
Apertura mostra nei giorni 5-6 12-13 19-20 26-27 settembre 2026
DOLOMITI PATRIMONIO MONDIALE: A BASSANO UN’IMMERSIONE NELLA«GEOLOGIA DELLA MERAVIGLIA»
Quali trasformazioni, quali processi geologici hanno generato la meraviglia che oggi caratterizza il paesaggio dolomitico con l’infinita varietà delle sue forme e dei suoi colori?Come è possibile che le Dolomiti riescano a raccontare quasi 300 milioni di anni di storia del Pianeta? Un viaggio interattivo in nove tappe consente di rispondere a queste domande, immergendo i visitatori nel tempo profondo da cui la meraviglia delle Dolomiti ha avuto origine e portandoli a comprendere i valori geologici che ne hanno consentito, insieme a quelli paesaggistici, l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. La mostra itinerante realizzata dalla Fondazione Dolomiti UNESCO «Dolomiti: incammino nella geologia della meraviglia» sarà a Bassano del Grappa dal 5 al 27settembre 2026, nella sede di Palazzo Bonaguro, su iniziativa del CAI Sezione di Bassano del Grappa e con il patrocinio del Comune di Bassano del Grappa, del Comitato Scientifico Veneto Friulano Giuliano del CAI e del CAI Veneto. Sabato 5 settembre alle 17:30, alla presenza degli organizzatori e delle autorità locali, la cerimonia di inaugurazione dell’esposizione che è visitabile il sabato e la domenica, con orario continuato dalle10:00 alle 19:00. «Abbiamo accolto con estremo piacere l’invito a portare la mostra itinerante a Bassano del Grappa» commenta il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO Marco Staunovo Polacco. «Uno degli scopi del progetto è infatti avvicinare la popolazione a una frequentazione attenta e consapevole delle Dolomiti, obiettivo sul quale lavoriamo in piena sintonia e in collaborazione costante con il CAI e con le sue numerose sezioni. Un ringraziamento particolare, dunque, a quella di Bassano: siamo convinti che la collaborazione sia il primo, indispensabile tassello per diffondere il più possibile i valori profondi del Patrimonio Mondiale, che talvolta si perdono o vengono banalizzati da una comunicazione incentrata solo sul godimento estetico e fugace dei nostri paesaggi. Le Dolomiti sono molto di più e questa straordinaria immersione in una storia di quasi 300milioni di anni, lo dimostra in modo rigoroso e accessibile a tutti». E’ per la Sezione CAI di Bassano del Grappa una iniziativa straordinaria che non potevamo non cogliere, le parole del Presidente Roberta Tosin. Portare sul territorio una mostra curata direttamente dalla Fondazione Dolomiti UNESCO offre un valore culturale e scientifico immenso, che unisce la passione per la montagna alla divulgazione geologica. Dopo aver fatto conoscere le Dolomiti con le magnifiche foto di Alessandra Masi nel 2022,la mostra sarà un’ulteriore e ottima opportunità per far conoscere ed apprezzare le Dolomiti a tutta la cittadinanza. Il percorso espositivo, curato da Biosphaera scs, nasce dall’esperienza del Dolomites World Heritage Geotrail, un percorso in 47 tappe che è approdato sul web, divenendo il primo portale online dedicato alla geologia delle Dolomiti. La sua realizzazione è stata possibile grazie anche al supporto scientifico dei geologi Alfio Viganò, Riccardo Tomasoni e Alberto Carton nell’ambito della Rete funzionale del Patrimonio Geologico della Fondazione Dolomiti UNESCO ed è resa suggestiva dalle foto di Matteo Visintainer e dai disegni di Davide Bonadonna. Nel corso del periodo di apertura, non mancheranno alcuni approfondimenti di grande interesse: mercoledì 9 settembre, alle 20:45 «Dolomiti tra passato e presente», un approfondimento dedicato al patrimonio geologico a cura di Ugo Scortegagna, Operatore Naturalistico e Culturale Nazionale del CAI, geologo e naturalista; mercoledì 16 settembre, alle 20:45 una serata per capire il Patrimonio Mondiale, le sue sfide attuali e il fascino che le Dolomiti da sempre esercitano su chi le vive e studia, con due interventi: «Dolomiti patrimonio di tutti» a cura della direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO Mara Nemela e «Lis montes palies – i monti pallidi» a cura di Gianni Frigo, Operatore Naturalistico e Culturale Nazionale del CAI e presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI, che partirà dalle leggende (interpretazione poetica, fantastica e prescientifica della realtà dolomitica) per arrivare all’attuale spiegazione scientifica del perché le Dolomiti siano diventate così importanti da guadagnarsi il titolo di “patrimonio dell’Umanità”.