Contributi dei soci
Pochi chilometri, radure, sorgenti che ancora in luglio distillano acqua, il fitto dei faggi e degli abeti. Pochi chilometri e tante soste e tante storie, in una sorta di sentiero delle idee. La stazione metereologica del Rifugio che diventa spunto per Francesco per raccontare un inverno un po’ freddo e assai nevoso, di temperature che in quarantotto ore schizzano da meno dieci a più dieci, per capire la goccia fredda, la sconosciuta che spesso frequenta le nostre latitudini. Per spiegare che nessuna app potrà mai sostituire una carta topografica e la conoscenza del suo utilizzo. Per fermarsi davanti a un faggio riverso, schiantato da una ondata di gelo tardivo, e che si sta lentamente mummificando e ciò facendo svela dettagli della sua lunga vita. Per ricordare che in estate un temporale in alta montagna può far precipitare la temperatura di dieci e più gradi e non bisogna farsi trovare impreparati. Provate ad immaginare di essere su una spiaggia, in maglietta e costume, con il calore dei trenta gradi e di entrare ipso facto in una cella frigorifera, di lasciare socchiusa la porta per alcuni secondi e vedere l’effetto che fa. In montagna, nella ridotta visibilità di un temporale carico di grandine, con il freddo che rapidamente si materializza, non c’è una porta da cui uscire, bisogna avere uno zaino stipato di mezzi e di mestiere. E se anche può far sorridere chi non è esperto, la zaino “estivo” deve essere “pesante” e contenere giacca antivento e antipioggia, una seria non un velo di cipolla, un capo caldo, guanti, cappello di lana, scaldacollo, alimenti capaci di dare pronta energia. Si parte dal Rifugio, si torna al Rifugio. Si condivide cibo e di nuovo idee. E al pomeriggio la chiacchierata su un libro appena pubblicato e con preziosi contributi di Marco si muta spontaneamente, imprevedibilmente in una serissima assemblea Sezionale, sul campo. E l’aria ferma di luglio si riempie di analisi, suggerimenti, garbate critiche, autocritica. La conferma che l’Associazione funziona e gode di buona salute. Sotto l’ombra benevola del Rifugio, sempre lui. A cui mi lega una relazione che oramai definirei affettiva, che va ben oltre il mio ruolo ufficiale. Che peraltro volge al termine. Con la consapevolezza di avere fatto ciò che poteva essere fatto. E ciò che si può fare deve essere fatto. Le cariche passano, i ruoli si esauriscono, rimane il patrimonio personale di conoscenza e esperienza. Rimane, pronto a essere condiviso. Nello spirito di volontariato, di stima reciproca, di amicizia, che è la cifra della nostra Associazione.
Piergiorgio Iannaccaro – Presidente
Nella giornata di domenica 5 luglio nella splendida cornice del Rifugio CAI “Leone Grandinetti” è stata presentata la nuova guida del Club Alpino Italiano “Un anno sul Sentiero Italia CAI” in concomitanza della giornata formativa già in programma durante la quale, nel corso della breve escursione didattica sono stati approfonditi le tematiche della meteorologia grazie all’intervento del prof. Francesco Benevento , esposto il progetto “Citizen Science” Acque e Sorgenti Cai a cura di Marco Garcea Accompagnatore Escursionismo, le tematiche del paesaggio a cura del Presidente sezione CAI Catanzaro Piergiorgio Iannaccaro e della Tutela Ambiente Montano pillole del Bidecalogo a cura di Antonio Biamonte Operatore Regionale TAM. Il libro pubblicato il primo luglio scorso, propone 36 itinerari “imperdibili” dalle Alpi agli Appennini alle Isole, firmati da importanti autori della letteratura escursionistica italiana, tra i quali emerge il nostro Marco Garcea della Sezione CAI di Catanzaro. Il sentiero proposto da Marco è un percorso ad anello che parte da Villaggio Buturo passa dal lago Ampollino per chiudere allo stesso villaggio e ci conduce alla scoperta della biodiversità della Sila. Al termine della presentazione, condotta da Piergiorgio , Antonio e Marco si sono succeduti diversi interventi che hanno introdotto argomenti sulle terre alte e sul turismo montano sostenibile.
Biamonte Antonio – Operatore Regionale Tutela Ambiente Montano
Ci sono giorni destinati a rimanere impressi nella memoria. Un gruppo di amici veterani del Club Alpino Italiano Sezione di Catanzaro cammina insieme ai nuovi, che subito si integrano come se facessero parte di noi da sempre. Si chiacchiera e si fa conoscenza con il professor Francesco Benevento della Stazione Meteorologica Sant’Elia di Catanzaro, che ci affascina con nozioni di meteorologia e curiosità sul clima silano e calabrese. Poi Piergiorgio e Antonio, che ci raccontano con la spontaneità di esperti camminatori, le loro esperienze nei sentieri battuti in trentacinque anni di storia del CAI Catanzaro, che poi in realtà siamo attivi dal 2 febbraio del 1879, con aneddoti che solo la lunga esperienza sa narrare. Rientriamo al rifugio Leone Grandinetti a condividere un bicchiere di vino, un pezzo di pane e i vecchi ricordi del passato. Di come eravamo trent’anni fa, di come siamo oggi e di come potremmo essere in futuro. Le conversazioni continuano attorno al prato verde del rifugio, sui sentieri, sulla montagna e il suo avvenire. Intanto, il monte Gariglione fa da cornice con i suoi alberi maestosi, le sorgenti, le limpide acque di fiumi e torrenti e il suono dei campanacci delle podoliche appena arrivate. Con Vittorio che canta, Teresa che propone un brindisi, e Gidio che sorride insieme agli altri. Qualcuno dice che siamo sempre su questi sentieri. Ed è vero. Siamo sempre qui, animati da una grande passione, come custodi e sentinelle del Gariglione. E continueremo ad esserci finché fisico e gambe lo permetteranno. Sempre qui, nel piacere di condividere un cammino, accanto a chi custodisce la montagna con rispetto e dedizione. Per fortuna, in questo quadro, c’ero anche io, circondato da amici i cui nomi sono scolpiti nel cuore. Grazie a chi era presente. La storia continua!
Marco Garcea – Accompagnatore di Escursionismo












