Nei giorni scorsi una squadra di soci del Club Alpino Italiano Sezione di Catanzaro composta da Claudio Pileggi, Spinetti Rossana, Francesca Lo Duca e Rosanna Riccelli ha raggiunto i ghiacciai del Monte Rosa, un’esperienza di altissimo valore tecnico e umano, a conferma della costante attività del sodalizio catanzarese nel promuovere la cultura della montagna anche a livello nazionale.
La presenza del CAI Catanzaro sulle vette del massiccio simboleggia un forte legame tra le montagne calabresi e le grandi cime dell‘arco alpino, unendo gli appassionati in un’unica grande passione per la natura, la montagna e la condivisione dei valori dell’alpinismo.
Il Monte Rosa è il secondo massiccio montuoso più alto delle Alpi e d’Europa dopo il Monte Bianco, situato al confine tra l’Italia (Piemonte e Valle d’Aosta) e la Svizzera.
La sua vetta più elevata è la Punta Dufour che raggiunge i 4.634 metri s.l.m., ma l’intero gruppo conta ben 18 cime superiori ai 4.000 metri. Il nome “Rosa” non deriva dalle sfumature del tramonto sulle sue pareti, ma dal termine in lingua patois o dal latino rosia, che significa letteralmente “ghiacciaio” o “montagna ghiacciata”.
Sulla Punta Gnifetti (4.554 m) sorge la Capanna Regina Margherita, il rifugio alpino più alto d’Europa, sede anche di importanti laboratori scientifici per lo studio dei ghiacciai e della fisiologia umana ad alte quote. Il versante orientale del massiccio rappresenta l’unica vera parete di dimensioni “himalayane” presente nelle Alpi, con una parete di roccia e ghiaccio che si sviluppa per oltre 2.000 metri di dislivello. Questa scalata sulle alpi del CAI di Catanzaro e della sua squadra di alpinisti, rappresenta un motivo di orgoglio per la Sezione, testimoniando come la preparazione e la dedizione possano portare gli alpinisti locali fino ai tetti del continente.













