione Guastatori”, La Serenissima 1995, p. XXVI
[clicca sull’immagine per ingrandirla]
La società di allora era già piagata dai drammi della guerra, che portò prima dell’inizio di questa la sofferenza e la morte dentro alle case dei soldati, con le guerre di invasione in Africa, nell’area balcanica e in Spagna.
Ne fu testimone Mons. Frigo, che riportò la storia del fratello alpino, a cui la sorte inflisse il servizio militare in Grecia e in seguito in Russia. A molti, al ritorno, toccò l’internamento nei lager nazisti.
“Tutti sanno quale fu il destino della Divisione Julia.
Il battaglione Vicenza del Nono Alpini, cui mio fratello apparteneva, in sei mesi fu ricostituito sei volte. Dei 1200 uomini che entrarono in Grecia quel 28 ottobre, alla fine della campagna ne sopravvivevano solo una trentina.
Nel ’42 la Divisione fu rimpatriata e restò per qualche mese a Gorizia. Il 15 agosto, la Julia, con la Tridentina e la Cuneense, partirà per il fronte russo.
Di quei 30 del battaglione Vicenza che avevano partecipato all’intera campagna di Grecia, ne sono stati scelti dieci per destinazione Russia. Tra questi mio fratello.
Di questi dieci, durante la disastrosa ritirata, se ne salvarono sette dagli accerchiamenti. Tra questi mio fratello.
Di questi sette, che non caddero nelle mani dei tedeschi, alla dichiarazione dell’armistizio dell’otto settembre 1943 e non furono internati in Germania, ce ne furono tre e tra questi mio fratello.
Antonio Frigo, “Ricordi”, Nuovo Progetto 1991, pp. 94-95
Occorre aggiungere il regime poliziesco che non lesinava in bastonature, arresti, prigione, confino per gli oppositori: la violenza era percepita in tutte le attività e le ore del giorno.
Ma quali erano i luoghi della detenzione a Vicenza?
Li descrisse don Frigo.
“Durante l’estate e l’autunno del ’44 erano numerose le prigioni in città e soltanto parecchi giorni dopo l’arresto si veniva a sapere dove l’uno o l’altro dei nostri amici era finito.
Solo da S. Biagio potevamo avere informazioni e potevamo far arrivare degli aiuti in viveri e denaro. […]
Le altre prigioni erano S. Michele, vicino alla Chiesa di S. Nicola, la Misericordia, vicino alla Chiesa di S. Marco e ne esisteva una quarta in via Fratelli Albanese. In queste non era stato possibile trovare una persona fidata, anche per la ragione che da quelle prigioni non è mai uscito libero nessuno durante il tempo di cui parlo.
Per poter fare qualcosa, la prima informazione che ci occorreva era sapere da chi dipendeva l’arrestato.
A un certo momento a Vicenza c’erano più di una decina di organismi che potevano compiere degli arresti. Non abbiamo neppure conosciuto il nome di tutti. I più noti erano: La Commandantur tedesca che aveva sede all’albergo Roma, la Questura Repubblichina a Palazzo Folco, I’U.P.I. a S. Michele, la S.S. tedesca alla Misericordia, l’ufficio del ten. Erke, che aveva alle sue dipendenze il ten. Usai e che operava un po’ dappertutto e che tratteneva i prigionieri quasi sempre in via Fratelli Albanese.”
Antonio Frigo, “Ricordi”, Nuovo Progetto 1991, pp. 140-141
Un elenco dettagliato lo propongono Gramola e De Zotti:
Elenco delle prigioni della RSI in Vicenza:
– carceri circondariali di S. Biagio,
– caserma S. Michele (adiacente all’oratorio di S. Nicola),
caserma della GNR-Lavoro “La Misericordia” (dove si gestivano le deportazioni per il lavoro coatto)”;
[Elenco delle caserme – NdR]
Caserme della GNR in Vicenza e dintorni: (619° Comando Provinciale):
– caserma San Michele (Comando Prov., magg. Mantegazzi),
-caserma “Arnaldo Mussolini” (1° Comp., tra via Borgo Casale e via Forti),
casermette di Porta Padova (Deposito del 1º Regg. Artiglieria “Celere”, ora caserma Carlo Ederle SETAF),
– scuole elementari di Porta Padova (2ª Comp. “O.P.”, cap. Lopresti),
– palazzo in contrà San Domenico (2^ Comp. “O.P.”),
– scuole elementari di Longara (3^ Comp. “O.P.”, cap. Roberto Pieroni),
– scuole elementari di Bertesina (Comp. “Guardia Giovanile Legionaria-GGL”).[…]
Organismi in Vicenza funzionali all’arresto politico:
– la Platzkommandantur (albergo “Roma”),
– la Questura (Palazzo “Folco”) e il suo Ufficio Investigativo “I” (retto anche da quel La Lampa, poi nella XXII BN “A. Faggion”, morto nell’eccidio di Pedescala),
– la Polizia Ausiliaria (caserma San Domenico, cap. Polga),
– l’UPI della GNR (creato nella seconda metà del 1944),
– la SS (contrà S. Marcello 21, dove aveva il comando il ten. Fritz Herke),
– la Zug Felgendarmerie (caserma Sasso e Villa London-Tacchi in viale della Pace).[…]
L’UPI, oltre alla caserma San Michele, utilizzava anche “Villa Triste” (in via Fratelli Albanese , vicina alla villa del prof. Pototschnig) e le scuole elementari di Porta Padova
Benito Gramola e Danilo De Zotti, “La Divisione “Vicenza e le sue 7 Brigate”, Cierre – Istrevi 2025, pp. 72-73
Ma tutta la città fu costellata di fatti violenti e di soprusi.
L’itinerario porta a conoscerne alcuni.
Note al percorso
Si ricorda che i Sentieri Urbani della Libertà non sono provvisti di segnaletica propria. Tutta la documentazione necessaria per gli approfondimenti e per l’orientamento è liberamente disponibile nel sito.
In città è suggerito di spostarsi in bicicletta e in autobus.
Si ricorda che gran parte del centro storico è in Zona a Traffico Limitato.
L’itinerario inizia alla Stazione Ferroviaria e termina in Piazza Marconi, in zona Ospedale.
Occorre raggiungere la Stazione Ferroviaria e da lì procedere, prima nell’area verde di Campo Marzo e poi nell’intricato centro storico.
Se si arriva in automobile, sono disponibili posteggi a pagamento nei dintorni della stazione.
Il ritorno al punto di partenza è previsto con l’autobus pubblico.
Per il rientro occorre ricordarsi di munirsi di biglietto dell’autobus.
Le rivendite sono elencate nel sito https://www.svt.vi.it/it/biglietti-abbonamenti/punti-vendita

Quando nella guida, che contiene il dettaglio della tappa, si incontra il simbolo delle orme occorre seguire le indicazioni necessarie per raggiungere il luogo indicato.
Tappe e Argomenti di interesse (in totale 30)
(*) clicca sulla foto con il luogo della tappa per ingrandirla
| (*) | Tappa n° | Indirizzo – località / posizione Google Maps | Argomento di interesse |
|---|---|---|---|
![]() | Tappa 1 scarica la guida | Viale Roma – Stazione ferroviaria 45°32’30.1″N 11°32’27.7″E – Google Maps | Soldati in fuga |
| Leda Scalabrin e i carri stipati di soldati IMI | |||
![]() | Tappa 2 scarica la guida | Viale Roma – incrocio con Via Dalmazia 45°32’38.1″N 11°32’26.6″E – Google Maps | Autarchia – patate in Campo Marzo |
![]() | Tappa 3 scarica la guida | Contra’ San Paolo – ponte 45°32’45.5″N 11°32’49.2″E – Google Maps | Busto Neri Pozza |
![]() | Tappa 4 scarica la guida | Contra’ Ponte San Michele 45°32’46.3″N 11°32’53.8″E – Google Maps | Casa Neri Pozza |
| Tra i cospiratori – Iacopo Ronzani | |||
![]() | Tappa 5 scarica la guida | Piazzetta San Nicola 45°32’44.4″N 11°32’55.9″E – Google Maps | Caserma S.Michele – Carlo Segato e il Natale 1944 |
![]() | Tappa 6 scarica la guida | Contra’ del Pozzetto 45°32’41.5″N 11°32’54.7″E – Google Maps | Olio di ricino visto con gli occhi di un bambino |
![]() | Tappa 7 scarica la guida | Contra’ della Piarda – Polo universitario 45°32’43.3″N 11°33’02.1″E – Google Maps | Ex G.I.L.: le torture a “Tempesta” |
![]() | Tappa 8 scarica la guida | Borgo Casale – inizio 45°32’51.2″N 11°33’14.7″E – Google Maps | Rigoni Stern – disfatta e ritirata di Russia |
![]() | Tappa 9 scarica la guida | Borgo Casale – ex Caserma Borghesi 45°32’46.5″N 11°33’26.0″E – Google Maps | Caserma “Arnaldo Mussolini” – preparativi per la guerra in Etiopia |
![]() | Tappa 10 scarica la guida | Porta Padova – incrocio Via F.lli Albanese 45°32’49.0″N 11°33’40.2″E – Google Maps | Banda Carità |
| Rina Somaggio, partigiana della divisione “Vicenza” | |||
| Monsignor Frigo a Villa Triste | |||
![]() | Tappa 11 scarica la guida | Via F.lli Albanese – incrocio Via Capparozzo 45°32’55.7″N 11°33’43.2″E – Google Maps | Henni Da Rin e il suo gesso |
| Ettore Gallo e “Freccia” | |||
![]() | Tappa 12 scarica la guida | Contra’ San Domenico – Conservatorio 45°33’02.3″N 11°33’15.2″E – Google Maps | Uccisione Giacomo Possamai |
![]() | Tappa 13 scarica la guida | Ponte degli Angeli 45°33’00.6″N 11°33’02.8″E – Google Maps | Violenza tra le macerie |
![]() | Tappa 14 scarica la guida | Piazza Matteotti, 31 – Palazzo Muzzi 45°32’55.2″N 11°33’00.0″E – Google Maps | Giuriato, poeta di Vicenza |
![]() | Tappa 15 scarica la guida | Piazza Matteotti – Ufficio turistico IAT 45°32’58.7″N 11°32’58.8″E – Google Maps | Lapide Matteotti – visita Mussolini |
![]() | Tappa 16 scarica la guida | Corso Palladio – Palazzo Municipale 45°32’52.1″N 11°32’43.2″E – Google Maps | Palazzo Municipale – violenze del 14 ottobre 1922 |
![]() | Tappa 17 scarica la guida | Piazza dei Signori 45°32’49.4″N 11°32’45.8″E – Google Maps | Una domenica, ammanettati in Piazza |
| Il pianto per la fede – oro per la patria | |||
![]() | Tappa 18 scarica la guida | Piazzetta Palladio 45°32’47.9″N 11°32’46.4″E – Google Maps | Offelleria distrutta |
![]() | Tappa 19 scarica la guida | Contra’ Santa Maria Nova 45°32’55.0″N 11°32’17.6″E – Google Maps | Torture in Caserma Sasso: famiglia Nonis |
![]() | Tappa 20 scarica la guida | Contra’ Pedemuro San Biagio 45°32’59.2″N 11°32’34.5″E – Google Maps | Ex carcere: “villeggiatura” di un uomo tranquillo |
| Torquato Fraccon visto da Bruno Campagnolo | |||
![]() | Tappa 21 scarica la guida | Contra’ San Marco – Palazzo Folco – Franceschini 45°33’06.2″N 11°32’37.2″E – Google Maps | L’attentato a Berenzi (sfumato) |
![]() | Tappa 22 scarica la guida | Contra’ San Francesco, 41 45°33’13.0″N 11°32’33.5″E – Google Maps | Collegio Baggio: Usai implora Bruno Campagnolo |
![]() | Tappa 23 scarica la guida | Piazza Marconi 45°33’16.1″N 11°32’29.5″E – Google Maps | Un delitto efferato: i fratelli Tagliaferro |
Note per il rientro a inizio percorso

Occorre utilizzare l’autobus per il rientro: si torna in Contra’ San Francesco: la fermata della linea 4 è sulla sinistra.
A conclusione, si inserisce il brano finale della prefazione del libro “Palazzo Giusti”: quale monito valido passando nei pressi dei tanti luoghi del pianto incontrati.
“Quando passerai sotto alle finestre del Palazzo, pensa ed ascolta. Ti arriverà l’ eco spenta di un grido di donna o il gemito di un uomo, ma non proverai mai ciò che essi provarono nell’animo e nel corpo. Ti rimanga, però, quell’eco, come un ammonimento per il futuro: Ricordati!”
Sergio Boscardin, “Palazzo Giusti”, Zanocco 1975, p. 9
L’autore fu detenuto nella sede principale della Banda Carità, a Palazzo Giusti a Padova.


























