Il punto di appoggio storico, frequentatissimo da chi saliva da Vicenza verso Cima XII, era il Baito di Bivio Italia poco distante dalla cima. Questo ricovero, nato come postazione di comando della Grande Guerra, è stato per decenni il vero “bivacco di fortuna” per gli escursionisti vicentini. Molti escursionisti lo chiamavano genericamente “il bivacco per Cima XII”.
Noto anche come Baito Galmarara Pastorile, si trova a 1.987 metri di quota ed è un importante riferimento storico ed escursionistico dell’intero Altopiano di Asiago. Ha rappresentato uni dei centri logistici della zona monumentale della Grande Guerra, posizionato in un punto di snodo cruciale per chi sale verso la cresta di Cima Dodici. Il nome “Bivio Italia” fu coniato dall’esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale, era il fulcro di un’immensa rete stradale d’arroccamento d’alta quota che collegava le retrovie ai fronti caldi dell’Ortigara e di Cima Dodici.
Da questo bivio si diramavano tre celebri arterie militari austriache:
– Eugen-Strasse: dedicata all’arciduca Eugenio, che collegava la Bocchetta Portule.
– Karl-Strasse: intitolata all’imperatore Carlo, diretta verso i Covolini e i rovesci dell’Ortigara.
– Mecenseffy-Strasse: dedicata al generale Mecenseffy.
La struttura originaria nacque proprio come baraccamento militare o caposaldo in pietra per ospitare i comandi o i servizi logistici di questa imponente stazione di transito. Nel dopoguerra, persa la funzione militare, la struttura è rimasta a lungo un presidio per i pastori (da cui il nome Galmarara Pastorile) e un bivacco di fortuna per gli alpinisti. Nel 1965 La Sezione di Vicenza del CAI ottenne in concessione la proprietà ad uso gratuito per realizzare un provvidenziale riparo invernale per gli alpinisti, concessione che mantenne fino alla fine degli anni 70.
“… Il baracchino in questione, che sorge in prossimità di Cima XII in località “Bivio Italia”, sarà così attrezzato: – verranno messe in opera una porta ed una finestra, un camino che consenta il tiraggio anche con vento forte e tre brandine ribaltabili. Il bivacco sarà poi dotato di una tavola, di due sedie, di materassi e coperte, di un armadietto di medicinali, di una bombola a gas liquido con fornello, di una pala e di altra cose di dettaglio. ...”
- LPD, 1966, Un bivacco invernale nella zona più bella dell’Altipiano di Asiago: leggi l’articolo
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